Vivere a Koh Lanta (Thailandia)

Un sorriso non costa niente e produce molto. Arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo da”.

Bisognerebbe imparare a sorridere un po’ di più, come fa il popolo thailandese, dove il sorriso viene percepito come la “risposta” più giusta ad ogni possibile situazione. E ‘utilizzato per mostrare felicità, imbarazzo, sentimenti come paura, rassegnazione e rimorso. E’ stato proprio il sorriso di alcuni bambini thailandesi a far rinascere la serenità sul volto di Mirko.

Quella serenità e quella tranquillità oppresse dallo stress, che gli avevano fatto perdere il sorriso. Mirko si é trasferito a vivere e lavorare in Thailandia, a Koh Lanta, una zona  lontana dalla frenetica vita delle zone turistiche, ricca di scenari naturali di bellezza superiore, in grado di diffondere un senso di pace in solitudine, che pochi luoghi riescono a trasmettere.

Kho Lanta, Thailandia

Mirko da quanto tempo vivi a Koh Lanta?

Beh, vediamo…Sono qui da ottobre 2011, quindi 8 mesi. Accidenti come vola il tempo, sembra ieri… Prima vivevo in Sardegna, un’altra isola meravigliosa, a Cagliari per l’esattezza. Ma questo era tanto tempo fa, ormai non vivo in Italia da oltre 10 anni.

Ah.. e dove sei stato in tutto questo tempo?

Ho vissuto per quasi cinque anni nel Regno Unito, per poi trasferirmi a Bangkok. Ma forse, è meglio che ti racconti tutto dal principio …. In Italia lavoravo in un centro commerciale quando ancora ero studente in Economia e Commercio. Dopo la laurea lavorai per un breve periodo come agente di vendita, un lavoro che mi piaceva tanto.

Poi decisi di andare a Londra per una vacanza e finii per restarci per 5 anni! Londra mi affascinò immediatamente, così decisi di trovare un lavoro per prolungare la mia vacanza. Per i primi tre mesi, lavorai come cameriere in un noto ristorante vicino al Ritz, poi come Assistant General Manager in un ice cream parlour, nei grandi magazzini di Harrods, dove ci restai per 5 anni. Successivamente, promosso General Manager, mi spostai a Birmingham, dove per la stessa compagnia, aprii un altro ice cream parlour, all’interno dei grandi magazzini di Selfridges. Londra e persino Birmingham, mi mancano tanto, nonostante Birmingham non abbia una bella fama nel Regno Unito. La cosa strana è che non provo la stessa mancanza nei confronti dell’Italia… Sarà anche perché nel Regno Unito mi son trovato benissimo, ho avuto tanto e tanta opportunità di crescita. Sul lavoro, non badavano tanto al mio curriculum, quanto a quello che realmente sapevo fare.

Il loro sistema è basato sulla meritocrazia ed ora, quando assumo del nuovo personale, seguo lo stesso esempio, offrendo l’opportunità a molti giovani (e meno giovani) che, pur senza aver esperienza specifica, mi danno l’impressione di voler imparare e di averne le capacità. Tornando alla mia esperienza di vita, l’ultimo anno vissuto nel Regno Unito, fu particolarmente stressante per me, tanto da farmi perdere il sorriso, così, dietro consiglio di un amico anche lui sardo, con il quale avevo lavorato in passato a Londra e che all’epoca si trovava a Bangkok, decisi di venire ad insegnare inglese ai bambini thailandesi.

Fu una decisione molto saggia: i bambini thailandesi sono meravigliosi e sono riusciti, in poco tempo, a far riaffiorare il sorriso che avevo perduto. Devo molto a quei bambini.. Successivamente, rientrai nel settore della ristorazione e dell’ospitalità. Ho vissuto a Bangkok per circa due anni, ho lavorato come Restaurant Manager prima e per un tour operator americano poi. Bangkok, però, non mi è mai piaciuta molto. Come dicono gli inglesi, “it’s not my cup of tea”.

Koh Lanta è solo l’ultima delle mie residenze qui in Thailandia, dove vivo oramai da oltre 5 anni. Sono nato e cresciuto in un’ isola e sento il continuo bisogno di vivere circondato dal mare. Preferisco vivere in isole tranquille e Kho Lanta non è ancora esposta al turismo di massa, oltre ad offrire meravigliosi fondali che, per me che sono un appassionato di immersioni subacquee, sono il massimo!

Prima di arrivare a Koh Lanta, vivevo in un’altra isola, con simili caratteristiche, Ko Phangan, anche lì mi trovavo abbastanza bene. Prima ancora vivevo a Koh Tao, un piccolo isolotto a Nord di Koh Pangan: il paradiso degli appassionati di immersioni. Lavoravo come Dive Master e come videografo subacqueo, un’altra mia grande passione.

