Mauro, Rossella e Federico, una famiglia in Portogallo

Mauro è andato via dall’Italia nel lontano 1988, precisamente da quando decise di trasferirsi in Tunisia. Purtroppo però, gli avvenimenti politici del Paese che hanno portato al conseguente degrado delle condizioni di vita e all’aumento del disagio economico della popolazione con il notevole aumento della micro-criminalità, ha spinto lui e la sua famiglia a spostarsi nuovamente. C

osì dopo un sopralluogo preventivo, Mauro, Rossella insieme a Federico, il loro bimbo di 5 anni, si sono trasferiti in Portogallo dove hanno da poco avviato una pizzeria italiana “Al Gallo nero”, la prima di un progetto pilota che ne prevede altre cinque a seguire.

Mauro, raccontaci qualcosa del percorso di vita che ti ha portato dapprima in Tunisia ed ora in Portogallo:

In Tunisia sono arrivato nell’88 ed ho portato avanti tre aziende proprie off-shore per l’export con circa 450 impiegati.

A causa di un problema di salute, ho dovuto cederle nel 2008, per rientrare in Italia per affrontare delle cure mediche. Successivamente sono rientrato in Tunisia con la mia compagna ed ho aperto un ufficio per l’assistenza ai pensionati.

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Poi però, sembrava essere diventato il business del secolo e di fronte al continuo arrivo di avventurieri e sprovveduti, ho preferito chiudere e uscire da questo settore che almeno in Tunisia oggi conta una trentina di nominativi di cui forse un paio seri e validi. Ci siamo trasferiti in Portogallo nel mese di marzo di quest’anno.

I motivi sono vari e di differente natura. Principalmente a causa del degrado delle condizioni di vita in Tunisia post-rivoluzione, che ha aumentato il disagio economico della popolazione con notevole aumento di micro-criminalità. Oltre a questo, l’età scolare di mio figlio imponeva la scelta di doversi poi fermare fino a completamento del primo ciclo scolastico in una situazione che peggiorava di giorno in giorno.

Arrivati sul posto, ci siamo presi un po’ di tempo per capire il Paese e dopo qalche mese, abbiamo aperto una Pizzeria italiana, la prima di un progetto pilota che ne prevede altre cinque a seguire.

Quali sono le difficoltà che avete riscontrato nella fase del trasferimento?

La principale difficoltà è stata quella relativa all’ambientamento. Altre difficoltà non ne abbiamo trovate, in quanto il livello di qualità della vita qui è notevolmente superiore al precedente. Tra l’altro con l’aumento dei prezzi, molti articoli sono meno cari qui che in Tunisia.

E Federico, il vostro bimbo di 5 anni, come ha vissuto questo cambiamento di vita?

Federico ha reagito positivamente al cambiamento, essendo stato abituato a spostarsi già a pochi mesi. In Tunisia si era integrato benissimo.

Aveva già una buona padronanza della lingua francese e araba. Arrivato qui si è inserito perfettamente nell’asilo portoghese, è molto ben seguito dalle maestre e ha subito preso confidenza con la lingua, tanto che ora riesce a sostenere discorsi con i suoi amichetti e, tra l’altro, a volte ci fa da interprete! Se dovessi fare una classifica fra i diversi Paesi, per quel che riguarda l’istruzione di mio figlio, metterei nell’ordine Portogallo-Tunisia-Italia.

In italia, almeno dove siamo originari noi, sarebbe finito in una scuola di un paesino di montagna, in Tunisia frequentava l’asilo internazionale, qui invece la scuola pubblica, a pochi passi da casa, in una struttura nuova con tutti i servizi e strutture per attività sportive, con l’orto e la possibilità di fare molte gite. Il tutto all’unico costo giornaliero di 1,46 euro per merenda al mattino, pranzo e merenda pomeridiana.

In italia solo di mensa ci richiedevano 4,80 euro.

pauro pessina portogallo

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Quali sono gli aspetti positivi del vivere in Portogallo? E quali quelli negativi?

Gli aspetti negativi sono principalmente quelli legati alla lingua che speriamo di superare con il tempo. I lati positivi sono vari, dal clima all’economicità del costo della vita, dagli ottimi servizi alla sanità di buon livello, dai trasporti efficienti all’accoglienza della popolazione locale. E poi chi decide di vivere in Portogallo da pensionato ha moltissimi vantaggi.

Tornando all’attività avviata da poco, da un punto di vista burocratico, quali sono stati i passi principali che avete dovuto compiere per l’apertura?

Aprire un’attività qui è molto semplice: si fissa un appuntamento con un’ente simile alla nostra Camera di Commercio e in un’ora circa si esce con tutti i documenti della società, al costo di 360 euro. Poi ci si affida ad un commercialista che termina le procedure di inizio attività e capitale sociale, iscrizione cassa mutua, ecc. Nel giro di circa 10 giorni si è già operativi.

Tra i vostri progetti futuri c’è un eventuale rientro nel Bel Paese?

Questa è la domanda piu facile a cui rispondere: no. Non ritornerò più se non per brevi periodi di vacanza. Ormai sto vendendo l’ultima proprietà immobiliare di cui dispongo. Non credo ci siano i margini per risalire la china attualmente, ma soprattutto, in Italia non vedo ormai nessun futuro.

emailmauro.pessina@yahoo.it

www.algallonero.com

fb: al gallo nero

fb Pessina Mauro

A cura di Nicole Cascione