Lavorare in America: l’esperienza di internship di Francesca a New York

“Il primo impatto con la Big Apple è stato davvero forte. Il primo aggettivo che mi è venuto in mente appena sono scesa dall’aereo è stato “Grande”, perché qui è effettivamente tutto enorme in proporzione all’Italia. Ma soprattutto mi ha colpito la meritocrazia che vige qui negli States; se lavori e vali davvero, qui puoi andare avanti sul serio. I castelli in aria non reggono, la concretezza è alla base di tutto”. Ampiezza, meritocrazia, concretezza, tre aggettivi tanto importanti per poter vivere una vita professionale tranquilla, basata sul rispetto, sulla tranquillità economica. Francesca, originaria di un paese in provincia di Parma, dopo aver seguito un corso di fotografia si è iscritta ad un corso di alta formazione professionale in Photo Editing a Milano e, una volta terminato il percorso di studi, ha fatto domanda di internship presso l’agenzia fotografica per la quale lavora attualmente. Un percorso professionale che l’ha portata a New York e di cui ce ne parla in quest’intervista.

internship a new york

Francesca raccontaci, come sei riuscita ad ottenere la possibilità di svolgere un internship a New York?

Sicuramente sono stata fortunata nell’aver conosciuto persone che mi hanno saputo aiutare e consigliare durante tutto il percorso per arrivare fino a qui; alcuni di loro sono diventati addirittura veri amici, con il tempo.

Di cosa ti occupi nello specifico?

Lavoro come Photo Editor nell’archivio dell’agenzia, organizzo e sistemo digitalmente files e foto, principalmente. Capita spesso però che debba uscire a consegnare stampe o negativi alle molte gallerie fotografiche o ai fotografi stessi ed è un’ottima occasione per visitare quelle zone della città che restano sconosciute alla maggior parte dei “non-yankee”.

Per quanto tempo rimarrai a New York?

Il mio ritorno in Italia purtroppo è già fissato per metà dicembre, ma mi sto impegnando e adoperando per poter tornare qui poco dopo il nuovo anno con un visto di lavoro, possibilmente di lunga durata.

new york city internship

Qual è stato il primo impatto al tuo arrivo? Cosa ti ha “sconvolto” della Big Apple? E cosa invece ti ha piacevolmente colpito?

Il primo impatto con la Big Apple è stato davvero forte. Il primo aggettivo che mi è venuto in mente appena sono scesa dall’aereo è stato “Grande”, perchè qui è effettivamente tutto enorme in proporzione all’Italia. Inoltre qui sembra di essere perennemente dentro un film, è tutto come ce lo si aspetta…o quasi. Mi ha piacevolmente colpito la disponibilità e l’apertura mentale dei newyorkesi. Io non li ho trovati così freddi come dicono tutti.

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Che differenze hai riscontrato in ambito professionale rispetto all’Italia?

Ho riscontrato differenze abissali. New York è una città frenetica, ma qui non si perde mai la calma. Si lavora in modo tranquillo e organizzato. Si lavora tutti insieme per lavorare meglio e in armonia. Soprattutto mi ha colpito la meritocrazia che vige qui negli States; se lavori e vali davvero, qui puoi andare avanti sul serio. I castelli in aria non reggono, la concretezza è alla base di tutto.

Cosa ti manca maggiormente della tua città?

Direi gli amici, la famiglia, ma con la tecnologia sembra tutto più vicino e raggiungibile, quindi alla fine la cosa che mi manca di più direi che è..il cibo. Cliché italiano.

Com’è il rapporto con i tuoi colleghi di lavoro?

Ottimo. Un bel gruppo affiatato che collabora e si diverte.

Per quanto riguarda la ricerca di un appartamento, ti sei rivolta a qualche agenzia? 

Sì, un’agenzia di New York trovata su internet. Altrimenti è molto difficile trovare qualcosa, a meno che non si abbiano già TANTI contatti validi in città.

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Dopo quest’esperienza hai già pensato a quali saranno i tuoi progetti futuri?

Rimanere qui e continuare a crescere, umanamente e professionalmente.

Come conti di muoverti per entrare a far parte del mondo lavorativo?

Mi sto già muovendo in questo senso. Creare buoni contatti qui è fondamentale. Se sei solo, da qui non ne esci vivo. New York è una città immensa, che ti può far sentire molto solo e anonimo. Inoltre la concorrenza qui è esagerata.

Preferisci rimanere in Italia o spostarti all’estero?

Non posso dire di voler passare tutta la mia vita qui, ma sicuramente una buona parte di essa. Non so cosa succederà, per ora voglio provare a rimanere. Qui sto costruendo qualcosa di concreto, che sarebbe assolutamente irrealizzabile in Italia (purtroppo).

In cosa ti sta cambiando quest’esperienza di vita? 

In tutto. E’ un’esperienza che ti cambia completamente, ti fa crescere, ti rende indipendente, ti apre la mente, ti spinge a rivolgere domande a te stesso, capisci se è davvero questo quello che vuoi, ma capisci anche quanto ristretta sia la mentalità italiana e quanto ridicola sia la situazione al giorno d’oggi.

La consiglieresti?

Assolutamente. Il mondo è grande e bellissimo e restare intrappolati nel nostro guscio e limitarci, in ogni cosa, credo non sia giusto. Nel mio caso specifico, New York è una città elettrizzante che ti ispira e ti dà energia e voglia di fare. E’ una città bellissima ed è estremamente cosmopolita, è un grande mix di etnie e culture diverse. E’ una città da vedere e vivere almeno una volta nella vita, che resta sotto pelle, indelebile.

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Di Nicole Cascione