Una carriera di successo nel mondo dell’editoria informatica mi ha fatto conoscere il mondo e in particolare gli Stati Uniti, ma il richiamo delle radici è sempre stato forte. Tutto però è cambiato in un romantico pomeriggio di primavera a Treviso, nel 2008, dove io e mia moglie Maria, abbracciati su uno splendido ponte che guardava la città vecchia, abbiamo preso insieme, all’unisono, la decisione di trasferirci con tutta la famiglia in Florida.

MAPPA USA sogno americano

A quei tempi ero direttore responsabile di una testata di uno dei principali editori nazionali e mia moglie era responsabile commerciale di una società che produceva sistemi di depurazione dell’acqua, di cui era anche socia, e aveva appena ricevuto un’importante proposta da un’azienda di network marketing, settore in cui aveva già maturato un’esperienza enorme collocandosi sempre entro i primi dieci posti a livello mondiale nelle compagnie dove aveva lavorato. Entrambi avevamo quindi una posizione invidiabile, un ottimo reddito, buone prospettive per il futuro e una miriade di contatti che avremmo lasciato alle spalle.

Eppure avevamo un sogno: dare ai piccoli gemelli Alex e Stefano e a noi stessi un ambiente caldo, amichevole, dove la civiltà moderna si unisse alla natura. Pochi mesi prima, per le vacanze di Natale del 2007, eravamo andati tutti a Clearwater, in Florida, quella che io personalmente definisco la “Viareggio della Florida”. Un posto splendido, affacciato sul Golfo del Messico, nella Florida centrale, premiato come spiaggia più bella degli Stati Uniti nel 2008. A una sola ora da Orlando con i suoi parchi divertimenti e a quattro ore di macchina da Miami. Conoscevamo già il posto perché alcuni nostri amici vi si erano già trasferiti molto tempo fa e ci avevano invitato a più riprese.

Clearwaters sogno americano

Quel particolare Natale del 2007, ci colpì il clima caldo e avvolgente, le spiagge bianche e poco frequentate, la sostanziale assenza di traffico e di rumore. Ogni volta che uscivamo di casa, c’erano gli scoiattoli pronti a darci il benvenuto e bastava guardarci intorno per vedere ogni genere di uccello marino. Il mare era blu, caldo e ricco di vita e comunque eravamo a pochi minuti dai più moderni centri commerciali dell’area e dall’aeroporto internazionale di Tampa.

I gemelli, Alex e Stefano, che all’epoca avevano 9 anni, ne furono subito entusiasti e ci chiesero di cercare una scuola per loro. Cominciammo la ricerca e insieme a mia moglie raccogliemmo anche informazioni sulla vita lavorativa negli Stati Uniti, sulle leggi per la richiesta di un visto, sulle condizioni economiche dello Stato. Entrambi eravamo consapevoli che gli Stati Uniti stavano entrando in un profondo periodo di crisi e che non potevamo lasciare nulla al caso. Ma una volta tornati a casa, a Milano, ci rendemmo subito conto che la nostra vita era già cambiata: Alex e Stefano ci chiedevano in continuazione se avevamo trovato una scuola per loro in America e non perdevano occasione per dirci che non vedevano l’ora di tornare in quella che sembrava essere diventata la loro nuova casa elettiva. Io e Maria sentivamo Milano sempre più stretta.

Roberto Mazzoni sogno americano

Cominciammo quindi quasi subito le pratiche del visto: sapevamo che saremmo potuti stare solo per un breve periodo, che ci sarebbe servito per metterci alla prova e anche per costruire le condizioni per ottenere un secondo visto che consentisse un soggiorno più lungo: non avevamo sponsor o “santi in paradiso”, il nostro futuro era nelle nostre mani.

