Il salto da Milano non è stato facile, passare da una grande metropoli ad una cittadina francese ha ovviamente i suoi lati negativi, ma sono molteplici gli aspetti positivi, entrambi vengono raccontati a quattro mani nel blog (http://chezmoiabordeaux.wordpress.com/), che Annalisa e Valerio hanno aperto per “poter condividere con altri italiani le nostre esperienze, essere d’aiuto ai nuovi arrivati, presentare Bordeaux secondo il nostro punto di vista e il tutto si è rivelato molto stimolante”.

Annalisa, da Milano a Bordeaux, insieme a Valerio, da qualche mese tuo marito. Raccontaci qualcosa di questo trasferimento.

Lo scorso 15 luglio Valerio ed io abbiamo ufficialmente iniziato la nostra vita insieme in terra francese. Il matrimonio, il viaggio di nozze e poi, con tanta eccitazione e due valigie per ciascuno, la nuova casa bordolese! All’interno qualche scatolone portato a giugno dopo il trasloco dal precedente appartamento di Valerio, che abita qui già da tre anni per ragioni lavorative, e qualche mobile da montare per fare spazio a tutti i miei “piccoli beni milanesi”. Giuro, non solo vestiti e scarpe! Ma è chiaro che in un trasferimento semidefinitivo in Francia necessiti di tanti cassetti per organizzare al meglio la nuova vita.

vivere a bordeaux

Di cosa vi occupate nella vita di tutti i giorni?

Io sono un’interior designer. Nello specifico mi occupo della progettazione e dell’ideazione “grafica e scenografica” di allestimenti. Ho iniziato occupandomi di allestimenti museali, ma negli ultimi anni mi sono specializzata nel settore degli eventi (da press conference, a lanci di prodotto, a stand per fiere e manifestazioni culturali) che a Milano, nonostante la crisi e una notevole riduzione sui budget proposti dalle aziende, continua a funzionare. Al momento collaboro con l’Italia dall’estero come libero professionista, ma l’obiettivo, una volta risolto il problema del “deficit linguistico”, è quello di riuscire a sviluppare collaborazioni anche a Bordeaux e sul territorio francese. Valerio lavora in ambito universitario. È arrivato a Bordeaux a novembre del 2010 e dopo due anni di post-doc ha partecipato e ha vinto un posto come maître de conference alla Facoltà di Economia, dove attualmente è docente e ricercatore.

Nel tuo settore vi sono maggiori prospettive occupazionali in Francia rispetto all’Italia?

Parlo da designer che ha studiato e cominciato a lavorare a Milano, che è la città italiana più sviluppata in questo settore. So che Bordeaux non è Parigi, dove ruotano tutti i più grandi studi a livello nazionale e dove il livello e la quantità di lavoro sono chiaramente più alti. Se la scelta del mio trasferimento fosse stata dettata da ragioni lavorative probabilmente non avrei scelto questa città. Ad ogni modo inizio la ricerca di nuove collaborazioni francesi con uno spirito positivo, perché Bordeaux è una città che si sta molto sviluppando sia da un punto di vista infrastrutturale, sia da un punto di vista culturale e di servizi offerti e questo chiaramente è sinonimo di creazione di nuovi posti di lavoro.

vivere a bordeaux

Vi è capitato di vivere qualche episodio particolarmente significativo in Francia, di cui vorreste renderci partecipi?

Valerio fra lavoro e burocrazia ha avuto modo, fin dai primi mesi, di conoscere lo smodato amore dei francesi per i dossier: vengono chiesti per qualunque cosa e chiaramente sono tutti impostati in modo differente. Fare la fila all’ufficio di competenza, arrivare al banco e sentirsi richiedere l’ennesimo documento mancante è praticamente la routine! Per noi italiani poi c’è l’aggravante della lingua, perché i francesi non accettano documentazione in italiano o in inglese, quindi bisogna sempre prevedere di contattare un ufficio di traduzioni certificato (e di conseguenza spendere anche per questo). Fatto sta che Valerio dopo quasi tre anni di vita in Francia da persona disordinata e distratta, si è trasformato in un catalogatore maniacale di bollette, contratti, ricevute e documenti.

Quali sono i pregi e i difetti del sistema francese?

