Riceviamo da Roberto e volentieri pubblichiamo

Era da tanto che volevo scrivere. Scrivo perché ho un milione di sensazioni dentro che non riesco a spiegare e vorrei provare a riportarle su questo foglio.

È passato molto tempo da quando ho lasciato Casa, anche se delle volte non sembra neanche cosi tanto. É come se fossi dentro una bolla, tutto succede, senza pensarci troppo, o forse a volte più di quel che penso, ma sembra che sia diventato quasi tutto normale, il viaggiare, cambiare spesso città, lasciare amici e luoghi diventati familiari per dirigersi verso nuove mete, ed essere cosi lontano da Casa, dalla tua famiglia e le persone a cui vuoi veramente bene per cosi tanto tempo.

In realtà penso di aver perso un po’ la cognizione del tempo, non avere più punti di riferimento, il cambiare abitudini e stagioni senza una logica a cui ero abituato. Ma delle volte ci sono quei momenti dove per un attimo tutto va a fuoco, e per qualche manciata di secondi il tempo rallenta e mi rendo conto di dove sono. Li in quel momento. Presente.

Grandi metropoli, spiagge deserte, baraccopoli, foreste pluviali, isole tropicali, deserti infiniti. In quell’attimo riprendo coscienza e mi accorgo di dove sono realmente in quel momento, ed è una sensazione talmente indescrivibile che se non la si prova non la si riesce a spiegare. Le parole sono una cosa, viverla è tutt’altra storia.

Roberto Puddu

È davvero strano, mi ritrovo in posti che non mi sarei neanche immaginato anni fa, quando mi trovavo “rinchiuso” 10 ore al giorno a fare un lavoro che in realtà ho amato tanto, ma stanco e nervoso, a sognare una fuga.

Tutto filava da copione, stessa sveglia tutte le mattine, stessa strada, stessa gente e solite lamentele e insoddisfazioni. Tutto filava se vogliamo dire bene, secondo i canoni standard. In realtà ci sono tante persone che pagherebbero perché tutto fili tranquillamente, ma io mi lamentavo, e se ci ripenso oggi non avevo proprio nulla di cui lamentarmi e avrei dovuto solo ringraziare per quello che avevo.

Ma quella voce dentro di me non mi dava tregua, mi diceva di cambiare, di osare, di provarci almeno una volta, io volevo viaggiare, volevo sperimentare me stesso in posti nuovi e confrontarmi con persone nuove, pur amando la mia isola.

Non potevo non ascoltare quella voce.

Non potevo non dargli sfogo. Mille paure, mille domande, mille insicurezze. Una nuova lingua da imparare, il lavoro, l’alloggio, restare o andare contro tutte le certezze con cui ero cresciuto, per cui avevo lavorato per anni. Buttare via tutto, o meglio fermare la ruota, ringraziare e scendere, per abbracciare una nuova avventura. Australia, Nuova Zelanda, Indonesia, Malesia, Cina, Thailandia, Stati Uniti, Europa sono state la mia casa per questi anni passati a girovagare.

(La nostra guida per trasferirsi a vivere e lavorare in Thailandia)

Roberto Puddu

Non so ancora cosa significhi realmente tutto questo per me, ma se rileggo queste righe a voce alta mi viene da sorridere.

Anni fa sognavo probabilmente neanche 1/10 di tutto questo! Mentre lavoravo chiuso tra quelle quattro mura la mia testa vagava ovunque a affamata, cercando ispirazione, spunti e una via d’uscita. Oggi mi rendo conto di tante cose, come di tante altre non ancora, ma va bene cosi.

Continuerò a viaggiare in questo modo? Troverò un posto dove sentirmi a casa e fermarmi una volta per tutte? O dopo tutto questo girovagare tornerò a casa soddisfatto della mia fuga e riprenderò la mia vita “normalmente” nella mia isola?

Sono tante le domande che ti passano per la testa delle volte.

Una cosa la so… Il Viaggio ti cambia

Sicuramente non sei più la stessa persona che ha lasciato casa la prima volta e non sia hanno più molti punti di riferimento sulla base di cui prendere decisioni, o forse se ne hanno tanti totalmente nuovi e ancora non lo si capisce bene. È necessario fare il punto della situazione di tanto in tanto.

Ma per ora continuo a seguire il flusso, a far accadere le cose in modo naturale, e con la gioia dentro di chi aspetta ogni giorno qualcosa di bello. Sono stati tanti i momenti difficili, o forse non cosi tanti, ma lontano da casa, alcune cose sembrano più pesanti, perché sei solo tu e lo devi affrontare di petto, senza scuse.

Oggi scrivo perché dopo aver passato gli ultimi giorni tra templi nella giungla, vulcani e povertà, mi ritrovo a cenare in un piccolo ristorante fronte mare con la vista di un tramonto mozzafiato. E ho avuto uno di quegli attimi..

Ma dove sono? Sono veramente qua?! Si, sono veramente qua. E il sorriso sulle mie labbra. Ringrazio tutti i giorni per la possibilità che ho di vivere tutto questo. É facile perdersi e dimenticare, andare in confusione e non capire più che sentiero si sta seguendo. È difficile rimanere equilibrati, ma questo fa parte del viaggio che è la vita no?! Dovunque tu sia, trova te stesso, e il resto verrà.

Nel frattempo ringrazia per le infinite possibilità che hai.

Roberto Puddu

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