Francesca e la sua vita da manager a Washington DC

Francesca Santarelli, affascinata già da bambina da altre culture e altri continenti, è vissuta con la consapevolezza che il viaggio e la sua vita, erano anelli di una stessa catena. Nel lontano 1989, a soli 19 anni, ha deciso di lasciare la sua Roma per trasferirsi a Londra e da lì è cominciato il suo percorso di vita e professionale, che l’hanno portata fino a Washington DC, dove attualmente riveste la carica di Pricing Manager. Una posizione che, purtroppo, difficilmente avrebbe potuto rivestire se fosse rimasta nel Bel Paese, perché a differenza dell’Italia “l’America è un Paese generoso, che permette a tutti, senza distinzione di razza, lingua e cultura, di andare avanti e crearsi una carriera”.

Francesca Santarelli, Washington DC

“Il mio viaggio iniziò molti anni fa, quando lasciai Roma per andare a vivere a Londra. Era il 3 Agosto del 1989 e avevo solo 19 anni. All’inizio non sapevo quanto tempo sarei stata via. Nella mia mente pensavo di starci qualche mese, poi però i mesi diventarono anni, precisamente cinque. All’inizio fu abbastanza dura, poichè non conoscevo la lingua, pur avendo studiato l’inglese per molti anni. Ma non è la stessa cosa, bisogna vivere nel posto per imparare una lingua. Al principio lavorai per circa 6 mesi in un ristorante italiano, per poi trovare lavoro in un’agenzia di viaggi. Londra, tra le esperienze vissute, è stata la più bella. Durante quel periodo ebbi l’opportunità di conoscere gente proveniente da tutto il mondo e a quei tempi era una grossa novità. Infatti, nell’89 Roma era molto più provinciale, non c’era la presenza di stranieri come ora, quindi per me, vivere a Londra, a contatto con culture di tutto il mondo, fu una vera e propria scoperta. Una vera “melting pot”.

Dopo aver vissuto 5 anni a Londra, decisi di allargare i miei orizzonti e mi spostai a San Diego, in California. Era l’Agosto del 1994. Devo dire, che avere vissuto a Londra, mi aiutò tantissimo ad amalgamarmi nella vita americana, cosa che sarebbe stata sicuramente più difficile se fossi arrivata direttamente dall’Italia. L’America è un gran bel Paese, ma non è facile crearsi un futuro, ci sono molti ostacoli, ma allo stesso tempo l’America è anche molto generosa nei confronti di tutti coloro che vogliono studiare e lavorare. Un’estate papà venne a trovarmi e gli dissi che avevo desiderio d’iniziare l’università a San Diego. Andammo insieme al campus e mentre papà mi aspettava, feci l’esame di entrata e la settimana dopo ero seduta nella mia prima classe. La prima di molte…nel 2004 dopo aver conseguito la laurea in Business Administration, decisi di prendere il Master e nel Marzo del 2006 ricevetti il Master in Business Administration (MBA).”

Sei partita giovanissima, perché hai deciso di lasciare l’Italia?

Fin da piccola, mi piaceva ascoltare le storie che papà mi raccontava sui suoi viaggi. Amavo passare le ore con lui, sfogliando gli album di foto dei suoi viaggi in giro per il mondo. Ero affascinata da altre culture e altri continenti. Ero piccola, ma già sapevo che viaggiare, avrebbe fatto parte della mia vita. Dopo le superiori non sapevo proprio cosa fare. Non ero interessata a frequentare l’università a Roma e non sapevo che tipo di lavoro cercare…diciamo che mi ritrovavo a vivere la situazione che vivono ora i giovani in Italia. Un anno dopo aver concluso le superiori, una mia amica mi chiese se ero interessata ad andare a Londra per qualche mese, per imparare meglio la lingua inglese. Accettai e il mese dopo ero a Londra, immersa in una nuova realtà che servì a rendere più chiaro il mio destino. Fui pervasa dalla consapevolezza che la mia vita ormai, si sarebbe svolta all’estero; non sapevo come, ma di sicuro non sarei più tornata a Roma. Dopo 7 mesi di permanenza a Londra, vennero a trovarmi i miei genitori, i quali dichiararono di essere molto felici della scelta che avevo preso, offrendomi tutto il loro appoggio morale, cosa che mi servì a rendermi ulteriormente felice e sicura della scelta fatta.

