Andare a vivere in Messico

Di Enza Petruzziello

Innamorarsi di un luogo a tal punto da decidere di farne la sua nuova casa. Succede a Barbara, quarantenne originaria di Busto Arsizio in provincia di Varese, che dal 2013 ha deciso di dire addio alla sua vecchia vita e trasferirsi in Messico per aprire una sua attività e dare vita al suo sogno. Giramondo da sempre – come lei stessa si definisce -, dopo diversi problemi di salute, più o meno gravi, un giorno insieme al marito Chris decide di fare un viaggio di qualche mese e visitare il Centro America. Partiti zaino in spalla da Cancun, l’idea è di arrivare a Panama costeggiando l’Atlantico per poi rientrare a Cancun dal lato dell’Oceano Pacifico.

Però dopo 3 giorni a Playa del Carmen, in mezzo a discoteche e McDonald’s, arrivano a Tulum, in Messico. Là nel cuore della civiltà dei Maya, dove storia, cultura e panorami mozzafiato si incontrano, Barbara e suo marito trovano la loro nuova dimensione. Conquistati subito dal posto, dall’atmosfera magica e surreale di Tulum, decidono di affittare un piccolo studio per un mese. Poi arriva l’occasione che stavano aspettando e comprano un terreno iniziando a costruire il loro sogno: Villa Clarita, un piccolo residence di appartamenti per turisti. «Ormai sono quasi sei anni che siamo qui – racconta Barbara – e ogni giorno facciamo di tutto per far sentire i nostri clienti a casa, per aiutarli nel destreggiarsi e per consigliarli al meglio così da rendere memorabile la loro vacanza, trasmettendogli la nostra passione per il posto e tutta la magia di Talum».

barbara e marito

Barbara di cosa vi occupavate tu e tuo marito in Italia?

«Ho sempre lavorato nell’alta moda occupandomi delle vendite in show room o nei negozi del quadrilatero di Milano. Chris invece ha sempre lavorato nell’alta ristorazione. Abbiamo abitato un po’ ovunque: Mikonos, Parigi, Menton, Cannes, Busto Arsizio e Milano».

Il desiderio di trasferirvi c’è sempre stato o la vostra decisione di vivere a Talum è stata improvvisa?

«Sono un’appassionata di viaggi, amo scoprire luoghi, tradizioni, usi e costumi. Quindi il desiderio di andare via l’ho sempre avuto nel sangue. Infatti ho perso il conto dei tanti traslochi internazionali fatti. Il nostro viaggio di 3 mesi iniziato quasi sei anni fa da Cancun, doveva portarci alla scoperta del Centro America. Dopo neanche 4 giorni dall’atterraggio a Cancun, siamo arrivati a Tulum, e qui qualcosa è successo: in due giorni ci siamo guardati e ci siamo detti che volevamo vivere proprio qui. Abbiamo respirato da subito un’atmosfera particolare, o come dicono qui la “buena vibra”. Eppure solo sei anni fa Tulum era ancora sconosciuta e non c’era gran che da fare».

Quali aspetti della tua vecchia vita non ti piacevano?

«Non mi piaceva la superficialità delle persone che nel mio ambiente tengono più all’apparire che all’essere. Non mi piaceva vivere a Milano e non poter passeggiare da sola la sera. Non sopportavo più il dover dare il 100% al lavoro per altri, con il solo scopo di far carriera o di aspettare la pensione».

Talum è un luogo molto bello e suggestivo del Messico. Sito archeologico dei Maya, affacciato sul mar dei Caraibi, qui si fondono storia, arte, cultura, divertimento e luoghi di una bellezza inimmaginabile. Che cosa ti ha conquistato a tal punto da volerci vivere?

«Tulum, a parte le spiagge indescrivibilmente belle, le lagune e le cenotes mozzafiato, mi ha attirato per l’atmosfera che si respira. Per strada tutti ti salutano indistintamente con un “Hola”. I bambini vanno a scuola a piedi canticchiando felici, tutti in divisa per evitare discriminazioni. Non ci sono pericoli, a parte quello di innamorarsi e non voler più tornare in Italia!».

Iniziare un nuovo percorso, una nuova vita in un Paese straniero non è mai facile. Come sono stati gli inizi in Messico?

«Io e Chris ci siamo subito buttati alla grande. Abbiamo comprato un terreno e iniziato a costruire. Da sempre ho amato disegnare case e organizzare viaggi. Ho sentito che qui potevo dar vita ai miei sogni. Certo, non tutto ciò che brilla è oro e adattarsi non è facile. La lingua non è stato un problema perché se vuoi farti capire e se vuoi mangiare, trovi il modo. Il difficile è abituarsi alla vita al rallentatore e lo dico sul serio. Qui dominano: al ratito, ja voi, manana, insomma tutti i loro modi per dirti “in un attimo”. Ma l’attimo messicano è ben lontano dalla nostra percezione del tempo. Aspetti il falegname un “ratito” e passa una settimana. Con la gente del posto mi trovo benissimo, il loro modo di essere ci ricorda che un po’ di umiltà e un sorriso regalato aprono le porte dell’amicizia».

