Fabrizio, tra Miami e Utila, paradiso terrestre in Honduras

Fa la spola tra Miami e Utila. Ma è nel piccolo paradiso in Honduras, che vorrebbe vivere per sempre con sua moglie e i suoi due bimbi. Dovrebbe, però, permetterglielo la sua attività. Per il momento è soprattutto in Florida che lavora come fotografo.

Si tratta di Fabrizio Cacciatore, trentanovenne torinese, che ha lasciato l’Italia nel ’94, dopo avere fatto il servizio militare per quattro mesi in Somalia. “Una scelta di vita – spiega – alla ‘voglio vivere così. Mio padre e’ commercialista e dopo avere lavorato con lui per un anno ho capito subito che quello non sarebbe stato mai il mio lavoro. Figlio unico, genitori divorziati dal 1972, ho cercato di trovare un posto da chiamare ‘casa’ altrove. Ho cominciato con Boston, dove ho studiato in una scuola di fotografia per due anni, gettando le basi del mio futuro, una famiglia e tanti lavori”.

Fabrizio ha scoperto la passione per la fotografia nel 1986, quando ha iniziato a lavorare da professionista per un piccolo giornale: ‘Piemonte Tennis’. “Dopo tanti altri lavoretti – racconta- sempre nel campo della fotografia, sono arrivati: l’Università, il servizio militare, la scuola di Boston (NESOP: New England School of Photography) e tre anni di apprendistato con un fotografo molto noto di Boston, con il quale ho girato il mondo. Alla fine, mi sono ritrovato fotografo free-lance. Cioè, ogni tanto disoccupato. La mia passione sono foto di vestiti e modelle o modelli per riviste di moda. Ma a seconda dell’occasione, faccio foto a qualsiasi altro soggetto, architettura, still life, editoriali, ritratti”.

Diceva, una vita alla voglioviverecosi, che l’ha portata in Honduras. Ci racconta perché ha scelto questo Paese?

Dopo alcuni anni di ricerca nel bacino centro americano abbiamo trovato Utila. Questo posto ha subito rappresentato quanto cercavamo.

Perché?

E’ un’isola abbastanza sconosciuta, molto piccola,  e’ l’isola meno cara che abbiamo visto negli ultimi cinque anni.

Cos’altro ha di speciale?

Qui   ci sono molti turisti ed espatriati, sia dall’Europa, che dall’America e dall’Australia.  E’ un’isola pacifica e davvero molto tranquilla.  Ci sono solo duemila abitanti,  il costo della vita e’ molto basso. Con seicento euro il mese si può vivere come un re.

E poi?

Il tempo e’ bello tutto l’anno e da ottobre a dicembre piove solo ogni tanto per brevi periodi. Poi torna il sole.  Il passaggio degli uragani atlantici e’ quasi sempre spostato più a Nord. Ad Utila il vento ha soffiato più forte solo una volta negli ultimi ottanta anni.  Utila e l’Honduras sono due entità legate da una nazione comune, ma completamente contraddistinte da una differente legislazione e controllo autonomo.

Questo cosa significa?

Utila, Roatan e Guanaja (the Bay Islands) sono al di fuori delle faccende che succedono nella madre terra e a Tegucigalpa, la capitale.  L’isola e’ stata britannica fino alla seconda guerra mondiale, per cui l’inglese e’ parlato da quasi tutti gli abitanti.  La legge autorizza gli stranieri all’acquisto di proprietà, sia in modo personale, sia tramite l’avvio di una corporazione locale.  Gli investimenti sono ben visti ed apprezzati dai residenti. Le tasse sulle proprietà sono davvero minime.  La legittimità delle carte e delle procedure d’acquisto sono ben garantite. Il catasto generale e’ mantenuto con cura, gli studi e le rilevazioni dei terreni sono fatti bene e registrati nei catasti.

Perché sottolinea questo aspetto?

