Vito: sono arrivato a Londra grazie a un consiglio dei miei genitori
Vito è originario di Bari e, spinto dalla frustrazione nel ricevere una bassa retribuzione nonostante svolgesse tre lavori differenti, e anche dalla curiosità di conoscere altre realtà, a fine 2012, il ragazzo ha cominciato a pensare a un trasferimento all’estero.
La decisione vera e propria è stata presa a gennaio 2013, quando Vito si è trasferito a Londra, grazie a un consiglio dei genitori. Lui, infatti, era più orientato verso un Paese scandinavo ma, notando la sua insoddisfazione lavorativa e la situazione economica, la mamma e il papà gli hanno suggerito di provare con Londra.
A chi vuole trasferirsi adesso nella capitale inglese, Vito suggerisce d’impegnarsi nell’imparare la lingua ma, soprattutto, di essere consapevoli che, per vivere e lavorare a Londra in seguito alla Brexit, è necessario avere uno sponsor da un’azienda del posto e non molte sono disponibili a darlo.
Nel corso degli anni, Vito ha lavorato nel settore della ristorazione – che reputa il più facile in cui trovare lavoro – e poi ha aperto una sua compagnia di pulizie di unità residenziali e commerciali tramite l’utilizzo di prodotti 100% plant-based e materiali riciclati. Per il futuro, Vito – che a Londra ha trovato l’amore e sta per diventare papà – sogna di diventare un imprenditore di successo, per poter mantenere la famiglia, e si sta impegnando per trasformare il sogno in realtà.

Ciao Vito, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…
✔ Come si vive e quanto costa vivere a Londra? Ve lo raccontiamo nella nostra guida! ✔
Ciao a tutti, mi chiamo Vito Gasparro e vengo dalla Puglia, precisamente da Bari.
Quando e perché hai deciso di lasciare l’Italia?
Ho scelto di lasciare l’Italia alla fine del 2012, anche se posso dire di aver preso la decisione definitiva a gennaio 2013. Ho fatto questa scelta spinto dalla frustrazione di ricevere una bassa retribuzione, nonostante svolgessi tre lavori differenti, ma anche dalla curiosità di esplorare nuove realtà.
Cosa ti ha spinto a trasferirti proprio a Londra?
Londra non era nei miei piani, ero più orientato verso un Paese scandinavo. La capitale inglese è stata un’idea dei miei genitori che, un giorno, notando il mio malessere nello svolgere diversi lavori senza ricevere una retribuzione adeguata, mi hanno consigliato di valutare Londra come ipotetica meta. Colgo l’occasione per esprimere tutta la mia gratitudine nei confronti di mia mamma e di mio papà, proprio perché il loro consiglio si è rivelato davvero saggio.
Da quanto tempo sei lì e che cambiamenti hai visto, sia positivi sia negativi, finora?
Sono a Londra da gennaio 2013 e, per quanto riguarda i cambiamenti, credo che siano molto soggettivi, in quanto, nonostante le sostanziali ripercussioni dovute al post-Covid e al post-Brexit, che hanno intaccato molti settori e la sensibilità di tanti individui, tutto dipende da quello che realmente si vuole realizzare nella vita o quantomeno dalle capacità e possibilità di crearsi un percorso tale da far sì che le circostanze esterne non ti spingano ad avere una visione negativa della realtà. Di cambiamenti ce ne sono stati diversi, nel corso del tempo, ad esempio, l’aumento del tasso di criminalità, soprattutto tra i giovani. Inoltre, il sistema sanitario e pubblico sta sentendo tantissimo le conseguenze della mancanza di fondi pubblici e della carenza di personale. Se ci si focalizza su questi e altri aspetti, la percezione è quella di un evidente disagio sociale, ma credo che questo non riguardi soltanto la Gran Bretagna.
Come descriveresti Londra a chi non c’è mai stato?
La descriverei come una città bellissima e diversificata dal punto di vista architettonico e socio-culturale, dove basterebbe guardarsi intorno per trovare l’opportunità di una vita.
Di cosa ti occupi?
Per circa 10 anni ho lavorato nella ristorazione, in posti esclusivi come il The Arts Club a Mayfair e lo Shangri-La Hotel al The Shard, con una piccola parentesi nelle vendite porta a porta. Vendevo succhi di frutta imbottigliati per un brand proveniente dall’Afghanistan. Dal 2023, ho deciso di avviare una compagnia di pulizie eco- sostenibili con base a Londra, che si chiama PureShine Cleaning. Ci occupiamo di pulizie di unità residenziali e commerciali tramite l’utilizzo di prodotti 100% plant-based e materiali riciclati. Nel frattempo, continuo ad occuparmi di quello che mi piace di più: lavoro come general manager per Giannino Restaurant a Mayfair, un noto ristorante nato a Milano nel 1899.
Quali sono i settori in cui è più semplice essere assunti?
Quello in cui ci sono più possibilità in assoluto, almeno secondo me, è il settore della ristorazione.
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Pensi che gli stipendi siano in linea con il costs della vita?
Direi di sì, ma dipende molto dal tenore di vita che si cerca.
Puoi dirci il costo di alcuni beni e servizi di uso comune?
Per la benzina siamo intorno a £1,50 il litro mentre il latte costa circa £1,30.
