Viaggiare: il turismo esoterico

Non c’è spiaggia, non c’è monumento, non c’è meraviglia ambientale che tenga per quanti, e sono sempre di più nel mondo, al fascino dell’arte o della natura preferiscono quello del brivido.

Li chiamano tour esoterici e sono quegli itinerari studiati per avvicinare, possibilmente senza grande clamore o folla, luoghi considerati per qualche ragione magici o misteriosi.

L’importante è che le località prescelte sprigionino quel certo non so che in grado di suscitare curiosità, quando non timore o addirittura terrore.

Chiese sconsacrate, castelli diroccati, cunicoli misteriosi: le opportunità sono moltissime anche perché moltissime sono le leggende che nel corso dei secoli sono state costruite intorno a luoghi o monumenti che proprio per quello si sono rivestite di un’aura affascinante e respingente al tempo stesso.

Non sono pochi coloro che programmano i loro viaggi prevedendo di unire fra loro punti della terra anche distanti, ma accomunati dalla forza evocatrice del mistero. L’esoterismo, va detto per gli inesperti, è quella norma che vieta di rivelare a chi non sia iniziato certe fasi segrete di un rito o di una dottrina religiosa: una pratica che dopo il successo dei romanzi di Dan Brown e dei film ad essi ispirati ha moltiplicato i suoi estimatori, che hanno iniziato a sciamare per il globo a caccia di luoghi misteriosi dove confrontarsi con leggende o rituali inattesi.

Il classico del genere è rappresentato dal tour torinese: è noto anche a chi di queste cose non è esperto che Torino e i suoi dintorni rappresentano un importante baricentro dell’esoterismo, uno dei vertici del triangolo della magia bianca insieme a Lione e Praga e della magia nera insieme a Londra e San Francisco.

 il turismo esoterico

Nel primo caso il capoluogo piemontese è considerato basilare in quanto sorge alla confluenza fra Po (Sole) e Dora (Luna), ma soprattutto è dotata di porte ai punti cardinali. Nel secondo caso invece perché l’abitato volge verso occidente, ovvero verso le tenebre e non verso la luce.

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Nonostante il ventunesimo secolo sia iniziato da qualche anno, c’è ancora molta gente che si fa rapire dal fascino di simili giustificazioni e parte, armi e bagagli, per andare a curiosare di persona nei luoghi indicati come i più carichi di energia: il Palazzo Reale di Piazza Castello, per esempio, la cui cancellata dividerebbe il bene da una parte e il male dalla parte opposta;

e poi i Giardini Reali con la Fontana dei Tritoni; e poi ancora le tre grotte alchemiche collocate esattamente al di sotto di Piazza Castello, dove i pensieri dell’inconscio possono essere materializzati, operazione invero piuttosto rischiosa a giudicare da ciò che accadde al principe Umberto che vi penetrò poco prima di venire ucciso a Monza;

e infine il Duomo con la Sindone, considerata il segnale esplicito della presenza in città del Sacro Graal, e la Mole Antonelliana, una sorta di antenna che capta l’energia dal cielo per trasferirla alla terra.

Ma il centro più oscuro e inquietante sarebbe rappresentato da Piazza Statuto, già luogo di cruente esecuzioni nel passato, costruita proprio in corrispondenza del 45° parallelo, segnalato da un curioso obelisco, la cui conformazione richiama la funzione di antenna della Mole.

Un itinerario turistico vero e proprio, dunque, le cui coordinate non sono però rappresentate dal fascino artistico o monumentale, ma dal grado di mistero che ogni singola tappa è capace di sprigionare.

E gli esempi potrebbero essere numerosissimi: Napoli, Siena col suo Bosco Isabella, le necropoli etrusche, giusto per rimanere all’interno dei nostri confini. Ma se si vuole ampliare un po’ lo sguardo anche Praga, percorsa in lungo e in largo da fantasmi, la Scozia coi suoi misteriosi castelli, o anche la Transilvania, in Romania, debitrice in tal senso al mito del conte Vlad, diventato nei secoli il Dracula celebrato da scrittori e cineasti.

Ovunque, insomma, purché un brivido possa correre lungo la schiena. E non è di freddo che si sta parlando.

Gianluca Ricci