Francesca Santarelli, Washington DC

Hai frequentato l’Università a San Diego. Ci parli di quell’esperienza?

L’esperienza universitaria a San Diego è stata veramente bellissima. Fin dall’inizio, tutti i professori che mi hanno seguito sono stati fantastici, sempre disponibilissimi. La loro presenza nella vita accademica degli studenti, era fissa ed incondizionata. Non ho mai frequentato le Università italiane, purtroppo però, sono a conoscenza del fatto che i professori non seguono gli studenti, i quali preparano da soli gli esami, cosa che non succede mai nelle Università Americane. Non dimenticherò mai una frase che spesso dicevano a noi studenti: “If you fail this course, it means I have failed too.” “Se non passi questo corso vuol dire che è anche colpa mia.” Ho frequentato a diversi campus e la scuola era multinational. Durante il Master ho avuto la grande fortuna d’incontrare professori bravissimi, i quali durante il giorno lavoravano come Project Managers, Vice Presidents ed anche Chief Financial Officers e la sera venivano in classe per insegnarci importanti lezioni di “Business Life”.

Si poteva andare a scuola di mattina, di pomeriggio o di sera, con classi a quasi tutte le ore. In America è normale che gli studenti americani lavorino per mantenersi durante gli studi universitari. All’inizio della mia vita scolastica a San Diego, andavo a scuola la mattina, perchè il pomeriggio lavoravo in un ristorante come cameriera. Dopo un paio di anni, trovai lavoro in un ufficio come Accounting Technician e da quel momento frequentai il corso serale (due o tre volte alla settimana). Durante la laurea ed il Master, lavorai per alcune compagnie che facevano appalti per lavori di ingegneria con il governo Americano. Dopo la laurea fui promossa come Financial Analyst e da quel momento ebbe inizio la mia carriera professionale.

Ci parli del tuo lavoro? In cosa consiste?

Il mio lavoro consiste nel preparare tutti i costi dei futuri contratti (per esempio il calcolo delle ore lavorative per ogni ingegnere per i diversi anni o mesi del futuro contratto, tutti i tipi di materiali e viaggi che saranno effettuati). Questa tipologia di lavoro si chiama “Pricing” ed io sono un Pricing Manager per ICF International a Washington D.C. Oggi lavoro negli uffici principali “Headquarters” della compagnia, dove c’è più richiesta di posizioni come la mia, oltre ad esserci una maggiore richiesta di lavoro nella costa est dell’America, a paragone della costa ovest. Le mie giornate lavorative sono molto intense, con conference calls e strategic meetings. E’ un incarico impegnativo che richiede molte ore di lavoro, spesso ho 10-15 proposals differenti e quindi bisogna essere in grado di essere multi-task. Lavoro dal lunedì al venerdì, dalle 9 del mattino, fino alle 6 del pomeriggio. La maggior parte delle volte mangio il mio lunch nel mio ufficio, però, quasi tutti i giorni, riesco ad andare nella palestra situata all’interno dell’ufficio. E’ molto importante nella cultura Americana, fornire palestre negli uffici per offrire agli impiegati un break, nelle giornate molto intense.

Francesca Santarelli, Washington DC

E’ un lavoro che ti gratifica?

Sì, mi gratifica tantissimo. Ho sempre molto lavoro da svolgere, perchè abbiamo molti “proposals” da parte del governo Americano ed è un tipo di lavoro che richiede attenzione. Lavoro con molta gente importante della compagnia, come Senior Vice Presidents e quindi c’è una gran visibilità e se e si è bravi si viene remunerati bene, con l’opportunità di svolgere un’ottima carriera.

Tra San Diego e Washington, quale preferisci e perché?

Amo sia San Diego che Washington. Sono due città completamente diverse. San Diego ed il Sud California sono posti da sogno. La gente è rilassata, si può andare al mare tutto l’anno e ci sono surfisti in ogni spiaggia. La temperatura è mite durante tutto l’arco dell’anno! L’Oceano Pacifico e i tramonti californiani sono di una bellezza da togliere il fiato, con spiagge bellissime come Coronado o La Jolla. Sono veramente dei posti fantastici e mi ritengo estremamente fortunata di aver passato 15 anni della mia vita in quei posti da sogno. Alla fine del 2006, dopo aver vissuto per 15 anni a San Diego in California, mio marito David ed io decidemmo di trasferirci a Washington D.C

Washington DC invece e tutta la zona intorno alla città, è un po’ come Londra. C’è molto traffico, la gente va sempre di corsa. La differenza sostanziale è nel clima, con la presenza delle 4 stagioni. In autunno, la mia stagione preferita, la natura esplode in uno spettacolo di colori con gli alberi che diventano gialli, arancioni e rosso magenta. A Washington D.C. c’è tantissimo da visitare, La Casa Bianca, il National Monument, Thomas Jefferson Memorial, Lincoln Memorial ed il US Congress sono decisamente i cinque più famosi landmarks di questa città.

