Fine Luglio del 2010 ad una manifestazione surfistica presso S.Marinella non credevo potessi sentire la profonda voce del mare, lo accarezzavo con una tavola da surf e mi diceva che mi avrebbe portato lontano dalla mia cittadina barese per arrivare alle voci dell’oceano Hawaiiano. Un richiamo … Non so, chiamatelo come vi pare. Non ero sola in mare, ma giocavo in acqua con Cristiano, futuro compagno di avventure con il quale avrei condiviso tutto quello che L’Oceano dà e riesce a cancellare.

Tornata a Bari contattai la mia agenzia di fiducia ed il gioco era fatto: io e Cristiano avevamo il biglietto per le Hawaii, ma nessuno sapeva ancora nulla. Le nostre famiglie, ma soprattutto i nostri titolari, ai quali tempo dopo trovammo una scusa per avere un mese di vacanza. Certo non fu facile, e con il rischio di perdere il posto di lavoro. Ma io dovevo partire!!!

Hawaii

Arrivare a Maui dopo 22 ore di volo. Terra degli arcobaleni, dei fiori, e natura selvaggia. Non mi sembrava vero. L’aereoporto profumava di fiori e le strade notturne di brezza oceanica. Che Paradiso: Cristiano giudava ed io con la testa fuori dal finestrino con un sorriso mai visto sul mio viso. Un mese passò velocemente, ma promisi a me stessa che dovevo tornarci, ed a breve così fu. Chiesi scusa alle mie titolari e le avvisai che sarei andata via per molto più tempo, e che non sarei tornata a lavorare con loro…in poche parole, mi licenziavo.

Paura si, ma la voglia di vivere il non tempo era più grande. Oltre ad acquistare il biglietto ero riuscita con l’ambasciata americana di Roma ad ottenere il visto B1-B2 turistico. Ciò mi autorizzava a stare in vacanza per 6 mesi, ma una vacanza per capire se era il posto nel quale avrei voluto vivere. Quattro mesi dopo Maui mi rivedeva ancora ed io gioivo. Dal primo giorno avevo incominciato il mio progetto: giravo con le mie orecchiette pugliesi e i fiori tra i capelli. Che strano connubio, ma il mio primo successo andava a buon fine: un panificio alla Cannery Baked on Maui li acquistava per un servizio Catering. Ero attrezzatissima: tavolozza per impastare e griglia per asciugare la pasta fresca.

Che storia strana la mia … Pensate che il mio primo vestito di carnevale da bambina fu da Hawaiiana.

Ma tornando sui passi avventurieri ogni giorno capivo che volevo vivere lì…La mattina mi svegliavo presto per andare a scattare qualche foto sulla spiaggia di Ho’okipa, oppure a Baldwin Beach a raccogliere conchiglie come le Puka Shell, oppure le conchiglie Niihau le famose conchiglie preferite della regina Liliuokalani Hawaiiana. Durante la mattinata mi recavo a lavoro presso una Nursery (serra) di Orchidee, e il pomeriggio seguivo come Babysitter due bimbi argentini figli del famoso windsurfer Francisco Goya (persona con un cuore immenso, sposato con una donna dolcissima ed elegantissima) e al calar del sole tornavo in spiaggia per immergermi con la mia tavola da surf sculacciata alcune volte dalle tartarughe giganti…ma non chiedetemi il perchè !!

Sognando le Hawaii

Lavorare con la voglia di farlo non è da noi Occidentali ma qui era tutto più bello forse perchè Maui si presenta con un innumerevole tavolozza di colori e di gentilezza,che ti spinge a creare e a tirar fuori il meglio di te. Qui ho incominciato a dipingere su tavole da Surf buttate via per strada. La prima mia opera l’ho chiamata Hanami che significa rinascita, e venduta qualche mese fa’ a 1200$. Non potete immaginare quando mi hanno comunicato l’evento saltavo come una bimba, bellissimo davvero! L’avevo esposta nel periodo che ero a Maui nel quartiere dei cowboy “ Makawao” presso Maui Hands felice di aver trovato un posticino dove lasciarla nel tempo in cui sarei tornata a Bari. Ne e’ valsa la pena, credetemi ragazzi, a Maui si può!

Qui sono diventata anche Buddhista: il cammino stava tracciando una nuova strada!

Dopo quasi 6 mesi io e Cristiano abbiamo provato a chiedere all’ambasciata americana di poter stare lì altri 6 mesi, che ci furono accordati, e così continuammo a viverci il paradiso. Paradiso non per la ricchezza monetaria, ma per la buona educazione tra le culture, il rispetto per l’ambiente, i sorrisi, il tempo che è ritmato diversamente, gli arcobaleni che quasi completano il cerchio e alcune volte vanno in coppia, i BBQ sulla spiaggia, i potluck, i bagni nelle cascate di bambù e fermatemi altrimenti vi annoierei …

Dopo un anno colma di tanto amore non volevo rientrare, ma un caro Amico ci accompagnava in aereoporto e c’era un dolcissimo tramonto su Maui … la guardavo e le dicevo tornerò!!

Tutto il mio viaggio fu un lutto vero e prorpio: non sapevo quando sarei ritornata, ma sentivo che in Italia avrei incontrato qualcos’altro; Da circa un anno sono in Italia e devo dire che non è stato così brutto il rientro. Ho riabbracciato la mia famiglia ed ho incontrato un uomo fantastico: Francesco, che oggi con il suo sostegno mi dice di tornare lì ancora. Il 25 Giugno tornerò a Maui e spero di creare il mio sogno!

A presto IlariaHii

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