Ringrazio moltissimo la redazione di “VOGLIOVIVERECOSI’” per avermi concesso spazio per il mio resoconto di viaggio. Potrà sembrare lungo ma volevo spiegare nel dettaglio cosa ho imparato durante il percorso.

Amanda Marzolini animazione

COME HO DECISO DI INTRAPRENDERE QUESTA ESPERIENZA

Dopo un tirocinio a Lisbona, lavoravo part-time in un negozio della città e nel tempo libero collaboravo con uno studio stilistico. La precarietà del lavoro non mi consentiva più di sostenere le spese essenziali, così sono rientrata dai miei. Dopo aver vissuto in una capitale europea, gli spazi provinciali appaiono noiosi e privi di brio, per cui avevo una ragione in più per cambiare ancora aria. Prima di tornare in campagna, ho cercato offerte di lavoro che prevedessero trasferte all’ estero. Fortunatamente, l’ annuncio perfetto per me, riguardava l’animazione turistica in Egitto, ai miei occhi una novità assoluta, ma di certo un modo per conoscere nuove persone e luoghi, esercitare le conoscenze linguistiche e mettersi alla prova. Unire curiosità e necessità. Un altro vantaggio era guadagnare qualcosa ed usufruire su vitto ed alloggio gratuiti. Si poteva “salvare” molto del denaro guadagnato.

LE SELEZIONI

Ho mandato il cv via mail, sono stata contattata per i colloqui finali che ho superato. Da subito ho saputo di essere stata scelta, credo per aver già lavorato all’ estero e per la discreta padronanza delle lingue straniere, specie l ‘inglese. Quindi ho firmato il contratto, la referente dell’ agenzia mi informava settimanalmente per la data della partenza, (spesso i voli vengono rimandati o anticipati e bisogna essere pronti in qualsiasi momento). Il colloqui si è svolto a Bologna, eravamo un centinaio, a turno si era ricevuti dai selezionatori, sembrava una sorta di casting, che sono stressanti ma anche comici. Vengono inviati moltissimi cv.

COSA BISOGNA SAPERE PRIMA DI PARTIRE, SPECIE SE SIETE DONNE?

E’ sempre consigliabile fare delle ricerche sul luogo in cui si arriverà. Grazie alle info sull’ Egitto, ho iniziato ad immaginare cosa mi aspettava. Di certo la lingua araba è molto complessa…meglio concentrarsi sull’ inglese…il turismo è internazionale, quindi avrei dovuto osservare tutto con grande sensibilità. Cercando di capire se ci sono ovvietà occidentali che possono offendere il mondo musulmano, ho scoperto che lì, verso gli stranieri vige una certa tolleranza, anche in fatto di abbigliamento. Comunque avrei evitato commenti infelici sulla loro religione e le loro abitudini alimentari. Puntare sul rispetto è il modo migliore per farsi accettare. All’ estero bisogna applicare questa regola pedissequamente. Sempre riguardo al turismo, ci sono sanzioni severissime per chi volesse portarsi via conchiglie e frammenti di coralli. Vietato barare! Esistono sanzioni severissime!

LE PRECAUZIONI SANITARIE

Per ciò che concerne la sanità, non vi sono particolari vaccini ed esami da fare in vista della partenza, ( per chi lavora però, serve un certificato medico), ma è bene portare con sé i tradizionali farmaci per le emergenze legate soprattutto al cibo, all’ acqua ed alla temperatura. Per le ragazze è bene premunirsi in vista di eventuali avventure amorose, quindi ricordate tutti i contracettivi necessari. NON SI SA MAI… E’ BENE NON TROVARSI NEI GUAI, non si potrebbe contare sull’ assistenza medica a cui siamo abituati in occidente. Le gravidanze indesiderate e le malattie sono rischi da considerare sempre!