Quello della gestione della burocrazia è sicuramente un aspetto negativo del sistema francese e di certo l’Italia non ha nulla da invidiare alla Francia. Il Social Welfare invece è senza dubbio uno degli aspetti positivi e permette a tutti i cittadini, indifferentemente dalla nazionalità, di usufruire di una serie d’infrastrutture che facilitano l’integrazione, basti pensare alla CAF e al Pole Emploi. Anche gli aiuti per le giovani coppie e per le famiglie con bambini piccoli non hanno confronto con il nostro Paese.

In un trasferimento, quali sono le difficoltà iniziali e, cosa più importante, sono facilmente superabili?

Con un po’ di spirito di adattamento e tanta pazienza tutto è superabile! I primi passi non appena arrivati sono sicuramente quelli di aprire un conto in banca, comprare una schedatelefonica francese e se si è in cerca di lavoro, e si pensa di rimanere a Bordeaux per almenoun anno, andare al Pole Emploi, che è una sorta di ufficio di collocamento “evoluto” rispetto aquello italiano. Il tutto può essere condito da un po’ di difficoltà linguistiche, ma con un belcorso intensivo di francese e tanto allenamento, anche questo aspetto è destinato a scomparire.

vivere a bordeaux

Raccontaci qualcosa su Bordeaux…

Anche se durante la nostra vita abbiamo avuto la possibilità di vivere in diverse città sia delnord Italia, sia estere, il paragone che ci sentiamo di fare è comunque quello con Milano, lanostra vera città, quella che conosciamo abbastanza bene da poter criticare anche un pochino. Se dovessimo associare a Bordeaux tre aggettivi la definiremmo facile, accogliente ed elegante: piccola, a dimensione umana, con mezzi pubblici frequenti sempre in orario, pisteciclabili e centro storico, patrimonio dell’ UNESCO, chiuso al traffico e caratterizzato da numerose piazzette e piccole rue piene di localini e ristoranti affacciati sulla strada. E poi un lungofiume che negli ultimi dieci anni è stato luogo di una trasformazione incredibile, che ha dato una nuova identità alla città, svelando gli edifici neoclassici da ammirare soprattutto durante le passeggiate serali, quando si riflettono nell’acqua della Garonna. Insomma, se dovessimo darle un voto ora che siamo chiaramente ancora soggetti a tutte le novità e ancora pieni di entusiasmo, le daremmo un 9 di incoraggiamento, sperando che pian piano riesca a togliersi l’aria da cittadina di provincia, che spesso si respira e che ogni tanto a noi “milanesi” sta un po’ stretta.

Insieme a Valerio hai aperto il blog: http://chezmoiabordeaux.wordpress.com/

Cosa vi proponete di fare con questo diario virtuale?

Più o meno un anno fa abbiamo cominciato a pensare alla possibilità di creare un blog su quella che sarebbe stata la nostra nuova città. Ci piaceva l’idea di poter condividere con altri italiani le nostre esperienze, essere d’aiuto ai nuovi arrivati, presentare Bordeaux secondo il nostro punto di vista e il tutto si è rivelato molto stimolante! Occhi un po’ più critici e una grande voglia di fare nuove esperienze così da poter scoprire sempre più lati inediti della città. Così nei mesi successivi abbiamo pensato ad un nome e ad un’immagine grafica per il blog, abbiamo raccolto le foto scattate nei mesi precedenti e scritto i primi post, abbiamo riflettuto sulla possibile classificazione delle tematiche e a delle rubriche da proporre ai nostri lettori e poi da gennaio abbiamo debuttato anche sui social network. Questo ultimo passo ha dato il via alla parte più bella dell’avere un proprio blog: il confronto e lo scambio di opinioni con le altre persone. Tramite Chez moi à Bordeaux abbiamo conosciuto virtualmente, ed in alcuni casi anche realmente, molte persone. Qualcuno vive come noi a Bordeaux, qualcuno se n’è appena andato, altri vorrebbero trasferirsi o visitarla.

Per concludere, come valuti ad oggi questa tua esperienza di vita?

Ci consideriamo bordolesi a tempo pieno da troppo poco per riuscire a fare una vera valutazione di questa esperienza. Diciamo solo che saremmo stati dei pazzi a decidere di iniziare la nostra vita insieme a Bordeaux se non avessimo avuto una buona opinione del tempo trascorso qui e tante sensazioni positive su quello che potrebbe essere il futuro in questa città.

Indirizzo e-mail: [email protected]

Di Nicole Cascione