Matteo: a 45 anni ho cambiato vita e mi sono trasferito a New York

A cura di Maricla Pannocchia

Matteo, originario di Piacenza, vive a New York da 11 anni dopo molti anni passati in giro per il mondo, lavorando nel settore dell’hotellerie in Italia, Inghilterra, Francia,Svizzera, Germania e, naturalmente, negli Stati Uniti.

Tutto è cominciato quando lui e la moglie, che aveva un ristorante all’isola d’Elba, hanno avuto una stagione particolarmente buona ma, dopo aver pagato tutto e tutti, si sono ritrovati senza alcun guadagno. A quel punto, la coppia ha deciso di andare all’estero. New York è sembrata la scelta più logica visto che Matteo e la moglie avevano già amici che vivevano lì, quindi, ci sono andati in vacanza per due o tre volte, per farsi un’idea della vita in città prima di pensare a un vero trasferimento.

Matteo Prospiti New York

Il cambio vita è avvenuto a 45 anni. Per molte persone, a quell’età si è “troppo vecchi” per ricominciare da zero, in un Paese lontano e completamente diverso dal nostro, ma Matteo si è buttato in questa nuova avventura. La famiglia e gli amici, dopo lo stupore iniziale, lo hanno supportato. Inoltre, l’uomo è partito con la moglie trovando, nella coppia, la forza per affrontare gli eventuali ostacoli.

Il trasferimento definitivo a New York è arrivato nel 2015, quando la coppia è andata a vivere a Harlem, dove abita ancora oggi. Nel corso degli anni, Matteo ha visto New York cambiare in meglio ma, da dopo la pandemia da Covid-19, ha iniziato ad avere un peggioramento. Oggi c’è molta più sporcizia, ci sono tante persone senza fissa dimora e altrettante con problemi mentali, e questo riguarda un po’ tutta la città, non soltanto alcuni quartieri.

Matteo e la moglie sono soci e proprietari di due locali a Harlem. Il costo della vita, a New York, è alto. Questo è risaputo ma Matteo sottolinea l’importanza di essere consci delle differenze fra il vivere a New York e il vivere in Italia. Il costo della benzina va da da 2,90$ a 4,90$ al gallone, un affitto può costare da 1.500$ il mese (se vivi da solo in una zona non centrale) mentre il costo per fare la spesa varia molto in base a dove decidi di farla.

La burocrazia funziona bene, tanto che, quando ha pagato più tasse, Matteo ha ricevuto i soldi indietro nel giro di una settimana, con tanto di scuse. In Italia, nella stessa situazione, ha dovuto aspettare 6 anni. La questione della sanità, invece, è più complessa. È risaputo come la sanità, negli Stati Uniti, sia costosa, per questo, è fondamentale stipulare un’assicurazione. Tuttavia, Matteo sottolinea come il sistema sanitario nazionale italiano non sia gratis, come molti credono. Semplicemente, le persone lo pagano con le tasse. Negli Stati Uniti, invece, sei tu o il tuo datore di lavoro a dover pagare.

Gli esami di base vengono fatti dal medico di famiglia mentre quelli un po’ più complessi richiedono tempi di attesa che, in generale, sono inferiori a quelli italiani. Infine, New York è una città in cui spostarsi con i mezzi pubblici è molto facile. Questi sono in funzione a ogni ora del giorno e della notte, anche nel fine-settimana, e, anche se ogni tanto ci sono dei “personaggi strani”, Matteo non ha mai avuto problemi e si è sempre sentito più sicuro sui mezzi pubblici newyorkesi che su quelli italiani.

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Matteo Prospiti New York

Anche trovare un alloggio è stato piuttosto facile. Appena arrivati, Matteo e sua moglie hanno cercato online, poi, hanno trovato una sistemazione grazie al passaparola. Infine, nel 2018, hanno comprato casa. Già prima di aprire la loro pizzeria, Matteo e sua moglie conoscevano molta gente nel quartiere, con cui si sono sempre trovati molto bene. Ancora oggi, spesso si fermano a parlare con le persone o a salutarle, come succede nei paesini italiani.

New York, del resto, è una città multiculturale, dove puoi incontrare persone provenienti da ogni parte del mondo. Come ovunque, c’è chi è felice e chi lo è meno ma, in linea di massima, è una città che offre molto sotto ogni punto di vista.

A chi sogna di andare a vivere a New York, Matteo suggerisce di fare come lui e la moglie, ovvero, di andarci in vacanza un paio di volte, per iniziare a farsi un’idea della vita lì. Secondo lui, è necessario passarci almeno due mesi, per smettere i panni del turista e iniziare a indossare quelli del local.

New York non è per tutti ma, per le persone “giuste”, resta ancora una città in grado di offrire opportunità impensabili altrove nel mondo (lo stesso si può dire un po’ per tutti gli Stati Uniti).

A chi, invece, vorrebbe visitare gli Stati Uniti, Matteo suggerisce di non perdersi le bellezze naturali del Paese. Gli Stati Uniti, infatti, contano diversi parchi nazionali che sono meravigliosi. Anche le città però sono belle e, secondo lui, bisogna vedere New York almeno una volta nella vita. Naturalmente, gli aspetti più cari di un viaggio negli Stati Uniti sono quelli relativi al dormire e al mangiare ma, con delle accortezze, è possibile risparmiare un po’.

Matteo pensa che, per certi aspetti, New York sia davvero come viene dipinta nei films. Ad esempio, i newyorkesi sono sempre di corsa ma, se vedono un turista in difficoltà, si fermano ad aiutarlo (e questo si vede raramente nelle pellicole).

In linea di massima, New York è una città che dà tanto e prende tanto. Se potesse tornare indietro, Matteo vi si trasferirebbe un po’ prima. Vivere lì gli ha insegnato a trovare la formula giusta per sé, di modo da avere un sano equilibrio fra lavoro e vita sociale.

Guardando al futuro, Matteo – che ora ha 56 anni – pensa di lavorare per qualche anno ancora per poi andare in pensione e girare il mondo.

Per seguire e contattare Matteo:

E-mail: mprospiti@icloud.com