Come valuteresti servizi come la sanità, la burocrazia e i mezzi pubblici?
La sanità, seppur efficiente in confronto a quella di altre realtà europee, sta attraversando un periodo di crisi, dovuto alla mancanza di personale La stessa dinamica intacca i trasporti pubblici, che comunque trovo migliori di quelli italiani. Qui nel Regno Unito i mezzi pubblici sono molto più efficienti in termini di velocità e frequenza. La burocrazia la trovo molto funzionale.
Data la Brexit, che consigli daresti ai tuoi connazionali che sognano un trasferimento a Londra?
I consigli che darei ai miei connazionali sono che, se davvero si è intenzionati a trasferirsi a Londra, ci si deve impegnare nello studiare la lingua inglese e nel cercare di capire in che settore ci si vuole interfacciare, proprio perché adesso, per trasferirsi a Londra, bisognerebbe ottenere uno sponsor da un’azienda locale e non molte sono disposte a offrirlo.
Come ti sei mosso per cercare un alloggio?
È stato un processo veloce. Ho girato una settimana per gli ostelli a Londra e ho cercato d’instaurare quante più connessioni possibile, fino a quando non ho trovato degli amici di alcuni compagni di stanza, disposti a ospitarmi.
Quali sono i prezzi medi e le zone in cui, secondo te, è possibile vivere bene spendendo il giusto?
I prezzi medi per una stanza, uno studio flat e un one bedroom flat sono rispettivamente £600, £1000 e £1200. Penso che nelle zone a nord-ovest di Londra e anche nell’est e sud-est della città ci siano aree in cui è possibile trovare un rapporto qualità – prezzo decente.
Come sei stato accolto dalla gente del posto?
Sono stato accolto meglio dalle comunità non italiane ma questo come conseguenza del fatto di avere un’ottima capacità d’integrazione con diverse etnie. Questo è uno dei motivi per cui adoro Londra.
Come descriveresti le vite dei londinesi?
Credo che chiunque viva a Londra subisca uno stile di vita più frenetico rispetto a quelli delle principali città europee. Questo è dovuto a un alto tasso di produttività.
Pensi che sia importante conoscere bene l’inglese sin da subito?
Non credo sia importante conoscere bene l’inglese finché ci si limita ad avere un tenore di vita basso. Se poi vuoi andare avanti, allora sì, è necessario che tu lo sappia parlare e capire bene.
Cosa si fa a Londra in ambitious artistico, ricreativo e culturale?
Londra è una città ricca di storia, pertanto, ha tantissimo da offrire. Ci sono molti musei, sia gratuiti sia a pagamento, ma anche numerosi parchi da visitare nel tempo libero, dove c’è la possibilità di utilizzare le attrezzature per praticare attività fisica o dov’è possibile, semplicemente, godersi la natura circostante.
Quali sono state le principali difficoltà da affrontare e come le hai superate?
Le principali difficoltà sono state la mia scarsa capacità di comunicare, dovuta al non sapere bene l’inglese, e il ritrovarmi, a volte, in stati di solitudine, dovuti dal fatto che molti amici hanno lasciato Londra per trasferirsi in altri Paesi. Ho superato queste difficoltà impegnandomi nell’apprendere la lingua inglese e nel crearmi hobbies da svolgere durante il tempo libero come praticare sport nei parchi, prendere parte a sessioni di yoga all’aperto ecc.
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E quali, invece, le gioie e soddisfazioni?
Di soddisfazioni ce ne sono state tante, come, ad esempio, lavorare al The Shard, uno degli edifici più alti d’Europa, le varie promozioni lavorative ottenute nel tempo e la più recente, avere la determinazione per avviare la mia compagnia. Infine, a livello sentimentale, aver trovato la compagna della mia vita, Ilham, dalla quale aspetto un bambino.
Che consigli daresti a chi vorrebbe trasferirsi li?
Gli direi di proseguire con questa idea e di non mollare, io lo rifarei altre mille volte. Aggiungerei che, se si ha un’idea, è bene impegnarsi per portarla avanti perché Londra è la città che te lo consente.
E quali a chi vorrebbe andarci in vacanza?
Consiglio di non focalizzarsi sulle solite attrazioni turistiche ma di esplorare anche zone meno note. Londra è molto di più di quello che si sente o si vede in televisione.
Se potessi tornare indietro, faresti qualcosa diversamente?
Sì, certamente. Cercherei di godermi di più tutta la Gran Bretagna, concedendomi più tempo per esplorarla, poi, prima di lasciare un lavoro, mi assicurerei di averne già un altro pronto.
Cos’hai imparato, finora, vivendo li’?
Ho imparato a gestire il tempo e le risorse, a rispettare le diverse culture, a essere puntuale e a mantenere le promesse. Tuttavia, quello che ho imparato sopra a ogni altra cosa, è ad avere il coraggio di rischiare.
Progetti futuri?
Sì, ne ho tanti. Il primo è quello di focalizzarmi sul mio lavoro principale, cercando di portare il ristorante ai livelli che merita. Il secondo è quello di lavorare duramente così da poter diventare un imprenditore di successo e, di conseguenza, da poter garantire sostentamento alla mia famiglia.
Per seguire e contattare Vito:
Website: www.pureshinecleaninglondon.com
Social: pureshine2024 / Istantvito
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