Che cos’è un ecovillaggio?

Voglia di cambiare la propria vita? Spesso per farlo basta semplicemente modificare le proprie abitudini, abbracciando uno stile sostenibile, improntato secondo nuovi modelli sociali ed economici che riducono al minimo l’impatto ambientale.

È questo lo spirito e la filosofia che sottende ad un ecovillaggio, comunità residenziale formata da persone che decidono di vivere in comune, condividendo gli stessi ideali e impegnandosi a condurre uno stile di vita in armonia con gli altri, con gli altri esseri viventi e con la Terra. Lo scopo di un ecovillaggio è unire un ambiente che sostenga attività socio-culturali con uno stile di vita a basso impatto ambientale.

Introdotto per la prima volta nel 1991 da Robert e Diane Gillman nello studio  ”Eco-Villages and Sustainable Communities”, il termine ecovillaggio sta ad indicare una struttura sociale e fisica formata da nuclei abitativi progettati per essere sostenibili, come case in pietra oppure in legno coibentato. L’uso di fonti rinnovabili, come i pannelli solari, garantisce invece l’energia pulita.

La forza degli ecovillaggi risiede nell’opportunità di guardarsi dentro e creare uno stile di vita nuovo, tramite la relazione con se stessi, gli altri e la natura.

Vivere in un Ecovillaggio

Come funziona la vita in un ecovillaggio

Un ecovillaggio può avere forme diverse: può essere una realtà urbana, suburbana o rurale, può essere minuscolo ed avere pochi residenti o raggiungere dimensioni più ragguardevoli, ed arrivare anche a qualche centinaio di abitanti.

In alcuni ecovillaggi i membri alloggiano tutti in una sola casa, in altri vivono in abitazioni separate. In alcuni vi sono bambini, in altri no. Diverse comunità sono laiche, altre di tipo spirituale, e altre ancora pur essendo laiche sono caratterizzate da un orientamento spirituale più o meno marcato.

Ad accomunare tutti gli ecovillaggi è l’aspetto ecologico, come lo stesso nome fa intendere. In realtà la loro filosofia è promuovere una sostenibilità a 360 gradi. Secondo la Carta degli intenti della Rete Italiana Villaggi Ecologici (Rive), gli ecovillaggi: «Si ispirano a criteri di sostenibilità ecologica, spirituale, socioculturale ed economica, intendendo per sostenibilità l’attitudine di un gruppo umano a soddisfare i propri bisogni senza ridurre, ma anzi migliorando, le prospettive delle generazioni future».

Lo stile di vita a impatto zero è sentito come un impegno costante e un valore condiviso da tutti i membri della comunità. La struttura socioeconomica si caratterizza per la presenza di una cassa comune a cui tutti partecipano, in base a modalità gestite autonomamente dai villaggi. La condivisione di spazi di servizio, o cohousing, permette una notevole riduzione dei costi e alimenta la socialità.

Ecovillaggi in Italia: la mappa

Nel corso degli anni nel mondo sono sorti numerosi ecovillaggi, moltissimi dei quali si trovano in Italia, dove molte strutture godono già di un buon livello di autonomia.

La maggior parte degli ecovillaggi in Italia fa parte di Rive, la rete italiana degli ecovillaggi a cui appartengono esperienze differenti tra loro per orientamento filosofico e organizzazione, ma tutte comunque ispirate a un modello di vita sostenibile dal punto di vista ecologico, spirituale, socioculturale ed economico.

Vivere in un Ecovillaggio

I primi ecovillaggi italiani iniziano a costituirsi già negli anni ’80, quando in Umbria viene fondato Utopiaggia, il più antico e longevo. Ad oggi nel nostro Paese se ne contano, secondo la Rive, circa una ventina, altri sedici in costruzione e ventidue progetti.

Potete consultare qui sotto una mappa degli ecovillaggi in Italia.

Lista degli ecovillaggi in Italia

Quasi ogni regione in Italia ha il suo ecovillaggio. Ci sono ecovillaggi al nord Italia, al centro, al sud e anche nelle isole. Vediamo insieme i principali.

