Barcellona, la città che sognavo

A cura di Nicole Cascione

“Non ho mai pianificato il posto dove trasferirmi. La casualità degli eventi mi ha portato a fare questi giri. A volte mi sono trasferito per scelte personali, a volte professionali. Alla fine sono arrivato dove volevo e avevo inizialmente pianificato. Bisogna imparare a credere nei propri sogni senza ossessioni. A volte si avvereranno da soli”.

Davide Mancusi, dopo aver vissuto per lavoro in diversi Paesi del mondo per circa sei anni, ha raggiunto il suo obiettivo: vivere e lavorare in una delle città che adora, Barcellona.

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Davide, sono ormai sei anni che vivi lontano dall’Italia. Raccontaci quando tutto ha avuto inizio:

La mia è stata una scelta coraggiosa ma fortemente voluta. Ho vissuto fino a 28 anni a Potenza, una città che non offre molto dal punto di vista lavorativo e sociale. Sentivo l’esigenza di uscire da quell’ambiente. Per vari motivi non ho potuto farlo prima e a 28 anni, perso il lavoro per via della crisi, ho scelto di andar via. Inizialmente per un progetto di 3 mesi, che man mano sono diventati 6 anni.

Attualmente vivi a Barcellona, ma hai vissuto precedentemente in altri Paesi. In quali nello specifico?

Ho girato molto e scoperto Paesi e culture differenti. Ho iniziato con un Progetto Leonardo di 3 mesi a Granada (Spagna). Appena finito, ho applicato in tutta Europa e ho trovato lavoro ad Atene. In quel momento la Grecia era tra i Paesi più colpiti dalla crisi, ma a me non interessava, avevo bisogno di esperienze nuove. Mi sono trovato benissimo. A livello umano, il calore della gente greca è molto simile al Sud Italia, mi sono sentito come a casa. Lavoravo come supporto tecnico informatico. Successivamente ho optato per il Portogallo, sempre per assistenza clienti. Lisbona è una città magnifica, sono stati tre mesi pieni, ma il lavoro decisamente non era per me. In quel momento ho capito che dovevo fermarmi, riflettere. Così sono tornato in Italia per studiare e preparare i miei futuri step professionali. Ho fatto un master online, ho migliorato il mio inglese e il mio spagnolo. Nove mesi dopo sono riuscito ad entrare in una grande multinazionale a Budapest, Ungheria. Budapest è una delle più belle città d’Europa, mi sono trovato benissimo. Dopo 10 mesi lì ho ricevuto una chiamata da un’altra multinazionale a Bratislava, per lavorare nel dipartimento Payroll (buste paga). Si apriva un nuovo mondo professionale, la prospettiva di crescere. Sono stati questi i principali motivi che mi hanno portato in Slovacchia, dove sono stato 2 anni. Non ho mai amato Bratislava, ma sono stati due anni pieni, intensi, dove sono cresciuto professionalmente e come uomo. Ho lasciato tanti amici veri.

A giugno ti sei trasferito a Barcellona. E’ stato un trasferimento voluto? Avevi già un lavoro che ti attendeva o hai trovato lavoro all’arrivo?

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La Spagna è sempre stata il mio sogno. Mi piace tutto, sono pienamente integrato con la loro cultura. Avevo deciso di lasciare Bratislava solo per un eventuale “ultimo” trasferimento. Avevo bisogno di stabilità. Applicando via internet, ho trovato lavoro a Barcellona. Il lavoro che volevo in una delle città che più adoravo. Impossibile rifiutare.

Di cosa ti occupi al momento?

Continuo a lavorare in Payroll, mi occupo di processare le buste paga di una importante compagnia aerea. E’ un lavoro che mi permette di crescere e imparare giorno dopo giorno. Sono molto felice.

E’ facile per un italiano trovare casa e lavoro a Barcellona? Quali sono le eventuali difficoltà e cosa bisogna assolutamente evitare?

Difficile rispondere a questa domanda. In linea generale non è facilissimo se non si vive qui, perché molti non accettano di fare i colloqui a distanza. Ma con le giuste competenze e un po’ di fortuna tutto è possibile. Il mio è stato un percorso che è partito 6 anni fa. Ho fatto tanta gavetta e ho cambiato tanto, accettando anche salari non propriamente soddisfacenti. Adesso ho il lavoro che voglio alle condizioni che voglio.

Circa la casa, decisamente non è una cosa semplice. Ci vuole un budget iniziale importante, soprattutto se, come me, vuoi vivere da solo. E la qualità delle case, in rapporto al prezzo di affitto, non è certamente soddisfacente. Niente è facile ma nulla è impossibile. Ci vuole pazienza. E un po’ di fortuna…

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Raccontaci qualcosa di Barcellona. Quali sono i pro e i contro del viverci?

E’ una città incredibile. Completa. Tra le più multiculturali in Europa. C’è la storia, il mare, l’arte. Tante possibilità di socializzare. E’ difficile comparare Barcellona a qualsiasi altra città d’Europa. E’ un mondo quasi a parte. E il clima…sembra di vivere costantemente in primavera! I contro? Ultimamente Barcellona è peggiorata a livello di sicurezza. Bisogna stare molto attenti, è facile che ti possano derubare o possa accadere qualcosa di poco piacevole. Non la definirei pericolosa però bisogna stare molto attenti.

Costo e qualità della vita:

Il costo della vita non è basso ma neanche altissimo. Se si supera lo scoglio della casa si può tranquillamente mangiare fuori, fare la spesa e vivere bene con un budget ragionevole. Credo che Milano e Roma siano più care, per fare un esempio. La qualità dipende dal carattere di ognuno. Di certo non si può definire una città tranquilla, ma sicuramente trovi tutto ciò che cerchi. E i trasporti pubblici sono perfetti.

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Come si vive la quotidianità? In modo più frenetico o più tranquillo rispetto al Bel Paese?

Difficile fare paragoni. Non è una grandissima città ed è molto ben collegata. Non vedo ritmi frenetici e la vita in Spagna inizia tardi. In ogni caso c’è il mare che rilassa. Anche una semplice passeggiata vicino al mare a volte serve a sconnettere dai problemi.

Vivere all’estero per te è una scelta permanente o ritieni di far ritorno a “casa” prima o poi?

E’ decisamente una scelta. Mi sono abituato a vivere all’estero ed è dura rientrare. Mai dire mai ovviamente e non è assolutamente un rifiuto verso l’Italia, che rimane orgogliosamente il mio Paese. Onestamente però, vedo la mia vita qui in Spagna.

Cosa consiglieresti a chi sta pensando di trasferirsi?

Di avere coraggio e di sapere bene cosa si vuole prima di muoversi. Un’altra cosa importante è quella di farsi trascinare dagli eventi. Non ho mai pianificato il posto dove trasferirmi. La casualità degli eventi mi ha portato a fare questi giri. A volte mi sono trasferito per scelte personali, a volte professionali. Alla fine sono arrivato dove volevo e avevo inizialmente pianificato. Credere nei propri sogni senza ossessioni. A volte si avvereranno da soli.

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