Alessandro, “Ho sposato una polacca e mi sono trasferito a Tychy. Ora mi godo la pensione”

A cura di Maricla Pannocchia

Dopo aver girato il mondo per lavoro, approfittandone per fare anche il turista, Alessandro, 66enne originario di Torino, si è da poco trasferito a Tychy, in Polonia, da dove proviene sua moglie.

“Tychy nasce nel ‘900 come città industriale, situata a 20 km da Katowice, ed è circondata da molto verde. La città è divisa in due, diciamo che c’è una zona antica, “Stare Tychy“, e una zona nuova, “Nowa Tychy”, famosa per il birrificio della Tyski, la birra più bevuta in Polonia e dalla ex SFM, attualmente FIAT automotive. Nei 30 anni che sono passati da quando mia moglie ed io ci siamo conosciuti, Tychy è molto cambiata” racconta l’uomo che, in quanto pensionato, vuole godersi il meritato riposo, anche se riempie le sue giornate di attività.

Il suo obiettivo futuro è quello di stare bene, godersi la famiglia e, a chi sogna di trasferirsi in Polonia, Alessandro suggerisce Tychy per le opportunità lavorative.

Alessandro Massone

Ciao Alessandro, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Ciao a tutti, mi chiamo Alessandro, ho 66 anni sono nato a Torino. Sono ingeniere in elettronica applicata e ho lavorato per 25 anni in varie attività in giro per il mondo. In pratica, mi spostavo in base alle industrie per cui lavoravo, installando impianti di produzione ma anche addestrando il personale di produzione e manutenzione.

Come sei entrato in contatto con la Polonia?

Come scritto nella risposta precedente, girovagando per il mondo come turista per caso. Dico questo perché sì, viaggiavo per lavoro, ma nel tempo libero mi dedicavo a fare il turista e, in questo frangente, in Polonia ho conosciuto colei che sarebbe diventata mia moglie. Dopo cinque anni dalla nostra conoscenza ci siamo sposati, lei si è trasferita in Italia ma l’idea è sempre stata di spostarci in Polonia al fine della mia attività lavorativa.

Ora vivi a Tychy, in Polonia. Come mai hai scelto di trasferirti proprio lì?

Avendo la moglie e i parenti di Tychy, la scelta è stata palesemente obbligata.

Come hanno reagito amici, parenti e conoscenti davanti alla tua scelta?

Le reazioni sono state le più varie. Amici e colleghi mi chiedevano il perché e in certi casi i colleghi, essendo venuti più volte con me alla TRW di Czeestokowa per lavoro, mi prendevano in giro perché è una zona fredda, non c’è nulla ma dipende da cosa cerchi e da cosa intendi fare. Se fai le stesse cose che facevi a casa, le fai anche qui. Certo, non trovi la pasta come in Italia ma c’è una cucina molto variegata e buona.

Mia sorella ha già una figlia che lavora all’estero, quindi, non ha visto nulla di strano nella mia scelta, anzi, si è già auto-invitata per le prossime ferie.

Come ti sei organizzato prima della partenza?

Abbiamo fatto tutto in modo casereccio. Mi sono organizzato per il trasloco, ho affittato un furgone e, con l’aiuto di mia moglie e dei parenti di qui, abbiamo fatto il trasloco. Ho venduto la casa e i mobili, per il resto, ci siamo portati tutto.

Tychy non è una città molto conosciuta. Ce la descriveresti?

Non c’è molto da dire su questa città, che si trova nella regione della Slesia. Tychy nasce nel ‘900 come città industriale, situata a 20 km da Katowice, ed è circondata da molto verde. La città è divisa in due, diciamo che c’è una zona antica, “Stare Tychy“, e una zona nuova, “Nowa Tychy”, famosa per il birrificio della Tyski, la birra più bevuta in Polonia e dalla ex SFM, attualmente FIAT automotive. Nei 30 anni che sono passati da quando mia moglie ed io ci siamo conosciuti, Tychy è molto cambiata, si è ingrandita e sviluppata, oltre che industrialmente, anche culturalmente e a livello turistico, dato che si trova vicino al triangolo turistico Katowice – Czestochowa – Krakowia e, per non dimenticare le atrocità del passato, non è troppo distante da Auschwitz-Birkenau.

Di cosa ti occupi?

Adesso faccio il pensionato, quindi, vi racconto di cosa mi occupavo. Quando lavoravo, come ho detto prima, ho girato il mondo per 25 anni. In pratica, andavo in giro a installare impianti industriali. Le aree operative erano l’Oriente e il Medio Oriente e, durante le ferie, mi facevo l’Est Europa e le Americhe. Sembra che girassi solo per fare il turista ma facevo dalle 12 alle 14 ore di lavoro il giorno e, quando partivo con i collaudi, le ore non si contavano. Ero giovane e non mi pesava e, quando non lavoravo, visitavo i luoghi. Sono stato in posti che ancora adesso, a livello turistico, non sono presi in considerazione da nessuno.

Com’è la tua vita quotidiana?

