Marco e la scelta di vivere Tallin

A cura di Enza Petruzziello

In Estonia da ben 11 anni: prima per studio, poi per amore e infine per fondare una sua società di marketing. Lui è Marco, ha 32 anni, e oggi vive a Tallin con la sua compagna Marina di origini russe e suo figlio Luca di 3 anni. Gestisce la sua azienda dove tutti i collaboratori sono anche loro italiani all’estero. Ha studiato International Marketing all’Università di Milano in triennale, mentre in magistrale Direzione Aziendale. Fino al 2008 viveva a Milano e per un periodo ha lavorato in una Banca del milanese come Analista del Credito. Poi la grande svolta.

Marco, perché 11 anni fa hai preso la decisione di lasciare l’Italia?

«Undici anni fa ho fatto application per una borsa Erasmus, una cosa che in molti ormai fanno, quindi nulla di eccezionale, ero deciso a partire per arricchire la mia esperienza universitaria (http://www.studyinestonia.ee/en). Non avevo troppe aspettative rispetto all’Estonia, diciamo che sapevo fosse un Paese freddo e buio per almeno sei mesi all’anno, un Paese che andava in letargo, un Paese particolare insomma.

L’idea di partire non era legata al fatto che mi trovassi male in Italia, anzi, vivevo con la famiglia, frequentavo l’università, gli anni migliori, si sa. Avevo solo voglia di viaggiare, esplorare un po’ il mondo e credevo fosse quello il momento giusto.

Mi ripetevo sempre: “Se non ora, quando?”, quindi ho riempito la valigia con maglioni pesanti e sono partito. Non avrei mai immaginato che sarebbe stata una decisione che mi avrebbe cambiato la vita».

Piccola nazione da meno di un milione e mezzo di abitanti, fino al 1991 faceva parte dell’Unione Sovietica. Come mai tra tanti posti hai scelto proprio l’Estonia, una meta poco “gettonata” per un trasferimento all’estero?

«Non so ancora se sono stato io a scegliere l’Estonia o se è stata l’Estonia a scegliere me. Come ho già detto è stata una partenza senza troppe aspettative, non sapevo cosa avrei potuto trovare una volta sceso da quell’aereo.

Poi la decisione di rimanere è arrivata subito dopo, inaspettatamente, forse è stata colpa della natura, forse dell’amore (in Erasmus ho appunto incontrato la mia attuale compagna), o forse è stata l’estrema digitalizzazione che mi ha convinto a restare, l’estrema efficienza burocratica.

L’Estonia è infatti un Paese naturale e digitale allo stesso tempo. Più del 40% del territorio è coperto da boschi, ciò significa che basta uscire da Tallinn, percorrere venti chilometri e ci si ritrova immersi in campi di grano e prati sconfinati. I parchi sono ovunque, così come anche i fiumi e i laghi.

Ma d’altra parte l’Estonia è uno tra i paesi più digitalizzati e avanzati al mondo (https://e-resident.gov.ee/). Ci si ciba di pane e informatica a colazione, ecco perché viene considerata il “leader della rivoluzione digitale a livello globale”.

Tutto può essere fatto online, eccetto: il matrimonio, il divorzio e l’acquisto di una casa. Dove si può trovare un altro Paese dove ogni attività può essere svolta dal divano di casa? Ogni residente estone ha poi una carta d’identità che ha funzione anche di patente, tessera sanitaria, carta di debito, abbonamento (che qui è gratis per ogni cittadino), etc.

Basta avere quella tessera in tasca e nulla più. Tessera che può essere anche inserita nel computer permettendo così la firma in automatico di contratti e altri tipi di documentazione. Un sogno insomma!».

Che cosa ti ha conquistato di Tallin, la capitale, e in generale dell’Estonia al punto tale da rimanerci a vivere stabilmente e creare una tua famiglia?

«Il livello di efficienza avanzato che ho trovato qui e in nessun altro posto è stato sicuramente un punto importante che ha influenzato la mia decisione di rimanere.

Un esempio pratico è quando è nato Luca. Mia moglie, secondo le leggi estoni, è potuta rimanere a casa per un anno e mezzo stipendiata per prendersi cura del piccolo. Avrebbe potuto poi continuare senza stipendio per un altro e mezzo.

Questa libertà non si trova in Italia, dove si è obbligati a lavorare fino all’ultimo mettendo in secondo piano famiglia e affetti. Ma questo non è ovviamente l’unico esempio di efficienza, ve ne sono molti altri.

Poi chiaro, uno dei motivi fondamentali è stato l’incontro con Marina, una ragazza di origini russe, nata e vissuta in Estonia come il 25% della popolazione.

Soprattutto grazie a questo mi sento far parte di questa comunità, e mi sento proprio a casa. L’Italia manca, a volte, ma le vacanze estive nel Belpaese non ce la facciamo mai mancare».