Piemonte

Gli ecovillaggi in Piemonte sono diversi. La regione si presta molto bene ad ospitare queste comunità. Ecco i principali:

  • Damanhur: ecovillaggio a Torino, è attivo dal 1975. Si tratta di una Federazione di Comunità spirituali abitata da seicento persone che negli anni hanno dato vita a una società multilingue, aperta agli scambi con il mondo e le diverse culture dei popoli. I damanhuriani adottano un nome di animale e di vegetale che usano quotidianamente, e il rispetto per l’ambiente è uno dei fondamenti del loro pensiero. A Damanhur ogni prodotto è coltivato biologicamente, si seguono i criteri della bioedilizia e si prediligono metodi di cura naturali ed una visione olistica della medicina.
  • Villaggio Verde: si trova a Cavallirio, in provincia di Novara. Non c’è un’ispirazione politica o religiosa prevalente: ognuno è libero di partecipare alle attività comuni secondo le sue disponibilità ed inclinazioni.
  • Bordo: è una cooperativa nata nel 1982 con l’obiettivo di ristrutturare un antico villaggio abbandonato. Ai confini con la Svizzera, la Cooperativa di Bordo è molto suggestiva e accoglie ogni anno numerosi visitatori.
  • Comune di Olat: è di proprietà dell’Associazione Olat Terra, che ne ha venduto e ne vende delle sezioni, assieme a cascine generalmente diroccate, alle persone che hanno aderito ed aderiscono al progetto.

Lombardia

Solo di recente la Lombardia ha inaugurato il suo primo ecovillaggio, alle porte di Milano: si tratta dell’Eco Villaggio Lops. Con sede a Buccinasco, prevede servizi e aree comuni pensati per porre al centro il benessere individuale e familiare. Tutti gli appartamenti dell’Eco Villaggio Lops sono in classe energetica A4: il 75% dell’energia elettrica che alimenta gli spazi condominiali e le aree comuni proviene infatti da fonti rinnovabili, grazie all’impianto fotovoltaico condominiale.

Veneto

In Veneto ci sono diversi ecovillaggi. I principali sono:

  • Stellaria: ecovillaggio a Padova fondato su partecipazione, educazione, cooperazione e socialità.
  • Cascina AlbaTerra: ecovillaggio a Verona, creato con lo scopo di unire gli aspetti profit di un’azienda agricola agli aspetti no-profit di una fattoria sociale, quali l’accoglienza e la reintegrazione di persone che stanno vivendo momenti di difficoltà.

Vivere in un Ecovillaggio bambini

Friuli Venezia-Giulia

I più importanti ecovillaggi del Friuli Venezia-Giulia sono:

  • Ecovillaggio La Nuova Terra: si trova a Beano di Codroipo in provincia di Udine. Fondato da un gruppo di ecologisti nel 1991, la Nuova Terra possiede al suo interno il “Centro per la Biodiversità Casa per Michele”, all’interno del quale vengono svolti appuntamenti di sensibilizzazione su conoscenza spirituale della Natura, arte, terapia e fraternità. Nel villaggio si sperimentano numerosi esempi di costruzioni ed ecologia alternativa, tra i quali: agricoltura biocompatibile, bioedilizia con materiali poveri, autoproduzione di energia e metodi di disinquinamento e depurazione.
  • Ecovillaggio Pecora Nera: situato a Raveo (Udine), questo ecovilaggio nasce nel 2003 con il principale intento di coltivare la terra in comune per raggiungere l’autosufficienza alimentare. La terra coltivata si estende per circa mezzo ettaro: tre serre, un grande orto e diversi campi. Gestito da Devis e Monica, che oltre a dedicarsi alla terra a tempo pieno cercano anche di praticare uno stile di vita attento all’ambiente in tutte le direzioni: dalla bicicletta al pannello solare, dal riscaldamento a legna alla dieta vegetariana.

Liguria

In Liguria sorge uno degli ecovillaggi maggiori d’Italia. Si tratta dell’ecovillaggio di Ventimiglia Torri Superiore, dove si produce acqua calda con pannelli solari, e ci sono impianti di riscaldamento a bassa temperatura sia nella struttura ricettiva sia in alcune case private.

Sono presenti diversi orti e frutteti, ispirati ai principi della permacultura, che forniscono verdura e frutta fresca, ed altre coltivazioni sono in via di realizzazione. Il villaggio dispone di 5 automobili per 20 residenti, ma viene incoraggiato l’uso del trasporto pubblico anche per gli ospiti. Molti sono infatti i turisti che decidono di soggiornare qui: i prezzi dell’ecovillaggio Torri Superiore partono dai 50 euro a notte per una doppia.