Non c’è molto da dire, da pensionato mi definisco “emigapensionato”, ovvero l’emigrante-pensionato.

È solo da fine giugno che sono qui. Le giornate le abbiamo occupate a fare i documenti necessari a rimanere in pianta stabile in Polonia, non è che tutti i giorni li ho impegnati per la burocrazia ma andiamo in palestra, alle manifestazioni culturali e culinarie, mi dedico ai miei hobbies e alle attività sportive. In pratica, mi tengo impegnato.

Come valuteresti l’ambiente lavorativo polacco?

Avendo esperienza passata, sia durante il controllo comunista sia durante il distacco dalla caduta del muro di Berlino (ero a Hong-Kong, all’entrata nella E.U.), direi che i polacchi hanno sempre avuto una buona cultura tecnologica e nelle fabbriche. Anche sotto il comunismo, pur limitato al livello tecnico, l’ambiente di lavoro era abbastanza buono e adesso è migliorato. Sono stato a visitare una miniera e, anche se l’ambiente non è dei più accoglienti, con l’utilizzo delle ultime tecnologie il lavoro si è “alleggerito”, è meno faticoso e rischioso. Non è più come una volta .

Pensi che gli stipendi siano in linea con il costo della vita?

Per rispondere a questa domanda mi devo appoggiare all’istituto nazionale di statistica polacco, un equivalente dell’INSTAT italiano. Qui le persone hanno uno stipendio minimo di partenza che si aggira sui 700 – 750 € il mese.

Dal 1 novembre 2023 lo stipendio medio in Polonia è di 1.250 €.

Vi lascio una tabella per riassumere gli stipendi medi:

Grandi aziende (250+)1.750 €

Società medie (fino a 250) 1.380 €

Piccole aziende (fino a 100) 1.130 €

Micro imprese (fino a 15) 750 €

Sfera pubblica 1.000 €

Puoi dirci il prezzo di alcuni beni e servizi di uso comune?

Diciamo che attualmente, a causa della guerra Russa/Ucraina, più che un problema d’inflazione, che a marzo è scesa sul 16,1 %, reso noto dall’Ufficio centrale di statistica (Gus), vi è una speculazione causata da questo conflitto. I beni di prima necessità sono abbastanza stabili, sugli affitti e la compravendita degli immobili vi è un aumento dovuto all’alta richiesta, causata da una massiccia immigrazione ucraina per via della guerra. Tornando al costo della vita, la benzina va dai 1,42 ai 1,60 € al litro. Rispetto ai prezzi in EU, questi per me sono bassi ma, se facciamo il rapporto con uno stipendio medio locale, hanno il suo peso, poi vi sono i beni tecnologici come televisioni, elettrodomestici, computer ecc. Ho notato che alcuni sono decisamente più cari rispetto ai costi italiani mentre altri sono simili come prezzo. Per il settore auto, prendendo come esempio un’auto che costa 30.000 euro senza Iva, in Polonia bisogna aggiungere un 23% d’Iva rispetto all’Italia, che si aggira sul 25%. In più, bisogna considerare il bollo e le revisioni ogni due anni. Qui in Polonia non c’è il bollo ma la revisione annuale e, a quanto pare, non vi sono limitazioni, basta che l’auto superi la revisione e che le emissioni siano entro i limiti di legge. Un’altra cosa che il governo attua durante le ferie o le feste comandate sono le autostrade a pagamento (ce ne sono poche private), che vengono rese ad accesso libero e il governo diminuisce il costo della benzina per invogliare la gente a muoversi e andare fuori porta per far girare l’economia, diciamo uguale uguale all’Italia (in Italia è completamente l’opposto, si è visto questa estate, speculazione al massimo).

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È facile, per un italiano, trovare lavoro lì?

Qui sarò breve, se non brevissimo. Se conosci la lingua sei avvantaggiato ma, anche se non la conosci ma sai l’inglese o/e il francese, nelle multinazionali, se hai voglia di lavorare, il lavoro lo trovi. Certo, può capitare di non trovare al primo colpo il posto a cui ambisci ma le possibilità non mancano.

Come funziona, invece, per aprire un’attività in Polonia?

Anche qui sarò beve. Questo argomento è molto complesso da spiegare in poche righe, diciamo solo che aprire un’attività in Polonia richiede una buona conoscenza della lingua locale o quantomeno dell’inglese (tutti i documenti saranno in polacco oppure in inglese). E’ importante sottolineare che non devi essere cittadino polacco per avviare un’attività in Polonia. Infatti, basta essere cittadino europeo e avere la maggiore età (o dei genitori che ti rappresentano legalmente). Si dovranno presentare tutte le documentazioni richieste per la registrazione e per l’avvio dell’attività. La procedura è simile a quella italiana ma molto più veloce.

Cosa bisogna avere, dal punto di vista burocratico, per vivere e lavorare lì?

Anche qui ci sarebbe molto da dire, in base al tuo scopo. Se vieni a vivere qui o se vieni per lavorare o aprire un’attività, da un punto di vista burocratico si devono adempiere a tutti gli obblighi di legge richiesti.