In altri Paesi, se compri un terreno, può capitare che qualcuno fornisca prove di precedenti diritti sul terreno stesso. In Honduras no.  E un’altra cosa. Per dire quanto Utila sia collegata al resto del mondo, ricordo che per arrivarci da Miami ci vogliono solo due ore.  Fino a cinque anni fa non sapevo neanche dove fosse l’Honduras. Ora sono davvero contento di averlo trovato.  In un’isola così piccola conosci tutti dopo due settimane e sono quasi tutti socievoli e gentili.

Per tornare alla sua domanda, vivere in Honduras è stata una scelta dettata dal desiderio mio e di mia moglie di vivere cosi.

Ci spieghi ancora!

Abbiamo deciso che fosse uno spreco di tempo e di vita lavorare solo per pagare il mutuo sulla casa, il riscaldamento, la luce e le tasse di proprietà, che sono carissime a Boston (28 mila dollari l’anno in totale) A queste vanno aggiunte le spese di vita quotidiana. Adoriamo il caldo e la vita lenta e semplice. Amiamo il mare e la spiaggia, non desideriamo beni inutili, se non ciò che e’ necessario per vivere con un po’ di confort. Quanto ai bimbi, si possono mandare nella scuola locale e farli seguire da tutori privati molto colti e presenti sull’isola. Una volta arrivati ad Utila abbiamo conosciuto il padrone dell’agenzia immobiliare, che ci ha venduto il terreno e la nostra casa. Siamo diventati amici, veri amici.

Ad Utila sembra abbia trovato anche lavoro.

Ho un lavoro con l’agente immobiliare. Faccio foto e realizzo siti Internet. Ho rifatto due siti per il mio amico. In particolare, faccio foto quando ci sono case o terreni nuovi, da vendere. Se riesco a trovare un acquirente, mi remunera.

In genere com’è l’ Honduras?

Utila e’ probabilmente l’unico posto dell’Atlantico, in cui i subacquei avvistano i bellissimi e docili squali balena ogni giorno. Il brevetto PADI si ottiene in meno di una settimana e costa meno di 100 dollari, L’Honduras e’ ricchissimo di storia e misteri, e’ una terra fertilissima, ricca di banane e ananas. La stagione dei manghi è lunga, non e’ vietato bere una birra mentre guidi, ma e’ vietato fumare al volante. I cocchi freschi abbondano tutto l’anno sulle palme in riva al mare, una birra servita al tavolo costa meno di 65 centesimi di euro.

Come sono gli abitanti?

La fisionomia di coloro che hanno sempre vissuto lì e’ molto particolare. Li chiamano ‘indios’, sono bellissimi, con una pelle liscia e vellutata. I loro occhi sono molto profondi e sembra possano vedere dentro il tuo animo. Sono magri e muscolosi, ma con la ‘civilizzazione’ stanno incominciando a diventare grassi e tondi, mangiano da Mac Donald, Burger King. Bevono Coca Cola e Pepsi a colazione, pranzo e cena. Insomma, comprano le porcherie che noi occidentali vendiamo loro.

Cosa colpisce subito?

Nell’entroterra dell’Honduras si trovano rovine antiche di migliaia di anni, enormi cascate che sgorgano libere dalle altissime montagne. Queste ultime provvedono a disperdere le perturbazioni atlantiche che altrimenti colpirebbero la terra con i loro uragani di pioggia e vento distruttivo.   Viaggiando dall’aeroporto al traghetto si vedono immense distese di ananas e banane in piantagioni ordinate in filari lunghissimi ai piedi delle montagne verdi. Un paradiso nascosto ed ancora inesplorato da gran parte di noi occidentali. Le strade sono tenute molto bene e si viaggia in gran comfort.

Il paesaggio sarà paradisiaco, ma come si vive?

