Stefano e la sua vita brasiliana

Stefano ci manda questa interessante analisi del suo Brasile, buona lettura.

La prima volta che mi imbarcai sul volo Milano – Salvador de Bahia ero molto preoccupato. La mia conoscenza del Brasile era limitata alle notizie che ogni tanto passavano nei telegiornali – pochi giorni prima di partire scene di guerra metropolitana nelle favelas tra la polizia e i trafficanti di droga – i rifugiati “politici” condannati in Europa per crimini vari – e il solito Carnevale di Rio. Ma alcuni mesi prima avevo conosciuto una ragazza brasiliana (che poi sarebbe diventata mia moglie) ed ero rimasto colpito dai suoi racconti di vita e dal suo senso della famiglia.

Stefano Gentile brasile brasiliana

Era il gennaio del 2011 e partimmo da Malpensa sotto una leggera pioggerellina in quel grigio uggioso tipico dell’inverno milanese. Non avevo mai affrontato un volo di 12 ore prima di allora ma non fu così terribile come immaginavo e riuscii anche a dormire a sufficienza. Sbarcammo all’aeroporto Luis Eduardo Magalhaes di Salvador sotto una pioggia torrenziale ma con una temperatura decisamente differente a quella della partenza. Al controllo passaporti la prima nuova sensazione mai sperimentata precedentemente: lì ero io l'”extracomunitario”, i brasiliani da una parte e tutti gli stranieri dall’altra….. scoprirò subito dopo che però l’atteggiamento dei brasiliani con gli stranieri è molto diverso da quello che riserviamo noi a chi viene da fuori Europa. Rimanemmo un mese e mezzo e la mia visione del mondo cambiò completamente. Finchè viaggi in Europa rimani comunque all’interno di un contesto che ha radici comuni, che si è sviluppato nel tempo sempre tenendo in stretto contatto popoli e culture, sei comunque un europeo tra gli europei. In Brasile no. Tutto ciò che avevo sempre pensato si è modificato e riplasmato pian piano che passavano i giorni e che vivevo in quella realtà. Se la vivi da turista non te ne accorgi, ti fanno vedere solo gli aspetti migliori, ma se vivi dentro una famiglia brasiliana media tutto cambia. Un po’ di portoghese lo avevo già imparato dalla mia compagna ma naturalmente parlato e vissuto direttamente sul posto assumeva connotati decisamente più complessi. Ma questo vale per tutte le lingue. In quel mese e mezzo scoprii veramente un mondo nuovo con i suoi pregi e i suoi difetti e mi resi anche conto che in Brasile esistono mille situazioni diverse che non sono omogenee.

Ci sono tornato quest’anno più o meno nello stesso periodo e per la stessa durata ma con un portoghese decisamente migliore e ho avuto modo di confermare tante sensazioni del primo viaggio. Sia nel primo viaggio che nel secondo ci siamo spostati tanto, città e paesini di mare e città e paesini dell’entroterra, tutti vissuti da brasiliani e non da turisti. Nel viaggio di quest’anno siamo tornati da marito e moglie e già all’aeroporto le cose sono cambiate – al controllo passaporti: “voces sao casados?” dice la guardia di frontiera – loro sono sposati? – allora il signore può passare con i brasiliani…. fantastico non mi sentivo più tanto “extracomunitario”. Ecco perchè ho intitolato questo pezzo “Brasile – uno sguardo privilegiato”, perchè il Brasile visto da dentro non da turista, visto da quasi brasiliano ha un fascino ancora più accattivante. Naturalmente per capire un popolo o una nazione secondo me bisogna essere molto umili e molto curiosi allo stesso tempo e scrollarsi di dosso i pregiudizi. E osservando “da 12.000 km di distanza” i miei pregiudizi devo riconoscere che ne avevo…. e tanti. Questo secondo viaggio mi ha anche aperto la mente sulle reali possibilità di andare a vivere o di investire in Brasile. Sento parlare molto del Brasile da chi non c’è mai stato o c’è stato solo da turista e si sentono molti luoghi comuni. Qualcuno su questo sito invece ne ha parlato con cognizione di causa perchè ci vive o ci ha vissuto veramente.