Toscana

In Toscana si trovano alcuni degli ecovillaggi più famosi in Italia:

  • Popolo degli Elfi: a Pistoia c’è uno degli ecovillaggi italiani più particolari, situato precisamente a Sambuca Pistoiese. Nasce nel 1980 a partire dall’occupazione di vecchi ruderi, da parte di alcune persone che hanno restituito la vita a un luogo pressoché morto. Attualmente il villaggio è formato da quattro piccoli villaggi piuttosto distanti l’uno dall’altro, e da altri nuclei abitativi raggiungibili solo a piedi. Il cibo viene coltivato e spartito, c’è una cassa comune per le spese di tutti e sono previste diverse feste e celebrazioni in occasioni specifiche come il raccolto. Al momento la comunità conta circa 150 abitanti.
  • Ecovillaggio Basilico: a Cantagallo (Prato), a due passi da Firenze, sorge questa colorata comunità tra orti sinergici e prospettive comunitarie. Progetto in formazione per il recupero di una valle abbandonata, dove ci sono i borghi di Corricelli e Mezzana, nel Comune di Cantagallo. L’associazione è proprietaria di un ettaro circa di terreno e di quattro ruderi di case (una colonica con degli annessi) che costituiscono il nucleo abitativo di Corricelli.
  • Ecovillaggio La Bagnaia: la Comune di Bagnaia nasce a Siena nel 1979, con l’idea di sperimentare nel quotidiano la condivisione delle risorse umane ed economiche e una vita di gruppo che preveda la comprensione, il rispetto reciproco e la collaborazione. Si basa sul principio di equità dei diritti e dei doveri.
  • Ecovillaggio Habitat: nasce a Volterra nel 2010, quando una giovane coppia decide di dare vita all’Associazione – Ecovillaggio, con l’obiettivo di diventare autosufficienti economicamente e vivere a stretto contatto con la natura. La struttura sorge su 13 ettari di terreno che ospitano gli alloggi dei membri, sei attualmente. Il progetto comunitario si fonda sulla permacultura.

Altri ecovillaggi in Toscana sono l’Ecovillaggio Ciricea, l’Ecovillaggio Vallesanta e la Contea degli Angeli.

Vivere in un Ecovillaggio donne

Emilia Romagna

Anche l’Emilia Romagna vanta diversi ecovillaggi:

  • Ecovillaggio Lumen è una comunità fondata nel 1992 a San Pietro in Cerro, in provincia di Piacenza. È composta oggi da 63 persone mosse da ideali di pace, etica, rispetto per l’ambiente, attenzione allo sviluppo armonico degli esseri umani attraverso la promozione di sani stili di vita. Lumen sta progettando la realizzazione di un nuovo ecovillaggio in cohousing a San Cresci, nelle colline del Mugello a pochi chilometri da Firenze. Può ospitare comodamente circa 40/50 famiglie, con tutti gli spazi da condividere per oltre 1000 mq. che sono stati già previsti.
  • Ecovillaggio Granara: nell’Appennino parmense, qui il risparmio energetico è una delle priorità. Sui tetti restaurati vengono montati pannelli solari per l’acqua calda, i gabinetti approntati sono a compostaggio a secco e gli impianti di riscaldamento sono prevalentemente a legna (alcuni con integrazione solare e/o di gas). L’agricoltura è biologica, con orto e pollaio in condivisione. Ogni nucleo familiare ha una propria casa ed una propria economia privata.
  • Ecovillaggio Montale: a pochi chilometri da Modena, è un quartiere residenziale a impatto zero. È possibile acquistare un appartamento e i prezzi oscillano dai 200mila ai 300mila euro. Come si legge sul sito, sono molte anche le richieste di affitti.

Sempre vicino Modena, si trova anche l’Ecovillaggio Consolida.

Umbria

In Umbria sorge il primo ecovillaggio d’Italia: Utopiaggia. Nata nel 1982 a Montegabbione, in provincia di Terni,  è la comune più antica d’Italia, inizialmente a matrice anarchica e composta da soli tedeschi. I suoi spazi sono una villa e due case coloniche, e al momento conta circa 19 abitanti.

Interessante anche l’Ecovillaggio a pedali ad Avigliano Umbro, un casale spazioso con circa un ettaro di terreno e tanto bosco intorno. Il progetto è creare un luogo da condividere con chi vuole vivere in maniera più sostenibile possibile a livello ecologico, ambientale, umano, relazionale, economico.

Altri ecovillaggi interessanti in Umbria sono Panta Rei e l’Ecovillaggio Solare.