Sapevo poi che molti egiziani sono interessati a sposare le italiane per agevolare un emigrazione altrimenti impossibile. Infatti, a Taba, molte persone in albergo volevano forzatamente corteggiarmi. Ho parlato chiaro, dicendo di non importunarmi più, non essendo io il passaporto di nessuno. Così mi sono stati alla larga gli aspiranti mariti. Non sono tutti così, ma è bene essere guardinghe.

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LA VALIGIA DELL’ANIMATRICE, COSA PORTARE?

La valigia è il miglior stimolo al mondo per imparare ad organizzarsi la vita, e per me è sempre divertente farla. Ecco i “must” di un animatore: durante il giorno si indossa l’ uniforme sportiva logata, sotto sempre il costume. La sera ci si veste casual- elegante, nel mio caso ogni lunedì sera indossavo la tuta dell’ agenzia per accogliere gli ospiti italiani. In inverno si deve considerare il Natale ed il Capodanno, quindi almeno qualche capo raffinato in più, poi ci sono sere in cui giungono in albergo importanti personaggi ai vertici della direzione della struttura o che rappresentano l’ agenzia di viaggio e l’ agenzia di animazione. In poche parole essere “easy” va bene, ma l’ abbigliamento e la pulizia devono mantenersi impeccabili. Bandite volgarità e sciatterie, FORMALI E MORALI che siano, anche in spiaggia. Concludendo servono molti bikini, molte t-shirt, shorts, tute, jeans e abiti facili e graziosi per le ragazze. Almeno 2 paia di scarpe ginniche, infradito di plastica e scarpe per la sera. Il clima è variabile e subisce forti escursioni termiche, per cui non urgono maglioncini, felpe, giacchine ma anche un piumino leggero. Ho assistito a pioggie importanti, tempeste di sabbia e vento. Fondamentali le sciarpe estive, i foulards, che si possono utilizzare anche come telo da mare all’ occorrenza. Per i balletti sono indispensabili t-shirt , gonne, shorts e pantaloni di colore bianco e nero. Può capitare di mascherarsi ed una trousse coloratissima è indispensabile. Rossetti, glitter e matite. Una tiara è la ciliegina sulla torta!

LA BUROCRAZIA, LA COMUNICAZIONE E LA VITA PRATICA ALL’ ESTERO

LA TECNOLOGIA AIUTA A SOPRAVVIVERE LONTANO DA CASA, OTTIMIZZANDO GLI SPAZI GLI OGGETTI IRRINUNCIABILI, QUALCHE IDEA

Lontano da casa è importante comunicare ma risparmiando sul telefono! Appena arrivata il capo animatore mi ha fornito una scheda sim egiziana. Servono 2 telefoni, quello per il lavoro deve essere economico, (è facile rovinarlo o perderlo) comunque è preferibile mantenere attiva anche la sim-card italiana .

Portatevi una fotocamera per documentare la vostra avventura ed i momenti di libertà, (un giorno a settimana, avevo il “DAY OFF”), si conoscono tante persone e si fanno moltissime foto. Per i viaggi uso sempre una memory-card che contiene fino a 1200 foto.

Il mio netbook è sempre indispensabile per comunicare ed archiviare. Ha le dimensioni di un libro, come l’ hard–disk esterno, (non si sa mai). Il resort in cui lavoravo era dotato di una efficace ed estesissima rete wi-fi.  Non bisogna dimenticare i carica batteria e gli adattatori di corrente. Sono indispensabili i cavi usb, le pen-drive, le cuffie.

Per salvaguardare tutti questi preziosi strumenti, io non tralasciavo di chiuderli a chiave nella valigia RIPETO, NON SI SA MAI, anche negli alberghi avvengono i furti. Ecco la regola “sacra”: MAI PRESTARE IL PC, LA FOTOCAMERA , IL TELEFONO, I SOLDI ETC. a nessuno. Quasi mai vengono restituiti. Sono una ragazza organizzata e non vedo perché gli altri non devono esserlo. Può succedere che nel vostro team vi chiedano di utilizzare il pc per il lavoro, ma ricordiamo che non siamo tenuti a farlo.