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Come si vive a Tallin, penso alla qualità della vita, ai costi, ai servizi, alle infrastrutture, alla sanità?

«Molto bene. Sono molto felice di poter vivere qui, di avere avuto questa opportunità e di poter usufruire di tutte le convenzioni estoni che migliorano il livello e la qualità della vita di ogni cittadino.

Oserei dire che, in confronto ad altri Paesi, è come se qui la burocrazia venisse incontro alle persone, si prendesse proprio cura di ogni di noi, semplificando ogni procedura.

Con un click online, qualche decimo di secondo, si possono fare attività che in Italia sono impensabili da portare a termine anche avendo a disposizione un mese di tempo.

Il costo della vita, dei servizi e della sanità è chiaramente adattato a questo contesto, tutto risulta facilmente accessibile per tutti».

Tasso di disoccupazione al 6,3%, nuovi posti di lavoro in aumento costante, un tasso di impiego a tempo determinato inferiore al 3% e costo della vita più basso rispetto a quello dell’Italia. Secondo una recente ricerca è l’Estonia il Paese dove trovare lavoro è diventato più facile. Come è la situazione dal punto di vista occupazionale?

«L’Estonia investe sulle persone, a differenza di molti altri Paesi. Cosa significa questo? Semplicemente che aprire un’attività è un gioco da ragazzi.

In soli 30 minuti con una procedura online ci si può trovare a capo di un’azienda. Questo invoglia le persone a mettersi in gioco. Come risultato l’Estonia si colloca al di sopra della media in termini occupazionali, un 75% della popolazione svolge infatti un lavoro retribuito. Bel valore eh?».

Hai fondato una società di marketing, Viva Digital. Di che cosa si occupa, quali servizi offre la tua agenzia e a chi si rivolge?

«Sì, ho fondato “Viva Digital”, un’azienda di Digital Marketing che si occupa di fornire ad aziende, al momento quasi tutte italiane, attività di marketing come SEO, Adwords, creazione di siti web, ChatBot, etc. Il nostro obiettivo, concretamente, è aumentare le vendite dei clienti che si rivolgono a noi».

La tua squadra di lavoro è formata da collaboratori italiani che come te si sono trasferiti. Come mai questa scelta?

«Vero, siamo tutti italiani. Anche loro, come me, presi dall’amore per i paesi baltici hanno deciso di trasferirsi. L’Estonia attira proprio tutti, soprattutto chi cerca un lavoro sicuro.

E quando sentiamo la nostalgia del nostro paese d’origine beviamo un espresso ed è come sentirsi di nuovo a casa».

È stato difficile, penso agli aspetti burocratici ed economici, aprire una tua azienda in Estonia? In Italia, lo sappiamo, spesso a porre un freno all’apertura di una società sono proprio le lungaggini burocratiche e le spese eccessive. In Estonia, a Tallin, come è la situazione da questo punto di vista?

«Non è stato difficile direi. Come ho già accennato sopra è stato sicuramente molto veloce. La burocrazia è rapida e snella e permette in soli 30 minuti di aprire un’attività. La tassazione poi è anhce molto leggera.

Ma partiamo dall’inizio: la “residenza digitale” ha attratto cervelli da tutto il mondo, e l’apertura digitale in un ambiente già digitale è stata automatica.

La cosiddetta e-residency permette ad ogni cittadino del mondo di essere un estone a tutti gli effetti, di avere quindi gli stessi diritti.

Passiamo a parlare di numeri con un esempio: in concreto se i profitti della società sono poi reinvestiti nella società, senza essere distribuiti ai soci, l’aliquota dell’imposta è pari allo 0%.

C’è poi da aggiungere che anche chi non ha partita IVA può aprire un’impresa in Estonia.

Velocità ed efficienza sono da sempre state le parole chiavi in Estonia. Ed è chiaramente questo il motivo principale che mi ha portato a investire qui».

Studio, amore e lavoro. Le tue tappe in Estonia possono riassumersi così. Come è cambiata la tua vita da quando ti sei trasferito?

«In Estonia ho la mia famiglia e il lavoro. Non avrei potuto desiderare di meglio. Sono contento di aver fatto questa scelta 11 anni fa, è anche grazie a questo che ho capito quanto sia importante il “carpe diem” nella vita. Le opportunità vanno colte se no poi si finisce per pentirsene.

La mia vita è ovviamente totalmente cambiata solo grazie a questa scelta Erasmus, che farei e rifarei».

Progetti per il futuro?

«Non ho particolari progetti per il futuro: quel che è fatto è fatto direi. Fra cinque, dieci, quindici anni mi vedo ancora qui in Estonia con la mia famiglia e a gestire la mia azienda».

Per contattare Marco questa è la sua email: [email protected]

Il suo sito web: https://www.vivadigital.it/.

Il profilo Instagram: scarsella_m e quello Linkedin:

www.linkedin.com/in/marcoscarsella/.