Lazio

Uno dei più importanti è Il Vignale, in provincia di Viterbo. Questo ecovillaggio nasce nel 2010 con l’acquisto di una porzione di casale di 450 mq completamente da restaurare e 5 ettari di terreno, ed attualmente ospita una dozzina di membri.

Le decisioni interne vengono prese col metodo del consenso e seguono i principi della comunicazione non violenta, ritenuta dal gruppo fondamentale per la nascita, crescita e sviluppo dell’ecovillaggio. Accorgimenti ecologici: raccolta differenziata, raccolta acque piovane, fitodepurazione, riscaldamento a legna, pannelli fotovoltaici, uso detersivi e saponi ecologici, agricoltura biologica, permacultura.

Abruzzo

L’EVA Ecovillaggio Autocostruito si trova a Pescomaggiore, in provincia de L’Aquila. Dopo aver perso la casa durante il terremoto il 6 Aprile 2009, alcuni cittadini di Pescomaggiore, vicino l’Aquila, si sono rimboccati le maniche avviando un progetto di costruzione di case ecologiche ed economiche. Un gruppo di abitanti si sono messi insieme e con una colletta di 150mila euro sono riusciti ad autocostruire sette abitazioni ecologiche in legno, acciaio e paglia che oggi ospitano 12 abitanti.

Marche

In provincia di Ancona sorgono due ecovillaggi:

  1. La Città della Luce, precisamente a Trecastelli. Si tratta di un ecovillaggio dove vive un nucleo di famiglie trasferitosi con l’obiettivo di condividere il tempo, i beni materiali e gli spazi abitativi. La volontà degli abitanti è quella di “costruire un nuovo modello di società fondata sull’Amore e sulla Consapevolezza, sostenibile nelle relazioni e capace di usare le risorse in maniera rispettosa nei confronti dell’ambiente e di tutti gli esseri viventi”.
  2. La Magione: a Recanati, questo ecovillaggio è completamente autosufficiente dal punto di vista energetico ed economico. L’idea è dell’impresa sociale Montefauno, un’azienda agricola di prodotti biologici, che sta portando avanti il progetto in convenzione con l’Università Politecnica delle Marche di Ancona. Sembra che il progetto si sia attualmente bloccato per mancanza di fondi. Per maggiori informazioni si può scrivere a questa mail: ecovillaggiolamagione@gmail.com.

Vivere in un Ecovillaggio frutta e verdura

Campania

Il più importante ecovillaggio in Campania è Green Feel a Varcaturo, nel cuore della Terra dei Fuochi, sulla strada Domitiana. Si tratta di un piccolo eden domestico in cui diverse persone, per lo più professionisti, hanno deciso di mettere insieme le proprie competenze per rilanciare il proprio territorio attraverso tante iniziative: dagli orti sociali all’area relax, dalle serre ai prodotti della tavola.

Puglia

In Puglia, in mezzo al parco nazionale del Gargano, sorge l’ecovillaggio Giardino della Gioia, nato nel 2010 ed immerso in un enorme uliveto, dove si pratica la cura delle piante e della natura e il rispetto degli stili di vita e dei tempi biologici di tutti gli esseri viventi presenti nel villaggio. Gli abitanti aspirano alla totale autosufficienza energetica e alimentare, oltre a una cura costante e completa sia del corpo sia della mente.

 Sicilia

A spiccare in Sicilia è l’Ecovillaggio Fiori di Campo a Marina di Cinisi, in provincia di Palermo. Il progetto sorge sulle ceneri di un bene confiscato alla mafia. Gestito dalla Cooperativa Sociale Libera-Mente, si tratta di in una struttura ricettiva per brevi soggiorni che ospita singoli, gruppi, famiglie, associazioni, comunità, rivolgendosi a categorie sociali svantaggiate e a persone interessate a un soggiorno alternativo al turismo di massa.

▶▶▶ Guarda qui la lista completa degli ecovillaggi in Italia ◀◀◀

Ecovillaggi all’estero

Anche fuori dall’Italia ci sono migliaia di comunità ecologiche grandi e piccole. Solo alla rete Gen (Global EcoVillage Network) se ne sono registrate circa 900, ma ce ne sono tante altre che non fanno parte del network. Si stima infatti che solo in America siano presenti almeno duemila comunità, di cui il 90% concentrato negli Stati Uniti. C’è un ecovillaggio in Thailandia, e ci sono comunità simili anche in Australia, India, Sri Lanka, Marocco.

