L’agriturismo di Gabriele e Barbara nelle Marche

Gabriele e Barbara, entrambi diplomati come periti informatici, per 15 anni hanno lavorato come programmatori all’interno di una società, seppur in settori differenti. Una bella famiglia la loro, con due splendide bambine ed il tanto agognato posto fisso per entrambi. Ma mancava qualcosa e così hanno deciso di realizzare il loro sogno: quello di ritirarsi su di un monte, dove hanno aperto un agriturismo. “Cercasi struttura ricettiva in vendita o affitto”: un annuncio su un sito web, in grado di cambiare drasticamente la loro vita. Gabriele ora è un agricoltore e Barbara una cuoca provetta. La loro vita a contatto con la natura e i cibi sani, si arricchisce sempre di più, grazie a tutte le esperienze incredibili e a volte terribili vissute giornalmente.

agriturismo Valdifiori

Gabriele e Barbara, chi eravate prima di diventare cuoca e agricoltore?

Gabriele, 36 anni, diplomato come perito informatico, per 15 anni ho lavorato prima come tecnico e poi come programmatore in una società leader in Italia nello sviluppo di software per la gestione del personale. Appassionato di motori, sport, natura e montagna ad un certo punto della mia vita i panni dell’impiegato mi sono diventati troppo stretti ed eccomi qua …. Barbara, 36 anni, anch’io diplomata come perito informatico, per 15 anni ho lavorato come programmatrice prettamente nel settore della produzione e della contabilità. Nei primi anni della nostra vita di coppia, per motivi di lavoro, chi cucinava era principalmente Gabriele. Io ero comunque cresciuta in una casa di campagna per cui ero sempre stata abituata a cose genuine; probabilmente però non bastava e dopo qualche anno, un’orticaria da contatto, mi ha fatto mettere in dubbio tutta la mia alimentazione. E’ stato quello il momento in cui mi sono buttata nella cucina, una cucina naturale e biologica, che parte dalla cosa base: il pane a lievitazione naturale. Poi sono nate Emma e Sara ed ho cominciato a mettere in discussione ciò che facevo e cosa offrivamo loro. Un lavoro che mi era diventato opprimente, una passione sempre maggiore per la cucina ed un bisogno disperato di riprendere un contatto con la natura e di offrire una vita diversa alle nostre figlie ed eccomi qua…

Gabriele, da programmatore informatico ad agricoltore. Sicuramente un lavoro questo più pesante del precedente, ma che, se fatto con passione è in grado di dare grandi soddisfazioni, giusto?

Ho un fratello che installa impianti di condizionamento e per svariati anni ci siamo presi in giro discutendo su quale dei due lavori fosse più faticoso, se il programmatore o l’idraulico. Non siamo mai giunti ad un verdetto “finale”, ma ora che ho provato entrambe le cose posso dire senza dubbio che la fatica lavorativa è una cosa del tutto soggettiva. Sviluppare software diverse ore al giorno è molto stressante per la mente ed è una fatica che ti porti a casa. Complice anche il fatto che magari ti sei disinnamorato del tuo lavoro, ogni giornata è pesante come un macigno. Qui certo la fatica fisica è molta, le giornate non sono di 8 ore ma finiscono quando appoggi la testa sul cuscino. Il lato positivo è che dopo una bella dormita sei pronto a ricominciare e comunque i ritmi non sono così serrati come lo sono in ufficio.

E tu Barbara, sei sempre stata appassionata di cucina?

Diciamo di sì, ma il tempo da dedicarci era sempre molto poco. All’inizio della nostra vita assieme era Gabriele, che aveva più tempo di me, a gestire la cucina. Ero comunque cresciuta in una casa di campagna, con dei nonni e degli zii allevatori di bestiame, per cui abbiamo sempre avuto una cultura profonda per la qualità dell’alimentazione. Poi complice una serie di eventi della nostra vita tra cui due gravidanze ma non solo, mi hanno spinto ad entrare sempre di più in questo mondo. La mia vera passione è la cucina vegetariana, infatti la propongo spesso anche al ristorante; poi per problemi personali ho conosciuto anche la cucina kousminiana, il tutto sempre partendo da materie prime principalmente biologiche. Questa per me era la giusta dimensione, un ristorante da 40 coperti e 4 camere. Certamente in un’esperienza del genere la passione non basta, per cui gli insegnamenti di quello che è diventato un caro amico, noto maestro di cucina, mi sono stati di vitale importanza…e direi che abbinato alla passione…

Da cosa è nata l’esigenza di un cambio così drastico di vita?

