Antonio – La mia disabilità non mi ha mai fermato e ora sogno New York
Spesso sentiamo dire che ci sono dei momenti che ti cambiano la vita. Fino a un certo punto, la tua esistenza proseguiva in un modo e magari avevi anche le idee piuttosto chiare sul futuro. Soprattutto quando sei un adolescente, ti senti invincibile. Pensi di avere il mondo in mano, di poter centrare tutti i tuoi obiettivi, di volare sulle ali dei tuoi sogni.
Ma a volte basta un istante per cambiare il corso di una vita. È quello che è successo ad Antonio, giovane sportivo di 14 anni che, in seguito a un incidente stradale, si è ritrovato in sedia a rotelle. Fino a un mese prima dell’incidente, la vita di Antonio era simile a quella dei suoi coetanei.

I primi sei mesi dopo l’incidente sono stati i più difficili anche perché Antonio era ricoverato fuori regione. Sua madre faceva la spola fra l’ospedale dov’era lui e quello in cui era ricoverato suo padre. Suo fratello minore, invece, era temporaneamente dagli zii.
A farlo uscire, pian piano, dal grigiore che era diventato la sua vita ci ha pensato lo sport. Grazie ai fisioterapisti e alle infermiere, Antonio ha avuto la possibilità di assistere a delle partite di pallavolo delle loro figlie ma anche di prendere parte a delle gite, come quella a Salsomaggiore Terme. Tutte queste esperienze hanno contribuito a guidarlo lungo un tunnel alla cui fine ci sarebbe stato un vero e proprio ritorno alla vita.
Armato di coraggio e voglia di ricominciare, Antonio ha cominciato ad affrontare le barriere architettoniche. Abitare in una casa con 21 gradini e senza un ascensore era difficile ma comunque fattibile mentre muoversi in un Paese come l’Italia non è esattamente semplice per una persona in carrozzina. Oltre alle barriere fisiche, Antonio ha avuto modo di sperimentare quelle mentali che, nonostante il passaggio degli anni, ancora caratterizzano molti italiani.
Antonio ci tiene a specificare che questo è proprio un problema dell’Italia perché in altri Paesi – come la Spagna, la Germania o l’Inghilterra, dove Antonio ha vissuto per 7 mesi – le persone con disabilità sono molto più integrate nelle loro comunità e hanno le stesse opportunità degli altri.
L’incidente ha variato anche il percorso sportivo di Antonio che, da ragazzo, aveva prospettive di entrare nel Settore Giovanile della squadra del Milan o dell’Inter. Dopo l’incidente, però, Antonio non ha abbandonato lo sport, iniziando a giocare a basket in carrozzina e passando presto al settore manageriale diventando consigliere in una squadra di C1 maschile di pallavolo, il Bernini Volley Milano, e successivamente divenendo scout per il Settore Giovanile dell Inter-Milan (1996-2006), ricoprendo poi lo stesso ruolo nel 2011/2012 nel Monza.

Nel frattempo, Antonio allenava delle squadre in maniera amatoriale. Nel 2010 Antonio ha conseguito il primo patentino come allenatore di base UEFA B e contemporaneamente anche l’equivalente con la U.S. Soccer Federation americana. Per quest’ultimo patentino, Antonio ha studiato online.
Nel corso degli anni, Antonio ha ottenuto risultati importanti come diventare ufficialmente allenatore di calcio professionista UEFA A, essendo l’unico – fino a qualche anno fa – a essere uscito dal Centro Tecnico Federale di Coverciano.
La sua storia è stata anche scritta nella biografia, a cura di un amico che per anni ha cercato di convincere Antonio a mettere la sua vita per iscritto, dal titolo “Antonio Genovese – l’allenatore in carrozzina”.
Dapprima, davanti alla proposta dell’amico di scrivere un libro, Antonio ha detto di non sentirsi pronto. In quel periodo, invece, Antonio stava per diventare il primo allenatore professionista di calcio UEFA A con disabilità in tutta Italia e ha deciso che era arrivato il momento giusto per seguire quella strada.
Il libro è arrivato nelle librerie anche se Antonio ammette candidamente che le soddisfazioni sono state poche perché, per via delle barriere mentali presenti in Italia, se non sei un personaggio famoso pochissime persone comprano il tuo libro.
Antonio però non demorde e, quando vivrà negli Stati Uniti, pubblicherà la versione in inglese della sua storia perché negli USA la gente tende a guardare prima il dentro e poi il fuori.
Dal punto di vista professionale, avendo conseguito il diploma di ragioniere e perito commerciale, Antonio lavora nel corporate. Dapprima è stato assunto nell’amministrazione in una delle Big 4, Deloitte, poi ha lavorato per 10 anni come responsabile del ciclo attivo di una società del gruppo UniCredit che si occupava di e-commerce e, da 11 anni, è gestore all’interno di UniCredit Factoring.

