Massimiliano: in Italia mi sentivo soffocare
Massimiliano, 29enne di Palermo, guarda lo scooter che ha comprato da poco. È bello, tirato a lucido, e lo vedrebbe a sfrecciare lungo una strada costiera della Sicilia o, meglio ancora, per qualche via del mondo. Invece, lo scooter gli serve solo per andare e tornare dal lavoro.
Il ragazzo sa che dovrebbe essere grato di avere un lavoro fisso come repartista e cassiere in un negozio di una catena di supermercati. Molti suoi amici non hanno un lavoro stabile e lo sognano. Tuttavia, lui è giovane, carico di energia, e, a ogni giorno che passa, si sente soffocare sempre di più. Adesso, che è appena rincasato dal lavoro, sistema lo scooter in garage.
Lo guarda ancora un po’, come se un semplice sguardo fosse sufficiente per far sì che, l’indomani, il mezzo non imbocchi più la strada verso il supermercato ma ne scelga un’altra, che lo porterà chissà dove, a vivere chissà quali avventure ed esperienze!
Massimiliano vive ancora con i genitori perché, a differenza di molte persone che conosce, non ha scelto di sposarsi solo perché “l’età è giusta”. Dal punto di vista economico, vivere con mamma e papà gli conviene ma, per certi aspetti, anche questo contribuisce a farlo sentire in trappola. Massimiliano ha sempre pensato che si debba metter su famiglia quando si è pronti, non quando lo impongono i genitori o quando si raggiunge una certa età, e, dato che è una persona onesta, sa che il suo momento per sposarsi e avere dei figli non è ancora arrivato. Il suo sogno è vedere il mondo.
Il primo passo è spostarsi verso il nord, precisamente, a Verona. Lì, Massimiliano svolge diversi tipi di lavoro, ha le sue prime esperienze imprenditoriali e inizia a studiare canto lirico. Tuttavia, poiché Verona è comunque in Italia, presto il ragazzo comincia ad accorgersi che la vita gli va stretta anche lì.
Passano altri 12 anni e, finalmente, Massimiliano si lascia alle spalle il suo Paese natale e parte per Londra. La capitale inglese è anche l’occasione, per lui, per continuare a studiare canto e migliorare la sua voce da tenore. Massimiliano riesce a partecipare alle selezioni per Britain’s Got Talent, ma qualcosa sta cambiando nuovamente. Lo sguardo di Massimiliano è puntato verso le Filippine, quindi, decide di lasciar perdere l’opportunità ma mantiene la passione per il canto.
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L’interesse per le Filippine è nato dall’incontro con un collega, originario proprio di quel Paese, che pian piano ha fatto venire a Massimiliano delle fantasie su un trasferimento lì. Ecco che il ragazzo comincia a studiare l’area del sud-est asiatico e le Filippine in particolare, sapendo di poter contare su una valuta, l’Euro, che lì permette di vivere bene.
Quando si iscrive a un sito di incontri, Massimiliano non può immaginare di trovarvi colei che sarebbe diventata sua moglie. Margarita è filippina e, grazie a lei, Massimiliano comincia ad assaporare lentamente i vari aspetti della vita nel Paese e dei filippini. Lui stesso, vivendo a Londra, ha notato come i filippini che hanno lasciato il loro Paese di origine cambino, perdendo un po’ di magia.
Una volta volato nelle Filippine, Massimiliano viene accolto come un principe da Margarita che, ancora oggi, continua a coccolarlo, nonostante sia molto impegnata con il lavoro. Inoltre, la vita della donna è accompagnata dalla fede in Dio, che arricchisce anche l’esperienza di Massimiliano nelle Filippine.
Sono passati molti anni da quando Massimiliano era solo un giovane che si sentiva ingabbiato nella sua città natale, costretto in una vita monotona e senza sbocchi. Adesso Massimiliano vive con Margarita nella capitale Manila, perché lei lavora lì, ma è una sistemazione temporanea dato che la città è molto caotica. Tuttavia, Manila è anche il più importante centro bancario e finanziario delle Filippine e Massimiliano osa dire che i ricchi di lì hanno più soldi dei ricchi italiani.
Massimiliano ha comprato un terreno, che però è intestato alla moglie, perché le leggi locali tutelano i filippini e, quindi, gli stranieri hanno dei limiti per l’acquisto dei terreni e per ciò che possno costruirci. Il trasferimento nelle Filippine lo ha portato lontano da tutto quello che gli era famigliare ma nessuno dei suoi cari lo ha ostacolato, forse perché sapevano che, altrimenti, lo avrebbero allontanato ancora di più.
