“La mia vita cambiò radicalmente quando ebbi la sfortuna di perdere mio padre per motivi di salute, quando avevo solo 18 anni. Vivevo in Calabria e dovetti rimboccarmi le maniche per cercare un lavoro che potesse farmi vivere una vita dignitosa. E’ terribile perdere un genitore e perdere un capofamiglia lo è ancora di più, per giunta dovunque andassi a bussare, mi chiudevano le porte in faccia e la cosa che più mi faceva soffrire era che anche gli amici più intimi di mio padre, si rifiutavano di darmi una mano. Così decisi di lasciare tutti i miei affetti e la mia Calabria per spostarmi a Milano. Dal 2001 al 2004, ho continuato a condurre una vita da precario, uscendo da un’azienda ed entrando in un’altra, fino a quando nel 2004 conseguii il diploma in elettronica oltre a quello di operatore elettrico. La mia vita cambiò e i successivi tre anni li passai lavorando per una multinazionale, dove installavo motori elettrici per ascensori, ma sempre con un contratto a tempo determinato. Nel 2008, feci la mia prima vacanza fuori dall’Europa, in una zona vicino a New York City. Appena scesi dall’aereo, rimasi stupito e meravigliato da tanto splendore e da tanta cordialità e mi meravigliò tantissimo vedere come alla dogana facessero tanti controlli per garantire la massima sicurezza del Paese.

 Massimo Sacco non mollare mai

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Dopo le meravigliose vacanze natalizie, tornai in Italia piacevolmente cambiato, sentivo di avere acquisito una mentalità più aperta, mi sentivo diverso, la mia testa era sempre all’estero e di questo se ne accorsero anche i miei migliori amici, i quali mi ripetevano che ero cambiato in meglio, tanto da consigliarmi di cercare tramite internet, delle offerte di lavoro in America e in men che non si dica, venni a scoprire il Working Holiday in Canada. Mentre attendevo di terminare tutte le pratiche del trasferimento, continuavo a lavorare in Italia, ma avevo perso ormai tutta la voglia. Lavorare per 1.000 euro al mese, doversi svegliare presto la mattina, per poi raggiungere la parte opposta della città ed arrivare a fine mese con meno di 100 euro, dopo aver pagato il carburante e i mezzi pubblici, era davvero frustrante. Essere aiutato economicamente dalla mamma, lo era ancora di più. Così quando arrivò il momento di partire fui felicissimo, avevo l’adrenalina a mille, tra lo stupore della gente e degli amici che continuavano a considerarmi un folle, perché abbandonavo l’Italia per l’ignoto. Sapevo che la mia vita stava per cambiare in meglio, volando chilometri e chilometri lontano da un Paese che non era stato in grado di offrirmi un dignitoso futuro, verso un luogo dove la meritocrazia regnava sovrana. Arrivai in Canada nell’aprile 2010 e vi restai fino ad ottobre dello stesso anno. Mi sentivo un po’ spaesato, non conoscevo nessuno e non avevo neanche una buona conoscenza dell’inglese.

 Massimo Sacco non mollare mai

Iniziai a cercare lavoro, vivevo bene, lavorando come manovale, guadagnavo dignitosamente, tanto da riuscire a pagarmi i 750 dollari per l’affitto di una stanza, ma ben presto mi dissero che se avessi voluto restare in Canada, avrei dovuto trovare uno sponsor. Non sapevo neanche cosa fosse e ben presto fui costretto a tornare in Italia. Questo mi rese ancora più infelice di prima. Mi infastidiva il fatto che la gente giudicasse il mio rientro in Italia un fallimento, così, senza pensarci su due volte, cercai un secondo Working Holiday, questa volta per l’Australia e partii. Ho vissuto in Australia da gennaio 2011 ad aprile, facendo il cameriere in un ristorante di Melbourne. Purtroppo, nonostante il mio diploma in elettronica, non riuscii a trovare niente di più qualificato. Tornato in Italia e avendo acquisito oramai una buona conoscenza dell’inglese, cercai da subito delle agenzie a cui presentai il mio curriculum aggiornato, con la speranza di ottenere finalmente un lavoro stabile in patria. Ricerche del tutto inutili, perché in Italia, se non hai le giuste conoscenze, non otterrai mai risposte positive. Per sei lunghi mesi fui costretto a vivere sulle spalle di mia madre pensionata e così, per la terza volta, decisi di lasciare la mia terra natale e di trasferirmi a Londra, precisamente a Cambridge, come baby sitter per un paio di mesi, così da migliorare ulteriormente il mio inglese. Dopo quell’esperienza, sono tornato in Italia, dove ho lavorato come operaio di produzione a tempo determinato fino a fine gennaio. Coltivo sempre il sogno di andare via da qui, infatti prossimamente tornerò nuovamente in Canada. Il mio sogno è quello di trasferirmi definitivamente in quella magica terra, un Paese meraviglioso, dove se hai un buon mestiere le porte si aprono in qualsiasi parte e dove avere un’età superiore ai 30 anni, non è considerato un problema. Un luogo dove le leggi vengono applicate e seguite da tutti gli abitanti e dove tutti i cittadini sono realmente uguali di fronte alla legge. Dove la gente è cordiale, disponibile ed educata, priva di atteggiamenti di arroganza o inciviltà, ma soprattutto dove regna il rispetto assoluto nei confronti del prossimo, che sia un barbone o una persona benestante. Anche se impiegherò del tempo, ho le attitudini giuste per riuscire a realizzare il mio sogno, perché non ho mai mollato e mai mollerò e perché solo quando sono lontano dall’Italia, sto bene.”

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Massimo

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