Il Nuovo Rinascimento Italiano

A cura di Nicole Cascione

 

Davide Foschi, nato in una famiglia di artisti da generazioni, già da piccolo manifestava interesse per l’arte in tutte le sue sfaccettature. Autore e promotore nel 2012 della nuova filosofia del Metateismo, Davide, nel 2016, ebbe l’idea di lanciare a livello nazionale il Festival del Nuovo Rinascimento. Un grande evento itinerante che presentasse il meglio dell’arte, della musica, dell’economia, della letteratura e dell’educazione con una totale sinergia tra le discipline e i protagonisti.

Davide, raccontaci le tappe fondamentali della tua carriera professionale.

Nasco da una famiglia di artisti da generazioni, pittori che si sono tramandati di padre in figlio l’arte della pittura. Mio padre è il Foschi delle avanguardie milanesi degli anni ’70 e ’80. La tradizione è antichissima, basti pensare al Foschi rinascimentale esposto agli Uffizi. Io sono nato in questo contesto, disegnando e dipingendo quasi in culla, con un talento naturale arricchito anche dal DNA materno dedito alla scrittura, alla poesia e alla saggistica. Dal 2004, con “Madonna con Bambino”, che è uno dei miei dipinti più famosi e che ha dato inizio alla serie delle mie “Icone Dinamiche” con il fondo oro e l’antica sacralità trasmutata in arte contemporanea, ho iniziato il percorso professionistico di artista che mi ha portato alle mostre istituzionali che caratterizzano la mia carriera: musei, monumenti nazionali, battisteri, gallerie, collezioni pubbliche e private. Nel 2009 nasce in un mio particolare stato di trance “La Pietà – l’opera del Mistero” che tanto scalpore sta suscitando nel nostro Paese e che da allora espongo con parsimonia, per esempio su invito di grandi istituzioni: l’opera da allora ha presentato numerosissimi mutamenti di cui tuttora ignoriamo l’origine, oggetto di studio di esperti e storici dell’arte, nonché cuore del bel libro “Il segreto di Foschi – l’artista tra luce e mistero” del giornalista de La Nazione Alberto Sacchetti. Nel 2013 ho fondato l’Avanguardia artistica del Metateismo per un Nuovo Rinascimento, di cui nel catalogo Giorgio Mondadori, ne è pubblicato il Manifesto, tradotto poi in tutte le lingue e che ha ottenuto migliaia di sottoscrittori in tutto il mondo. Nel 2015 durante l’Esposizione Universale presentai al pubblico e alla critica, in due importantissime mostre milanesi, un’opera che è diventata una sorta di nuova “icona nell’icona” dei nostri tempi, una rielaborazione in chiave Metateista dell’Ultima Cena del genio toscano, che intitolai “La Nuova Cena”, in cui l’attenzione non era più dedicata al momento del tradimento e alla morte del messia, come è stato raffigurato per secoli, ma ad un nuovo messaggio di speranza e di futuro, di cui la nostra epoca ha a mio parere assolutamente bisogno. Nel 2016 ebbi l’intuizione, dopo aver fondato il Centro Leonardo da Vinci a Milano, un luogo magico che ha conquistato la città in pochi mesi tra grandi mostre e presentazioni letterarie di prim’ordine, di estendere l’attività a tutto il resto del Paese. Nacque allora l’idea di lanciare a livello nazionale il Festival del Nuovo Rinascimento, un grande evento itinerante che presentasse il meglio dell’arte, della musica, dell’economia, della letteratura e dell’educazione con una totale sinergia tra le discipline e i protagonisti, la cui prima tappa è stata proprio Milano, la città di Leonardo e che ha visto come seconda tappa nel 2017 Lucca, uno splendido esempio italiano di città ideale rinascimentale, pronta a cogliere l’appello di diventare per l’anno in corso una delle capitali del Nuovo Rinascimento.

Il Network del Nuovo Rinascimento: di cosa si tratta nello specifico?

