Le centrali nucleari evocano nella maggioranza degli individui un sentimento di paura che spesso confina con il terrore. Il timore è che una centrale nucleare non troppo lontana da casa nostra sia teatro di un grave incidente. La radioattività costituisce un nemico invisibile. Non ha colore, odore, sapore, non emette alcun suono; potrebbe anche essere presente ora, mentre leggi queste righe, ma non te ne accorgeresti.

Quando pensiamo ad una centrale nucleare, una delle maggiori angosce è quella che si verifichi un incidente grave ed imprevisto come è accaduto a Chernobyl e a Fukushima. E allora ci si chiede, le centrali nucleari odierne sono abbastanza sicure? La risposta è che la costruzione di quasi tutte le centrali che sono oggi in attività, risale a più di 30 anni fa.

Pericolo nucleare: quali sono i paesi più sicuri

C’è poi da aggiungere che i problemi relativi alla sicurezza delle centrali odierne non sono circoscritti esclusivamente agli incidenti. Nel 2008, l’Ente governativo tedesco per il controllo radioattivo (Bundesamtes fur Strahlenschutz), ha realizzato un’approfondita indagine sugli effetti delle centrali sulla salute. Sono stati esaminati tutti gli impianti nucleari presenti sul territorio tedesco (tutti impianti di II generazione del tipo ad acqua pressurizzata, detti PWR) ed è emersa una correlazione diretta tra la loro attività ed il rischio per i bambini con meno di cinque anni di essere colpiti da leucemia. Da questa indagine è scaturito che i bambini che vivono entro 5 km dai reattori, sono soggetti ad un incremento del 76% del rischio di contrarre un tumore del sangue rispetto ad analogo rischio corso da quelli che abitano lontano dalle centrali.

Una centrale nucleare è quindi pericolosa anche durante la sua normale attività e sarebbe saggio abitare a non meno di 50/70 km da essa.

Diverso è il caso di incidente. Nell’ipotesi di un disastro nucleare come quello di Chernobyl e Fukushima, il principio fondamentale da applicare è quello per cui maggiore è la distanza dal sito, minore è il rischio di contaminazione radioattiva. Quando parlo di distanza, intendo migliaia di km: più si è lontani, minore è il rischio di rimanere contaminati dalla nube radioattiva.

Esaminando la mappa mondiale delle centrali nucleari che si trova all’interno dell’e-book Eden, trova il Tuo Paradiso Terrestre si può vedere chiaramente dove sono ubicate esattamente tutte le centrali esistenti oggi. Quello che si nota immediatamente è che più della metà di esse si trova negli USA, in Francia, in Giappone e in Gran Bretagna. Le altre centrali sono dislocate in ulteriori 28 paesi.

La buona notizia è che nel mondo esistono più di 160 Stati che non ospitano alcuna centrale attiva e, proprio esaminando la mappa, ci si può rendere conto di quali sono i paesi più lontani da un reattore atomico. Ho quindi calcolato le distanze per capire quali sono i luoghi più lontani da una centrale nucleare.

Questa è risultata essere la classifica dei migliori paesi al mondo:

  1. Isole Samoa Occidentali
  2. Isole Tonga
  3. Nuova Zelanda
  4. Isole Fiji
  5. Isole Kiribati
  6. Isole Tuvalu
  7. Isole Vanuatu
  8. Australia
  9. Isole Salomone
  10. Papua Nuova Guinea

Tutti questi 10 paesi si trovano nell’Oceano Pacifico.

Come ho già detto, sono oltre 160 le nazioni che non hanno centrali nucleari attive sul proprio territorio, è quindi ovvio che ci siano molti altri Stati al sicuro dal rischio nucleare, ma quelli elencati nella lista sono realmente i 10 paesi più lontani.

Per chi volesse avere una visione globale e conoscere la situazione di tutti i 196 paesi del mondo consiglio la lettura dell’e-book “Eden, trova il Tuo Paradiso Terrestre”. Maggiori informazioni sugli argomenti trattati nell’e-book (come ad esempio Clima, Costo della Vita, Livello Salariale, Rischio Sismico ecc..) si possono trovare sul sito ilmioeden.it

Grazie per avermi letto

Roberto Stanzani

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