In quel fatidico pomeriggio a Treviso, io e Maria ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso che volevamo giocare il gioco fino in fondo e che era la migliore scelta per la nostra famiglia: i bambini avrebbero pututo imparare l’inglese e acquisire un’esperienza internazionale fin da piccoli e noi avremmo avuto l’opportunità di costruire una vita completamente diversa, giocando con regole che avremmo dettato noi, su un terreno completamente nuovo. Dopo quella decisione tutto si è mosso rapidamente: abbiamo lasciato i nostri impegni lavorativi e abbiamo preparato il grande trasloco che ci ha portato a vivere in Florida, tutti insieme, l’8 luglio del 2008.

Ecco come fare per andare a vivere in America: i documenti necessari e molto altro!

USA Spiagge sogno americano

Da allora mi sono trasformato, per scelta, in un imprenditore in campo immobiliare e ho creato sette società, di cui alcune gestite per altri soci italiani di cui seguo gli interessi in Florida.

Dopo una lunghissima carriera giornalistica e manageriale presso grandi società editoriali, sono diventato il capo di me stesso, ho imparato come si gestisce un’azienda in un paese diverso con regole completamente nuove, e in un settore che è innovativo persino per gli americani. Acquisto case dalle banche americane a un prezzo scontatissimo, le ristrutturo e quindi le rivendo sul mercato americano e internazionale, utilizzando i fondi degli investitori italiani con cui collaboro.

Mia moglie Maria mi aiuta sul fronte commerciale e mi sono creato in meno di due anni una fitta rete di alleanze e di collaborazioni che mi ha permesso di operare con successo fin dall’inizio e di superare gli ostacoli posti dalla lingua e dal nuovo mercato. Ricordo ancora il primo incontro e la prima trattativa: temevo che il mio accento italiano sarebbe stato d’ostacolo, che non mi avrebbero preso sul serio, ma non fu così. Il bello dell’America è che non importa chi sei stato prima, conta chi sei oggi e che cosa puoi fare per contribuire. Oggi sono perfettamente a mio agio nel mio nuovo ruolo e riesco a vivermi la famiglia e il lavoro insieme, esattamente come desideravo fare.

USA

L’America mi ha aperto le porte a un mondo estremamente competitivo e dinamico dove in due anni ho imparato moltissimo, e dove sono stato subito accettato senza domande. Ho scoperto frontiere inesplorate anche nei settori in cui mi sentivo già esperto, come il marketing su Internet e l’editoria digitale. In fondo non ho perso la mia vena giornalistica e oggi la uso per sviluppare la nostra attività imprenditoriale, fornendo informazioni e training ad altri investitori e collaboratori, in Italia e negli USA.

Non è stato sempre facile, è stato un periodo intenso e avventuroso, ma siamo una famiglia diversa e felice. Ho una bella casa con uno splendido giardino dove i miei figli vanno a caccia di lucertole e animaletti e costruiscono le loro invenzioni. E’ una villa molto grande che abbiamo acquistato da una banca e ristrutturato secondo i nostri gusti. Il mio ufficio è collegato alla casa e quando non lavoro al computer per analizzare il mercato e le opportunità, sono sulla mia moto, in maniche corte, a caccia di occasioni e a supervisionare i progetti, sotto lo splendido sole della Florida. Mia moglie ha il suo ufficio che guarda sul cortile posteriore e può seguire i bambini più da vicino quando sono a casa da scuola, com’era suo desiderio, e gestire la sua parte di lavoro nelle nostre imprese in modo flessibile, com’era abituata a fare anche in Italia.

Roberto Mazzoni e consorte

Non siamo più due ragazzini, ma ci sentiamo come tali. I nostri figli parlano correntemente in inglese e oggi hanno una cultura internazionale e, come famiglia, stiamo vivendo un sogno che ci coinvolge ogni giorno e che ci pone sfide e premi quotidiani. Quel che personalmente adoro della mia nuova vita, è che posso viverla a stretto contatto con la mia famiglia. La Florida mi offre l’alternativa di essere un imprenditore di successo, collegato con il mondo e con un’economia dinamica e competitiva, oppure di godere il passo lento del mare e del sole tropicale.

Roberto Mazzoni

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