Riccardo, un italiano a Casablanca: tra tradizione, avventura e una nuova casa

A cura di Nicole Cascione

Riccardo Capozza si definisce “un sognatore pratico che non si accontenta di vivere una vita normale”. Sempre stato attratto dall’ignoto, si è lanciato in avventure in giro per il mondo senza paracadute. Oltre al lavoro, Riccardo ama viaggiare e “vivere sempre in un film d’avventura”. Italiano al 100%, ma con un’anima nomade che l’ha portato prima in giro per l’Europa, poi in Sud America e da un paio d’anni in Marocco, dove vive in pianta stabile a Casablanca.

Riccardo, un italiano a Casablanca

Riccardo, di cosa ti occupavi in Italia prima di trasferirti a Casablanca? E ora invece di cosa ti occupi? 

Sono un trader, formatore e content creator, ho sempre lavorato nel mondo digitale per questo mi sono potuto spostare con facilità. Da quando sono in Marocco, continuo a lavorare nel mondo degli investimenti, ma aiuto anche gli italiani che hanno bisogno di un orientamento e vogliono trasferirsi o vogliono investire in questo magnifico paese.

Perché hai scelto proprio Casablanca? Ma soprattutto, conoscevi già il posto? 

Sono arrivato in Marocco nel 2022 un po’ per caso, un po’ perché i voli costavano poco. L’idea iniziale era quella di passare i mesi estivi con un mio amico a fare surf e poi tornare in Europa. Sono arrivato a Taghazout, un piccolo villaggio turistico a pochi chilometri da Agadir, che mi ha accolto con una bella febbre a 40° (sono rimasto 4 giorni a letto). Subito dopo ho conosciuto Agadir e ci sono rimasto per quasi 2 anni. (La tavola da surf alla fine l’avrò vista un paio di volte). Nel frattempo però mi sono innamorato e poi anche sposato con una giovane marocchina con cui recentemente, dopo vari viaggi e spostamenti, abbiamo deciso di tornare in Marocco, precisamente a Casablanca. Cercavamo un luogo che combinasse dinamismo, opportunità, ma che allo stesso tempo conservasse la tradizione marocchina. Non è stato subito “amore a prima vista” con Casablanca.. l’ho sempre vista come una città troppo caotica, grigia e poco organizzata… invece, da quando mi ci sono trasferito ho cominciato ad amarla. È una città piena di contrasti, che ti sorprende ogni giorno, ma sicuramente ha tantissimo da offrire.

È stato complicato trovare casa? 

Ho trovato casa 2 settimane fa, sono fresco fresco di trasloco. È stata un’impresa non da poco, a dire il vero! Sicuramente Casablanca offre tante opzioni però i prezzi sono alti e le case minuscole. (Che bei tempi quando avevo la casa ad Agadir da 130m2, con vista sul mare). Abbiamo girato in lungo e in largo, ma alla fine con un po’ di pazienza (e qualche consiglio locale), abbiamo trovato un posto che ci rappresenta e che adesso possiamo chiamare “casa”. Sicuramente non è impossibile, ma bisogna affidarsi alle persone giuste e soprattutto oneste che non vogliono solo spillarti soldi perchè sei straniero.

Cosa ti piace maggiormente della cultura marocchina e cosa invece non sopporti? 

Adoro l’ospitalità marocchina. Qui ti accolgono con un sorriso, un tè alla menta e ti fanno sentire subito parte della famiglia. Amo anche il ritmo di vita di Casablanca, che è frenetico, ma rilassato al tempo stesso – una strana magia. Hai il dinamismo di una Milano, ma con il lungomare di Bari e il sole di Palermo. Quello che invece tollero meno è la mancanza di puntualità… diciamo che a volte le cose accadono “quando devono accadere”, e per me che sono abituato ad organizzare la mia giornata, può essere alle volte frustrante.

Questo per te è stato un trasferimento voluto? 

Sì, assolutamente! Nel 2024, un po’ annoiato dalla mia routine, ho lasciato il paese con mia moglie da Agadir e per qualche mese siamo stati in Europa. Pensavamo di poter resistere di più, ma subito dopo non vedevamo l’ora di ritornare in Marocco. Ci siamo detti più volte “Ma cosa abbiamo fatto?!” Alla prima occasione, siamo tornati e adesso contiamo di rimanerci. Tra l’altro, mentre eravamo fuori, abbiamo cominciato con i social media a fare dei contenuti in italiano e darija che il pubblico marocchino sta amando particolarmente, per cui il rientro è stato caloroso, adesso ci fermano per strada per farsi le foto con noi. E’ stato un po’ strano all’inizio, ma ci fa anche molto piacere.

Cosa ha significato per te tornare in Marocco?

Tornare in Marocco è stato come ritrovare una parte di me. Avendo già vissuto qui per due anni, conoscevo l’ambiente e mi sentivo già a casa in qualche modo. Ho lasciato in Italia un po’ della mia quotidianità e la vicinanza alla mia famiglia, ma ho trovato a Casablanca un’energia che mi spinge a crescere, un mix di sfide e opportunità. Il mio obiettivo è continuare a costruire qui, desidero trovare ancora più connessioni umane e professionali che arricchiscano il mio percorso e la mia vita e magari condividere questo mio amore per questa terra con gli italiani interessati ad una meta esotica a solo 3 ore di volo dall’Italia.

Mollare tutto e partire per una nuova terra richiede una buona dose di coraggio. Quali sono stati i tuoi timori, i tuoi dubbi, le tue paure?

Prima di arrivare in Marocco la mia testa era piena di stereotipi, di falsi miti, di film americani che dipingono il Marocco solo come deserto, basi militari e povertà assoluta.. in più mai mi sarei immaginato, per il mio tipo di mentalità, di vivere in un paese musulmano. La “Medina” per me era solo un album di Pino Daniele. Per non parlare della lingua… I dubbi erano tanti, ma per fortuna non mi hanno fermato. Ho scoperto una terra molto più vicina a noi di quello che si può credere, con dei valori sani e una cultura meravigliosa. Ho imparato che il cambiamento spaventa solo finché non lo abbracci. Se c’è una lezione che ho portato con me, è questa: non lasciate che le paure vi impediscano di scoprire il mondo, perché spesso ciò che temiamo di più si rivela essere la cosa migliore che ci potesse capitare.

Riccardo, un italiano a Casablanca

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