Manuel Paone: a Londra ho conosciuto Natalia. Ci siamo innamorati e l’ho seguita in Cile
di Gloria Vanni
Manuel e Natalia Paone sono una coppia molto divertente. Perché? Dai un’occhiata a La finestra Ristorante su Instagram e sarai d’accordo con me. Non mi è mai capitato di ridere così con piacere seguendo il profilo di un locale che a ottobre 2024 ha festeggiato 11 anni di attività.
Ho conosciuto Manuel a Santiago del Cile e nel suo ristorante ho assaporato cucina saporita e un’ottima pizza. Sono pure riuscita a fermare Manuel per circa un’ora di chiacchiere. Sì perché lui è come si presenta su Instagram: sempre in movimento, pronto a ridere e a fare ridere, generoso e impaziente, un vulcano in continua eruzione.
Classe 1980, Manuel nasce a Bolzano ma cresce in Calabria, a Marcellinara, comune in provincia di Catanzaro. È il più grande di tre fratelli. Papà muratore e mamma casalinga, il nonno lavorava alla Lancia e la nonna era sempre con la “pacchiana”, elegante costume tradizionale.

«Tutti si sono comprati la moto, io mi sono iscritto all’università: ho iniziato agraria. Poi Luciano De Crescenzo mi ha aperto nuovi orizzonti e mi sono iscritto a Sociologia, a Roma, alla Sapienza. Per mantenermi ho cominciato a lavorare nella ristorazione e un giorno sono partito per l’Australia. Poi, torno a Roma per finire l’università, mi laureo e vado a Londra dove conosco Natalia e ci innamoriamo. Io lavoravo in una catena di ristoranti spagnoli come aiuto cameriere prima, anfitrione poi e riempivo il ristorante. Guadagnavo bene e benché il mio sogno fosse di sposare una italiana, mi sono innamorato di una cilena e quando lei ha deciso di tornare nel suo paese le ho detto: “Vengo in Cile”. Così è stato, dopo tre mesi, a febbraio 2012, ero a Santiago».
✔ Come si vive e quanto costa vivere a Londra? Ve lo raccontiamo nella nostra guida! ✔
Com’era il Cile in quegli anni, Manuel?
«Era un Paese competitivo dove tutti lavoravano. Un Paese sulla cresta dell’onda dove i giovani avevano spazio e si respirava un grande entusiasmo. Un giorno un amico di Natalia mi propone di investire e mi porta al numero 3465 di Avenida Irarrazaval, a Nunoa: era un disastro! Ma ho visto la vite, mi ha ricordato la campagna di mia nonna e l’ho chiamato La finestra dalla “Serenata Rap” di Jovanotti, che dice: “Affacciati alla finestra, amore mio”. Ho aperto il locale nel 2013. Sono venuti mia sorella e mio fratello, la mia squadra era la mia famiglia, giovani con tanti sogni. A fine agosto non funzionava nulla, mi mancava l’esperienza manageriale, però potevo farcela. Per fortuna Natalia torna dagli Stati Uniti, lei viene dal mondo dello sport, è una manager. Siamo due soci, io e mia moglie. Un critico gastronomico viene a mangiare a La finestra e ci dà 6 forchette su 7. È l’inizio di una strada di successi».
Fino al 2019 quando il Cile è attraversato dallo spirito della ribellione, il Paese è esploso e la città è bruciata per 15 giorni. Cosa ricordi Manuel?
«Io ero visto come un nemico perché dilagava l’odio anche verso gli imprenditori. C’era il coprifuoco, arrivavo alla metropolitana, i militari mi sparavano e i manifestanti mi sputavano in faccia. È stato chiuso tutto e allora mi sono inventato i “calzoncini della vittoria”, dei piccoli calzoni da vendere come cibo di strada. A dicembre si riparte ma a febbraio, con la pandemia, siamo falliti. Allora andiamo in banca e chiediamo due prestiti. Abbiamo organizzato due squadre di lavoro, ho iniziato a fare video su Tiktok invitando le persone a sceglierci, i nostri clienti ci hanno aiutato. Il Cile ha riaperto a settembre 2020, non trovavo lavoratori, la gente prendeva sussidi e non voleva lavorare. Abbiamo organizzato una squadra di 75 persone, pago il doppio il personale che ha diritto a due domeniche al mese e sette domeniche l’anno di riposo, lavoriamo sette giorni su sette».
☞ Investimenti all'estero? Scopri come fare per aprire un'attività a Londra! ♕
Come vedi il Cile oggi?