Koh Lanta, Thailandia

Dove si trova Koh Lanta?

E’ situata nella parte meridionale della Thailandia, nel Mare delle Andamanne, sul versante occidentale, non troppo distante dalla più nota ed affollata Phuket.

E qui di cosa ti occupi?

Qui lavoro come F&B Manager in un favoloso Resort a 5 stelle. No FB, non sta per facebook! ma per Food & Beverage.

Come sei riuscito a trovare questa occupazione?

A dire il vero è l’occupazione che ha trovato me e così è stato anche per il resort dove lavoravo precedentemente. In entrambi i casi, sono stato contattato dal direttore del resort. Qui non è inusuale essere head hunted.

Quali sono le tue funzioni?

Il mio lavoro ha uno spettro di azione molto vasto e vario. Principalmente, il mio compito è quello di assicurare che il servizio nei cinque ristoranti, nei bar e nelle camere, sia sempre ai più alti livelli: per fare ciò, interagisco costantemente sia con i direttori dei singoli ristoranti e dei bar, ai quali impartisco le direttive di massima, sia direttamente con gli altri dipendenti (una sessantina..), ai quali impartisco una formazione continua.

Ritengo sia molto importante motivare costantemente ogni singolo elemento del mio team. Fondamentale è anche il contatto con i clienti e l’organizzazione di eventi: tanta attività di pubbliche relazioni. Ovviamente debbo anche garantire risultati economici, per cui dedico molto tempo alle attività di marketing.

Tali risultati vanno preventivati e monitorati costantemente, ergo, una buona parte della mia attività, si concentra anche sulla redazione di bilanci preventivi, controllo dei costi, curve di produzione, etc; insomma, i miei studi accademici si rendono particolarmente utili.

Quindi sei decisamente super impegnato…

Decisamente sì. Lavoro dalle 8 del mattino alle 10-11 di sera, sei giorni alla settimana in alta stagione e cinque in bassa stagione, per cui non mi rimane molto tempo libero. Nel giorno di riposo, in genere….riposo appunto, oppure vado a fare immersioni. Di tanto in tanto, non mi dispiace andare in un localino qui sulla spiaggia, dove suonano musica dal vivo tutte le sere. Ah, quasi dimenticavo: per me giorno libero significa anche 2 ore di massaggio thailandese, un lusso che ci si può permettere facilmente in Thailandia.

Qual è l’aspetto più bello del tuo lavoro?

Il contatto con persone di diversa provenienza e cultura, nonchè la possibilità di averlo in diversi Paesi del mondo. Amo viaggiare e conoscere nuove culture e questo lavoro mi offre questa flessibilità. Certo, bisogna anche avere il coraggio e la volontà di cambiare costantemente posto di lavoro e Paese in cui vivere. Credo che il vostro (non ho molto da condividere con la politica italiana in generale) Monti si riferisse a ciò, con una sua nota affermazione rilasciata un po’ di tempo fa.

Ci sono molti italiani tra i turisti che soggiornano presso il Resort dove lavori?

Gli italiani qui sono solo un piccola percentuale, nell’ordine dell’uno per cento durante l’intero anno. Peraltro si concentrano tutti in due periodi: a natale e ad agosto. Durante tali periodi, la presenza italiana nel resort è evidente.

Che effetto ti fa incontrare altri italiani?

Mi fa piacere quando incontro clienti italiani al resort e si crea spesso una bella relazione con loro. Tuttavia, in genere, sono meno propenso ad interagire con altri italiani fuori dal lavoro.

E ora raccontaci qualcosa del paradiso in cui vivi….

In effetti ci sono due Koh Lanta: Yai e Noi; quest’ultima, più piccola, è un’isola praticamente vergine per quanto concerne lo sviluppo offre delle splendide spiagge sul versante occidentale e meravigliose mangrovie sul versante orientale.

E’ un’ isola, per chi ama la natura, con rigogliosa flora ed abbondante fauna: ogni mattina vedo una coppia di aquile volare sopra casa mia e non è inusuale incontrare scorpioni, serpenti e iguane. I fondali marini poi, sono davvero impressionanti. La bellezza principale di Koh Lanta è la sua tranquillità. Se si desidera una vita tranquilla, in perenne contatto con la natura più che con i centri commerciali, discoteche, cinema etc, allora questo è il posto ideale. Io ci vivo benissimo.

Ma c’è anche chi, come un mio amico, dopo due anni trascorsi qui, ha deciso di andare via, perche la trovava troppo noiosa.

Koh Lanta, Thailandia

 EXTRA! ✎ Le nostre linee guida su come scrivere un buon curriculum di lavoro

Sembra tutto molto bello, ma… i lati negativi?