Si vive una vita tranquilla, senza preoccupazioni di alcun tipo. I servizi pubblici che io conosco sono gli autobus, nuovi, efficienti ed in orario, i traghetti, vecchi, efficienti ed in orario ed i taxi, vecchi, nuovi, veloci, lenti e disponibili, ovunque. L’ospedale di La Ceiba, la cittadina più vicina ad Utila sulla madre terra, e’ attrezzato per ogni situazione. I medici, in molto casi, hanno studiato negli Stati Uniti e sono molto preparati e cordiali. Il costo delle cure e delle degenze e’ molto basso.

Insomma, si vive in modo tanto diverso che in Italia!

Io non vivo più nel Belpaese dal 1994, ma posso dire che vivere ad Utila e’ come vivere in un piccolo paesino di campagna o di pescatori in Italia.  Non solo. Si conoscono tutti gli abitanti, si e’ sempre ben accetti nelle loro case, ci si vede tutti, e tutti i giorni. L’isola e’ piccola e l’unico posto abitato e’ ancora più piccolo. Non ci sono macchine, solo golf carts e motorini, biciclette e piccole motorette a tre ruote, tipo ‘ape’, che si chiamano tuk tuk e ti portano in giro per pochi centesimi. I negozi chiudono quasi tutti per la pausa pranzo, il Sabato e’ come la nostra Domenica, la verdura e la frutta fresca arrivano via traghetto una o due volte la settimana, non si trova tutto nei negozi, bisogna sapersi arrangiare ed e’ una cosa che io adoro.

Altro di particolare da sapere?

Nessuno e’ capace di fare un cappuccino decente, non ci sono croissants, il pane e’ sempre morbido, la crosta casca in briciole e non si riesce a fare una bruschetta decente. Il pesce e’ molto fresco, ci sono aragoste a poco prezzo. I cocchi, le papaye, l’albero del pane, le banane e altri tipi di frutta locale sono sempre disponibili, in vendita nei negozi. Oppure si possono prendere dagli alberi. Non c’è bisogno di avere una patente di guida. Si può guidare qualsiasi tipo di barca senza patente nautica, l’internet c’e’ quasi sempre, i telefonini cellulari sono ovunque e costano pochissimo. Una volta ne ho comperato uno per cinque dollari in un negozio, con ben 100 Lempiras di traffico disponibile!

Il denaro corrente e’ la Lempira, ma i dollari  sono ben accetti  e anche gli euro vengono cambiati ad un ottimo valore.

E gli italiani sono tanti?

Io conosco cinque italiani che vivono ad Utila. Sono bene accolti in ogni parte del mondo e Utila non e’ un’eccezione.

C’è lavoro?

Utila e’ un posto, dove il tempo si e’ fermato agli anni 60, ci sono pochissime cose disponibili in tutti i sensi. Ingegno e capacità sono premiati. In certi settori: infrastrutture, servizi, prodotti tecnologici, conoscenza, insegnamento, idee, innovazione. Il mercato assorbe in modo facile ogni novità.

Di sera come si vive?

Durante la settimana si può uscire. Si possono frequentare i tanti bar e ristoranti dell’isola in compagnia di turisti e abitanti. L’atmosfera e’ gioviale e tranquilla, la birra ed il rum scorrono lenti. Il Sabato sera, invece, le discoteche rimbombano e le strade sono chiassose fino all’alba. A chi piace lo scenario notturno di vita sfrenata, vada! Gli altri stiano a casa.

Immagino non ci siano episodi di microcriminalità. Vero?

Le biciclette ed i motorini vengono presi in ‘prestito’ ogni tanto, ma come sappiamo se sei su un’isola, lo ritrovi il giorno dopo. Capita ogni tanto che un abitante entri in casa di un lontano parente per ‘riprendersi’ ciò che crede suo. Non ho mai avuto notizia di uno straniero o di un turista aggredito, rapinato o ucciso.

Droga?

