Gli italiani hanno poche idee ma confuse circa il fatto di andare a vivere (o meglio di emigrare) in Sud America e nella fattispecie in Argentina. Credo quindi di rendere un servizio utile a tutti coloro che progettano di abbandonare l’Italia spinti piu’ da supposizioni che da certezze. Chi scrive e’ residente in Argentina da due anni e mezzo, la residenza temporanea gli e’ stata concessa in quanto pensionato INPS, requisito fondamentale per poter risiedere nel Paese oltre i limiti previsti dal visto turistico. Tutti i paesi del Mercosur Argentina inclusa richiedono dei requisiti economici da parte dello straniero, quindi lo straniero, l’italiano deve provare di disporre della somma mensile minima richiesta dal paese dove intende andare a vivere. Questo vale per tutti i paesi dell’ America Latina. Chi crede di venire in Argentina senza arte ne’ parte e trovare lavoro si accorgera’ ben presto che non e’ facile come sembra. L’Argentina e’ un paese dove solo per affittare un immobile vengono richieste una o due garanzie ipotecarie oppure il pagamento anticipato dell’ affitto di due anni. Quanti italiano sanno tutto cio’? Detto questo anche per un pensionato la vita, burocraticamente parlando, non e’ facile. I documenti prodotti in Italia spesso non vanno bene e per chi vive qui rivolgersi al Consolato Italiano non aiuta molto. Anche burocraticamente ci si sente soli. Molti italiani mi scrivono esponendo le intenzioni di voler andare a vivere in Patagonia o in Tierra del Fuego senza nemmeno immaginare cosa significhi. Fare il turista e’ una cosa, vivere in un Paese straniero come l’Argentina e’ tutt’altra cosa, bene chiarirlo subito. Un italiano in Argentina almeno nei primi 5 anni avra’ bisogno del Consolato Italiano specie se e’ un pensionato. I Consolati Italiani in Argentina si fermano a Bahia Blanca quindi da Bahia Blanca a Ushuaia e tutta la Patagonia non ce n’e’ uno solo, oltre 3000 km senza un Consolato Italiano. Quindi ogni carta, ogni documento, ogni firma necessita di un viaggio di minimo 1000 km!!

Quanti degli aspiranti residenti argentini sanno tutto cio’??

Ma questo e’ il meno, ora spieghero’ cosa succede ad un pensionato italiano che risiede in Argentina da due anni, quindi dopo aver ottenuto la “radicacion temporanea di dos anos”. Al termine dei due anni il pensionato deve prorogare di un altro anno la sua residenza temporanea e per far questo deve produrre una serie di documenti tra i quali un certificato rilasciato dall’INPS che dichiari che il pagamento della sua pensione in Argentina avviene regolarmente. Tutto sembrerebbe facile se non fosse che l’Ufficio Migraciones argentino chiede che il certificato sia originale su carta intestata INPS e che vi sia il timbro dell’ Apostille della Convenzione dell’Aja, timbro che puo’ essere messo solo da una Prefettura italiana, dopodiche’ il documento va tradotto in forma legalizzata da un traduttore ufficiale. Si da il caso pero’ che il pensionato risiede in Argentina e non in Italia e si dà il caso che  l’ufficio pagatore INPS ben difficilmente coprira’ le spese di apostillazione e quelle postali ammesso che incarichi qualcuno a farlo. Quindi il pensionato per poter dimostrare che percepisce la pensione regolarmente, visto che l’ufficio pensioni INPS del Consolato Italiano si dichiara incompetente in casi del genere, DOVREBBE MONTARE IN AEREO, VENIRE IN ITALIA, ANDARE ALL’INPS E POI IN PREFETTURA, ATTENDERE I GIORNI RICHIESTI, MAI INFERIORI A DIECI PER POI RITORNARE FELICE E CONTENTO COL SUO CERTIFICATO IN ARGENTINA DOPO OVVIAMENTE AVER PAGATO QUALCOSA COME 2000 EURO TRA VOLO, HOTEL, RISTORANTI E SPOSTAMENTI VARI. TUTTO QUESTO PER DIMOSTRARE QUALCOSA CHE E’ DIMOSTRABILE IN CENTO MODI DIVERSI.

Va detto anche che rimanere con i documenti scaduti significa non percepire più la pensione presso la banca o altre forme di pagamenti e avere noie a non finire con l’assistenza sanitaria pubblica e privata, in altre parole essere clandestini.

Anche questa e’ Argentina e chi legge dovrebbe tenerlo bene a mente. Questo e’ solo uno dei tanti intoppi burocratici a cui va incontro chi intende emigrare in un paese che nel 2001 ha subito un default finanziario senza precedenti.

Mario Linzi
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