Italiani che vivono e lavorano in Qatar

Vito Bellino a soli 24 anni si è trasferito in Qatar, uno dei Paesi più ricchi del Medio Oriente, dove lavora nel ristorante italiano dell’hotel Four Seasons come cameriere con qualifica di chef de rang. Un lavoro che gli permette di viaggiare in continuazione e di entrare in contatto con persone provenienti da tutto il mondo. Il suo è un contratto a tempo indeterminato che comunque non lo fermerà a lungo sul posto, poiché fra 18 mesi, limite prestabilito da rispettare prima di poter richiedere un ulteriore trasferimento, Vito ha intenzione di trasferirsi in Brasile per realizzare un progetto che spera di portare a termine del giro di qualche anno.

Vito, prima di arrivare in Qatar dove vivevi?

Prima di arrivare in Qatar vivevo in provincia di Milano e facevo il pendolare tutti i giorni tra provincia (dove vivevo) e città (dove lavoravo). Facevo insomma come migliaia di persone tutti i giorni. Prendevo il bus o il treno e mi univo a quella massa di facce grigie che imboccano tutti i giorni, per tutta la vita, la stessa entrata della metropolitana.

Qual è stato il tuo percorso professionale?

Ho frequentato la scuola alberghiera e mi sono diplomato sommelier presso l’Associazione Italiana Sommelier. Già dai tempi della scuola lavoravo nei week-end e durante le festività, successivamente ho lavorato anche durante la stagione estiva in diversi luoghi, sono stato sul lago Maggiore, a Formentera in Spagna e in tanti ristoranti di Milano e provincia, fino a quando sono stato assunto dal Four Seasons hotel di Milano, dove ci sono rimasto 4 anni. Durante questi quattro anni però ho viaggiato da solo e in maniera indipendente, sono stato in India, in Marocco, a Cuba, in Messico, in Madagascar e due volte in Brasile, oltre ad aver visitato buona parte dell’Europa. Considero questi viaggi parte del mio percorso professionale, perché mi hanno aperto la mente verso altre culture e mi hanno permesso di imparare e di migliorare la conoscenza delle lingue straniere.

Vito Bellino, Qatar

Attualmente lavori presso il Four Season Hotel di Doha, qual è il tuo compito nello specifico?

Lavoro nel ristorante italiano dell’hotel come cameriere con qualifica di chef de rang. Sto cominciando a lavorare sulla carta vini e sulla cantina. Anche se vivo in un Paese musulmano, il vino è molto apprezzato e il mio obbiettivo è quello di riuscire a far conoscere e a far apprezzare il vino italiano in un Paese privo di conoscenze a riguardo. Così come intendo avviare un programma di formazione per i miei colleghi provenienti da Paesi che non ne hanno una conoscenza approfondita.

Perché da Milano hai scelto di trasferirti a Dhoa?

Perché desideravo provare e vedere veramente qualcosa di diverso. Avrei potuto scegliere di rimanere in Europa, ma ero curioso di conoscere il Qatar, il Paese più ricco del mondo come Pil pro capite. Così, attraverso il database interno alla compagnia, dove gli hotel Fourseasons di tutto il mondo postano la figura professionale di cui hanno bisogno, ho visualizzato le opportunità presenti sul posto e mi sono proposto.

E quindi? Cosa è successo dopo?

Ho sostenuto diversi colloqui, dapprima con il restaurant manager (italiano), poi con la responsabile delle risorse umane e, il più importante, con il food & beverage director. Ovviamente i colloqui erano tutti in inglese e per via telefonica, quindi ancora più impegnativi, anche se tutto sommato ero già in un canale preferenziale, in quanto già dipendente della compagnia.

Vito Bellino

Anche se ti sei trasferito solo pochi mesi fa, cosa ne pensi di questa nuova vita all’estero?

Devo dire che, nonostante la diversità del posto in cui sono, mi trovo bene e son contento della scelta fatta. Essendo qui relativamente da poco tempo, sono ancora sotto l’effetto novità. È la fase iniziale in cui tutto è nuovo: gente nuova e vita nuova, quindi non può che essere entusiasmante per ora. Poi qui la cosa interessante è che i qatarini sono una piccola minoranza e il 70% della popolazione è composta da stranieri. Indiani, filippini ed egiziani rappresentano le comunità più numerose.

Per quanto tempo conti di restare?

Qui ho un contratto a tempo indeterminato. Per limiti di contratto prima di richiedere il trasferimento in un altro hotel della compagnia devo maturare almeno 18 mesi di lavoro ed è questo il periodo di tempo che mi sono imposto prima di fare un’altra esperienza. Da qui noto che le possibilità di essere trasferito sono più alte che in Italia.

Cosa ci racconti di Doha?