Sempre riguardo alla comunicazione, è meglio avere un account su FACEBOOK, è più facile è sbrigativo tenere i contatti con amici vecchi e nuovi! I dizionari devono essere mini, fondamentale quello russo, visto il crescente turismo dell’ Est. Meglio avere un agenda virtuale ed un piccolo taccuino da portare con se e qualche biro.

I piccoli elettrodomestici per la cura della persona, mi sono stati di grande aiuto. A Taba ad esempio, non esisteva nemmeno un posto dove acquistare un cellulare o un phon… la farmacia era scarsamente fornita. Non si deve scordare l’abituale armamentario estetico-cosmetico necessario. Io ho optato per prodotti solidi da sciogliere con acqua, meglio ridurre i rischi di liquidi rovesciati nel bagaglio. Ago filo e forbici tornano molto utili.

Se si è fortunati capita che gli ospiti regalino agli animatori i loro shampoo ed i loro solari. Così si risparmia un bel po’! In ogni caso partite con un po’ di scorte! Fate le fotocopie di tutti i documenti importanti, prima di partire scannerizzateli. Il bancomat deve essere internazionale.  Se amate il mare portate le pinne e la mascherina, l’ anno scorso per mia fortuna mi sono state regalate proprio in Egitto! Meglio portare un solo libro, a me ne sono stati regalati una decina!

Su Internet esistono molte liste relative ai suddetti argomenti: www.professioneanimatore.com. I periodi di lavoro durano in genere 6 mesi, le poche cose che portiamo con noi hanno bisogno della massima cura.

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L’ APPROCCIO AL LAVORO: ORGANIZZAZIONE TURISTICA E RAPPORTO CON I TURISTI

Generalmente le strutture alberghiere affidano al tour operator italiano la gestione dell’ animazione. Il tour operator e l’agenzia di animazione operano in sincronia ed è d’obbligo avere un buon rapporto con gli assistenti di viaggio con cui è fondamentale comunicare per garantire un buon servizio agli ospiti italiani. E’ necessario dare loro informazioni varie, aiutarli con le indicazioni per gli spostamenti, agevolarli se serve loro una sim-card, o solo una traduzione, descrivere la geografia del luogo, la cultura, spiegare come effettuare la conversione del denaro. In Egitto è SVANTAGGIOSISSIMO comprare in euro, i commercianti applicano enormi rincari approfittando del valore della moneta europea rispetto alla lira egiziana , quindi se si acquista è bene farlo con la loro valuta.Io descrivevo le mete delle escursioni, pur avendone fatte 2 sole, mi avvalevo dei racconti di chi le aveva vissute, e di Internet naturalmente. Gli ospiti devono essere accolti, poi avviene la presentazione, si trascorre il tempo di 1 o 2 settimane, ed al momento della partenza si salutano tutti, eventualmente accompagnandoli all’ aereoporto.

Per certi aspetti gli animatori sono quasi dei vice-assistenti turistici e in primis si devono curare del benessere delle persone. L’animatore deve conoscere almeno l’ inglese ed il francese ed avere molta disponibilità verso tutte le persone, staff d’albergo incluso. Spesso gli animatori si occupano di mini-club, il giorno e la sera e devono avere una condotta attenta e partecipe verso i bimbi, coi quali vanno evitati un linguaggio e comportamenti diseducativi. Si balla, si canta, si gioca con loro, ciò da molta soddisfazione, si affezionavano come fossi stata una babysitter! Il mini-club è uno dei ricordi migliori di Taba.