Molti arrivano a scelte come la nostra spinti dalla mancanza di lavoro o dalla perdita dello stesso. Per noi non è stato così, avevamo entrambi il classico e ambito “posto fisso”, sicuro, se così si può dire al giorno d’oggi, e ben pagato. Una vita praticamente perfetta, una bella casa, due belle bimbe un sacco di amici e mille occasioni di svago e divertimento. Per entrambi però tutto ciò non era sufficiente, le giornate lavorative si susseguivano tutte uguali un giorno dopo l’altro e trovavamo sempre meno soddisfazione in quello che facevamo. Purtroppo tutto questo cominciava a ripercuotersi anche nella vita privata e così siamo arrivati alla conclusione che avevamo bisogno di “cambiare aria”. Quindi basta città, traffico, ufficio e centri commerciali. Ritirati in cima al monte, come dicono qui (per noi è semplicemente una collina), chi viene a trovarci dice che viviamo in un paradiso. In effetti godiamo ogni giorno di un panorama strepitoso e siamo completamente immersi nella natura. Qui la pace e la quiete la fanno da padrone, almeno le ore in cui le nostre figlie sono a scuola 😛

agriturismo Valdifiori

Come ha avuto inizio la vostra avventura?

“Cercasi struttura ricettiva in vendita o affitto”. Esattamente così, un annuncio su un sito web che ha avuto più di una risposta, ma il Valdifiori fu il primo amore nel 2009. Per una serie di motivi la cosa non andò a buon fine subito, in seguito abbiamo valutato molte altre possibilità in altre regioni e anche all’estero, senza trovare però quello che faceva per noi. Nel 2012 si è ripresentata l’opportunità di provarci qui e questa volta non ce la siamo fatta scappare.

Siete mai stati colti da dubbi o timori al principio?

I dubbi fanno parte del gioco, il timore di non farcela ci accompagna sempre, ma allo stesso tempo ci sprona a fare meglio per riuscire nella nostra impresa. La posta in gioco è molto alta e siamo assolutamente determinati a raggiungere l’obbiettivo. Ci sono alcuni momenti di sconforto in cui viene da pensare “ma che me l’ha fatto fare?”, poi però pensiamo a tutte le opportunità che abbiamo, a ciò che stiamo offrendo alle nostre figlie e andiamo avanti a testa bassa. Alla fine ti rendi conto che l’importante è stare bene ed essere uniti, il resto verrà da sé, in un modo o nell’altro.

E ora, a distanza di quasi un anno, come e quanto è cambiata la vostra vita?

Più che cambiata diciamo che è stata totalmente stravolta. L’appartamento, il condominio, il lavoro d’ufficio, il traffico cittadino sono ricordi che sembrano appartenere ad una vita fa. Abbiamo ritrovato quel contatto con la natura che è stato uno dei motivi principali per cui abbiamo fatto questa scelta. Il nostro attuale vicino di casa dista circa 1Km da noi, il nostro giardino è frequentato da animali selvatici di tutti i tipi, dalle volpi, ai cervi ai daini e molto altro. Stiamo vivendo una serie di esperienze incredibili, meravigliose e a volte terribili che comunque ci arricchiscono e ci fanno crescere ogni giorno. Le nostre bimbe escono di casa scalze a correre sul prato, si prendono cura degli animali (a modo loro), contano le stelle cadenti di sera. Credo che per loro sia una grande fortuna. Barbara passa molto tempo in cucina, a provare e sperimentare cose nuove. Non ha abbandonato completamente l’informatica, naviga spesso su forum tematici per scoprire ricette nuove e scambiarsi consigli con i suoi “colleghi”. Io mi dedico alla manutenzione delle strutture e dei macchinari e alla cura degli animali. Nemmeno io mi sono completamente distaccato dalle mie vecchie “competenze”. La sera mi dedico al nostro sito internet e alla promozione delle nostre iniziative su social network e affini.

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Come si svolge una vostra giornata?

Non esiste una giornata tipo, gli unici punti fissi sono l’accudimento degli animali e la gestione delle nostre figlie, tutto il resto varia a seconda della stagione e degli impegni in azienda. Normalmente la sveglia suona alle 6.45, si fa colazione tutti assieme, poi le bimbe si preparano per la scuola (che dista 8 km da casa nostra) assieme alla mamma e Gabriele si occupa degli animali. Vitelli, cavalli e cinghiali necessitano mediamente di un paio d’ore giornaliere per il mangiare e la pulizia. A seconda della stagione ci si dedica poi alla manutenzione delle strutture piuttosto che al taglio della legna o alla produzione del foraggio. Tutto questo naturalmente se non ci sono ospiti nell’agriturismo, in tal caso le attività vanno ulteriormente “incastrate” per poter dare la giusta importanza a tutti. Solitamente Barbara prepara la colazione mentre Gabriele si dedica alla preparazione di Emma e Sara, se devono andare a scuola, per poi ritornare alla normale routine mentre i nostri ospiti si godono la colazione a buffet.

Molti tendono a partire, lasciando la propria terra per cercare un futuro migliore all’estero. Voi invece vi siete messi in gioco qui, nel Bel Paese. Quanto avete scommesso al principio su quest’idea?