Gli Stati Uniti ed il Canada necessitano di un approvvigionamento settimanale di sostanze stupefacenti. Peru’, Colombia, Guatemala e Venezuela li forniscono volentieri. Utila ha una stradina in mezzo agli alberi che funziona da “aeroporto”. Questo viene ogni tanto sfruttato da piccoli aeroplani per atterrare, scambiare ‘prodotti’  e poi ripartire. Tutto con il favore delle tenebre. Talvolta gli apaches americani li intercettano e li buttano giu’. Molte altre volte nessuno vede, sente, annusa, origlia nulla. Sull’isola si trovano venditori di sostanze leggere, ma non sono invadenti. Altro non so.

Honduras, golpe, democrazia e diritti civili: quale la sua posizione?

Non c’e’ stato alcun golpe! La costituzione Hondurena stabilisce che quando un presidente voglia estendere la sua carica al potere per oltre un mandato, debba essere immediatamente rimosso, con le buone o con le cattive. Cosi è successo, ma l’hanno fatto nel cuore della notte con un ex presidente in ciabatte e pigiama. E’ molto importante conoscere la costituzione Hondurena prima di pronunciarsi su certi argomenti. Purtroppo, la stampa mondiale ha avuto l’occasione di dire tante cose a riguardo, senza la dovuta informazione.  Comunque sia andata, gli effetti della crisi politica sono stati devastanti per l’Honduras!

In che senso?

Dal punto di vista economico, grandi stabilimenti che fabbricano tessuti per le varie aziende europee ed americane hanno dovuto chiudere a causa dello stop di molti ordini e del taglio degli aiuti finanziari. Dal punto di vista politico tanti Stati vicini all’Honduras si sono messi contro ed ora stanno pian piano ritornando sui vecchi passi, cercando l’amicizia. Di conseguenza, si spera che anche gli aiuti umanitari e finanziari ritornino ai livelli precedenti. L’Honduras oggi ha un livello di disoccupazione vicino al 70 per cento.

Di cosa vive?

Turismo, caffè, frutta, tessuti e legnami sono le uniche cose che mantengono l’Honduras in vita. Il suolo non offre né petrolio, né oro, né diamanti. Cayos Cochinos, un gruppetto di isole a sud di Utila e’ stato utilizzato da ‘L’isola dei famosi’ per oltre due anni. Così, molti italiani hanno conosciuto l’Honduras. Da giugno a dicembre del 2009 i voli diretti da Milano a Roatan sono stati sospesi per motivi di prudenza politica. Insomma, un gran disastro.

Che peso ha la religione?

Gli hondureni sono religiosi. Tanti cattolici e tanti protestanti, ebrei mussulmani e altri sono una grande invisibile minoranza. Vanno spesso a messa, ma come mi disse un prete una volta, i credenti in molti casi sono più fedeli alla bottiglia che alla bibbia, come in tante altre parti del mondo. Credo.

Piatti tipici e tradizioni particolari?

Pesce, pollo, riso Tutto fritto. Tutto ha lo stesso gusto! Però, ci sono ristoranti, dove si può mangiare la pasta fresca fatta in casa con un ottimo ragù, accompagnato da un vellutato bicchiere di chianti toscano. Tanti ristoranti hanno anche un forno a legna, dove cucinano un’ottima pizza. Un miracolo!

Collegamenti con l’Italia?

Da Malpensa si vola diretti su Roatan, l’isola più grande delle tre isole della baia. Se si e’ fortunati e pieni di risorse si trovano voli a 500 euro!. Da Roatan si prende un traghetto molto veloce per La Ceiba e poi si prende un altro traghetto, che va ad Utila. Il capitano Vern, simile a Julius Vernes, va da Roatan a Utila tutti i giorni per 55 dollari a persona con il suo catamarano di trenta metri. La birra é inclusa.

Posti da non perdere?

