Viaggiare con lo zaino in spalla: la storia di Michael

Non saprei da dove iniziare a raccontare di come ho iniziato a viaggiare, è stato un processo lungo nel tempo che mi ha trascinato lentamente in una spirale senza ritorno. Il tutto è iniziato quando avevo 17 anni, quando i miei genitori riuscirono a convincermi a fare uno scambio culturale per sei mesi da qualche parte. Scelsi così di andare in Nuova Zelanda perché se avessi dovuto andare da qualche parte per così tanto tempo, avrei voluto andare proprio dall’altra parte del mondo.
Dopo quest’esperienza indimenticabile, qualcosa è cambiato, qualcosa si è acceso dentro di me, in realtà sono sempre stato un ragazzo curioso e vivace, ma grazie a questo viaggio una lampadina si è accesa nel mio cervello. Avrei girato il mondo con lo zaino in spalla! Ecco cosa avrei voluto fare della mia vita. Da quel giorno non ho mai smesso di andarmene in giro, lavorando quando riuscivo e mettendo soldi da parte per poi spenderli tutti in viaggi.

zaino in spalla

Ah, non mi sono neanche presentato scusate: sono Michael Petrolini, un ragazzo di 23 anni di Parma con tanta voglia di vivere, esplorare e condividere la mia passione. Ho mollato nel 2011 l’università perché non vedevo nessuno sbocco lavorativo, e perché non mi andava di impegnare le mie energie per un paese che non se lo merita, un paese che non si vuole bene. Ogni paese ha le sue problematiche, ma trovo davvero insopportabile il degrado che aumenta anno dopo anno nel “paese della bella vita (?)”, così ho preferito trovare lavori in giro per il mondo e continuare con la mia avventura, conoscere diverse culture e imparare da chiunque avessi incontrato nel mio tragitto.

zaino in spalla

✈ Viaggiare all'estero nel 2020? Scopri i Paesi dove si può viaggiare dall'Italia in epoca di Coronavirus! ✈

Ecco come mi sono ritrovato a girare e lavorare in America per quasi un anno, in Australia per 8 mesi e Indonesia per un mese. Ed ecco come ora sono finito a viaggiare in Giappone, coi soldi risparmiati in questi ultimi due anni. Pur avendo messo soldi da parte cerco sempre di essere il più economico possibile, così giro facendo autostop e couchsurfing, in più mi sono inventato un lavoro: sono italo-africano e quindi ho capelli afro, dato che la mia ex ragazza è taiwanese e amava toccare i miei capelli, mi è venuta la stramba idea di fare pagare 50 yen (circa 35 centesimi) a chiunque avesse voluto toccare i miei capelli. In 2 mesi ho fatto quasi 700 euro.

zaino in spalla

Da poco ho anche aperto il mio blog “vita da backpackers” , con il quale vorrei motivare la gente a prendere un biglietto d’aereo e a partire per qualche meta. Ho anche da poco iniziato a video-documentare i miei viaggi sia per divertimento, sia perché un giorno mi piacerebbe trovare un lavoro come video reporter, in modo da riuscire a mettere insieme lavoro e passione. Voglio vivere racimolando più esperienze possibili perché ormai il viaggio è diventato la mia droga, e non ne posso fare a meno, vorrei poter far capire alla gente che il viaggio non è una vacanza, ma è un lavoro come tanti altri, con le sue difficoltà e incertezze che a volte ti portano a pensare di voler mollare e di stabilizzarti da qualche parte, un lavoro pericoloso sia emotivamente che fisicamente anche se purtroppo molte persone lo vedono solo come uno svago.

Il sito:

http://vitadabackpackers.it/

Il canale You Tube:

Vita da Backpackers

A cura di Nicole Cascione