In Europa ce ne sono più di cento: Christiania, la città libera di Copenhagen attiva dal 1971, in cui vivono circa 800 persone tra cui 150 bambini; la Findhorn Foundation in Gran Bretagna; la tedesca Lebengarden con i suoi 109 residenti stabili; il ReGen, vicino ad Amsterdam; e per finire, l’ecovillaggio siberiano Tiberkul, che conta 5000 famiglie distribuite in 50 villaggi nella Taiga, ciascuna con la propria casetta e il proprio orto. Le esperienze sono le più disparate, e le pratiche di vita variano da villaggio a villaggio.

Anche nella penisola Iberica si contano diversi ecovillaggi. La mappa degli ecovillaggi in Spagna è molto variegata, così come in Portogallo, uno dei Paesi preferiti negli ultimi anni per trasferirsi all’estero. Qui in particolare spicca l’Ecovillaggio Tamera, situato tra Faro e Lisbona, che si propone di creare un nuovo modello di società basata sui principi della non-violenza e della cooperazione tra esseri viventi e natura.

L’ecovillaggio Tamera è oggi un centro di ricerca in campo ecologico, tecnico, spirituale e sociale mondialmente riconosciuto.

NUOVA VITA IN ECOVILLAGGIO

Cosa fare per andare a vivere in un ecovillaggio

Se si analizzano i diversi modelli di ecovillaggi esistenti in Italia e nel mondo, si possono trovare numerose linee comuni ma anche molte differenze. Questo perché non esiste un modello standard: ogni esperienza si conforma intorno alla storia, alle ispirazioni e alle esperienze del gruppo promotore.

Se l’idea di vivere e lavorare in un ecovillaggio condividendo ideali comuni vi alletta, ci sono diversi ecovillaggi che accettano nuovi membri. Uno di questi è l’Ecovillaggio dei Mille, tra Firenze e Roma, è nato come esperimento il giorno 1 ottobre 2017 e da allora ha proseguito la sua strada cercando persone. Anche oggi, nell’anno 2020.

Un altro ecovillaggio perfetto per trasferirsi è l’Ecovillaggio Solare, fondato da Jacopo Fo nel cuore dell’Umbria, tra Gubbio e Perugia. La struttura è immersa nei 470 ettari del parco della Libera Repubblica di Alcatraz. Si tratta di una nuova città verde, dove poter vivere scegliendo una casa antica di pietra, ad alta efficienza energetica, o una casa avveniristica in lamellare di legno coibentato (classe A).

Come avviare un ecovillaggio o cohousing

Se non volete aggregarvi ad ecovillaggi già esistenti, potrete creare voi stessi un ecovillaggio. Se avete una casa con spazio in più potreste condividerla, coltivando insieme un campo. Spesso i Comuni hanno degli spazi con destinazione ad uso sociale inutilizzati, ed è possibile richiederli e cogestirli con altre persone (amici e conoscenti che vogliono far parte del progetto).

Per quanto riguarda i finanziamenti per costruire un proprio ecovillaggio, attualmente non ce ne sono di specifici. Tuttavia, è possibile usufruire di vari tipi di finanziamento a seconda di quello che si ha intenzione di fare col proprio progetto. Il consiglio è di cercare nel sito della propria Regione bandi relativi a finanziamenti per la prima casa, o per famiglie, o per l’imprenditoria giovanile. Trattandosi di un ecovillaggio, è bene considerare anche i finanziamenti per l’agricoltura.

È possibile, infine, dare un’occhiata al sito dell’Agenzia del Demanio e a quello delle aste giudiziarie.

Conclusioni: perché vivere in un ecovillaggio?

La condivisione di spazi di servizio e di valori uguali, la diffusione di un nuovo stile di cooperazione e aggregazione sociale, comportamenti di solidarietà globale, nel rispetto dell’umanità e dell’ambiente. In una società profondamente individualistica, l’idea di vivere insieme condividendo professionalità, esperienze, affetti, risorse economiche e intellettuali può rappresentare una svolta sociale e personale.

Si tratta di scelte effettuate per migliorare la qualità di vita e la gestione del proprio tempo, puntando ad aumentare la socialità e portando a una riduzione sensibile dei costi economici e ambientali. Il consiglio come sempre, prima di buttarvi in questa avventura, è di soggiornare per qualche periodo in uno degli ecovillaggi presenti in Italia, alcuni dei quali sono aperti anche per le vacanze, e capire se questo è il posto giusto per voi.