Josep Maria Jujol

Josep Maria Jujol i Gibert nacque a Tarragona nel 1879. Sin da bambino dette prova di possedere doti naturali di artista e pittore e, per permettergli di frequentare le migliori scuole, i suoi genitori, si trasferirono a Barcellona con tutta la famiglia.

Qui Jujol studiò architettura ma, prima di essere un architetto, era un artista, un pittore e uno scultore. Come i suoi contemporanei, era molto attratto dalle forme della natura (insetti, animali, foglie), da cui traeva ispirazione.

Jujol è considerato l’architetto modernista maggiormente capace di elaborare dettagli e disegni estremamente ornamentali, dotato, inoltre, di una fervida immaginazione. Fu titolare della cattedra della Scuola di Architettura e professore di disegno della Scuola Professionale di Barcellona. Fu un personaggio singolare che oltrepassò le frontiere di Catalogna arrivando fino a Tokio, dove ottenne una cattedra all’Università.

L’epoca Barcellonese

Jujol fece i primi passi nell’architettura a Barcellona iniziando a collaborare con l’architetto Jose Font i Gumà per il restauro del Palau Savassona, sede dell’attuale Ateneu Barcelonès, e qui avvenne l’incontro con Gaudí. Il geniale architetto modernista, di una trentina d’anni più vecchio di lui era, all’epoca, all’apice della sua carriera e aveva già realizzato la maggioranza delle sue opere.

Questi riconobbe subito la genialità del giovane architetto e volle conoscerlo. A partire da quel giorno, nacque un sodalizio importante tra i due e Jujol divenne il principale collaboratore di Gaudí, occupandosi soprattutto dei dettagli pittorici e scultorei delle sue costruzioni.  Jujol fu il più importante collaboratore di Gaudí per quanto riguarda i dettagli artistici delle sue opere.

Josep Maria Jujol

L’architetto tarragonese fu, infatti, l’artefice delle ceramiche della facciata di Casa Battlò; delle pitture della cappella e del disegno delle porte di legno. Progettò le balconate e le pitture della Pedrera e disegnò lo scalone d’entrata del Parc Güell, oltre a essere l’autore delle panchine rivestite di mosaico colorato della piazza principale.

Quando Gaudì si trasferì a vivere all’interno della Sagrada Familia, per completare la sua opera maestra, Jujol lo andava spesso a trovare e mantenne un rapporto di adorazione, amicizia e affetto fino alla sua morte.

L’epoca di San Joan Despí

Nel 1926, Jujol fu nominato architetto del municipio di San Joan Despí, un paesetto a 15 chilometri di distanza da Barcellona. Qui la borghesia catalana trascorreva le sue vacanze estive. Oggi è quasi una periferia della città e si raggiunge facilmente in tram o in treno (linea Renfe). Durante i 25 anni del suo incarico, Jujol ridisegnò i connotati del municipio, divenuto oggi meta turistica grazie anche al volume e al valore delle opere moderniste che ospita.

La prima opera dell’architetto a San Joan è una casa di vacanze di sua zia che risale al 1913: la Torre de la Creu, meglio conosciuta dalla gente del posto come la Torre dels Ous (in italiano: torre delle uova, per le 5 cupole che coronano il tetto).

Torre de la Creu barcellona

Si tratta di un edificio, formato da 5 cilindri, diviso internamente in due unità indipendenti. In questo modo, una veniva usata per la famiglia e l’altra per affittare ai villeggianti. Questa era una pratica usuale della borghesia dell’epoca che permetteva di pagare le spese di manutenzione della seconda casa: un sorta di Airbnb ante litteram!

Completata l’opera, Jujol ebbe la sua “carta da visita” che gli permise di operare a piacimento nel suo intorno. Altra opera singolare è Can Negre, un’antica cascina del secolo XVII. La ristrutturazione di questa casa durò quasi 20 anni e Jujol poté infondere nel restauro tutto il suo estro e la sua immaginazione.

Josep Maria Jujol bottiglie

La decorazione della facciata risulta particolarmente spettacolare: è un balcone a forma di carrozza al quale si può accedere da una scala esterna … di fantasia Jujol ne aveva veramente da vendere! Tutte le decorazioni della casa sono ispirate alla vita e al lavoro dei campi: forconi, paglia, brocche … divenuti veri e propri simboli del “jujolismo”.

Se passate da Barcellona e volete uscire dai circuiti classici del modernismo catalano per ammirare l’opera di uno dei suoi architetti più fantasiosi, una tappa a San Joan Despí è fortemente consigliata.

Di Paola Grieco