Vivere a Varsavia: la storia di Enrico

Varsavia, capitale della Polonia, una città giovane, frizzante, che ha voglia di vivere senza trascurare le proprie memorie. Meta privilegiata del turismo internazionale, si è rivelata la città giusta per Enrico, trasferitosi per amore e rimasto per scelta.

Italiani a Varsavia

Enrico, da quanti anni vivi a Varsavia?

Ormai da circa 3 anni.

Grazie al tuo lavoro hai potuto visitare tante città in diversi stati del mondo, quale tra questi ti è piaciuto in particolar modo?

Effettivamente ho girato tanto, sono stato in Italia (al nord), in Florida, in Russia, in Bielorussia, Spagna, Olanda, Gran Bretagna, Germania ed anche Polonia. Ogni posto ha un suo fascino particolare, ma anche dei lati negativi. Forse, quella che mi è piaciuta meno è stata la Florida. Per circa 9 anni, ho vissuto a Mentone in Francia e lavoravo a Montecarlo. Ho lavorato a Montecarlo per 6 anni e precedentemente per 3 anni a Nizza, in Francia. In Italia ho solo lavorato per circa 2 anni dopo la laurea, ma il mercato, dal punto di vista lavorativo, non mi ha mai offerto molto. Anche quando ero studente, ho lavorato in Inghilterra ed in Scozia. Questi impieghi estivi all’estero, mi permettevano di mantenermi agli studi, per i restanti 8 mesi a Genova.

E cosa ti ha spinto a scegliere Varsavia come meta definitiva?

Il motivo fondamentale è stato per “amore”, mia moglie è polacca, ma poi ho trovato una realtà molto bene organizzata e un ottimo lavoro. Varsavia è frizzante come la Milano degli anni ‘60 – ‘80, dove ci sono opportunità ogni momento. A parte il traffico, mi è piaciuto tutto di Varsavia e della Polonia in genere. La Polonia non è poi così diversa dall’Italia e qui gli stranieri vengono accolti quasi a braccia aperte.

Hai avuto problemi di integrazione?

No, per nulla. Sono un viaggiatore.

In Francia e a Montecarlo, che lavoro svolgevi?

Ho sempre lavorato nel settore commerciale internazionale.

Ora, quale attività svolgi a Varsavia?

Sono Export Manager per una società che produce articoli medico ortopedici (posso fare pubblicità?) produciamo ed esportiamo in Italia, lo SpiderMed, il prodotto che con un segnale acustico ti indica se la tua postura è corretta.

Italiani a Varsavia

Hai affermato che la Polonia non è poi così tanto diversa dall’Italia. Questo vale anche per il settore lavorativo?

Varsavia ha il 2,1% di disoccupazione ed un’alta concentrazione di investimenti stranieri, cosa che a Milano e Roma manca. Ogni settimana arrivano richieste di giovani italiani, che intendono trasferirsi a Varsavia. Purtroppo però, la maggior parte di questi, anche se quasi trentenni ed appena laureati, sono privi di esperienza e non conoscono l’inglese, per cui, la competizione con la gioventù del posto, non regge. Consiglio ai giovani italiani di imparare l’inglese il prima possibile e magari, anche una terza lingua.

Tanti anni lontano dalla famiglia, dagli amici. Ha un peso tutto questo?

I miei amici e la mia famiglia sono sempre con me, anche perché la famiglia, se buona, non ti abbandona mai e poi con Skype ed in genere Internet, tutto è sempre vicino. Anche volare, oggi, costa relativamente poco.

E’ stato difficile apprendere una lingua così diversa?

Molto. Nulla a che fare con le lingue che già conoscevo, come francese e inglese. Ed ho ancora molta strada da fare……

Quali sono le maggiori differenze che hai riscontrato tra l’Italia e la Polonia?

Qui la gente è meno aggressiva e più lavoratrice. Inoltre, qui la cultura è molto importante. Il teatro, la musica sono sempre presenti. Ed il calore delle feste, della tradizione è presente in ogni casa. Molti italiani vivono qui e vivono bene. Magari a qualcuno manca il sole o il cibo italiano. A me no. Io sto bene qui, come a casa.

Ti senti ancora un po’ italiano?

Quando vado in Italia per lavoro, mi capita di sentirmi uno straniero in città come Milano o Firenze. Forse sono più legato alla mia regione, alla Liguria, alle sue tradizioni per me molto importanti, che all’Italia intera. Ma alla fine sono sempre italiano.

Come è cambiato il tuo stile di vita?

Non è cambiato. Sono sempre io. Sembra che sia il Paese ad adattarsi a me. Era cosi in Francia, lo è in Polonia.

Italiani a Varsavia

Quale è il Paese in cui preferisci vivere tra tutti quelli in cui sei stato e quello in cui vivi ora?

Dove vivo ora, senza dubbio, altrimenti sarei già partito.

Quali sono le feste più importanti in Polonia?

Il natale è la più importante. Si mangia, si beve, si canta e tutto è molto tradizionale. Poi i matrimoni. Durano sino alle 6 del mattino, si balla, si mangia e si beve molto…. Un’ esperienza unica.

Sapresti dirmi quali sono le maggiori differenze tra la mentalità italiana e quella in cui vivi?

In Polonia, le donne sono molto più fondamentali nella vita sociale. Questo fa si che, caratteri come maschilismo, non esistano. Per il resto, non vedo molte differenze.

12 anni fa hai lasciato l’Italia con una valigia di sogni, molti di questi si sono realizzati?

Si, tutti. E non perchè vivo all’estero, ma perchè ho combattuto per tutto quello che ho conquistato. 12 anni fa avevo bisogno di avere un buon lavoro. Ora non avrei problemi a lavorare in Italia, se il livello di vita fosse equiparato a quello che ho attualmente in Polonia. Con le opportunità di tele-lavoro che Internet fornisce, il posto diventa secondario. L’unica cosa certa è che non scambierei mai Varsavia nè con Milano, nè con Torino. Il verde che c’è qui e come è curato, non esiste nelle nostre grandi città. E comunque ho ancora molti altri sogni da realizzare … Mai smettere di sognare…

Per scrivere ad Enrico:

[email protected]

 

A cura di Nicole Cascione