Giacinto: lavoro come chef privato in giro per il mondo

A cura di Maricla Pannocchia

Il “segreto” di Giacinto, come dice lui stesso, è il suo essere fedele a sé stesso. “I clienti mi amano per quello che sono”, racconta l’uomo, che di mestiere fa lo chef per eventi privati, “Ho lavorato anche per persone molto famose ed esigenti e, in quei casi, dev’essere tutto impeccabile.”

Giacinto, classe 1973, ha lasciato l’Italia più di 20 anni fa, quando si è trasferito a Londra, “pensate che non sapevo neanche una parola d’inglese.”

Lì, l’uomo ha iniziato a lavorare come chef, dando sempre il meglio di sé e, una volta raggiunto un buon livello d’inglese, anche per via della mancanza del mare, ha deciso di trasferirsi a Barcellona. Da lì, è arrivato a Tenerife, dove vive da circa 20 anni.

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“Qui la vita è rilassata, il clima è ottimale e penso che poter condurre un’esistenza senza stress non sia una cosa di poco conto”, dice Giacinto.

Giacinto Lorusso: lavoro come chef privato in giro per il mondo

Ciao Giacinto, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Mi chiamo Giacinto Lorusso, nato a Barletta, in Puglia, nel 1973.

Adesso vivi alle Canarie. Da quanto tempo sei lì e come mai hai deciso di abitarci?

Vivo alle Canarie, precisamente a Tenerife, da circa 20 anni.

La località è fantastica per viverci, il clima è unico, la gente è solare e rispettosa.

Come valuteresti servizi come la sanità e la burocrazia? 

Entrambe funzionano  in maniera corretta e con responsabilità.

Di cosa ti occupi?

Dati i fattori di cui sopra, che sono alcuni dei tanti, ho la serenità di coltivate i miei progetti in tutta tranquillità e, quindi, posso collaborare con agenzie di chef personali a domicilio in inverno, mentre in estate, faccio, da circa 15 anni, stagioni di più o meno 7 mesi su yacht di lusso.

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Giacinto Lorusso: lavoro come chef privato in giro per il mondo

Come e dove hai iniziato a svolgere questo lavoro?

Ho cominciato più di 20 anni fa, quando mi sono trasferito a Londra lasciando parenti e amici e non sapendo una parola d’ inglese. Vi lascio immaginare i disagi, anche per le piccole cose.

Così, cominciando a lavorare partendo da zero, per pagarmi “la stanza”, il college e lo studiare l’inglese, ho lavorato per anni facendo tanti sacrifici, incluso lo stare lontano dagli affetti.

Nonostante questo, ho avuto la fortuna di incominciare, seppur da zero, con ristoranti rinomati e famosi nella City.

Dopo circa 5 anni parlavo sufficientemente bene l’inglese e ho iniziato a sentire la mancanza del mare, così ho deciso di trasferirmi a Barcellona dove, grazie alla mia agenzia, ho avuto la possibilità, in seguito all’ottimo lavoro svolto, di cominciare a lavorare in case, ville private e in vari eventi, sempre come chef privato.

Dopo qualche anno a Barcellona,  sono volato alle Canarie e, arrivato lì, mi sono innamorato a prima vista.

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Ho ricominciato tutto, ovvero l’investire in lavori, amici e agenzie, collaborando anche con immobiliari di Luxury  House, con dei risultati molto buoni ma, soprattutto, portando in giro la nostra cucina tradizionale, anche piatti tipici che rappresentano la mia città.

È facile trovare un alloggio a Tenerife?

Per quanto riguarda gli alloggi a Tenerife, beh, con la tanta affluenza e con molta gente che si è trasferita qui, negli ultimi 10 anni è diventato molto difficile trovare una casa carina perché i prezzi sono arrivati alle stelle, vista la quantità di richieste.

Come valuteresti il rapporto costo/qualità della vita?

Fattori come il clima ma, soprattutto, la tranquillità e l’assenza di delinquenza, rendono Tenerife il rapporto costo/qualità della vita davvero ottimale.

Cosa consiglieresti a chi sogna di diventare chef per eventi privati?

Il mio consiglio è di avere umiltà, onestà e di lavorare duramente.

Che suggerimenti hai, invece, per chi vorrebbe trasferirsi a Tenerife? 

A chi vuole trasferirsi per lavorare da dipendente, dico di pensarci bene, perché la vedo dura, visto che tutto è aumentato.

Chi ha un po’ di soldi da investire, può farsi seguire da persone competenti e professionali, di modo da fare le scelte giuste. In quel caso, è possibile vivere al mare tutto l’anno e condurre uno stile di vita sereno, senza stress, cosa non da poco.

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È importante, però, fare molta attenzione perché, ultimamente, qui ci sono molte persone che s’improvvisano agenti immobiliari, che fingono di essere grandi imprenditori o esperti d’investimenti quando, in realtà, sono ciarlatani. Affidarsi a queste persone può causare non pochi problemi.

Hai lavorato anche per personaggi famosi? Dove stai lavorando ora?

Sì, ho avuto la fortuna di lavorare per gente molto famosa e molto esigente e, in quei casi, tutto deve essere sempre impeccabile.

Attualmente, sono imbarcato su uno yacht di lusso privato.

Giacinto Lorusso: lavoro come chef privato in giro per il mondo

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Qual è il “segreto” del tuo successo?

Il mio “segreto” è essere sempre me stesso, in qualsiasi contesto. I miei clienti mi amano per la mia trasparenza e naturalezza.

Come hai superato le difficoltà?

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Beh, non nascondo che in tutta la mia vita, sin dalle prime esperienze all’estero, ci sono stati diversi periodi difficili, sopratutto a livello sentimentale, visto che si viaggia molto, e si ha poco tempo da dedicare alla vita privata. Per questo, che ci tengo a ringraziare pubblicamente la mia ragazza, che in tutti questi anni è sempre stata al mio fianco, dandomi la forza di reagire sempre con prontezza e determinazione di fronte ai periodi “no” o anche a delle decisioni che a volte ti cambiano la vita. Grazie Elena.

Un altro mio punto di forza è stato l’esperienza che mi sono fatto in giro per il mondo, mettendomi sempre  in gioco e accettando le sfide, a volte anche al limite dell’impossibile. In realtà, mi sono accorto che niente è impossibile, in questa vita.

A proposito di esperienze importanti all’estero, sei stato anche in missione IBIS in Somalia…

Nel 1994,  ero al 6° reggimento bersaglieri di Bologna e sono partito volontario per la missione IBIS in Somalia.

Impossibile dimenticare tutte le esperienze fatte in Africa, con un popolo alla deriva.

Penso, per esempio, alle 3 notti e ai 4 giorni bloccato nel deserto per un automezzo guasto, con 46 gradi e a mangiare le famose, storiche “Razioni K”. Forse qualcuno le ricorda.

Penso anche a quando mi sono trovato in uno scontro a fuoco, un’imboscata nella quale ci hanno sparato e qui abbiamo soccorso il nostro tenente Giulio Ruzzi ma, purtroppo, dopo qualche giorno ci ha lasciati.

Quello era il periodo in cui hanno ammazzato anche la giornalista italiana Ilaria Alpi.

Progetti futuri?

Adesso, il  mio unico obiettivo è fare la stagione 2023  e completarla con un gran lavoro. Mi aspetta una lunga e bella  navigazione  verso la Grecia, canale di Corinto, sino ad Atene e Mykonos, per poi rientrare a fine settembre.

Per contattare Giacinto:

E-mail: studiog-g@libero.it