Doha è una città parecchio strana. È in piena crescita e ci sono grattacieli in costruzione ovunque. È una città fantasma, nel senso che si vede poca gente in giro per strada, un po’ per il caldo e un po’ perché la città è concepita per le macchine e non per le persone!! Marciapiedi inesistenti, ma tutte strade a tre corsie! Io ho 24 anni e anche per quanto riguarda la vita notturna ci sono dei limiti. Il consumo e la vendita di alcolici è consentito solo negli alberghi a 5 stelle(praticamente in tutti gli alberghi che ci sono qui, perché sono tutti solo a 5 stelle), le discoteche all’interno degli alberghi alle 2.00/2.30 per legge devono spegnere la musica e alle donne qatarine non è consentito l’ingresso così come il consumo di alcolici. La gente locale passa la vita negli alberghi e nei mega centri commerciali. La cosa bella è che sembra di vivere in una città veramente multirazziale. Ogni giorno faccio un viaggio mentale in un Paese diverso, perché hai la possibilità di conoscere gente delle più svariate nazionalità! Il più grande inconveniente che riscontro qui è la mancanza di cultura. Ricordo che a Milano, a fine turno, facevo una passeggiata in centro, leggevo qualcosa in libreria e palazzi e chiese mi facevano sentire parte di una società importante. Qui invece non esiste un passato! In compenso il futuro è loro, pensa che il Qatar si è aggiudicato pure i mondiali di calcio del 2022, nonostante non abbia una cultura calcistica, pur sponsorizzando squadre importanti come Barcellona e Paris Saint German.

Vito Bellino qatar

Lavorando per la stessa catena alberghiera, hai notato delle differenze nel sistema lavorativo dei due Paesi?

Le differenze con il sistema lavorativo italiano sono enormi. Si lavora di più in termini di ore settimanali, ma l’ambiente è molto più rilassato, dinamico e flessibile. A Milano l’hotel in cui lavoravo aveva circa 250 dipendenti. Qui siamo 540 dipendenti di 38 nazionalità diverse. Ma la differenza più significativa qui a Doha è l’enorme ricambio di personale. Tra i miei colleghi di reparto quello più “anziano” è qui da due anni e mezzo. A Milano invece i dipendenti sono gli stessi da 10-15 anni a partire dalla direzione fino ad arrivare ai facchini. Non essendoci ricambio, anche le possibilità di avanzamenti di carriera sono estremamente difficili e la motivazione dei dipendenti e dei manager si spegne con il passare degli anni.

A livello quantitativo invece, com’è la richiesta di lavoro rispetto all’Italia? Cosa si ricerca maggiormente?

Ci sono alberghi ovunque e la ricerca e selezione di personale è continua. Di certo ci sono più possibilità che in Italia. Da quel che posso vedere, c’è un grande business nel settore delle costruzioni: la città è un cantiere unico e ci sono grattacieli che si alzano dall’oggi al domani. Poi per il resto si ricerca un po’ di tutto. I qatarini sono per lo più impiegati statali e tutti gli altri lavori sono fatti da stranieri. Taxisti, commessi/e, personale ospedaliero, personale alberghiero, ecc.

E per quanto riguarda le retribuzioni ci sono differenze?

Nonostante il Qatar sia uno dei Paesi più ricchi al mondo la retribuzione non è affatto alta. Infatti solo i qatarini hanno stipendi alle stelle. Qui guadagno molto meno che in Italia, in compenso ho vitto, alloggio,assicurazione sanitaria e un volo all’anno andata e ritorno per l’Italia. Ma per indiani, filippini ed egiziani, che sono le comunità più numerose qui presenti, lo stipendio percepito qui rapportato al tenore di vita dei loro Paesi può ritenersi medio/alto.

Come sei riuscito a superare l’ostacolo della lingua?

Non ho avuto particolari problemi perché qui la lingua più parlata è l’inglese. Pur essendo l’arabo la lingua ufficiale, sono in pochi a parlarlo.

Vivere in Qatar

Quali sono gli aspetti positivi di un lavoro come il tuo? E quelli negativi?

Innanzitutto devo specificare che io lavoro per poter viaggiare. Non sono uno di quelli che fa della carriera una malattia e non voglio diventare come quei manager che lavorano tutto il giorno e pensano sempre e solo al lavoro. Detto questo, amo quello che faccio perché mi permette di entrare in contatto con persone provenienti da tutto il mondo e per uno come me, con la passione del viaggio nelle vene, è fantastico. Ti trovi sempre in situazioni diverse e sei tu che devi adattarti a chi hai di fronte e non il contrario. Gli aspetti negativi riguardano sicuramente le troppe ore lavorative, ma tendo sempre a vedere il lato positivo delle cose e cerco sempre di rapportarmi con umiltà a persone e situazioni.

In base alla tua esperienza, qual è il tuo consiglio? Quali caratteristiche sono necessarie al fine di affrontare al meglio un cambiamento di vita come il tuo?

Prima di fare il grande passo ci ho messo molto. A Milano avevo una vita regolare, un bello stipendio, i miei giorni di riposo, le mie ferie e una persona speciale che, nonostante le mie scelte, mi segue ancora in tutto quello che faccio e che vorrei ringraziare (Ciao Sara!), ma sentivo che mi mancava qualcosa e che stavo perdendo gli stimoli. Ora non posso che consigliare a tutti di provare un’esperienza simile, perché è un’esperienza che può solo arricchire. Le caratteristiche per affrontare un cambiamento del genere credo siano tanta curiosità verso il diverso e il nuovo e una conoscenza almeno di base dell’inglese.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Il mio progetto futuro più prossimo riguarda il Brasile. Ci sono già stato due volte e ci ritornerò per la terza volta questa estate, quando sarò in ferie. Tra quelli che ho visitato, è il Paese con uno stile di vita che più si avvicina al mio e, cosa ancora più importante, rientra in un progetto che spero di portare a termine nel giro di qualche anno. Enjoy your life!!

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A cura di Nicole Cascione