In primo luogo bisogna dire che sono veri alcuni aspetti critici della situazione brasiliana:

1) La diversità di vita e di condizioni in un paese grande come un continente. Chi vive a Rio o a Sao Paulo non ha vera cognizione di come si vive per esempio a Salvador e chi vive a Salvador non sa com’è a Manaus e così via. Sono tutte realtà diverse perchè il Brasile è immenso. E diverso è stare in città grandi piuttosto che in paesi sulla costa. E diversi sono anche i costi della vita e i prezzi per esempio delle case.

2) La violenza e la microcriminalità sono diffuse ma non dappertutto, ho conosciuto posti dove non c’è nemmeno la polizia… ma non c’è perchè non serve, e altri posti che sono paragonabili ai quartieri malfamati delle ns città italiane. Però se lo sai ti comporti di conseguenza e grossi problemi non ne hai a meno che non te li vada a cercare. Se io giro col Rolex al polso a Scampia vuol dire che me la sto andando a cercare anche se poi li abitano migliaia di persone per bene. Se non ti immischi in questioni di droga l’unico vero problema sono i ragazzini di strada che se possono ti rapinano. Però io posso dire di aver girato con mia moglie anche i quartieri più malfamati di Salvador e non mi è mai successo nulla; invece come sono tornato a Milano mi hanno subito aperto l’auto e rubato tutto quello che c’era dentro compresa un borsa di vestiti.

3) La sanità pubblica viene descritta come disastrosa: ma mia moglie ha dei parenti che lavorano in ospedale in Brasile e lei stessa ci ha lavorato per diversi anni e questa sensazione di disastro non c’è, c’è si scarsa considerazione dei brasiliani per le persone più povere ma questa è una questione di classismo che in Brasile è piuttosto sviluppato (ma anche in Italia se ne vedono molti esempi quotidiani). E vi potrei per contro raccontare un episodio raccapricciante di mala sanità recentissimo capitato a mio fratello con una delle figlie in uno dei più importanti ospedali pediatrici italiania Genova. Comunque con una buona assicurazione sanitaria (a prezzi accessibili non da furto legalizzato come da noi) si ha una assistenza di tutto rispetto.

4) La scuola: si quella privata è meglio ma non per le università perchè quelle pubbliche sono molto valide.

5) la gente: è meravigliosa almeno nello stato di Bahia. Accoglienza, sorrisi anche di quelli che tanti motivi per sorridere non ne avrebbero, musica tanta ovunque per le strade, ristoranti sempre aperti, entri nei negozi e ti trattano con rispetto sorriso e cortesia.

6) Il senso della famiglia e le donne. Le donne secondo me saranno la spina dorsale del Brasile di domani. Ma provate a pensare quanto tempo dovrà ancora passare per avere in Italia un candidato Premier donna. Il presidente del Brasile è Dilma Roussef. Ho conosciuto moltissime donne che studiano e lavorano per elevare il proprio status sociale e per la famiglia. Attenzione però: per un brasiliano è un assurdo a 30 anni starsene ancora tra le braccia di mammà; anche se non hanno prospettive o lavori fissi a 18 anni se ne vanno di casa e si fanno la loro strada ma non abbandoneranno mai la famiglia di origine. Un figlio anche se vive a migliaia di km di distanza si spaccherà la schiena di lavoro ma un aiuto almeno economico per la famiglia lo darà sempre.

7) Le favelas: a Salvador non esistono praticamente quasi più, tutti si stanno costruendo la loro casa, certo con standard diversi dai nostri ma sempre di 4 mura si tratta.

8) La burocrazia e gli uffici pubblici: io li ho trovati sempre efficientissimi, magari complicati se non li conosci e sicuramente intricati per uno straniero, però esistono per esempio i SAC dove tu entri prendi un numero, ti siedi con l’aria condizionata, poi vieni chiamato dal tabellone elettronico e ti risolvono quasi l’80% delle pratiche pubbliche. P. es. un nuovo passaporto? fai la pratica al SAC e in 4 giorni te lo consegnano (e ti dicono il giorno esatto in cui..sarà pronto). Da anni prenoti i tuoi appuntamenti con la pubblica amministrazione via internet.

