Un milanese folgorato da Buenos Aires

Samuele decora con stucchi d’oro e d’argento le case, gli hotel e i negozi. Le sue mani d’artigiano hanno impreziosito gli interni un po’ spenti e anonimi ovunque fossero nel mondo e l’hanno portato a conoscere altri Paesi e altre genti, diversi da Milano, dove vive ed è nato. Per due anni (era il 2002,) è vissuto a Londra e l’inglese è diventato la sua seconda lingua. Da poco si è messo a imparare lo spagnolo, perchè Samuele Perego, a 30 anni, ha puntato il dito sull’America Latina, e precisamente su Buenos Aires, per andarci a vivere.

Vivere in Argentina buenos aires

Perchè vuoi lasciare l’Italia?

“Sta diventando una giungla, non mi trovo più bene. Troppe tasse da pagare, e in più si fa una fatica del diavolo a ricevere i compensi pattuiti con i clienti. Nei tanti viaggi che ho fatto per lavoro ho trovato realtà migliori e più vicine al mio modo di essere”.

Per esempio dove?

“In Canada, nel Nord Europa, in Costa Rica, Colombia, Panama, negli Stati Uniti, a Hong Kong e a Singapore. Ma il mio sogno è vivere a San Telmo e la Boca, a Buenos Aires”.

Ci sei stato?

“Sì, due giorni. E’ stato un colpo di fulmine. I colori, la gente, l’atmosfera incredibile di questi quartieri in una città così imperfetta che ti avvolge e ti attira mi hanno fatto decidere che è lì che voglio vivere. Non voglio arricchirmi. Voglio vivere sereno e con più tempo da dedicare a me stesso”.

Che attività vorresti aprire?

“Ho pensato a un ristorante visto che sono un cuoco discreto o a un alberghetto”.

Vivere in Argentina, Buenos Aires

Allora sei deluso dall’Italia?

“Amo l’Italia e stra-amo Milano e ho anche tanti amici veri qui ma penso che sia arrivato il momento di voltare pagina e seguire i miei sogni”.

Samuele non farà il grande salto da solo. Con lui c’è la sua fidanzata e Tullio, il suo futuro socio di 49 anni. Tullio ha moglie e due bambini, fa il manager di una multinazionale e da poco si è licenziato perchè era stanco della vita in giacca e cravatta: “Facciamo sempre le solite cose qui, siamo tutti robottini”.

Quanto avete deciso di investire?

“Tra i 50.000 e i 100.000 euro al massimo”.

Sarà un’avventura?

“Assolutamente no. Non andiamo alla sbaraglio. Ci stiano preparando, ponderiamo tutto e vagliamo le varie possibilità. A gennaio vado a Buenos Aires a dare un’occhiata, informarmi bene sulle leggi, gli affitti e tutto il resto”.

Samuele e Tullio sono la strana coppia che promette bene: “Siamo talmente diversi da essere potenzialmente una forza. Lui è il classico bauscia milanese da scrivania, io sono più da bassi fondi, più da contatto immediato con le persone”. Ride: “Come dice lui ho una faccia da c…”.

Buenos Aires

Non avete paura del fallimento?

“No, e perchè? Credo in me stesso e ho un’esagerata fiducia in Tullio. E se avremo dubbi sarà uno stimolo maggiore. Io adoro le sfide…non so come dirti…mi piace rischiare!”.

Che tipo di cucina pensi di fare in Argentina?

“Ho pensato di assecondare i gusti di lì, ma sono aperto a qualunque cosa, anche alla cucina italiana”.

Insomma, viaggio di sola andata?

“Se si fa il salto, certo è definitivo. Stiamo già cercando anche una scuola internazionale per i figli di Tullio e con la mia compagna abbiamo deciso che ne vogliamo almeno tre!”.

Per scrivere e Samuele:

[email protected]

A cura di Bruna Bianchi