Se fossi rimasta in Italia, quale pensi sarebbe stato il tuo futuro?

Se fossi rimasta in Italia non penso che sarei riuscita ad avere le possibilità che ho avuto negli Stati Uniti. Come ho detto prima, l’America è un gran bel Paese, generoso e permette a tutti, senza distinzione di razza, lingua e cultura, di andare avanti e crearsi una carriera; certo bisogna lavorare molto e bisogna avere almeno una laurea.

Francesca Santarelli, Washington DC

Sei sposata e hai una bambina. E’ facile per una famiglia come la vostra, vivere a Washington? Quali sono le difficoltà quotidiane da superare? Come si vive a Washingotn?

Vivere a Washington è come vivere a Londra o New York e gli affitti sono abbastanza cari, certo dipende anche dalle zone in cui si vive. Il nostro affitto si aggira intorno ai $2,000 al mese, per un appartamento composto da due camere da letto, due bagni e un loft che usiamo come ufficio. La nostra più grande difficoltà, riguarda il costo esorbitante del nido per nostra figlia. David ed io paghiamo $1,200 al mese di nido per Nicole, costo che, aggiunto a tutte le altre spese della casa, risulta abbastanza pesante da sostenere, nonostante gli stipendi Americani siano molto più alti di quelli Italiani ed Europei. Il costo della vita è paragonabile a quello di Roma.

Ormai sei via da tanti anni dall’Italia. Ti senti ancora un po’ italiana?

Sì certo e sono molto orgogliosa di esserlo. Gli Americani amano l’Italia e gli Italiani, amano il cibo italiano. E’ la prima cosa di cui parlano, rientrando dall’Italia.

Ci torni spesso?

Vengo in Italia tutti gli anni. Ora che abbiamo una bambina di tre anni cerchiamo di venire il più possibile, perchè tutta la mia famiglia vive a Roma. I nonni hanno sempre un gran desiderio di vedere la loro nipotina. Ed anch’io desiderio sempre di più vedere la mia famiglia. E’ bello vivere all’estero, ma c’è un prezzo abbastanza alto da pagare: la lontananza dagli affetti, che pesa molto, specialmente durante le feste principali, come Natale e Pasqua.

Francesca Santarelli, Washington DC

Cosa hai conservato dell’Italia? Cosa ti porti dietro?

Ho sempre pensato che sia importante rimanere chi si è dentro. Sono italiana, sono nata in Italia ed ho moltissime amiche italiane che come me, vivono qui negli Stati Uniti, con cui ci sentiamo quasi tutti i giorni. Purtroppo, la maggior parte delle mie amiche italiane vive a San Diego o a Roma, ma oggi ci sono molti mezzi per rimanere in contatto, come Facebook, Skype, video chat, che aiutano ad accorciare le distanze.

Che futuro desideri per tua figlia?

Il mio grande desiderio è che Nicole possa apprezzare le diverse culture del mondo ed io cercherò di farla viaggiare il più possibile. E’ molto importante per me, che mia figlia cresca anche in Europa. In questi ultimi due anni, sto cercando di trasferirmi a Londra con la compagnia dove lavoro. Ho un gran desiderio di riavvicinarmi all’Italia, principalmente per essere vicina alla mia famiglia, così i nonni potranno veder crescere la loro nipotina.

Qual è il bilancio della tua vita?

E’ un bilancio positivo. Rifarei tutto quello che ho fatto, anche con tutti i grandi sacrifici che ho dovuto affrontare. Vivere in America non è facile, ma mi gratifica enormemente. Sono felice ed orgogliosa delle scelte che ho fatto nella mia vita e anche se il mio viaggio internazionale mi ha portato in diverse parti del mondo, sono e sarò sempre fiera di essere italiana.

La mail di Francesca:

[email protected]

Nicole Cascione