L’amore per Margarita rende la sua vita nelle Filippine ancora più bella e, tramite lei, Massimiliano si è legato a una grande società immobiliare, cominciando a gestire appartamenti nei residence di Manila.
Insomma, guardando al passato, Massimiliano vede un percorso fatto di piccoli e grandi cambiamenti nonché di incontri apparentemente fortuiti che lo hanno portato nelle bellissime Filippine, che spesso vengono ancora considerate un “Paese del Terzo Mondo”, dove magari non tutto funziona bene come in Europa, però ci sono aspetti della vita locale che Massimiliano non cambierebbe per nulla al mondo.
Per esempio, gli uffici sono spartani, seppur muniti di ventilatori e aria condizionata, ma chi vi lavora lo fa con un bel sorriso stampato sul volto. In più, lui ha ricevuto piuttosto velocemente i documenti necessari per sposarsi. Le divise spesso sono delle maglie delle squadre di calcio con delle scritte delle varie circoscrizioni.
È fondamentale stipulare un’assicurazione sanitaria perché la sanità è tutta a pagamento e le attese per una visita o un esame sono piuttosto lunghe, come in Italia. Tuttavia, lì non ci sono disservizi tali da causare risse o lamentele, anche perché i filippini si lagnano raramente.
Per quanto riguarda i mezzi pubblici, ci sono autobus che collegano il nord e il sud del Paese ma molti mezzi sono privati. Su tutti, Massimiliano evidenzia le tipiche jeep che fanno fermate su richiesta o i sidecar (chiamati “tricicli”) e i taxi, anche se lui sconsiglia di usarli. Soprattutto ai turisti, Massimiliano suggerisce di scaricare Grab.
Massimiliano non ha dovuto cercare casa, perché Margarita aveva già un’abitazione, ma, se hai spirito di adattamento, intraprendenza e parli un po’ d’inglese, non è difficile trovare un posto in cui vivere, anche se è sempre meglio avere un aggancio e, quindi, affidarsi a qualcuno che vive in loco.
Del resto, le persone locali sono sempre accoglienti e Massimiliano si è sentito il benvenuto sin dall’inizio. Lui e la moglie vivono per scelta in una zona molto popolare e questo gli permette di entrare regolarmente in contatto con le persone che vivono la “vita vera” e non quella dei resort o delle principali spiagge turistiche, sempre affollate.
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Le Filippine sono un Paese dov’è ancora possibile avere uno stile di vita semplice. I bambini giocano per strada con i sassi o le figurine e condividono tutto, oltre ad avere una grande inventiva per trasformare, per esempio, una bottiglia con due cannucce in una bambola. I più grandicelli, come gli adulti, sfrecciano per le strade sui loro motorini, solitamente senza casco, e con lo stereo a palla. Questo accade principalmente nelle province o nelle campagne.
La vita è vissuta all’aria aperta e l’impatto del telefono o della televisione è minimo o nullo. A chi sogna di trasferirsi lì, Massimiliano non ha consigli da dare perché le Filippine sono un Paese contradditorio: o le ami o le odi. Le abitudini sono diverse da quelle italiane e per molte persone può non essere semplice accettarle.
Da quando vive lì, Massimiliano ha capito che l’unica cosa che puoi comprare con i soldi è il tempo.
A chi sogna un viaggio nelle Filippine, Massimiliano dice che ci sono tanti bei posti da visitare ed è importante scegliere in base al budget e al tempo a disposizione. Personalmente, lui non ama i luoghi troppo turistici e affollati. I filippini condividono alcune abitudini con gli italiani, come i pranzi in famiglia, mentre le differenze fra i due Paesi includono il clima, l’accoglienza e la semplicità della vita.
Se potesse tornare indietro, Massimiliano spenderebbe meno denaro per acquistare oggetti inutili e investirebbe in delle attività di cibo e trasporti. In realtà, da un mese a questa parte, Massimiliano è entrato nel mondo dello street food filippino associandosi a una compagnia di franchising. Per ora, Massimiliano offre un piatto tipico locale, il “siomai”, ma spera di aggiungere presto anche piatti italiani, perché sono molto richiesti.
Una cosa che lo rende molto orgoglioso è essere riuscito a portare sua madre a vivere nelle Filippine, così da ripagarla, almeno in parte, di tutto ciò che ha fatto per lui.
Anche se Massimiliano è sempre stato di mentalità aperta, vivere lì lo fa sentire più giovane, soprattutto dentro. Del resto, basta poco per essere felice: ammirare il tramonto, ascoltare il canto di un gallo oppure osservare la pioggia che cade.
Un progetto futuro è quello di costruire una casa nel verde, con degli animali da cortile, che sia più di una semplice dimora.
Per contattare e seguire Massimiliano:
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