Intervista a Barbara Medei
A cura di Nicole Cascione
Barbara Medei, 39 anni, vive in Alto Adige dove ha una scuola di danza nella quale lavora come direttrice artistica, coreografa e insegnante. Un’altra sua grande passione oltre la danza è viaggiare. 47 sono i paesi visitati, principalmente in Asia e Oceania, dove abitualmente unisce il viaggio al volontariato nei diversi canili. Lo scopo dei suoi viaggi? Costruire ponti tra il nostro mondo e i mondi che conosce strada facendo, per cercare di abbattere i pregiudizi reciproci.
Chi è Barbara Medei?
Barbara è una direttrice artistica, ballerina, costruttrice di ponti culturali, volontaria in diversi progetti e portavoce di gentilezza.

Quando è nata in te la voglia di viaggiare?
Tutto ha avuto inizio nel 2010, quando al mio compagno è venuta l’idea di fare un viaggio in Nuova Zelanda e poi il primo giro del mondo nel 2012.
Come riesci a gestire il tuo lavoro con i viaggi?
Negli ultimi 13 anni sono riuscita a far crescere la mia scuola di danza a tal punto da potermi permettere dello staff che, quando viaggio, mi sostituisce alle lezioni. Io mi occupo di tutto il resto quando sono in viaggio, il lavoro non manca mai, ma amo quello che faccio e poter far coincidere le mie due grandi passioni è un privilegio del quale sono molto consapevole.
Quali sono i posti da te visitati? E quale ti è rimasto nel cuore e perché?
Arabia Saudita, Australia, Austria, Brunei, Cambogia, Canada, Capo Verde, Cina, Città del Vaticano, Corea del Sud, Croazia, Emirati Arabi, Fiji, Filippine, Francia, Germania, Giappone, Giordania, Grecia, Hong Kong, India, Indonesia, Canarie, Laos, Malesia, Malta, Mauritius, Messico, Mongolia, Nepal, Nuova Zelanda, Portogallo, Regno Unito, Reunion, Russia, San Marino, Seychelles, Singapore, Slovenia, Spagna, Sri Lanka, Stati Uniti, Svizzera, Taiwan, Tanzania, Thailandia, Turchia, Ungheria, Vietnam.
I posti che mi sono rimasti nel cuore sono molti, ma dovessi scegliere, Indonesia, Filippine e Borneo/Malesia sono tra le top. I paesaggi, la cultura, l’energia/vibes e il lato umano sono i fattori più importanti per me e tutti e tre mi hanno lasciata più che soddisfatta.
A livello culturale e intrapersonale mi ha particolarmente colpita l’Arabia Saudita, con persone più gentili e aperte mentalmente di quanto avessi immaginato.

Qual è la tua mission?
La mia mission è “lanciare semi”, costruire ponti interculturali e dedicare il mio tempo come volontaria in progetti che si occupano di ambiente e di cani randagi. Parlo molto con i locals per scoprire ciò che altrimenti rimarrebbe nascosto e per imparare il più possibile sulla cultura, aspetti sociali e politici.
A fine discorso solitamente faccio sempre la stessa domanda: “Sei felice?”, cercando di svelare il mistero di cosa sia davvero la felicità. Sentirmi rispondere “sì” da persone che vivono in Paesi dove non hanno nemmeno abbastanza per se stessi, mi ha dato molto da riflettere.
Dove e come ti vedi in futuro?
Viaggiando con lo zaino in spalla e fermandomi dove più mi sento a mio agio e dove c’è bisogno del mio aiuto, magari avviando anche qualche progetto.

Se un domani dovessi avere la possibilità di spostarti a vivere in un altro Paese, in quale ti trasferiresti e perché?
Non credo che rimarrei a lungo in un singolo posto, perché il mondo è enorme e c’è tantissimo da scoprire. Potrei però immaginare di restare per molti mesi a Bali, fuori dai centri turistici. L’ho trovata particolarmente energetica e con un vibe che finora non ho ancora trovato altrove. Girare per Bali è come essere immersi in un enorme giardino botanico avvolto dal profumo d’incensi di Frangipani e Sandalo. Girare con il motorino tra le risaie, fermandosi ad ammirare cascate, sorseggiando un caffè Balinese e scambiando due chiacchere con i locals, dà una sensazione di pace assoluta. La cultura ha radici particolarmente profonde e le persone sono tra le più gentili che abbia mai incontrato. Ci sono diversi progetti che si occupano dei cani randagi e quindi passerei il tempo libero in modo utile.
Cosa ti porti dietro dopo ogni viaggio e in cosa ti senti cambiata?
Materialmente sempre caffè ed incensi, mentre a livello sentimentale dopo ogni giro torno con una profonda sensazione di gratitudine. Gratitudine per aver avuto la possibilità di visitare luoghi nuovi, di poter vivere in una casa senza muffa, avere una doccia calda e il frigo pieno.
Mentre prima di viaggiare mi alteravo per cose che ormai non ritengo nemmeno degne di un pensiero, ora posso solo scuotere la testa quando sento dove vediamo problemi che nemmeno lo sono.
In cosa mi sento cambiata? Ho imparato a fidarmi degli estranei, a rallentare, a vedere la bellezza nelle piccole cose, a prendere le cose più alla leggera, situazione permettendo. Ma soprattutto, sono diventata molto più umile e ho imparato ad apprezzare cose che prima ritenevo scontate.
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