Davide, quando ha avuto inizio la tua vita alle Filippine?

Sono arrivato qui nel gennaio del 2011, per un viaggio esplorativo e per conoscere mia moglie di persona. In Italia ero nell’Arma dei Carabinieri, dove ci sono rimasto fino ad aprile 2012, quando sono stato messo in congedo per DPTS o comunemente chiamata sindrome del reduce del Vietnam, grazie alla guerra in Iraq del 2004.

Cosa ti sei portato dietro e cosa invece hai preferito lasciarti alle spalle?

Letteralmente: un jeans e tre magliette! Scherzo…ho portato con me la voglia di ricominciare a vivere. Alle spalle ho lasciato solo brutti ricordi e un’Italia che non mi appartiene più.

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IN PENSIONE NELLE FILIPPINE

Oltre al fattore sentimentale, quali sono gli altri motivi che ti hanno spinto a trasferirti?

Ero stanco di come andavano le cose in Italia, troppa politica becera, troppi politici bugiardi, troppi politicanti! Ormai per vivere ci voleva il conto di Briatore… Per non parlare poi del fatto che mi sentivo controllato sotto tutti i punti di vista. Ti contano tutto, ti controllano tutto, non puoi fare nulla, sei schiavo di una democrazia fascista. Perché la scelta è ricaduta proprio sulle Filippine? Per una serie di motivi: fa sempre caldo, le tradizioni cattoliche sono simili alle nostre, la gente è socievole, avevo conosciuto mia moglie e poi, essendo un Paese povero, con poche centinaia di euro si riesce a vivere bene.

Hai già risolto le questioni burocratiche inerenti il trasferimento di pensione?

Il procedimento è ancora in corso. Da qualche mese ho trasmesso i dati all’Inps per l’accredito della pensione. Purtroppo non ho potuto farlo prima perché qui alle Filippine, per poter aprire un conto bancario, è necessario avere il visto permanente, cosa che ho ottenuto a novembre.

E per le tasse come funziona il sistema?

Per le tasse non ci sono problemi, io pago regolarmente la mia bella irpef in Italia e per accordi tra il governo Italiano e quello Filippino non devo pagare altro. Certo sarebbe bello pagarle qui, perché sicuramente sono molto più basse, purtroppo però la legge italiana lo impedisce.

Di quali privilegi godete voi pensionati in loco?

Sinceramente che io sappia nulla, forse il visto. E’ più facile ottenerlo da pensionato, anche se devi avere un deposito in banca di almeno 8 mila euro e devi percepire una pensione minima di 600 euro. Ad ogni modo, ho il visto per famiglia, dato che ho sposato una cittadina filippina.

Com’è ora la tua vita da pensionato?

Decisamente bella! Ho investito poche migliaia di euro in un Food Street. Preparo piatti italiani mentre mia moglie cucina filippino. Il guadagno non è alto, recuperiamo qualcosa tanto per arrotondare, ma senza pretese, ed io mi diverto.

IN PENSIONE NELLE FILIPPINE

E di Cebu cosa ci racconti?

Cebu è la seconda città per importanza socio-politica delle Filippine, ma a differenza di Manila è molto più vivibile. C’è l’aeroporto internazionale, ci sono ottimi centri commerciali, insomma, non ci si può lamentare, forse mancano le spiagge caraibiche. Qui è molto diverso il mare, non ti fa sognare. Un altro neo riguarda l’assistenza sanitaria. Qui non c’è assistenza se non paghi! Oltretutto è molto costosa. Per farti un esempio: in Italia un intervento al cuore di poco conto è gratis, qui invece ci vogliono 20 mila €. Poi il sistema postale è di una lentezza allucinante, per il resto devi solo adattarti. L’importante è conoscere la lingua, qui parlano solo inglese e per me è stato un
problema.

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Climaticamente ci sono differenze?

Io ho sempre sofferto il caldo, qui la temperatura non scende mai sotto i 24 gradi, chiaramente non ci sono le stagioni e ti confesso che a volte il profumo dell’inverno mi manca. Ora comincio ad abituarmi, ma l’odore delle castagne non posso dimenticarlo.

Sono passati alcuni anni da quando sei andato via dall’Italia, in questo periodo hai sentito la mancanza di qualcosa o qualcuno in particolare?

Sinceramente mi manca solo la vicinanza dei miei figli e di mia sorella, per il resto dell’Italia non mi manca nulla. Andando via è come se mi fossi liberato l’anima da un fardello. Qui ho ritrovato il sorriso e la spensieratezza che forse non ho mai avuto. Qui si vive non si sopravvive.

davidegizzi62@gmail.com

Per avere info pratiche sulle Filippine consultare il sito Mollare Tutto.

 

Di Nicole Cascione