Silvio Cruscina, ricercatore all’Università di Manchester

Ho ritenuto interessante intervistare Silvio, tra l’altro mio vecchio amico, perché è il tipico esempio di cervello in fuga, un intelligente ricercatore italiano che, non trovando spazio in patria, ha preferito espatriare per valorizzare le sue doti; dopo un dottorato di ricerca all’Università di Cambridge, ha ricoperto il ruolo di ricercatore ad Oxford per approdare infine all’Università di Manchester dove attualmente riveste il ruolo di ricercatore in linguistica.

Andar via dall’Italia aiuta ad aprire gli occhi su determinate realtà in patria, soprattutto grazie al confronto, e che per ragione evidenti sono molti i giovani italiani che in questi anni/mesi espatriano pur risultando ufficialmente ancora residenti in Italia.

Come ti chiami?

Silvio Cruschina

I tuoi studi

Dopo un primo anno di Università a Palermo in Scienza della Comunicazione, mi sono trasferito a Siena per completare questo corso di laurea. Ho continuato, sempre a Siena, con una laurea specialistica in Linguistica e poi mi sono trasferito in Inghilterra, a Cambridge, per un dottorato di ricerca.

Cosa ti ha portato in Inghilterra?

Ci sono finito per caso. Dopo la laurea specialistica in linguistica avevo intenzione di proseguire con un dottorato, ma il concorso a Siena sarebbe stato solo dopo molti mesi e il mio professore mi ha allora consigliato di andare all’estero con un programma di scambio di tre mesi. Sono quindi andato a Cambridge e mentre ero lì mi hanno proposto di provare a fare domanda per un dottorato. L’attesa è stata dura: la mia domanda era stata accettata dal dipartimento già a maggio, dopo due mesi, ma ho dovuto aspettare fino a fine agosto per i risultati della borsa di studio. Per fortuna alla fine la buona notizia è arrivata.

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Silvio Cruscina manchester

Le principali differenze tra il vivere in Uk e in Italia e le differenze all’interno delle città che hai cambiato in UK

Una volta superate le barriere linguistiche, in UK si vive bene anche da straniero. Sono passato da una piccola città universitaria, Cambridge, ad una città universitaria un pò più grande e variegata, Oxford. Adesso vivo a Manchester, che offre tanto non solo agli studenti. Ho sempre avuto la fortuna di vivere in ambienti internazionali e cosmopoliti e non mi sono mai sentito escluso o in minoranza.  Spesso si emigra in un altro paese alla ricerca di un lavoro e di uno stipendio migliore, o semplicemente per spirito di avventura: sono entrambi motivi validissimi. Ma non bisogna pensare all’espatrio con un modo facile per risolvere tutti i problemi o per scappare da una situazione personale difficile e vivere per sempre felici e contenti. Anzi, i primi anni i problemi si moltiplicano. Gli svantaggi di una vita in UK sono noti (un clima più rigido, una cultura alimentare diversa, una lingua che non è la tua, ecc.), ma non credo siano determinanti. Penso che il vivere bene dipenda sempre dalla situazione interiore della persona, dalla vita sociale e dalla cerchia di amici che è riuscito a costruirsi, in Italia come in Inghilterra. È anche vero però che il vantaggio di essere esposto ad una cultura e ad un ambiente internazionale che parla inglese è unico, anche se non nego di sintonizzarmi più spesso a Radio Italia o a RTL che non alle stazioni radio della BBC.

Ritorneresti a vivere in Italia?

Sì, ritornerei volentieri in Italia, ma non penso che al momento ci siano le condizioni perché io possa tornare: chi darebbe lavoro ad un ricercatore in linguistica con un dottorato da Cambridge? (NB: ahimé, non è una battuta!).

Dove vorresti vivere e perché?

Mi piacerebbe vivere in un posto più caldo, ma che sia allo stesso tempo internazionale e ricco di offerte culturali. Barcellona è una città che ho sempre amato, fin dai tempi del mio anno all’estero come studente erasmus, ma purtroppo neanche in Spagna è più facile trovare lavoro. Mi piacciono molto anche alcune città tedesche, Berlino in particolare, molto civili, ben organizzate e ordinate, ma allo stesso tempo attive e dinamiche. Lì però il problema sarebbe principalmente di carattere linguistico.

Silvio Cruscina manchester

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Il posto più bello che hai visitato e perchè?

Due anni fa ho avuto la possibilità di girare diverse regioni italiane e sono rimasto conquistato dalla bellezza dei paesaggi e dalla richezza artistica di luoghi poco conosciuti, quasi nascosti, ma pieni di fascino e di storia. Penso che i posti più belli che abbia visitato siano tutti qui, in Italia.

Cosa ti manca di più dell’Italia? cosa porteresti dall’Inghilterra nella nostra nazione?

Dell’Italia mi mancano la famiglia, gli amici, le feste e le tradizioni, ma per fortuna riesco a tornare abbastanza spesso, almeno tre o quattro volte all’anno. Mi mancano anche il cinema italiano e i buoni sapori della nostra cucina. Cosa porterei dall’Inghilterra? Non saprei, qualche anno fa avrei detto la politica, ma adesso, con il governo inglese attuale, no, non penso che la porterei. Spero di non cambiare nuovamente idea dopo le prossime elezioni italiane. Forse porterei la BBC, la musica pop e rock arriva comunque.

Il posto dove vai a cercare relax e concentrazione in quel di Manchester.

Casa mia, senza dubbio.

La pietanza inglese che più ti piace e quella italiana che più ti manca.

Della cucina inglese mi piacciono la zuppa piselli e prosciutto e le tortine di pesce (fish cakes) e… anche… mmm… basta, temo. Mi piacciono molto anche gli hamburger nei pub, che in Italia non si trovano spesso (niente a che vedere con quelli del MacDonald!). Della cucina italiana mi mancano soprattutto i dolci, le pasticceria qui sono una rarità.

La mail di Silvio Cruschina:

silvio.cruschina@gmail.com

Intervista a cura di Salvatore Pavone