Prima di ogni forma di intrattenimento esiste l’ approccio. La prima regola è il sorriso, mai e poi mai sfogarsi dei propri drammi! Piuttosto lasciate che gli ospiti parlino di loro, siate una presenza rassicurante e piacevole. E’ vietatissima la maleducazione sotto ogni aspetto, il linguaggio scurrile, le bestemmie, i commenti su religione, politica e soldi. Sono vecchie regole ma vengono spesso disattese, causando gaffes irreparabili. Non dimenticate chi avete davanti, mai, non offenderete la sensibilità delle persone. Molto spesso in questo ambiente di lavoro si impone la risata a tutti i costi a scapito del buon senso: C’ E’ UNA BELLA DIFFERENZA TRA L’ ESSERE DIVERTENTI E L’ ESSERE RIDICOLI E FUORI LUOGO!

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LE ATTIVITA’ GIORNALIERE

Ecco cosa succedeva in una giornata tipo: mi svegliavo presto la mattina per recarmi nella hall dove scrivevo a famigliare ed amici tramite Internet. Poi riponevo in valigia il pc e tornavo assieme agli altri in albergo per la colazione. In seguito c’ era un meeting organizzativo. Alle 10 cominciava il lavoro, con la musica, il balletto a bordo piscina e l’annuncio delle attività prima al microfono poi noi tutti attraversavamo la spiaggia per salutare le persone ed invitarle a partecipare. Il cosiddetto “contatto”. Le attività erano stretching, aquagym, volleyball, freccette. Si terminava intorno al mezzogiorno, chiacchierando con gli ospiti prima della pausa pranzo nei pressi della piscina. Si ricominciava alle 3 con un altro meeting, poi con yoga, volleyball, calcetto, pin-pong, balli latini-americani. Per svolgere al meglio queste attività bisogna amare lo sport, la musica ed il divertimento. Non ho seguito nessun corso, ma ho cercato di imparare al meglio. Spero in futuro di trovare dei corsi per professionalizzarmi meglio riguardo le lezioni di ginnastica, yoga ed acquagym, nel frattempo ho visionato molti tutorial sul Web. Alle 4 e mezza si finiva. Qualche ora di libertà e ci si preparava per l’ entrata al ristorante, in cui si salutavano gli ospiti informandoli del programma serale. Si cenava, si ballava la mini-disco. Ancora contatto prima dello show, solito danze orientali, tranne al martedì quando l’ animazione organizzava il karaoke. Ale 11 si cominciava la discoteca, la serata si concludeva a mezzanotte e mezza circa. Poi si era liberi sia di chiacchierare con gli ospiti, sia di tornare in camera. A Taba oltre agli alberghi ed un piccolo villaggio non esistono locali, ma io trovavo divertente ballare e stare con le persone anche senza girovagare tutta la notte. In tutto ciò mi trovavo a mio agio anche se avrei avuto bisogno di sfgogare le mie capacità artistiche. Mi piacerebbe in futuro organizzare feste in maschera, progettare e creare costumi e make up. Ci sto lavorando.

LO ZAINO DELL’ ANIMATRICE

Durante il giorno portavo con me uno zaino col necessario per l’igiene personale ed una divisa di ricambio, il cellulare, le chiavi della stanza, un libro, il telo mare. Dopo pranzo stavo in spiaggia e leggevo, spesso in compagnia dei turisti. La sera portavo lo zaino dove riponevo la giacca, l’ acqua, il necessario per lavarmi i denti. Il cellulare lo tenevo con me assieme ai soldi e la fotocamera. Affidavo lo zaino in reception.

IL BAGAGLIO CULTURALE

Dopo una stagione di animazione ci si sente più sicuri ad affrontare il mondo e le sue sfide. Io mi sono sentita umanamente arricchita ed ho raccolto i miei successi personali ed il riconoscimento delle persone. Si migliorano le capacità dialettiche e linguistiche e spesso si impara una lingua nuova. Nel mio caso ho appreso le nozioni basiche del russo, che ho approfondito anche dopo il rientro. Qualche parola di arabo l’ ho imparata, almeno per salutare e ringraziare, lo facevo come atto distensivo nei confronti del paese che mi ospitava. Ora conosco meglio le caratteristiche di alcuni paesi d’Europa e dei suoi abitanti. Ho imparato molto sulla storia e la geopolitica.