Stefano Gentile, Brasile  brasile brasiliana

Altre cose molto interessanti sono il particolare senso religioso, molto diffuso ma anche molto commisto con il precedente paganesimo, ci sono molte ex divinità pagane che sono trasformate in santi cristiani. E poi c’è il pragmatismo e la grande diffusione di chiese cristiane ma non cattoliche. Rimane molto diffusa la macumba e il candomlblè (versione positiva dello spiritismo). La liberalità dei costumi per cui non ci sono molti tabù sul sesso ed anche i bambini ne sanno molto di più che certi adulti in Europa. La musica popolare del “pagode” contiene testi che sempre giocano sui doppi sensi sessuali.  Eppoi ci sono le telenovelas che li chiamano semplicemente novelas, che sono seguitissime, più del calcio anche perchè le segue sia tutto il pubblico femminile che maschile. Entri in un ristorante col maxischermo che sta trasmettendo la novela del giorno e subito tra sconosciuti cominciano a scambiarsi opinioni sui vari protagonisti e resoconti per chi avesse  (malauguratamente) perso una puntata. E quindi anche la facilità di socializzazione e l’ospitalità.  Un episodio mi sconvolse durante il primo viaggio: eravamo in un paesino in una strada senza bar o esercizi pubblici e a mia moglie scappava da morire la pipi…. capita no? beh io cominciai a guardarmi in giro disperatamente alla ricerca di una soluzione ma lei “non ti preoccupare chiedo a questa signora che sta sulla porta di casa…” detto fatto la signora accolse mia moglie come se fossero amiche da anni… “vai li a destra dopo il corridoio c’è il bagno figlia mia”….  Immaginate di fare la stessa cosa in una cittadina italiana’ (e vi assicuro che non è stato un episodio casuale).

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Il senso della famiglia e del rispetto. C’è rispetto per le persone anziane, ci sono delle specie di gerarchie tra i parenti e soprattutto tra i fratelli: i più piccoli devono portare rispetto per i più grandi i quali si prendono sulle spalle le responsabiltà e la difesa “sociale” dei più piccoli. I bambini in molte famiglie al mattino quando si svegliano e alla sera quando vanno a dormire devono chiedere la benedizione agli adulti. Poi c’è anche l’alcool. Il divertimento principe del 90% dei brasiliani al sabato sera è bere. Soprattutto birra ma anche vino e superalcoolici. A tutte le età dai 18 agli 80 anni bevono quantità industriali di birra, vanno al mare e bevono birra “bem gelada” tutto il giorno. Diciamo in media 20 lattine a testa. E ovviamente anche la droga che è diffusa sia come uso ma soprattutto come traffico e che però è ristretta comunque a una minoranza della popolazione, forse anche perchè i più non se la possono permettere. Però il giro della droga è veramente pesante e pericoloso, li sparano e ti ammazzano senza pensarci troppo su se non paghi quanto dovuto. Attenzione anche al rispetto per le donne che hanno un uomo, che sia marito o fidanzato: se una donna è impegnata va rispettata niente sguardi insistenti e niente commenti fuori luogo, altrimenti rischiate come minimo un pugno in faccia.

Stefano Gentile, Brasile  brasile brasiliana

Ecco questi sono alcuni degli aspetti sociologici più evidenti del Brasile. Parliamo ora della parte economica. Quanto sin qui detto spero sia servito a tracciare qualche spunto di riflessione su un popolo e un paese che presenta si aspetti di comunanza con la ns cultura ma anche tante tante differenze più o meno sottili. E nel momento in cui ci si mette a pensare alla possibilità di investire o di andarci a vivere vanno considerate tutte le variabili.  Esistono ancora opportunità in Brasile? esiste la possibilità di trovare lavoro? Come fare a trovare queste opportunità? Io vi posso dare qualche suggerimento relativo al campo immobiliare e all’apertura di una piccola attività. Le grandi aziende hanno invece dei canali privilegiati fatti di istituzioni apposite (tipo camera di commercio italo-brasiliana). Per quanto riguarda il lavoro come dipendenti ci sono sostanzialmente due situazioni: nella ristorazione o nel turismo, però con stipendi che consentono un tenore di vita che per i brasiliani è il minimo ma per noi è molto al di sotto. L’altro settore è per personale qualificato, ingegneri o tecnici di alto livello. In questo caso gli stipendi sono alti e consentono di vivere molto bene. Se avete una laurea tecnica o come medico le possibilità ci sono eccome. Per prima cosa sarebbe ottimo imparare un po’ di portoghese, anche perchè quasi tutti i siti che vengono consigliati per le consultazioni sono quasi sempre in portoghese e quindi una conoscenza di base ci vuole.  Seconda cosa molto positiva sarebbe avere un intermediario brasiliano per trattare con la controparte brasiliana senza rivelare almeno all’inizio che il mandante è italiano o Europeo: poichè ci considerano ricchi e polli da spennare nell’80% dei casi avrete maggiori probabilità di spuntare un affare se fate iniziare le trattative da un brasiliano. Terza, ma collegata alla prima, un intermediario brasiliano conosce alla perfezione l’arte di chorar (piangere o piangersi addosso) e quindi sa come impostare una trattativa al ribasso (o al rialzo) e come difendersi dalle contromosse (di solito basate su racconti di disastrose situazioni famigliari o di salute che non sempre corrispondono al vero) dell’altra parte.

