Noemi: sogno il mondo ma guardo al presente

A cura di Maricla Pannocchia

Di storie da raccontare ne ha, Noemi, da quando 3 anni fa ha lasciato l’Italia alla volta della Nuova Zelanda. Fra avventure pazzesche, disavventure con la sua macchina, incontri, festival, amicizie, una quarantena vissuta all’estero e poi diversi lavori, con il fidanzato, negli ampi spazi dell’Australia, da quello che l’ha portata a sentire due sconosciuti come se fossero i suoi nonni a quello da cui, invece, è scappata a gambe levate, Noemi ha deciso di fuggire da una vita in cui, se non fai come vuole la società, vieni mal visto.

“Devo lavorare per avere i soldi per pagarmi le spese e gli spostamenti” racconta Noemi, “Ma non tornerei mai alla mia vita di prima. Questa non è sempre facile ma ho bisogno di poco per essere felice”.

E, anche se i piani per il futuro sono sempre in cambiamento, Noemi sa già che la prossima tappa la vedrà, insieme con il suo ragazzo, in un viaggio in barca a vela dall’Australia all’Indonesia. Non male come programma!

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Ciao Noemi, com’è iniziato il tuo viaggio e quali difficoltà hai riscontrato?

Ciao a tutti. Il mio viaggio è iniziato tre anni fa quando ho deciso di partire per la Nuova Zelanda. All’inizio mi sentivo super carica e gasata ma poi quando, dopo quasi due giorni di volo, sono atterrata ad Auckland, il pensiero di aver fatto la stupidata del secolo si è espanso nella mia testa.

Quando viaggi per molto tempo capisci che le esperienze sono fatte di alti e bassi, cioè di super alti o super bassi. Quando tutto va bene sei super felice ma quando le cose vanno storte, sei dall’altra parte del mondo e per la maggior parte delle volte puoi contare solo su te stesso.

Noemi Baroni

Cosa puoi raccontarci riguardo all’esperienza con il van?

Dopo una settimana dall’arrivo ad Auckland ho comprato il mio primo van e attraversato l’isola del Nord per raggiungere l’isola del Sud. Quando, guidando, mi sono ritrovata una distesa di fiori accanto alla strada e il Tongariro (il vulcano più alto dell’isola del Nord) ho fermato la mia auto. Sono scesa. Non sentivo il bisogno di niente. Stavo semplicemente vivendo il presente.

Mi sono detta qualcosa come, “Lo sto facendo veramente, questo viaggio”.

E poi sono arrivata al traghetto, mi sono messa in coda per aspettare d’imbarcare la mia auto e ho pianto, perché non mi era mai capitato di sentirmi così sola.

“Questo viaggio ti renderà molto forte, sei nata per questo viaggio, questo viaggio sta a te come a me sta lo yoga, non ti sentirai mai abbastanza ma ti darà un sacco di soddisfazioni. Ti voglio bene e sono con te. Ovunque nel mondo ricordatelo non sei mai da sola.”

Capisco che questo sarà un viaggio dell’anima.

Ci sono delle esperienze in particolare che vale la pena raccontare?

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E poi mi sono ritrovata impantanata in feste in spiaggia e un inglese con una vecchia Alfa ha sfrecciato nella sabbia e tirato fuori la mia auto, che era finita lì sotto. La plastica sotto il cruscotto si è staccata ma sono bastate un paio di fascette ed è come nuova e via a guardare le stelle intorno a un fuoco aspettando l’alba.

E poi un gruppo di francesi mi ha trascinata a un festival per l’ultimo dell’anno e la gomma della mia auto si è bucata in cima a una montagna, senza linea e connessione. Ma non fa niente, sono riuscita ad arrivare al festival e l’auto è stata lì per tre giorni.

E poi di nuovo chilometri per raggiungere il Sud dell’isola Sud e andare a raccogliere le ciliegie. La mia nuova famiglia fatta di sudamericani con cui ho condiviso la mia vita quotidiana.

Noemi Baroni viaggiatrice

Ho viaggiato al Sud e poi mi sono ritrovata al lago di Hawea dove ho vissuto e lavorato per un mese con un ragazzo maori e un ragazzo del Colorado.

E poi è arrivato il Covid, e sembrava una cosa così lontana. Ho passato la quarantena con una quarantina di altri backpackers di diverse nazionalità. Abbiamo fatto festa quasi tutti i giorni e mi sono ritrovata a fine quarantena senza soldi. E poi ho ricominciato di nuovo. Ho dormito due mesi dell’inverno con tre maglioni, tre piumoni e la berretta nel mio van perché faceva troppo freddo. Ho vissuto in una casa con francesi e tedeschi. E poi di nuovo sono tornata giù a Sud, sono andata a fare snowboard sulle Alpi neo zelandesi!

E poi dritta verso l’isola del Nord!

Ho lavorato in vigna, raccolto le ciliegie, le mele, i mandarini, i limoni, le fejoia, gli avocado e chi più ne ha più ne metta.

Che cos’hai imparato da questo viaggio?

Ho imparato a convivere con me stessa. Non posso dire che questo viaggio mi ha dato risposte ma posso dire che mi ha fatto crescere.

Questo viaggio è stato per me una rinascita, è stato una guerra verso il modo di vivere che ci viene imposto, verso i dogmi, verso le regole. Perché viviamo in un meccanismo dove non c’è libertà, dove se non hai un lavoro sei un perdente, dove la vita ruota intorno ai soldi, dove devi essere pulito e con vestiti firmati.

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E invece io lavoro ogni tanto, giusto per avere i soldi per fare quello che voglio, per il resto mi godo il mio tempo, incontro persone da tutto il mondo e ognuno ha una storia da condividere, compro nei negozi di seconda mano, solitamente vivo in un van e ho pochissime cose, ma non mi serve altro per essere felice.