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L’EGITTO E TABA…

L’ Egitto è un luogo ricco si storia, cultura e suggestioni bibliche e leggendarie. La cultura araba ha grande importanza nell’astronomia e nelle scienze matematiche. I faraoni hanno lasciato importantissime testimonianze artistiche ed architettoniche da ammirare nell’ Alto Egitto, mi sono ripromessa di visitarli appena possibile. Il programma delle escursioni prevedeva la gita al Cairo. Una delle rappresentazioni grafiche che preferisco è il papiro, le riproduzioni odierne sono bellissime e d’ effetto, piacevolmente kitch, piene di glitter… ho assistito alla preparazione dei fogli a Dahab, durante la mia prima escursione. Dahab vanta bellissime vedute ed il famoso “Blu Hole”, meta immancabile per le esplorazioni subacquee. Prima di arrivarvi però il tour comprende il safari tra le rocce e il thè coi Beduini, i nomadi del deserto che offrono la loro tipica vita spartana come attrazione turistica. Da loro ho acquistato collane, foulard e Kefiah, le tipiche e versatili sciarpe arabe. Solitamente i Beduini regalano sempre dei bracciali in più, un gesto gentile per ringraziare i turisti. Altra tappa curiosa e divertente è la “cammellata” ovvero passeggiare sul dorso dei cammelli per raggiungere la spiaggia. Ho scattato molte foto a questi maestosi, pacifici e nobili animali. Dopo il giro si sceglie se immergersi o oziare sotto la tenda beduina, dove alla fine si pranza tutti insieme. Alla fine della giornata, nei pressi di Dahab ho voluto cavalcare i destrieri arabi, la tentazione di prolungare il giro era quasi irresistibile!

La seconda escursione era la motorata del deserto, l’ ho apprezzata per i paesaggi ed la gentilezza dei beduini, ma quel giorno ero troppo stanca per godermi l’ esperienza…ma almeno ho avvistato un minuscolo Fenneck ( meglio conosciuto come “volpe del deserto”). E’ bello scoprire creature così preziose e sfuggenti tra le montaghe rocciose, il paesaggio è lunare, la dimensione pare sospesa nel tempo…la freschezza del vento però riporta bruscamente alla realtà.

Taba confina col territorio israeliano, 20 minuti e si arriva alla frontiera, in passato questa costa è stata oggetto di contesa tra Egitto ed Israele, che rivendica la costruzione della rete stradale. Al momento a pacificare i 2 paesi esiste un trattato diplomatico. Va ricordato che il sud del paese è abitato solo da una ventina di anni, anche i beduini ed i loro cammelli sono arrivati qui col turismo ed i grandi alberghi. I loro accampamenti sono vicinissimi agli hotel, e capita di incontrarli in spiaggia mentre espongono le loro creazioni artigianali. In passato il distretto dei Sinai era pressochè privo di popolazione, a causa dell’ aridità e della natura inospitale. Non era possibile l’ approvvigionamento di acqua. Oggi l’ acqua da bere arriva in bottiglie e taniche mentre per quella corrente è necessario purificare quella del mare convogliata in vari sistemi idrici. Uno degli insediamenti umani più straordinari (proprio per la mancanza d’ acqua) è quello del Monastero di Santa Caterina, rara testimonianza della cristianità in Egitto, lì vivono i religiosi Copti, il loro culto è vicino e simile a quello dei cristiani ortodossi. 150 KM separano da Taba il mitico monastero, dove secondo la tradizione è conservato ciò che rimane dell’ albero di Mosè. I copti 40 giorni prima del loro capodanno (7 gennaio) si impongono la rinuncia di tutte le proteine animali. Mi sono ripromessa di provare questo sacrificio religioso molto presto.