Potrei dirti che l’istruzione qui è ancora un lusso per molte famiglie (ma ho l’impressione che lo stia diventando anche in Italia) ed in genere comunque non è di grande qualità, a meno che non ci si rivolga ad istituti privati.

Altra nota negativa riguarda il sistema pensionistico: non esiste, tranne per coloro che lavorano nel settore pubblico, quali insegnanti o forze dell’ordine. Sono i figli a sostenere i genitori una volta che questi smettono di lavorare, spesso intorno ai 40-50 anni, quando si considerano oramai vecchi. Infine, tra le note negative, va inserito anche il livello di corruzione, davvero molto molto elevato e diffuso.

Cosa puoi dirci, invece, in merito ai costi riguardanti il cibo e l’affitto di una casa?

Credo che anche qui sia necessario fare una distinzione, per evitare una delusione comune a molti turisti occidentali. Il costo della vita in Thailandia è molto basso solo se si vive come i Thailandesi, abitando in case modeste, indossando abiti non griffati, generalmente “made in china” e mangiando cibo thailandese nei tradizionali ristoranti di strada. Se si intende continuare a vivere con gli stessi standard che si avevano nel proprio Paese di provenienza, allora bisogna prepararsi a spendere all’incirca le stesse cifre, magari ridotte di poco.

Detto ciò però, aggiungo che in alcuni ristoranti di strada si può mangiare bene, pagando davvero poco: un piatto di riso fritto con pollo può costare circa 100 THB, l’equivalente, credo di circa 2 euro. Se però si va in un ristorante italiano, le cose cambiano: qui a Lanta, nel mio ristorante italiano preferito (credo peraltro sia l’unico veramente italiano fra i 3-4 qui a Lanta) una pizza margherita costa 300 THB e pizze più elaborate, costano fino a 500 THB, se la memoria non mi inganna.

Se volete mangiare una bistecca di manzo o d’agnello di qualità qui a Lanta, le alternative sono poche e ristrette per lo più nei ristoranti degli alberghi più lussuosi. Ancora una volta preparatevi a pagare prezzi occidentali. Ma come dico sempre, “quality never comes cheap”. Il costo dell’affitto di una casa a Koh Lanta è in genere più contenuto che nei Paesi occidentali, ma anche la qualità, le rifiniture e gli arredi, non sono gli stessi che vi aspettereste in Europa o negli Usa. Una casa indipendente con una camera, un angolo cottura, aria condizionata, un piccolo salotto ed in genere uno spazioso balcone, costa circa 8-10 mila Baht; circa 15 mila se è vicina, spesso vicinissima e con vista, sul mare.

C’è da tener presente anche che Koh Lanta è soggetta a due stagioni: durante la stagione delle piogge (Maggio –Ottobre), molti ristoranti e negozi chiudono per riaprire solo nell’alta stagione (Novembre-Aprile). Se si affitta con contratto annuale o durante la bassa stagione, i prezzi sono inferiori. Noleggiare una moto di piccola cilindrata (125cc) costa 250 baht al giorno, davvero poco e la benzina costa circa la metà rispetto all’Italia.

Tenete presente che in Thailandia gli stranieri pagano in genere un prezzo più alto della popolazione locale, più o meno su tutti i prodotti e servizi. Considerate inoltre che, se volete acquistare un computer, un paio di scarpe di qualità o un vestito di marca, il negozio più vicino si trova….a Phuket, per cui dovrete considerare anche il costo di tali trasferte (circa 3000 baht tra viaggio ed una notte di soggiorno), spesso necessarie.

Per farla semplice, direi che uno straniero per vivere a Koh Lanta semplicemente, senza troppi agi, ma decorosamente, necessiti circa ventimila baht. Con trentamila baht può vivere discretamente e con 50 mila baht può vivere decisamente bene, togliendosi parecchi sfizi.

Koh Lanta

Grazie Mirko, sei stato molto preciso nel mostrarci la situazione. Per completare, puoi dirci anche qualcosa riguardo l’aspetto sanitario, economico e lavorativo?

Certamente! In generale, i medici negli ospedali delle città principali, soprattutto quelli privati, sono molto preparati e le strutture ospedaliere molto avanzate.

Negli ospedali delle città più piccole e quindi anche a Koh Lanta, invece ci sono medici più giovani ed in genere non specializzati: per casi non di maggiore serietà, è meglio riferirsi ad un ospedale privato a Phuket o Krabi.

La situazione economica della Thailandia è perlomeno atipica: la Thailandia è statisticamente il Paese (o uno dei Paesi) con il minore livello di disoccupazione al mondo, almeno ufficialmente, ma si vede anche tanta povertà per le strade delle città principali e nei paesi più piccoli, soprattutto al Nord, di estrazione agricola.