Quarto: sarebbe importante avere informazioni sempre aggiornate in tempo reale su prezzi e tendenze e soprattutto sulle occasioni che si presentano di volta in volta (perchè se sono vere occasioni ci sarà subito qualcuno che le coglie al volo).

Quinto: a meno che non ci andiate a vivere avrete bisogno di persone di riferimento affidabili che poi seguano i vostri affari in loco quando non ci siete.

Sesto: il problema dei visti anche se i brasiliani non sono così ferrei nelle politiche di immigrazione, però il problema non va comunque sottovalutato.

Settimo: andare a vedere di persona è fondamentale per evitare fregature.

BRASILE   brasile brasiliana

Per rispondere alle domande di cui sopra: si ci sono ancora moltissime opportunità ma bisogna sapere ad esempio che in certe zone di Fortaleza ci sono case vendute a ottimi prezzi perchè stanno subendo una erosione nelle fondamenta ad opera del mare, oppure che comprare un appartamento da affittare o aprire un residence (pousada) deve tener conto che l’80% della clientela sarà prevalentemente brasiliana (salvo in certe zone) perchè il turismo dall’Europa finisce sempre nei soliti posti e nei soliti periodi, invece voi dovrete lavorare tutto l’anno. Quindi dovrete tener conto dei loro usi e costumi.  Per esempio i brasiliani affittano case al mare per andarci con tutta la famiglia allargata (e se non conoscete bene cosa vuol dire per loro potreste fare dei buchi nell’acqua) quindi i nostri bilocali nei luoghi di vacanza loro non li considerano nemmeno, mentre il bilocale va invece bene nelle location dove la gente va a lavorare. Non vi fate allettare dai confronti con i prezzi e le situazioni italiane: un bell’appartamento a 150.000 reais è quasi un furto a meno che non sia in centro in una grande città, e comunque non è un affare anche se al cambio attuale sarebbero 60.000 euro circa. Con 60.000 euro se li voglio investire ci compro tre case da sistemare e ci pago i lavori di ristrutturazione, ma bisogna sapere dove e come naturalmente. Aprire una pizzeria che fa pizza italiana è destinata ad un facile fallimento se la pizza è come quella che ci portano a casa il 90% delle pizzerie da asporto delle ns città: ai brasiliani la pizza così non piace proprio e poi la mozzarella praticamente non esiste. Vorrei concludere dicendo che pur avendo scritto tanto non ho toccato nemmeno una volta gli aspetti ludici comunemente conosciuti in Europa: calcio, balli e musica, feste, spiagge meravigliose e quasi deserte, acque tropicali, vegetazione lussureggiante, gastronomia e piatti tipici, clima e temperatura meravigliosa del mare (e persino di laghi e fiumi).

Esiste il mal d’Africa? bene esiste anche la saudade do Brasil (nostalgia del Brasile). Quanto sin qui detto spero serva a chi sta pensando di fare il grande passo. Spero di essere riuscito a dare delle pennellate adatte a suscitare riflessioni, ma se avete bisogno di consigli e informazioni sono a disposizione, ribadisco che la zona che conosco bene è quella di Salvador de Bahia e dello stato di Bahia.

Chi sta pensando di andare li a vivere o a lavorare può tranquillamente scrivermi su [email protected]

Atè ja ja

Stefano Gentile

Info sul Brasile su: www.mollaretutto.com