Copan, sulla madre terra, e’ un posto meraviglioso per vedere quelle vecchissime rovine Maya, Paya etc. davanti a cui ci si chiede: “Ma come hanno fatto a portare tanti massi fin lassù? Ad Utila c’e’ un mondo intero da esplorare. La leggenda racconta che il capitano Morgan, un pirata, avesse preso Utila come suo ultimo approdo e lì avesse nascosto tesori e bottini. Infatti, l’unica collinetta di Utila, chiamata Pumpkin Hill, la collina delle zucche, coperta da piantagioni di zucche, appunto, e’ anche sede di enormi caverne abitate dai più disparati esemplari di vita tropicale. In parte ancora inesplorate, tali caverne nascondono curiosi segreti e leggende. Ogni tanto vengono fuori oggetti di estremo valore, come crocifissi adornati d’oro e pietre preziose, monete antiche, teschi (li ho trovati io) e ossa varie. Si narra che a volte di notte vengano avvistati camion americani, che vengono inghiottiti dalla collina. Poi tutti spariscono. Chissà cosa fanno.

Consigli a chi voglia venire a vivere dalle sue parti?

Vivere in un posto come Utila non e’ consigliabile a tutti. Chi desidera condurre una vita semplice amerà Utila. E sa cosa significa?

Prego!

Essere svegliato dal gallo alle 5.30, convivere con i granchi, che attraversano le stradine di notte, avere l’acqua corrente quando c’e’ e stare senza quando non c’e’. Stesso discorso per l’elettricità e Internet. E poi, sentire il mare a tutte le ore del giorno e della notte, avere abbastanza tempo libero per potere scrivere un libro, dipingere un quadro, modellare una statua, comporre un pezzo musicale, passare una settimana in fondo al mare per prendere il brevetto e fare sub. Catalogare tutti i pesci della barriera corallina. Consigli? Portate con voi uno spray anti zanzare, protezione solare, pochi soldi, tre costumi da bagno e due magliette, non serve altro.

Quali soni i lati positivi e negativi?

Ad Utila ci sono laghi e cascate naturali sotterranei, spiagge deserte e bianchissime, dove si arriva solo con la barca, acque cristalline ed inesplorate, frutta tropicale sugli alberi che fiancheggiano la strada, ciabatte di gomma, bottiglie di plastica e vecchi pezzi di legno rigurgitati dal mare sul bagnasciuga, bambini che buttano la carta della loro merenda per terra, ristoranti con il gabinetto che scarica direttamente in mare, bellezze locali da fare girare la testa a Brad Pitt, telefoni a cinque dollari, otto chili di pesce a sei dollari, sigarette a novanta centesimi. Puoi costruire una casa in sei mesi al prezzo di una piccola Mercedes. Si trova una badante/baby sitter per tutto il giorno a nove dollari. Il medico dell’isola, Dottor John, mio amico, veste con camicia hawaiana, non si fa la barba e va in clinica solo dopo le 10. Però, é molto bravo con gli adulti e, soprattutto, con i bambini. Si preoccupa di ricevere le medicine, di cui ha bisogno ogni settimana e conosce gli acciacchi e le varie sindromi di tutti, come se fosse sempre vissuto li. Di recente, ha comperato un telefonino. Chi conosce il numero può chiamarlo anche di notte, se c’e’ un’emergenza. La maggior parte delle bellissime ragazze locali ha un bambino a partire dai 16 anni. Ma ci sono i nonni ad occuparsene. Per cui le giovani mamme continuano a vivere la loro vita spensierata.

Rimarrà in Honduras?

Ora io ho casa a Miami e a Utila. Vado e vengo a seconda del lavoro. Ho due bambini che vanno a scuola a Miami. Se il mio lavoro di Utlia si rivelasse redditizio, staremmo lì per sempre.

Altrimenti?

Ci butteremo in altre avventure.

Per contattare Fabrizio:

[email protected]

Escape to paradise.
www.loveutila.com

Intervista a cura di Cinzia Ficco