La vita di Antonio è stata e continua a essere una testimonianza di resilienza e forza, ma non in quella maniera quasi stucchevole con cui spesso vengono usati questi termini. Nel 2007 Antonio ha ottenuto anche il premio “Il Giullare” e la motivazione ha acceso i riflettori proprio sulla sua caparbietà, tenacia e passione. Antonio è stato premiato perché, nonostante le difficoltà della vita, non ha mai smesso di sognare e, in oltre 20 anni di carriera nel settore calcistico, ha ricoperto ruoli di grande prestigio.
☆ Scopri la nostra Guida Completa per trasferirsi a vivere a New York ☆
Il premio testimonia come la paralisi non può e non deve fermare i sogni o la vita di qualcuno.
Il motto di Antonio sembra racchiudere bene le parole usate dal comitato del premio “Il Giullare” per descriverlo perché è “Nothing is impossible if you really want it” (niente è impossibile se lo vuoi davvero). Nonostante l’ottimismo e la forza, Antonio ha dovuto superare anche periodi particolarmente difficili – come quando un decubito gli è stato curato male in ospedale e questo l’ha portato a sottoporsi a due interventi chirurgici – in cui rimanere fedele al suo motto non è stato sempre facile.
Episodi come quello, superati grazie anche alla fede in Dio, gli hanno permesso di capire chi tiene davvero a lui e che gli è accanto solo per interesse. Antonio rimarca come, in Italia, ci siano ancora delle forti barriere mentali che impediscono a molte persone di vedere come anche chi ha una disabilità come la sua possa tagliare dei grandi traguardi nella vita.
In molti Paesi esteri queste barriere mentali sono praticamente inesistenti. Antonio ha avuto un’esperienza diretta di questo trattamento – in cui una persona viene valutata in base a quello che vale e non a un’eventuale disabilità – quando è stato scelto dall’OSA Seattle per allenare e firmare la loro squadra femminile.

Nonostante i successi ottenuti, in Italia Antonio faticava a trovare nuove, interessanti opportunità mentre dagli Stati Uniti era arrivata una proposta che lo aveva fatto sentire chiaramente voluto. Antonio ha dovuto rinunciare all’opportunità perché ha ricevuto la comunicazione ufficiale riguardo all’ottenimento di un posto nel corso per allenatori professionisti. In quell’occasione, l’OSA Seattle ha pubblicato sui suoi social un sentito ringraziamento ad Antonio per il suo impegno e l’importante lavoro nello sviluppo del calcio femminile.
In più, oltre a lavorare per UniCredit Factoring come dipendente, Antonio ha fondato una società che si chiama AG Sports Agency LLC, di cui è proprietario dal 2023.
L’headquarter della società è a New York, città che Antonio ha scelto perché rappresenta quella dei suoi sogni. Antonio la vede come un luogo regolato dalla meritocrazia in cui sogna di trasferirsi, vivere e metter su famiglia.

Al momento, fino a quando l’iter del visto non sarà concluso, Antonio non può recarsi a New York ma ha collaboratori e atleti americani che gli fanno capire che sta andando nella direzione giusta. Il brand è in espansione e questo dimostra la fiducia ottenuta grazie al lavoro fatto finora, tanto da consentirgli di aprire anche due sedi di rappresentanza: una ad Assago (Milano) e l’altra a Londra.
L’agenzia di Antonio si occupa principalmente del progetto Study and Play che si rivolge agli studenti-atleti offrendo loro la possibilità di andare a studiare e praticare sport nei college americani. Il motto dell’azienda è “Sport for All” (Sport per tutti) e, di conseguenza, queste opportunità sono aperte anche agli studenti-atleti con disabilità.
Study and Play, dopo appena un anno dalla sua fondazione, ha ottenuto il marchio registrato (a maggio 2025). Questo è un grande motivo di orgoglio per Antonio.
Guardando al futuro, come accennato poco fa, Antonio ambisce ad andare a vivere a New York. Se non potrà lavorare per la sede dell’Unicredit in città gli piacerebbe essere assunto come dipendente in una grande società, conscio di avere un profilo Senior riconosciuto nel settore. Nel frattempo, però, continuerebbe a portare avanti AG Sports Agency LLC.
Ai lettori – con disabilità e non – Antonio consiglia di non smettere mai di credere nei propri sogni. Anche quando gli altri vi dicono che state sbagliando tutto o quando ogni cosa sembra andare male è importante non arrendersi.

Se una persona ricorda che è attore protagonista della sua vita e non un semplice spettatore ecco che impegnarsi per ottenere quello che desidera diventa un atto naturale.
Per seguire e contattare Antonio:
TikTok: @antoniogenovese.official
E-mail: antonio.genovese@agsportsagency.com
Sito web della AG Sports Agency LLC: https://agsportsagency.com/it/
Magazine