Credo che ci sia una grande sperequazione socio-economica. Qui a Lanta i locali vivono principalmente dell’indotto turistico, della pesca e della produzione di gomma naturale. La maggior parte dei lavoratori stranieri qui a Lanta sono imprenditori (ristoratori, albergatori per lo più) o occupano posizioni manageriali, in genere nel settore alberghiero.

Il permesso di lavoro è concesso a coloro che dimostrano di lavorare legalmente e per svolgere attività non destinate esclusivamente ai Thailandesi (per esempio, l’attività di guida turistica e la pesca professionale, sono precluse agli stranieri). Ottenere il permesso di lavoro è un processo non semplice e che cambia continuamente; in genere viene richiesta una montagna di documenti e richiede circa 3 mesi per essere completato.

Se si lavora per una compagnia seria però, è la stessa compagnia ad occuparsene e a sostenerne i costi. Diffiderei di qualsiasi compagnia che non lo facesse (e ce ne sono parecchie). Per quanto riguarda invece la sicurezza, Koh Lanta è molto sicura e pacifica. Non direi altrettanto di città come Koh Samui, Phuket o Pattaya o Hua Hin.

Penso che tu sia a conoscenza della situazione italiana, quindi se decidessi di trasferirmi a Koh Lanta, riuscirei a vivere o quantomeno a costruire un futuro più dignitoso rispetto a quello che mi si prospetta qui in Italia?

Cosa è dignitoso? Ho la vaga impressione che in occidente tendiamo ad accomunare tale aggettivo alla condizione economica agiata.

Non sono però convito che ciò sia corretto… Se però è ciò che si intende, credo che ciò dipenda dalle capacità delle persone, dalla loro esperienza e voglia di fare. Nel mio caso, non posso certo lamentarmi: il mio trattamento economico è di tutto rispetto, equiparabile o superiore, a quello che riceverei in Italia per le stesse mansioni.

Tuttavia, spesso vorrei dedicarmi a lavori diversi, forse considerati (economicamente) meno dignitosi da molte persone, quali l’agricoltura, la pesca o la pastorizia: lavori che mi permetterebbero di connettermi pienamente con la natura.

Quali sono le principali difficoltà che una persona si troverebbe ad affrontare arrivato lì?

Probabilmente la burocrazia: visti, permessi di soggiorno, permessi di lavoro. E certamente la lingua: molti thailandesi non parlano inglese ed il thailandese è del tutto incomprensibile per gli occidentali.

Si parla tanto del sorriso thailandese. Durante questi cinque anni di permanenza, sei riuscito a “carpire” il loro segreto?

I thailandesi hanno un favoloso approccio alla vita, sempre positivo. Anche nelle situazioni che a noi occidentali sembrerebbero davvero drammatiche, generalmente i thailandesi mantengono compostezza, affrontandole con un sorriso o con il solito motto: “Mai pen rai”, “ Non importa”.

Sabai Sabai, è l’altro motto che caratterizza lo stile di vita dei thailandesi: significa qualcosa come “prenditela con comodo”, “take it easy”.  Direi che mai Pen Rai e Sabai Sabai, riassumano davvero la filosofia di vita dei thailandesi e che dietro a tale filosofia, si nasconda il segreto del sorriso, di cui sono famosi.

E tu, in tutto questo, cosa hai imparato?

Ho imparato molto dalla loro filosofia di vita, che mi ha aiutato e vedere le cose sotto un profilo diverso, più rilassato e meno negativo.

Torni spesso in Italia? Che sensazione ti provoca tornare a “casa”?

Torno in Sardegna circa una volta ogni 18 mesi. Mi fa piacere rivedere la mia famiglia e i miei amici e passeggiare nei luoghi che frequentavo, quando vivevo lì.

Negli ultimi anni però, mi rattrista rientrare in Italia. Ogni volta che giungo all’aeroporto di Milano o Roma, dove in genere faccio scalo, vedo tante volti poco felici e sento continui commenti negativi e senza speranza, in merito alla situazione político-economica italiana.

In cosa sei cambiato durante questo periodo di permanenza a Koh Lanta?

Dove lavoro, dal ristorante sulla spiaggia a quello più panoramico in collina, ci sono 305 gradini che faccio 4-5 volte al giorno: le mie gambe sono diventate più toniche e la mia capacità cardio-respiratoria è migliorata notevolmente. Per il resto, sono sempre il solito mascalzone…

A cura di Nicole Cascione

Per chi desidera consigli per trasferirsi a vivere e lavorare in  Thailandia suggeriamo il sito:

www.mollaretutto.com/cambiare-vita/oriente-2/thailandia