«È un paese di contrasti: c’è rabbia e felicità. È il Paese del Sud America che più è cresciuto livello economico. Il Cile mi ha aperto le braccia e mi ha dato la possibilità di realizzare i miei sogni. Se vieni qui e sei capace di fare la differenza allora puoi fare qualcosa. L’acqua nel deserto non c’è, la devi portare tu. I cileni non sanno cucinare e mangiano male: se gli togli il forno a microonde sono persi! È l’unico paese al mondo che è uscito da una dittatura senza fare una guerra civile. C’è energia frizzante, c’è fermento. È tutto possibile e molto dinamico. Qui i giovani fanno, fanno e continuare a fare».
Hanno tre figli Natalia e Manuel: Luca, Vittoria, Valentino e sono tutti molto sportivi. Lui sprizza genuinità italiana, lei sensualità latina e sono bravissimi nella comunicazione. Esilarante il video dell’italiano che piange perché gli mettono il formaggio sulla pasta con le vongole!
A La Finestra, ristorante familiare nel quartiere bohémien di Nunoa, pizza e pasta sono proposte che funzionano. Apriamo il menu? Una decina di antipasti tipicamente italiani – insalata caprese, mozzarelline fritte, olive ascolane, arancini al ragù, carpaccio di salmone… -, otto antipasti base focaccia e pizza, sette piatti d’autore – risotto ai frutti di mare, salmone marinato al profumo di agrumi, parmigiana… -, 12 tipi di paste, dai ravioli maremmani agli gnocchi, 18 pizze classiche e altrettante gourmet, insalate e dolci come cannoli siciliani, tiramisú, pannacotta… Ah, la cottura al dente oggi è molto apprezzata!

Com’è una tua giornata tipo, Manuel?
«Mi sveglio presto, leggo, mi informo, poi medito mezz’ora, sono buddista. Sveglio i miei figli e li porto a scuola. Vado al ristorante tutti i giorni eccetto il martedì che vado all’Accademia di pittura: seguo corsi di pittura realista. Al ristorante oggi sono il direttore del gusto: ho insegnato le mie ricette agli altri, provo e correggo i piatti, faccio sì che la qualità continui a essere costante. Alle 15 i bimbi escono da scuola e mi dedico a loro. Sto studiando pittura, ho un sacco di idee e di cose da dire. A Santiago sono nella mia zona di comfort e spero di poterti dire un giorno che sto facendo delle mostre. Con Natalia ci alterniamo per stare il più possibile con i nostri figli ogni giorno. Lei si dedica allo “skin fit”, ginnastica facciale per sollevare, tonificare e rassodare i muscoli del viso e ha già aperto quattro centri a Santiago».
Potrebbe interessarti: tutto ciò che c'è da sapere per frequentare un Master a Londra ✌
Cosa consigli a chi volesse fare un viaggio in Cile e magari pensare di trasferirsi?
«In primo luogo, consiglio a tutti di viaggiare. Quando ritorni a casa, ti rendi conto che tutto è uguale ma tu sei cambiato. La crescita che fai come viaggiatore e emigrante è incredibile. In Cile se sei italiano, sei ammirato, però bisogna tenere presente che è un paese costoso. La cultura va di pari passo con i soldi e c’è molto classismo, come in America in generale. I lavori manuali sono pagati poco. La vita mia ha insegnato che le cose vanno e vengono e perciò non mi preoccupo».
Che siano due creativi, Natalia e Manuel, lo si evince dai loro video, dalle loro scelte di comunicazione, dalla passione e dall’energia che mettono in ciò che fanno. Entrambi ci mettono la faccia, si mettono in gioco e allo stesso tempo vogliono godersi più la vita. Manuel in particolare sceglie di delegare al ristorante per stare di più con la sua famiglia e dare spazio alle sue passioni. Su Youtube è El Tano TV, blogger e sociologo, viaggiatore e sognatore. È Natalia che fa girare le ruote di tutto, ammette lui. Siamo una coppia che funziona, aggiunge lei: «Abbiamo avuto la fortuna di trovarci e ci impegniamo a superare insieme anche i momenti più faticosi o meno semplici».
Termina qui l’intervista a un emigrante italiano, orgoglioso di esserlo, cresciuto vicino a Tiriolo, centro agricolo della Sila Piccola dove si possono vedere il Mare Tirreno e lo Ionio, la Sila e le Serre, l’Arcipelago delle Eolie e in lontananza la cima innevata dell’Etna. Da qui forse nasce lo spirito di ricerca che ha fatto sentire Manuel un novello Ulisse.
Segui Manuel e Natalia sui social:
Magazine