Qualcuno ha cercato di farvi desistere da quella che per molti può sembrare una scelta folle, e chi al contrario vi ha sostenuto?

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«Impossibile cercare di farci desistere, tutti ci credevano in vacanza, solo dopo aver pubblicato su un social la mia foto in cui firmo un contratto e dichiaro di aver comprato un terreno ci hanno creduto. Ho lasciato tutti a bocca aperta, anche i miei genitori non sapevano del repentino cambio di direzione da vacanza a vita quotidiana».

Come e quando è nata l’idea di aprire Villa Clarita?

«Abbiamo girato due giorni in bicicletta per vedere dei terreni in vendita. C’era questa nuova area, ancora senza strade, che ci ha colpito. Abbiamo in tutto visionato 30 terreni, ma solo passando davanti a uno mi sono paralizzata e ho urlato “E’ lui!”. Un terreno con delle misure non semplici e noi senza alcuna esperienza. Cercavamo però qualcosa di accogliente, mi casa es tu casa, la nostra struttura non poteva essere un semplice hotel e così abbiamo pensato a degli appartamenti completi».

Come è la situazione burocratica in Messico? Quali sono stati i passaggi necessari che avete dovuto affrontare per aprire la vostra attività?

«Tutto quello che riguarda la burocrazia e la documentazione è estenuante, e noi per budget e testardaggine abbiamo affrontato tutto il percorso senza l’aiuto di un avvocato. Ci sono voluti 5 anni, ma abbiamo finalmente la residenza permanente e siamo a tutti gli effetti residenti in Messico. Per far capire quanto sia difficile vi racconto quest’episodio: per il tramite societario (abbiamo dovuto creare una società per poter comprare il terreno perché stranieri) ho impiegato e sudato 9 mesi. Ogni settimana viaggiavo fino a Playa del Carmen per sapere se era pronto in immigrazione fino a quando un giorno ho perso il controllo e mi sono messa ad urlare che o mi spiegavano quale era il problema o mi facevano portar via dalla polizia. Ebbene sarò stata incosciente ma almeno è servito a sapere che per colpa di una fotocopia fatta in bianco e nero e non a colori, il tramite era in standby da 9 mesi».

Come si struttura Villa Clarita e quali sono i servizi che offrite ai vostri ospiti?

«Villa Clarita è un piccolo apart/hotel di 4 appartamenti da 50mq2 e 10 di terrazza, con un giardino comune che sembra un “vivero” per la varietà di palme e piante in generale. C’è la piscina, il parcheggio, la tv, l’aria condizionata e il wi-fi. I letti sono incredibili, abbiamo comprato la misura king size, e nell’appartamento non manca proprio niente: dal tostapane al frullatore, forno a microonde e tanto altro ancora. Chi soggiorna da noi deve solo portarsi il costume, le infradito, il telo mare e una buona crema abbronzante. Noi viviamo alla fine della proprietà, i nostri clienti amano molto la privacy che trovano qui, non sono in una grande struttura di 40 unità ma si ritrovano in un ambiente tranquillo, familiare e rilassante. Siamo sempre disponibili per chiacchierare, dare indicazioni, consigliare, e perché no farci una birra a bordo piscina con i nostri ospiti. Il fatto di vivere nella proprietà non toglie al cliente la sua libertà, noi abbiamo il nostro spazio privato e loro ci vedono solo di passaggio e se hanno bisogno. Gli spazi di Villa Clarita sono più europei, ho ricreato il nostro stile di appartamento, mentre i colori e le decorazioni sono tipicamente caraibici. Siamo una delle poche strutture colorate del posto scegliendo colori caldi come il sole».

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Tutte le recensioni sono entusiaste, chiaro segnale che Villa Clarita piace agli ospiti. Ma che tipo di clientela si rivolge a voi?

«Non abbiamo uno stereotipo di clientela, arrivano da tutto il mondo. La maggior parte sono persone che amano socializzare, che vogliono scoprire qualcosa in più del Messico senza rinunciare alla facilità di un punto di riferimento che parli una lingua comune che sia francese, italiano, spagnolo e inglese. Fino a qualche tempo le vacanze all’estero venivano sempre pensate nei grandi complessi alberghieri per timore di non farcela. Ora i turisti hanno capito che con la vacanza in appartamento si è più liberi come orari, cibo e sicuramente si ha più comfort che in un hotel. Il tutto poi ha un prezzo minore. Tantissimi clienti sono ormai conoscenti e amici. Per non parlare di chi dopo aver soggiornato qui è tornato per rimanerci».

Quanto costa più o meno aprire un’attività del genere?

«Per arrivare in Messico servono più idee che soldi. Certo non si può arrivare qui con 10 mila euro. Secondo me Tulum adesso è paragonabile al sogno americano di tanti anni fa. Noi abbiamo investito i soldi messi da parte in 8 anni di lavoro in Europa, non erano pochi ma nemmeno molti. Ho amici però che sono arrivati solo con pochi spicci e grandi idee, e ora ne raccolgono ampiamente i frutti».