Non dico che sia semplice. A volte fa freddo, a volte non puoi farti una doccia per giorni, ma non cambierei per niente al mondo la mia attuale vita con la mia vita precedente.

Noemi Baroni

Cosa ci racconti, invece, del tuo amore per il surf?

E poi sono partita alla scoperta dell’isola del nord. Ho iniziato a surfare e non posso descrivere l’emozione che provo quando sono in acqua.

Mi sono innamorata.

Sono stata su un’isola deserta e abbiamo incontrato un vecchio capitano kiwi che viveva sul suo peschereccio e tutti i giorni ci portava in giro in barca.

Siamo stati su un’altra isola e siamo quasi rimasti senza cibo e senza gas nonché senza traghetto di ritorno.

Adesso, però, sei in Australia. Come hai vissuto questo cambiamento?

Dopo più di 2 anni passati in Nuova Zelanda ho preso il mio volo per l’Australia, che è dove mi trovo ora.

L’inizio del viaggio in Australia non è stato dei migliori. Volevamo comprare un pick-up e montarci uno slide on camper nel cassone. Abbiamo trovato il camper e pagato l’acconto. Abbiamo comprato un pick-up e una settimana dopo è morto e andato dritto dal rottamatore. Il camper per cui avevamo dato l’acconto è stato venduto a qualcun altro senza che ci abbiano ridato i soldi. Abbiamo dovuto fare ricorso al tribunale per riaverli e questo ha risposto dopo quasi un anno di distanza dall’accaduto.

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Volevamo iniziare il nostro roadtrip per il Western Australia e invece siamo dovuti andare a lavorare.

Come sono state le esperienze lavorative?

Siamo finiti in una farm di pecore e mucche in mezzo alla campagna del Victoria.

Con nostra sorpresa il papà del nostro capo ci ha fatto vivere in un cottage stupendo tutto per noi senza che dovessimo pagare niente. Il lavoro era duro, guidavamo i trattori e raccoglievamo pietre nei campi. Lavorare con gli animali per me era terribile. Il papà e la moglie del nostro capo sono stati come nonni per noi. Tutti i weekend ci prestavamo la macchina per andare a fare la spesa e non solo, ci consigliavano posti e ci lasciavano l’auto per andare a vederli! Il papà del nostro capo aveva quattro cani. Rusty, è diventato il nostro cane. Tutte le mattine veniva a svegliarci e ci seguiva al lavoro. A volte veniva anche a dormire con noi. Era un pazzo, correva come un forsennato e per giocare non faceva altro che morderci. Ha rubato il nostro cuore.

Come descriveresti il viaggio successivo, soprattutto l’attraversamento del deserto?

A una settimana dalla fine del nostro lavoro abbiamo trovato il landy (un Land Rover discovery di seconda mano), che è stato il nostro piano B. Nel giro di una settimana ci abbiamo costruito un van e siamo tornati in strada!

Abbiamo percorso tutta la costa del Victoria e del South Australia fino a Port Augusta.

Il freddo che abbiamo trovato a Sud ha fatto cambiare i nostri piani e, invece di raggiungere il Western Australia, abbiamo deciso di tagliare il deserto, diretti nei tropici, a Darwin.

Attraversare il deserto è stato fantastico! Paesaggi completamente diversi, un sacco di polvere e sabbia. Chilometri d’infinto, in mezzo al niente. In tutto questo avevamo un volo da prendere per Bali da Darwin. Dopo due mesi di viaggio siamo arrivati a Darwin giusto la sera prima del nostro volo. Il motivo del nostro viaggio a Bali era rincontrare la mia amica Letizia, dopo quasi tre anni dalla mia partenza, e conoscere il suo fidanzato Andrea.

L’incontro con Letizia è stato casuale per le strade di Ubud! Che emozione!

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Abbiamo passato una settimana insieme e poi avevamo il nostro volo di rientro per Darwin.

Noemi Baroni

Ci sono state esperienze lavorative negative?

Al nostro rientro abbiamo iniziato a lavorare in una compagnia che costruiva recinzioni nel deserto. Lavoravamo dall’alba al tramonto e vivevamo in una cabina in una sorta di camping nel deserto. Il nostro capo era una persona molto particolare e anche dopo il lavoro, vivendo nello stesso posto, non ci sentivamo liberi, ci sentivamo come se la giornata lavorativa non finisse mai.

Dopo un mese siamo scappati a gambe levate, per tornare sulla costa e incontrare la famiglia del mio compagno, che arrivava dagli Stati Uniti.

È stato molto emozionante conoscere sua mamma e sua fratello! Abbiamo viaggiato insieme sulla costa da Port Douglas a Sydney.

Questa volta abbiamo trovato lavoro tra Pindimar, dove raccogliamo foglie di lime e di curry, e Sydney, dove facciamo un po’ di tutto (pulizie, giardinaggio, elettricisti, etc).

Il nostro capo ci tratta bene e questo è tutto quello che conta quando lavoriamo.

Qual è la prossima tappa?

Se tutto va bene tra un mese c’imbarcheremo su una barca a vela da Sydney a Lombok, in Indonesia. Impareremo a fare i marinai ed esploreremo le coste del l’Australia e dell’Indonesia via mare!

E, una volta arrivati in Asia, abbiamo in programma di viaggiarci un paio di mesi prima di tornare in Australia!

Progetti per il futuro?

I programmi per il futuro sono vivere in un van negli Stati Uniti e in Canada, ma per ora ci fermiamo al presente. I nostri piani sono in constante mutamento!

Per contattare Noemi:

Noemibaroni93@gmail.com

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