LA CUCINA, SCENOGRAFIE KITCH E SAPORI FORTI

La gastronomia araba merita il mio applauso per l’ importanza del miele e della frutta secca nelle preparazioni dolciarie, per la squisitezza di prodotti come il dattero (indimenticabile e golosissimo) e il melograno. Il pesce è molto importante, squisito grigliato, accompagnato da riso e verdure di cui sono ghiotta. La cucina araba si compiace delle spezie dall’inizio alla fine, i profumi sono garantiti!

In occasione delle feste di Natale lo chef dell’ albergo ha orchestrato splendide composizioni culinarie presentate in piccole architetture abbondanti di richiami kitch, (che sotto sotto mi piace molto quando è così estremo) tra sculture di cioccolato, composizioni floreali e piccole luci ad illuminare tutto. Tutto indimenticabile…! Per il resto avevo nostalgia del pane integrale, dell’olio e del Parmigiano…ma sono dettagli.

PRODOTTI TIPICI, COSA PORTARSI A CASA?

-Questa è la mia materia! In Egitto si comprano bellissime sciarpe e gioielli più o meno preziosi, ma sempre originali. I colori sono accesi e brillanti. Si trovano ottime spezie ed oli profumati, incensi e tipiche merci del mondo arabo. Ci sono Kefiah di tutti i colori, dalla più classica con quadrettini neri o rossi, quelle storicamente indossate da Arafat da cui prendono anche il nome di “Arafatka”, fino alle tinte verdi, viola, fuxia e blu. Il fondo è bianco o nero. Un accessorio modaiolo e molto suggestivo, per nostalgici richiami all’ estetica berbera. Prima di partire gli ultimi regali ricevuti sono stati degli splendidi orecchini ed una collana, tutto in argento grezzo, molto raffinati ed inusuali. Una nota la meritano anche le bellissime sculture in legno raffiguranti le icone della tradizione Egizia e le creazioni in metallo. Come dicevo prima, mi piacciono molto i papiri e tutti i loro soggetti decorativi.

TABA NON ASSOMIGLIA A SHARM…LE METE DA NON PERDERE

Se si sta progettando una vacanza a Taba, naturalmente si preferisce la tranquillità e l’ importanza del panorama. I tramonti sono indimenticabili e le spiagge decisamente romantiche. A Taba le montagne sono lo sfondo ed in lontananza di fronte vediamo l’ Arabia Saudita e la Giordania. Consiglio Taba a chi non si aspetta dalle proprie vacanze la riproduzione commerciale della vita occidentale nelle mete turistiche. Infatti credo che Sharm sia stata deturpata da tanti villaggi vacanza dall’ architettura mediocre e da cantieri mai terminati, preferisco Taba, al di là delle difficoltà. Parlando di estetica ha più valore un paesaggio che una miriade di locali “fotocopiati”. Taba è per tutti, anche per i giovani…io mi sono divertita e ho conosciuto molti amici ( giovani e non). Penserò sempre a questo angolo di Egitto con immensa nostalgia…

Se vado oltre al mio malsano romanticismo, e penso alla cultura, suggerisco Taba perché da qui si possono fare escursioni nelle straordinarie PETRA e GERUSALEMME, LA CITTA’ ROSA E LA CITTA’ SANTA! Vari turisti trascorrono 1 settimana in Giordania ed 1 in Egitto. Inoltre come spiegavo prima si può raggiungere il CONVENTO DI SANTA CATERINA, organizzare la SALITA NOTTURNA DEL MONTE SINAI. Consiglio DAHAB, per immersioni e relax…da Taba partono anche le gite verso IL CAIRO, per non perdere il lato turistico più tradizionale del paese, storia, fascino medio-orientale ed una confusione metropolitana davvero incredibile.

Qui finisco di parlare ed invito tutti a viaggiare il più possibile, a scoprire l’ Egitto e la bellezza della natura, oltre la globalizzazione. Spero che per molti altri giovani il settore turistico sia fonte di lavoro e apprendimento. Ciao a tutti e buona primavera!

Di Amanda Marzolini

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