Non nascondiamo di aver pensato e valutato di andare all’estero, ma alla fine abbiamo deciso di rimanere in Italia. Un po’ per la difficoltà di integrazione e un po’ perchè comunque il nostro è ancora il Bel Paese: ricco di storia, cultura, natura e tutto ciò che si può desiderare. Certo l’attuale situazione fa venire voglia di scappare a più di qualcuno, ma siamo davvero sicuri che questa sia la soluzione? Si dice che l’erba del vicino è sempre più verde e soprattutto ora si tende a idealizzare nazioni estere come migliori della nostra, ma non è certo andandosene che le cose miglioreranno.

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Ed oggi, scommessa vinta o siete ancora in attesa del verdetto?

Ci vorranno ancora circa un paio d’anni per avere un quadro preciso della situazione. Gli investimenti iniziali sono stati importanti, come nuovi arrivati abbiamo un po’ dovuto vincere la diffidenza delle persone e non ultima la crisi attuale è fonte di grande incertezza in tutti gli ambiti lavorativi, compreso il nostro. Lo stile di vita che conduciamo è sicuramente quello che speravamo, ma l’aspetto economico è ancora “migliorabile”, per poterci consentire investimenti e migliorie.

Avete fatto tutto da soli o vi siete avvalsi dell’aiuto di qualcuno?

Si dice che la fortuna aiuta gli audaci e così è stato per noi. All’inizio abbiamo preso la decisione di partire per questa avventura completamente da soli contando esclusivamente sulle nostre capacità. Degli autentici pazzi, dato che le nostre esperienze in merito erano praticamente nulle. Strada facendo più di qualcuno si è appassionato alla nostra storia e così abbiamo “collezionato” una serie di “collaboratori” che in maniera del tutto disinteressata hanno preso parte alla nostra avventura. Ad esempio un noto “maestro di cucina” che per anni ha lavorato nei migliori ristoranti veneziani ha affiancato Barbara per i primi tempi, sobbarcandosi diverse trasferte in terra marchigiana. Un grande aiuto naturalmente ce lo forniscono i nostri rispettivi genitori, che compatibilmente con i loro impegni appena possono arrivano in nostro soccorso. Anche gli amici, a turno, fanno una sorta di vacanza-lavoro e contribuiscono come possono alla realizzazione del nostro progetto. Dal fabbro all’elettricista, all’idraulico alla baby-sitter possiamo dire che non ci manca proprio nulla 😉

Qual è stata la difficoltà più grande contro cui vi siete scontrati per la realizzazione del vostro progetto?

Sembra una scusa piuttosto inflazionata, ma il nostro maggiore nemico attualmente è proprio la crisi. La mancanza di liquidità e l’incertezza nel futuro si ripercuote inevitabilmente sui consumi e gli svaghi sono i primi ad essere tagliati. Questo significa che le ferie non si fanno, si accorciano ma soprattutto vengono programmate all’ultimo secondo impedendoci di fare un minimo di previsione sull’andamento della stagione.

E quali ad oggi, le più grandi soddisfazioni?

La soddisfazione dei clienti è il nostro premio più ambito, Abbiamo ricevuto molti complimenti sulla qualità del servizio che offriamo, sia dal punto di vista della ristorazione che per quanto riguarda la parte ricettiva. Abbiamo inoltre ricevuto un riconoscimento da un’associazione di allevatori, siamo stati protagonisti di una puntata di una famosa trasmissione televisiva e siamo stati invitati a tenere una conferenza sulla panificazione a lievitazione naturale. Considerando che nella nostra precedente vita facevamo tutt’altro, possiamo affermare che in un solo anno abbiamo ottenuto risultati straordinari che ci hanno riempiti di soddisfazione.

Quali sono i punti di forza della vostra struttura?

Indubbiamente la qualità del prodotto che offriamo. Potremmo riassumere con “Semplice ma buono” la nostra filosofia. Semplice perchè offriamo poche cose, ma l’attenzione che poniamo alla qualità dei nostri prodotti è maniacale. Il menù del nostro ristorante si compone mediamente di qualche antipasto, 3 primi e 3 secondi. Questo perchè in tavola si trovano quasi esclusivamente prodotti della nostra azienda e di conseguenza l’offerta ruota tutta intorno al frutto del nostro lavoro.

Per concludere, mi riassumereste la vostra vita attuale in tre aggettivi?

Imprevedibile: perchè ogni giorno è una novità, dall’ospite last-second, alle vacche che sono scappate giù al paese non sai mai quello che ti capita. Quindi è praticamente impossibile pianificare qualcosa e sei costretto a vivere alla giornata.

Stimolante: perchè come si dice “ogni problema ha la sua soluzione”, se abiti a 8km dal centro, magari d’inverno con la neve e la strada isolata, è meglio che le soluzioni le trovi da solo e alla svelta. Ovviamente non è tutto sempre così estremo. Stimolante è anche inventarsi serate a tema per il ristorante o iniziative per attirare la clientela, che vanno dal concerto in giardino alla gita con il fuoristrada.

Ricca: non dal punto di vista economico, anzi. Ma di tutte le esperienze che abbiamo la possibilità di vivere giornalmente.

Un saluto

Gabriele e Barbara

 

A cura di Nicole Cascione