Vivere in Inghilterra: l’esperienza di Stefano

“Esperienza di vita unica, internazionalità e solo a due ore di aereo dall’Italia.” Questi sono i motivi principali che hanno spinto Stefano Potorti a vivere in Inghilterra, a Londra. Perché non è necessario spingersi poi così lontano per ricominciare… “ basta aver fiducia e darsi da fare ed i risultati prima o poi arrivano” e Stefano ce lo dimostra in questa intervista.

“Ho lasciato l’Italia nel 2003, perchè l’ambiente lavorativo italiano, con tutta la sua burocrazia, iniziava ad andarmi stretto. Ho scelto di trasferirmi a Londra per il suo carattere di città internazionale. Sono partito con la certezza che avrei trovato la mia dimensione in una città unica al mondo. E così è stato. Arrivato qui mi sentivo come un bambino al Luna Park.

Ho respirato da subito l’aria internazionale ed ho avuto la certezza che quella fosse la città giusta per me. Dal punto di vista lavorativo, il progetto era quello di continuare la mia crescita nel settore dell’hospitality, sfruttando le enormi opportunità che questa città offriva allora e continua ad offrire oggi.”

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Il primo anno è stato difficile?

Non eccessivamente. Lo scoglio principale è stato la lingua, infatti quando sono arrivato, per me risultava impossibile comunicare. Non avevo mai studiato inglese, poichè a scuola mi era stata insegnata la lingua nobile (il francese). Mi è toccato impararlo sul campo, è stato divertentissimo e dopo qualche mese la situazione è decisamente migliorata.

Ci saranno sicuramente stati momenti di sconforto, cosa o chi ti ha aiutato a non arrenderti?

La certezza che i risultati sarebbero arrivati e la consapevolezza che l’esperienza che stavo vivendo, era unica e non andava sprecata. A volte sembra che la luce alla fine del tunnel non ci sia, ma basta aver fiducia e darsi da fare ed i risultati prima o poi arrivano.

Milano e Londra, due metropoli a confronto:

Sono due città che non possono essere paragonate neppure lontanamente. Milano spicca nel panorama italiano, ma rimane comunque una città estremamente provinciale se paragonata a Londra. Quest’ultima invece, rappresenta una sorta di mondo in miniatura, dove tutte le culture si integrano e si mescolano perfettamente.

Che attività svolgi a Londra?

Ho sempre lavorato nel settore dell’hospitality, fin da quando ho terminato l’università. I primi anni a Londra ho svolto un paio di esperienze significative, tra cui una in cui sono stato per più di 3 anni a contatto con il vice presidente del gruppo Bulgari, per lo sviluppo del suo concetto ristorativo (Obika Mozzarella Bar). Da 3 anni ho creato la mia compagnia, specializzata nel supportare l’internazionalizzazione d’impresa per attività ristorative ed agroalimentari, oltre ad occuparci di organizzazione eventi.

Ci sono possibilità di lavoro per chi volesse trasferirsi?

Dipende molto dal settore e dalla posizione ricercata. Generalizzando, posso dirti che a Londra non è difficile trovare per lo meno un lavoretto per mantenersi.

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Come è cambiato il tuo stile di vita?

E’ cambiato totalmente. Da stile di vita di italiano tipico è diventato uno stile di vita internazionale. Ho scoperto altre culture, modi di vivere e di pensare. Ho iniziato ad allargare il giro dei contatti che, conseguentemente sono diventati sempre più internazionali.

 

Quali sono i tuoi hobby?

Il primo in assoluto è decisamente cucinare. Anche se il tempo per farlo è sempre poco. Amo giocare a tennis e viaggiare quando posso, anche solo per un weekend.

E’ stato complicato risolvere le questioni burocratiche riguardanti il trasferimento della tua residenza a Londra?

Assolutamente no. Ci ho impiegato 10 minuti.

Ti manca l’Italia?

Mi manca il mare, ma l’Italia in quanto Paese no, forse anche perchè ci torno spesso per lavoro o in vacanza.

Pensi di ritornarci in pianta stabile un giorno?

Decisamente no. Ritornerò di certo in Italia, ma non nella città in cui sono cresciuto.

La mail di Stefano:

stefano@sagitterone.com