Valerio e la sua eco bottega

Valerio Meregalli è un giovane brianzolo che, lasciata la fabbrica, si è creato un lavoro aprendo la sua Eco bottega. Dopo aver lasciato la fabbrica si interessa a tutto ciò che ha a che fare con l’ambiente e l’ecologia fino a convincersi di voler fare di questo ambito il suo nuovo lavoro. La sua bottega valorizza prodotti riciclati ma anche di produzione italiana, sulla base del principio della filiera corta che tanto potrebbe fare, sia in termini ambientali, sia in termini economici, se venisse presa sul serio anche da noi. Un bel progetto il suo che vuole essere anche un modo per sensibilizzare le persone su argomenti quali il riciclo, la corretta gestione dei rifiuti, la valorizzazione dei prodotti del territorio e dei piccoli produttori locali. Ne parliamo direttamente con lui

Ciao Valerio, come ti è venuta l’idea per la tua bottega?

Era tempo che desideravo avere qualcosa di mio anche perché ero stufo del mio lavoro in fabbrica, monotono, senza stimoli, senza riconoscimenti, senza soddisfazioni. È per questo che inizio un percorso formativo per poter capire cosa “voler fare da grande”, anche se gli anni erano oramai 31, e grande mi ci ero gia trovato. Questo percorso, che coincideva con il mio desiderio di fare qualcosa di sostenibile, di green, mi ha permesso di inquadrare quel che volevo fare. L’idea prende così forma, in un negozio che proponesse qualcosa di ecologico. Continuo quindi gli studi, sempre più approfonditi, di marketing, bilancio, fare impresa green, grafica eccetera. Il risultato era un negozio, tutto mio, che proponeva prodotti ecologici, ma non solo, addirittura tutti fatti in Italia. Inizia così un’appassionante ricerca di aziende che producessero prodotti che soddisfacessero le mie esigenze. Svincolatomi da perplessità, paure, difficoltà burocratiche ed ostacoli, apro cosi “L’ecobottega, ecologia all’italiana”.

La tua è una storia interessante perché dimostra che si può aprire un’impresa anche senza essere Paperone. Tu che tipo di investimenti hai fatto? Hai fatto un business plan prima di cominciare?

Esatto, Paperone non lo sono mai stato, arrivo da una famiglia semplice e umile, papà impiegato, mamma casalinga e sorella insegnante quindi disoccupata. Sono il primo imprenditore della stirpe. Sono riuscito ad avviare l’attività grazie a tutti i miei risparmi, al TFR, ad un incentivo dell’azienda per “l’esodo” e ad un aiuto dei miei genitori. Il business plan certo che l’ho dovuto fare, si tratta di un progetto dettagliato, che prende in esame tutte le aree di attività di un’impresa. È una sorta di carta d’identità dell’azienda, attraverso la quale si mettono per iscritto tutte le componenti di un piano imprenditoriale: dall’analisi di mercato al progetto finanziario, dal marketing alla gestione delle risorse umane. Un BP ben fatto serve per capire i problemi che si dovranno affrontare e gli strumenti a disposizione per farlo. Preparare il BP richiede tempo e dedizione, io ci ho messo 6 mesi. Non si tratta di una semplice descrizione dell’attività che si intende avviare, né di un promemoria sulle principali spese da sostenere e sui fornitori da contattare. Il BP getta le fondamenta della nuova impresa e le garantisce maggiori probabilità di sopravvivenza. Insomma senza il BP, non ha davvero senso avviare un qualsiasi tipo di impresa.

Nel tuo fatturato cosa funziona meglio tra le vendite on line e quelle direttamente in negozio?

In negozio lavoro benone coi detersivi sfusi ecologici, i giochi eco per bambini/ragazzi, come i gadget fotovoltaici, e gli accessori fatti con materiale di recupero come copertoni e camere d’aria di biciclette (portafogli, cinture e portachiavi). Mentre con l’ecommerce, che seguo maniacalmente per poter offrire un ottimo, anche se giovane, servizio al cliente, diciamo che vendo un po’ di tutto, dai libri di Terranuova, ai prodotti in materB biodegradabili come i piatti e le posate, dalla cosmesi ecobio certificata alla cartoleria eco con carta riciclata.

Come è cambiata la tua vita nel passaggio da lavoratore dipendente a imprenditore?

La mia vita è cambiata radicalmente: prima, in azienda, alle 17.00 timbravo il mio cartellino ed andavo a farmi i fatti miei, bello spensierato, chitarra, piscina, montagna. Ora non si timbra, lavoro tutto il giorno e spesso anche tutta la notte, ci sono molte più preoccupazioni, le spese alte di gestione, soprattutto in questa fase iniziale, innescano un “fare sempre di più” per poter risolvere problemi o anticiparne degli altri. D’altro canto, avere la propria impresa è una soddisfazione che non si può spiegare. Qui decido tutto io, a mio rischio e pericolo, dagli investimenti pubblicitari, al commerciale, al marketing, alla selezione fornitori, quando aprire, che impronta dare al negozio. Prima, in azienda, ero solo un numero, uno di tanti, che doveva far andare le mani, senza che le mie idee potessero essere considerate, e questo mi faceva molto male.

Quando hai cominciato hai pensato al momento economico, così difficile, come quello che sta attraversando il nostro paese?

Si certo, ci ho pensato, anche molto. Sicuramente ho aperto nel momento meno opportuno, con una macro economia cosi drammatica. Però il mio treno stava passando, e sono treni che passano una volta nella vita. Ci credo tantissimo ne L’ecobottega, stringo i denti e lavoro sodo finchè questa maledetta crisi non inizi a lasciarci fiato.

Che tipo di clienti hai?

I miei clienti sono molto vari. Proponendo articoli per tutte le età, ho il vantaggio di avere in negozio da ragazzini per l’eco-gadget, le ragazzine in particolar modo vanno matte per i gioielli fatti col recupero di dischi in vinile, a giovani consapevoli, interessati alle letture per l’ecologia della mente o per una pulizia sana ed ecologica della casa; signore in cerca di creme e cosmesi per la loro pelle; anziani, con i nipotini, per prendere magari un pacchetto di happy mais all’uscita dall’asilo.

Che progetti hai per il futuro della tua impresa?

Le idee sono ancora tante. L’obiettivo, per ora, a 6 mesi dall’avvio del negozio, è quello di stabilizzare l’attività e fidelizzare i clienti, continuando a farci conoscere, sia a livello locale, che a livello nazionale con l’e-commerce. Poi nel cassetto ho altri 2 o 3 sogni che, spero l’ecobottega mi possa concedere il lusso di avverare…

Se volete andare a trovare Valerio nella sua bottega, questo l’indirizzo:

L’Ecobottega di Meregalli Valerio

Via Rota 4 – 20871 – Vimercate (MB)

www.lecobottega.it[email protected]

Il blog:

http://lecobottega.wordpress.com

La pagina Facebook:

http://it-it.facebook.com/Lecobottega

A cura di Geraldine Meyer