Italiani in fuga: chi sono, dove vanno e i consigli per il trasferimento all’estero

A cura di Enza Petruzziello

Basta! Adesso faccio le valigie e me ne vado. Quante volte hai pensato di mollare tutto e partire? Tante, troppe. Un lavoro che non appaga, tasse sempre più alte, stress e insoddisfazione che si accumulano di giorno in giorno sono tra i motivi principali che spingono ogni anno migliaia di italiani a decidere per un trasferimento all’estero.

Molto lontana dall’essere una moda o un semplice capriccio, la nuova emigrazione è dettata, proprio come nel passato, dalle difficoltà economiche ma anche dalla voglia di crescere professionalmente e ambire a prospettive occupazionali più alte.

Un biglietto di sola andata per il futuro, insomma. Chi decide di espatriare lo fa infatti per lavoro, per aprire una nuova attività, per dare un futuro migliore ai propri figli, per godere degli anni della pensione in un posto caldo e fiscalmente più vantaggioso. Insomma per trovare uno spazio che in Italia spesso gli viene negato.

Una fuga trasversale che non interessa solo più giovanissimi. E i dati in questo senso parlano chiaro: oltre ai ventenni e trentenni, a trasferirsi all’estero sono anche e soprattutto famiglie con bambini o con i genitori al seguito, e pensionati.

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CHI E QUANTI SONO GLI ITALIANI IN “FUGA”

Attualmente sono 5 milioni i nostri connazionali residenti in un paese straniero. Una mobilità che in un anno è aumentata del 60%, se consideriamo che nel 2016 erano solo 3 milioni. Dei nuovi emigrati oltre 2 milioni hanno un’età inferiore a 50 anni e un milione meno di 34 anni. Tra questi ci sono anche 10 mila medici e altri 16 mila professionisti, soprattutto in ambito sanitario, ma anche architetti e insegnanti.

Le partenze non sono individuali ma di famiglia, intendendo sia il nucleo familiare più ristretto, ovvero quello che comprende i minori sia la famiglia “allargata”, quella cioè in cui i genitori diventano “accompagnatori e sostenitori” del progetto migratorio dei figli. Per quanto riguarda i pensionati ad oggi risultano quasi 400 mila le pensioni pagate all’estero, il 2,2 % del tot

DOVE VANNO

Le mete preferite sono Regno Unito, Germania, Svizzera, Francia, Brasile e Stati Uniti. Bene anche la Spagna, che grazie al clima e al regime fiscale vantaggioso delle sue isole, attrae investitori e pensionati. Chi desidera lavorare nel turismo preferisce Canarie e Baleari. Shanghai è la meta prediletta da architetti, ma anche da esperti di marketing della finanza.

Le start up invece volano a Berlino.

Il Canada viene scelto per la sua sicurezza, mentre l’America continua a fare gola a tutti nonostante il tema dell’immigrazione resti un tasto dolente e molto delicato. Piace anche l’Australia, ma si tratta di una scelta ancora di nicchia e tendenzialmente fatta da chi vuole completamente stravolgere la propria vita volando dall’altra parte del mondo.

Oltre alla conferma delle destinazioni più tradizionali e di quelle recenti, annoverate da qualche anno nella graduatoria delle prime venti, come Cina e Romania, emerge infine una nuova propensione a migrare verso gli Emirati Arabi Uniti, con un aumento, tra il 2014 e il 2015, attorno al 20%. Tra i sette emirati, i preferiti sono Abu Dhabi e Dubai.

LE COSE DA SAPERE PER IL TRASFERIMENTO ALL’ESTERO

Cambiare vita in un nuovo Paese, per quanto esotico o ricco di opportunità, non è mai una decisione semplice. Nuove usanze, una nuova cultura, una nuova lingua, nuovi amici da trovare e tante scartoffie da compilare. Insomma una scelta che potrebbe scoraggiare anche i più volenterosi.

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Ma perché rinunciare a una grande opportunità solo per dei piccoli ostacoli, tutti ampiamente superabili? A supportare quanti decidono di andare a vivere fuori dai confini nazionali ci sono fortunatamente molte agenzie specializzate che si occupano proprio di aiutare gli italiani sostenendoli nel loro trasferimento all’estero.

Dalle pratiche burocratiche – come l’apertura di un conto corrente bancario o l’ottenimento di un certificato di residenza – fino alla ricerca di una casa e anche di un lavoro: diversi i servizi che è possibile trovare. Attenzione, però, sono molti coloro che si spacciano per professionisti. Il consiglio è di affidarvi ad agenzie serie e già strutturate così da non spendere soldi inutili e ritrovarvi al punto di partenza.

Un altro errore da evitare è pensare di poter partire così alla cieca. Senza conoscere il nuovo Paese, scelto perché magari attratti solo da fotografie e qualche racconto, e soprattutto senza sapere nulla sulle leggi in materia di migrazione vigenti in quel territorio.

Il trasferimento all’estero va pensato e studiato, trascorrendo se è necessario un periodo di tempo nel Paese dove si vuole andare così da essere sicuri della propria decisione. Insomma un viaggio di perlustrazione, cercando informazioni sul web ed entrando in contatto con chi c’è già passato, frequentando i vari forum degli espatriati. Solo dopo aver ponderato bene i pro e i contro, aver vissuto per un po’ in quel posto, sarete avvero certi di aver preso la strada giusta per voi.

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