Situata nel mar dei Caraibi, Talum ha una cornice da favola fatta di acque cristalline e sabbia bianca, e tutto intorno lo splendore e il folklore di questa parte del mondo. Proprio per questo è scelta ogni anno da migliaia di turisti. Ma come è vivere qui da residente e non da turista?

«Se lo chiedi a un italiano ti risponde in maniera negativa, anche se poi siamo tutti qui. Ma forse perché siamo brontoloni e lamentosi di natura. Per molte caratteristiche, penso alle infrastrutture, alla salute e al cibo , qui è più paragonabile al terzo mondo. Posso dirvi che mi mancano molto solo due cose dell’Italia: il cibo e i vestiti di cotone. Per il resto vivo ai Caraibi, ho sole 300 giorni all’anno con temperature che di giorno non scendono mai sotto i 25 gradi neanche d’inverno. Nelle notti più gelide siamo intorno ai 15 gradi. Mangio aragosta a 15 euro il kg, vado in spiaggia quando ne ho voglia, lavoro se ho voglia, altrimenti al “ratito”. Se prima a Milano tra la sveglia e l’ingresso alla metro non passavano 15 minuti correndo, ora quando i miei occhi si aprono da soli, preparo con calma una bella colazione, porto a spasso la cagnolina, faccio un secondo caffè con la moka, mi preparo e decido cosa fare. Passa già tutta la mattinata».

Hai notato differenze con l’Italia rispetto alla qualità e al costo della vita?

«La vita qui non è per niente economica come tutti immaginano, a meno che tu non decida di vivere come i Maya. Se sei proprietario di una attività allora stai bene, se sei un dipendente no. Gli stipendi sono molto bassi e i prezzi alti dal momento che Talum in questo ultimo anno è diventata la destinazione preferita per chi si reca in Messico. La qualità della vita è migliore per lo spirito, ti senti libero di essere quello che vuoi, di fare quello che vuoi senza paura del giudizio della gente, vai in giro libero, sorridi come uno scemo quando uno scoiattolo ti attraversa la strada o quando un pellicano si tuffa in mare».

Tante le persone – giovani e pensionati – che come te decidono di partire e trovare fortuna all’estero. Quali opportunità possono trovare a Talum, o in generale in Messico, e che consigli gli daresti?

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«Per chi ha voglia di fare ed è intraprendente, Tulum è perfetta. Ci sono ancora molte possibilità, anche se molti servizi non ci sono. Naturalmente non mancano ristoranti italiani, né cucine messicane, però bisogna sapersi adattare alla vita senza tutte le comodità che si hanno in Italia. Qui non vai sotto casa e trovi la rosticceria con i piatti pronti, o non puoi pensare di andare in banca e metterci 10 minuti, devi prevedere come minimo 4 ore. Adattarsi al loro ritmo di vita e di lavoro è la cosa più complicata, quando però ci riesci senza rendertene conto poi è difficile tornare indietro allo stress della sveglia, della busta paga, del trucco perfetto, della borsa che si abbina alle scarpe. Bisogna partire consapevoli del fatto che nessuno ti regala niente ma devi costruirtelo, devi accettare e adattarti a una cultura diversa e soprattutto rispettarla. Qui anche burocraticamente ci sono possibilità che in Italia ci scordiamo, se qualcuno anni fa mi avesse detto che avrei avuto un mio residence in Messico mi sarei fatta delle grandi risate».

Come è cambiata la tua vita da quando ti sei trasferita?

«A parte il marito e le amicizie di una vita, il resto è tutto completamente cambiato. Vado in giro in infradito e pantaloncino giorno e notte. Conosco metà degli abitanti e tutto il personale del supermercato. Non mi sono mai sentita cosi accettata in vita mia per quello che sento, dico e faccio e non per i vestiti firmati e l’auto che posseggo. Siamo molto più rilassati, prendiamo la vita con calma, facciamo le cose per noi stessi, insomma facciamo quello che ci piace».

Ti manca l’Italia e ci torneresti?

«Dell’Italia mi manca l’arte e il cibo, molto il cibo. A mio marito anche lo sport».

Che cosa ti aspetti dal futuro?

«Dal futuro non mi aspetto molto, penso che quello che abbiamo realizzato sia già abbastanza, non ho bisogno di arricchirmi ma di continuare a fare quello che mi piace e di sentirmi bene. Vedremo come andrà, se vendiamo il residence, ricominceremo una nuova avventura, altrimenti continueremo a vivere in questo paradiso annoiandoci di vedere ogni giorno alcune delle spiagge più belle al mondo».

Per mettersi in contatto con Barbara potete scriverle una e-mail a:

Barbarauliana@hotmail.com

Questo il sito di Villa Clarita:

www.villaclaritatulum.com/

e la pagina Facebook:

www.facebook.com/villaclaritatulum/.