Sara: mi considerano “strana” perchè a 40 anni non ho una famiglia

Cara Janis, seguo con molto interesse la tua rubrica su Voglio Vivere Così e trovo le tue risposte sempre così dirette e oneste.

Ed è proprio per questo che mi sono decisa a scriverti, per avere una risposta diretta e onesta, una di quelle che non trovi in una persona che ti conosce e che per il tuo bene non sempre dice la verità. Sono Sara e ho da poco superato i 40 anni.

Vivo in una piccola città di provincia. Tutte le mie storiche amiche sono sposate e hanno figli. Tutte tranne me.

Ed è per questo che vengo spesso additata e compatita. Chiariamoci ho avuto le mie storie, alcune durate anche anni.

E una volta mi sono anche avvicinata al matrimonio, ma ho capito che non faceva per me. Da qualche anno sono sola e ho scoperto di starci davvero bene!

Non fraintendermi, gli uomini mi piacciono e credo nell’amore, ma non riesco a trovare persone interessanti con cui pensare di andare oltre a qualche appuntamento. Per molti è inconcepibile, soprattutto per la mia famiglia, che io non abbia un compagno né abbia voglia di cercarlo o come si dice di sistemarmi.

Ma ho un lavoro che mi soddisfa, ho i miei interessi, viaggio molto e mi prendo cura di me.

Frequento la palestra con costanza e guardandomi allo specchio sembro ancora una trentenne, senza falsa modestia. Ho le mie nipotine che mi riempiono il cuore di gioia e che adoro, questo senza sentire il bisogno di avere figli miei.

Eppure continuano a considerarmi quella “strana”. Forse in una grande città questo non accadrebbe. Ecco Janis la domanda è questa: è così necessario per una donna, oggi alle soglie del 2017, considerarsi completa solo con un uomo al suo fianco e dei bambini da crescere? Oppure quella anormale sono io?

vivere il cambio

Sara

Carissima Sara, chiedere a me se una donna all’inizio del 2017 debba sentirsi anomala perché non ha messo su famiglia, è come chiedere a un leone affamato se è poco cortese mangiarsi un paio di cacciatori durante un safari.

Ovviamente no, cara la mia ragazza! E complimenti per l’onestà.

Tu sai quante donne e uomini se ne stanno impantanati nella palude di relazioni amorose tormentate, spesso già finite, che sopravvivono solo per testardaggine o per non urtare le convenzioni sociali, perché rompere fa paura? Milioni!

Diciamo pure che la gran parte dei rapporti è di questo genere. Perciò, perché mai dovresti fare la stessa fine quando in realtà hai realizzato che per te stare da sola è il modo migliore di vivere? Non dimentichiamoci, inoltre, che il superflo è nemico del cervello.

Perché dunque appesantirlo e affaticarlo con mascherate sociali che ci sfiniscono? Sentiti libera di vivere come meglio credi, mia bella Sara e anzi, mi auguro che questa tua lettera possa essere di aiuto a molti dei nostri lettori.

Grazie per avermi resa partecipe del tuo cruccio interiore, ma soprattutto per avermi dato la possibilità di esprimere un pensiero che da sempre mi stuzzica. Quindi via dagli amori finiti, via dalle amicizie logore. Sfoltire, sfoltire, sfoltire. Spazio alle azioni dirette al fine come la freccia al bersaglio, stop all’inutile, alla pesantezza, alla noia.

E via libera all’essenzialità. Il vostro cervello e la vostra vita non potranno che esservi grati per le vostre scelte. Un caro saluto, tua Janis

Janis

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(scrivendole ci autorizzate a pubblicare la risposta sul sito ndr)

La posta di Janis Joyce