Come sei stato accolto dalla gente del posto?

Bene, non c’è da dire altro.

Come descriveresti le vite dei locals?

Tranquilla, poi, come in tutte le comunità, ci sono il buono, il brutto e il cattivo.

Quali sono le differenze e gli eventuali punti in comune fra lo stile di vita polacco e quello italiano?

Dipende da cosa s’intende. Noi italiani siamo leggermente “più vivaci“ dei polacchi nel modo di esprimerci e di gesticolare. Se sei italiano, un tuo connazionale lo riconosci anche da lontano. Loro sono meno “vivaci“ di noi. A livello di stile di vita e di rapporti famigliari siamo simili, se poi andiamo sul piano sportivo, in particolare per il tifo per il calcio, non vi sono grandi differenze.

Cosa pensi di aver imparato dalla comunità locale di Tychy?

Devo ancora imparare tante cose.

E cos’hai dato loro?

E’ poco che mi sono trasferito definitamente qui. Per il momento penso poco o quasi niente, a parte aver sposato mia moglie. La famiglia ha fatto festa per una settimana.

Che consigli daresti a chi vorrebbe trasferirsi in Polonia?

Non saprei cosa consigliare. Di norma chi si trasferisce in Polonia ha degli interessi familiari, perché ti sei accasato con una ragazza del posto, o di carattere lavorativo. Devi avere almeno un’attività indipendente che sia concorrenziale e innovativa, ricordando che in alcuni settori merceologici e tecnologici i polacchi sono più avanti di noi, pertanto, è bene fare prima un’approfondita ricerca di mercato per individuare l’attività più adatta.

A chi consiglieresti, invece, un trasferimento proprio a Tychy?

Tychy è una città industriale, di norma se si viene qui è perché, come il sottoscritto, una persona ci è venuta più volte per lavoro e poi ha conosciuto qualcuno del luogo, da voler sposare. Se vuoi venire a lavorare in Polonia, Tychy offre molte opportunità.

Che suggerimenti daresti a chi vorrebbe visitare il Paese?

A livello turistico, la Polonia – da nord a sud – offre delle mete molto belle e interessanti a livello storico-culturale. Ci sono anche grandi parchi e le terme. A livello sportivo, a sud, sui Carpazi, ci sono destinazioni idonee sia per chi ama la montagna d’inverno sia per chi vuole fare delle escursioni estive.

Pensi che Tychy sia una meta turistica? Cosa c’è da fare o vedere lì e nei dintorni?

Come ho detto in precedenza, Tychy è una città industriale nata nei primi del ‘900 come città di supporto per Katowice, poi sviluppatasi per le miniere di carbone. Con il tempo, ha fatto dei passi in avanti dal punto di vista industriale però ha una sua storia e, come città di transito, offre interessi turistici come il museo della Birra “Tychy Brewery Museum”, il parco di Paprocany “Jezioro Paprocanskie” e altri parchi, il museo delle miniature “Muzeum Miniaturowej Sztuki Profesjonalnej Henryk Jan Dominiak” e altre cose nella città vecchia. Tychy, pur non essendo prettamente turistica, si trova, per chi proviene da Bielsco-Biała, vicino al triangolo turistico di Katowice-Czestokowa-Kraków. In più, non dobbiamo dimenticare che, a pochi chilometri dalla città, si trova Auschwitz-Birkenau.

Quali sono le differenze fra l’Alessandro che viveva in Italia e quello che vive in Polonia?

Non vi è una grande differenza, faccio più o meno le stesse cose che facevo in Italia.

Se potessi tornare indietro, faresti qualcosa diversamente?

Perché tornare indietro? Come si dice, “non si piange sul latte versato”. Meglio pensare al presente ed eventualmente al futuro. Guardare al passato e pensare a ciò che non hai fatto non serve a niente.

Quali sono le principali difficoltà che hai dovuto affrontare e come le hai superate?

Le difficoltà le incontro tutti i giorni, nello specifico, a primo colpo, direi che una delle principali è la lingua, che devi imparare, almeno per farti capire. Per il resto, basta non crearsi altri problemi e affrontare quelli che si presentano da sè.

E quali, invece, i momenti di gioia e le soddisfazioni?

Beh, la famiglia e i nipoti sono le cose che danno più gioia. Ho provato soddisfazione nel raggiungere degli obiettivi che mi ero prefissato e anche nel risolvere delle questioni burocratiche quando altre persone mi avevano detto che, per farcela, avrei dovuto fare i salti mortali.

Ogni quanto torni in Italia e cosa ti manca di più del Bel Paese?

Per il momento sono appena arrivato in Polonia, non ho ancora nostalgia del mio Paese natale ma verso la primavera penso di fare il giro dei parenti e le scorte di alcuni prodotti.

Progetti futuri?

Adesso come adesso voglio godermi la pensione. Ho dei progetti futuri, forse non sono tutti realizzabili ma, per me, la cosa che conta è godermi la vita e stare bene sia fisicamente sia con me stesso e con gli altri.

Per seguire e contattare Alessandro:

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