Mario Linzi, un italiano in Patagonia

Ciao Mario. Quando e come arriva la tua decisione di trasferirti in Argentina?

Beh, per prima cosa mi presento, ho 56 anni, nato a Monfalcone ma  sempre vissuto a Trieste, grande passione per i viaggi e l’avventura.  Oggi finalmente single e libero di fare quello che voglio. Dopo otto anni di permanenza nei paesi dell’Est, alla fine del 2008  torno in Italia e trovo le cose peggiorate come non mai, quindi decido di spostarmi oltre oceano, in Sud America, questa volta molto piu’ lontano. Da notare che non parlavo una sola parola di spagnolo.

Cosa fai qui, come vivi?

Me la passo bene, Mar del Plata e’ una stupenda citta’ balneare sull’ oceano Atlantico con chilometri e chilometri di spiaggie e migliaia di hotels; e’ una gigantesca Rimini argentina con oltre 700.000 residenti che superano i due milioni durante la stagione estiva. Anche quando il termometro segna 30 gradi qui c’e’ sempre vento, non  sudi mai e di notte fa fresco.

Raccontaci un po’ questo paese: cosa ti colpisce di più?

La grandezza del territorio, gli spazi enormi dove gli orrizonti sono senza confini, mi riferisco alla Patagonia dove  la natura e’ ancora  incontaminata e selvaggia, alla Tierra del Fuego, a El Chalten, ultimo avamposto prima del Cerro Torre e del Fitz Roy. Insomma alla natura che e’ la sola cosa che mi interessa, le metropoli le lascio a chi non può stare senza cemento, traffico e rumori.

Il tuo blog, in cui ti rivolgi soprattutto a pensionati, sembra un po’ in controtendenza rispetto all’idea che, ad una certa età, cambiamenti  di vita siano impossibili. Tu sei una bella dimostrazione del contrario. Perché espatriare quando non si è giovanissimi?

Giovani si e’, prima di tutto, dentro e non fuori, poi c’e’ la voglia di viaggiare, di esplorare, conoscere posti e gente nuova. Naturalmente molti vorrebbero farlo e non tutti ci riescono per ovvii motivi. Dipende molto da come sei dentro, cosa vuoi realmente e se sei pronto al distacco, intendo soprattutto quello affettivo, tagliare con parenti e amici. Credimi non e’ solo una questione di denaro e mezzi ecomomici.

Parlaci di alcuni dei posti più belli tra quelli che hai visto.

Beh, a dire il vero non ho visto molto oltre Mar del Plata e Buenos Aires. Ho perso molto tempo in giro per gli uffici a far documenti per l’immigrazione e per la pensione. Qui i tempi di attesa sono lunghi, anche oltre un anno e senza DNI (carta d’identita’ argentina) fai poco o niente, ad esempio non puoi aprire un conto corrente in banca.  Comunque ho girato molto per Buenos Aires, una stupenda metropoli che ricorda molto Parigi, Londra e Vienna, con la 9 de Julio, credo la piu’ grande strada che abbia mai visto, sette semafori per attraversarla a piedi.

È stato difficile ambientarsi in Argentina?

Vedi bisogna sfatare alcuni miti, tutti credono che qui in Argentina vivano migliaia di italiani; la verita’ e’ che sono discendenti di italiani e che solo pochi di essi parlano e capiscono l’italiano nonostante abbiano il passaporto. Esempio, e’ piu’ facile farsi intendere, parlando italiano, in Romania che non a Mar del Plata, qui la lingua e’ lo spagnolo argentino che chiamano castellano, conviene impararlo velocemente. Per il resto e’ facilissimo ambientarsi nelle  grandi citta’, sembra di essere in Europa; cucina e vino, simili all’Italia moltissima carne, asado ma anche pesce e tutto a buon mercato, insomma la cucina ed il mangiare sono l’ultimo dei problemi.

La vita a Mar del Plata, Argentina

Com’è il costo della vita?

Domanda difficile. Potrei risponderti che tutto dipende dal tipo di vita che vuoi fare. Certo e’ che qui con 1000 euro (5800 pesos), ti paghi l’affitto e le spese di casa, i costi della macchina, esci al ristorante spesso e se cucini in casa spendi poco o niente; insomma come vivere in Italia da solo con 3000 euro e piu’.

Quando hai cominciato a pensare che volevi andartene dall’Italia?

Io sono di Trieste, una stupenda citta’ sul mare Adriatico. Tutti i miei vecchi amici erano marittimi, e quando ritornavano da un viaggio raccontavano storie di ogni genere. Cosi iniziai ad interessarmi di viaggi e geografia. Come non bastasse mi sono sposato con una donna che ha un agenzia viaggi, quindi ti lascio immaginare. Ora sono divorziato da anni e vivo in Argentina ma non escluderei l’idea di risposarmi con un italiana disposta a venire a vivere in Argentina.

Amici e parenti come hanno reagito?

Ognuno in modo diverso. Alcuni ti invidiano, “scappare per andare a vivere in Sud America” dopo aver mandato al diavolo il capoufficio e’ il sogno di molti, altri invece sono felici dove sono, della loro casa, della famiglia, ed e’ giusto sia cosi’.

Dicci qualcosa della Patagonia, un nome che ci fa sognare.

E’quello che mi ha spinto da sempre a venire in Argentina e rimanerci. E’ magica ed indescrivibile, va vissuta non vista. Chi ci viene per turismo sta qualche settimana, fa un sacco di foto e torna a casa. Non e’ certo quello che intendo io. Ci vogliono anni per girarla, bisogna viverci dentro. Santa Cruz, Rio Negro, Chubut, Neuquen, Tierra del Fuego, oltre 4000 km prima dell’Antartide, e poi c’e’ quella cilena di Punta Arenas uguale se non meglio, i parchi naturali di El Calafate e El Chalten, il Perito Moreno, l’Aconcagua, il Cerro Torre, San Carlos de Bariloche e San Martin de Los Andes. La Patagonia e’ la mia meta  finale e quest’anno mi trasferiro’ a Bariloche, ai piedi delle Ande, tra boschi e laghi, uno spostamento di 1500 km da Mar del Plata verso  Sud.

La mentalità e l’indole degli argentini è davvero così simile alla nostra?

Si e no. Gli argentini sono per meta’ spagnoli e meta’ italiani dove per Italia intendo maggiormente quella del Sud. Diciamo che sono un mix di etnie diverse compreso cileni, boliviani e uruguayani. Certo che sono molto simili a noi come gusti e costumi, basta andare in Brasile e te ne accorgi subito.

Qual è la cosa che ti piace di più in assoluto dell’Argentina?

Ovviamente la carne, il lomo ed il bife e non per ultimo certi vini come il Malbek.

Hai un desiderio particolare che vorresti realizzare li?

Si, come ti ho gia’ detto, vivere in Patagonia e lavorare col turismo.

Un’ultima domanda Mario: come la vedi l’Italia da li?

Bisogna distinguere. L’Italia e’ il Paese dove sono nato e cresciuto, e’ parte importante della mia vita ed e’ a dir poco unica nel mondo, mi riferisco a storia, arte e cultura. C’e’ poi l’Italia di oggi, quella sociale e politica, quella dei disoccupati e di Ruby, di Lampedusa e della Caritas, degli ingegneri che se sono fortunati fanno i bidelli. Mi astengo dal dare giudizi personali, al posto mio lo fanno le persone che mi inviano ogni giorno messaggi chiedendomi “cosa  devo fare per venire a vivere in Argentina?”

“VADO A VIVERE IN ARGENTINA”
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