La partecipazione al Festival di grandi personaggi come Pupi Avati, le giunte di Milano e di Lucca, artisti storicizzati, maestri contemporanei e nuovi talenti, attori, chef, grandi musicisti, i riconoscimenti a grandi sportivi come Tegla Loroupe e Bebe Vio ed aziende che con me hanno formato un vera e propria squadra di spirito neorinascimentale con al centro l’essere umano, mi hanno convinto che è giunto il momento di lavorare insieme e che questa è la strada giusta per ricominciare il percorso di rinascita spirituale, sociale ed economica del nostro Paese. Un grande network nazionale con tante sedi in lungo e in largo per il nostro territorio, tra librerie, spazi artistici, ristoranti, istituzioni, scuole e aziende. Un network di spirito apolitico che sa riunire cultura, arte ed economia e che allo stesso tempo sa incidere nella nostra società in modo capillare e sostanziale, di cui possono far parte tutti gli italiani che lo desiderano tramite una semplice adesione associativa, un contributo economico, umano e professionale, favorendone sempre più la diffusione, incentivando i giovani talenti, portando nelle scuole l’arte e l’educazione al bello.

Tutti insieme possiamo dimostrare che l’Italia ha in sé le potenzialità per tornare il Paese di riferimento della bellezza.

E’ possibile vivere di arte oggigiorno in Italia?

E’ possibile e non è facile per nulla. Oggigiorno il livello di spesa necessaria per condurre un qualsiasi livello di tenore vita, anche minimo, è comunque enormemente superiore al passato. Oggi un artista deve continuamente investire o avere grosse sponsorizzazioni pubbliche o private per continuare il proprio percorso di ricerca. Un altro elemento da tenere in considerazione è che oggi ci sono solo nel nostro Paese milioni di persone che amano dipingere o scrivere, per esprimere la propria creatività (o nei casi peggiori purtroppo solo per alimentare il proprio ego e la propria vanità, conosciamo tanti casi in proposito, tant’è vero che pochi, pochissimi leggono davvero o conoscono minimamente la storia dell’arte). E’ evidente che una situazione di questo genere non educhi al bello in sè e non possa portare ad un vero miglioramento il nostro Paese. Un conto è il diritto di esprimersi, e questo dovrebbe essere sempre un principio difeso e incoraggiato, un conto è definirsi artista o scrittore, esporsi al pubblico e alla critica. E’ un po’ quello che succede sui blog, sui social, dove moltissimi son tuttologi e attraverso volgarità o semplicemente pregiudizi sparati a caso, attaccano professionisti, istituzioni, persone che hanno studiato una vita per fare bene ciò che portano avanti con dedizione e passione. E’ lo spirito dei tempi, sempre più polemico, prepotente e povero di cultura. L’arrivismo dilagante spinge a far pensare molti che fare l’artista, in tutte le sue diverse accezioni, equivalga al tentar la strada del successo improvviso e immediato, in stile Grande Fratello o talent show. Orribile. Orribile e degradante. Il percorso della nostra vita si compie giorno per giorno, costruendo anno dopo anno solide fondamenta al nostro progetto di vita. A lasciar un segno non può essere mai un gesto isolato, bensì una vita che sia d’esempio per gli altri.

L’arte e la cultura più in generale in che modo possono salvare il nostro Paese dalla totale assenza di valori e principi etici verso cui si sta dirigendo?

Da anni e anni vado parlando del nuovo Medioevo Tecnologico in cui stiamo vivendo: proprio come nel primo medioevo ci sono tantissime zone d’ombra che aleggiano e pervadono la nostra società. Dimenticarsi il passato, ignorare la nostra vera origine, vivere con la continua angoscia della nostra sopravvivenza e con la paura del barbaro disumano che vuole insanguinare la nostra esistenza, incantati anziché dalle promesse religiose e dalle reliquie dei santi da quelle scintillanti e tecnologiche delle multinazionali. Occorre rimettere al centro l’essere umano. Al centro della società, al centro dell’economia, della medicina, della scienza e in generale della cultura. La politica stessa ha fallito e continua a fallire, proprio perché occorre prima ripartire dalla cultura. Non ci può essere evoluzione senza cultura, possono esserci soltanto rivoluzioni e controrivoluzioni violente, innaturali, dettate dall’esasperazione e dalla paura, ma incapaci di costruire qualcosa di sostanzialmente utile per l’umanità. Nel Manifesto del Metateismo creai un neologismo che tuttora indica tutti coloro che credono e lavorano per un Nuovo Rinascimento: noi siamo Evoluzionari.

In base alla tua personale esperienza, cosa consiglieresti ai giovani italiani che desiderano intraprendere la strada dell’arte?

Studiare e prepararsi in silenzio, dedicarsi alla ricerca, non aver l’ansia di esporre i propri lavori se non dopo aver conosciuto un vero maestro e aver compreso cosa significhi davvero vivere nel nome dell’arte e della bellezza. Vale per i giovani artisti. Vale per tutti, in ogni ambito della vita.

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