Viaggi in autobus, un mezzo che sembrava obsoleto

Sarà per la nostalgia delle vecchie, care gite scolastiche in torpedone, sarà perché tutto sommato, alla fine, si risparmia davvero, fatto sta che gli appassionati dei viaggi in pullman stanno aumentando a vista d’occhio di anno in anno. Probabilmente la crisi e i suoi strascichi ci hanno messo del loro: se si è bravi a prenotare, infatti, è possibile coprire lunghissime tratte chilometriche con pochi euro, alla faccia delle superofferte delle compagnie aeree o di quelle ferroviarie, fino a qualche tempo fa assolutamente concorrenziali rispetto ai pullman. Non è un caso che soprattutto stranieri, anziani e giovani risultino ancora oggi i clienti più affezionati. Ma la strada è ormai aperta e nulla, nel settore dei trasporti, sarà più come prima.

Se oggi ci si deve arrangiare e stringersi su sedili non sempre sufficientemente larghi, è possibile che in un prossimo futuro le offerte delle compagnie possano ampliarsi e prevedere allestimenti sui mezzi fino a poco tempo fa impensabili. Il modello di riferimento sono gli sleeping bus, assai diffusi nel sud est asiatico e in Cina: si tratta di pullman gran turismo in cui i sedili sono stati sostituiti da lettini sui generis distribuiti su due piani uno sopra l’altro.

A fronte di un esborso modico è possibile raggiungere destinazioni anche lontane viaggiando di notte e, quindi, risparmiando sia sui tempi di spostamento che sull’alloggio. In Gran Bretagna qualcuno ci ha già pensato: MegabusGold collega le principali città dell’isola con lussuosi pullman dotati esclusivamente di cuccette.

viaggi in autobus

Ma l’idea non è nuova: da anni la tedesca Rotel Tours organizza viaggi negli angoli più remoti del pianeta con i suoi autobus, dotati sia di sedili che di cuccette in modo da consentire agli ospiti di viaggiare e di pernottare sullo stesso mezzo. Insomma, delle specie di giganteschi camper collettivi, vantaggi e svantaggi compresi.

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I tempi evidentemente non sono ancora maturi, anche perché le condizioni della rete viaria europea sono oggi tali per cui è possibile andare da un capo all’altro del continente senza dover necessariamente trascorrere l’intera notte sulla strada. A rendere appetibile l’offerta basta il costo del biglietto. Lo stile è stato mutuato dalle tante compagnie aeree low cost: si mettono in offerta on-line alcuni biglietti a prezzi stracciati, una volta venduti i quali i prezzi salgono, mai comunque al punto da superare quelli per un biglietto aereo o ferroviario.

Il pullman si riempie e il gioco è fatto. Chi ha provato l’esperienza racconta di viaggi un po’ più faticosi, ma sicuramente più economici: per le valigie nessun problema, visto che le bagagliere dei mezzi sono assai capienti e la disponibilità degli autisti è ben più elevata rispetto a quella dei loro colleghi delle linee pubbliche; la toilette di bordo permette di gestire esigenze improvvise e le soste per potersi rifocillare e per sgranchirsi un po’ le gambe sono ben distribuite. D’altronde se decine di milioni di persone ogni anno decidono di viaggiare a bordo di un autobus anziché prendere l’aereo o il treno, evidentemente il gioco vale la candela.

E lo vale pure in Italia, dove numerose sono diventate in pochi mesi le compagnie che si stanno disputando un mercato che fin dall’inizio si è dimostrato decisamente frizzante: Flixbus, Eurolines, Megabus, Baltour, giusto per citare le più importanti, sono in concorrenza spietata fra loro per accaparrarsi quanti più clienti possibile, arrivando a lanciare offerte ai limiti dell’incredibile, persino un euro per tratte anche di centinaia e centinaia di chilometri. Ad un costo simile qualsiasi scomodità diventa, al massimo, un piccolo, insignificante fastidio: se si scenderà dal pullman con un lievissimo mal di schiena, sarà sufficiente pensare a quanto si è risparmiato per alleviare immediatamente qualsiasi malessere.

 

Gianluca Ricci