Vivere e lavorare da casa o ovunque si voglia

Sempre più persone utilizzano la rete, o progettano di farlo, per lavorare in un modo nuovo; libere dall’obbligo di una fisicità fissa, orari prestabiliti e obbligati.

Anche questa volta non stiamo proponendo un cambio di vita con un colpo di bacchetta magica. La rete senza un progetto diviene solo un mare immenso senza approdi.

Ne parliamo subito con Alberto e Diego, creatori del progetto Nomadi Digitali, comunità di comunicazione on line.

Ma leggiamo quanto ci raccontano perché le loro parole sono lo strumento migliore per chiarire di cosa stiamo parlando, per sgomberare il campo da falsi miti e semplificazioni, pericolose e fuorvianti.

Diego Angelini e Alberto Mattei lavorare da casa

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Potete dirci cosa sono i nomadi digitali?

Alberto:

Nomadi Digitali è un progetto di comunicazione on line che ha come obiettivo diffondere anche in Italia una nuova filosofia di vita, che è già una realtà in altri Paesi, quella di tante persone che, stufe di vivere secondo gli schemi imposti dal sistema tradizionale, basato sul lavora-produci-consuma, hanno deciso di gettare il cuore oltre l’ostacolo, mettendo al primo posto nella loro vita i sogni e la voglia di viaggiare e di scoprire il mondo.

A me piace definire i nomadi digitali come i pionieri di una nuova era, perché sono i primi che hanno ridisegnato la loro vita partendo dalle loro passioni e, grazie alla Rete, sono liberi di viaggiare e di lavorare ovunque.

Diego:

Chi sono i Nomadi Digitali ? Persone che sono riuscite a sfruttare il web e le tecnologie mobili per rompere le catene che li tenevano legati ad un luogo fisso, ad un lavoro di ufficio, persone che riescono a lavorare senza dover timbrare un cartellino, ma sfruttando la rete per sostenersi girando il mondo e coltivando le loro passioni.

I Nomadi Digitali hanno fatto loro il concetto di “lavorare per vivere facendo ciò che più gli piace”.

Nomadi Digitali: vivere senza confini lavorare da casa

Voi come vi siete avvicinati a questa idea.

Alberto:

Personalmente ho sempre avuto la passione per i viaggi e per i lunghi soggiorni all’estero. Il mio sogno da sempre è stato quello di riuscire a trovare un lavoro che mi permettesse di vivere viaggiando. Avvicinandomi al Web ho capito che avevo la possibilità di crearmi un’attività e una professionalità on line, che avrei potuto svolgere o mettere a frutto ovunque, slegandomi così da un luogo fisico fisso e definito.

Diego:

Devo dire che ho conosciuto questa filosofia grazie ad Alberto. Quando mi ha mostrato alcuni esempi di persone che lavoravano con il loro portatile girando il mondo il mio cervello ha fatto click!

Immediatamente ho pensato: “ecco l’occasione per sfruttare la mia passione per le tecnologie mobili”. E così ci siamo messi in moto, cominciando a studiare a fondo le storie di nomadi digitali, cercando di capire quali passi avessero fatto per arrivare a sfruttare il web in questo modo.

Da che tipo di professionalità arrivate voi?

Alberto:

La mia grande passione per il mare e i mondi inesplorati mi ha portato ormai diversi anni fa a iniziare l’attività di istruttore subacqueo, che mi permetteva di viaggiare e lavorare in varie località del mondo, Mar Rosso, Caraibi, Oceano Indiano, senza però trovare mai un posto dove ‘piantare definitivamente la tenda.

Tornato in Italia ho iniziato a lavorare come freelance presso diverse società nel settore della comunicazione, organizzazione di eventi e produzione di spot pubblicitari, cercando sempre di sfruttare la temporaneità di questi impieghi per poter avere la possibilità di lunghi soggiorni all’estero.

Dopo aver scoperto che nel mondo molte persone vivono viaggiando e lavorando grazie a Internet, ho capito che quella era l’occasione che avevo sempre aspettato.

E così, totalmente digiuno in materia, ho dedicato oltre due anni della mia vita a studiare e a cercare di capire come sfruttare le opportunità offerte dal Web per riuscire a raggiungere l’obiettivo di crearmi una sostenibilità economica grazie alla Rete.

Attualmente lavoro come Community Manager e come fondatore e sviluppatore di Nomadi Digitali.

Diego:

Io ho passato una vita tra i computer. Dopo aver lavorato per oltre 15 anni come formatore in corsi professionali per aziende ho aperto una società di consulenza informatica che ha finito per assorbirmi completamente, 24 ore al giorno! Niente più tempo libero, ma solo responsabilità, clienti da incontrare, fornitori da seguire.

Il nomadismo digitale è stata l’impulso che mi ha permesso di trasformare il mio lavoro spostando la maggior parte della mia attività online e dandomi la possibilità di staccarmi finalmente da una sede fisica: il mio ufficio, riuscendo a guadagnare con internet.

Adesso rispondo al telefono tramite voip, utilizzo connessioni remote per fare assistenze. In qualsiasi posto mi trovi.

Nomadi Digitali: vivere senza confini lavorare da casa

Il nomadismo digitale non è una scelta per tutti forse. Ci sono professioni e mestieri che non sono tramutabili in una attività in rete. Non è una scelta un po’ elitaria?

Alberto:

Internet offre tantissime nuove opportunità, ma non bisogna pensare a come trasformare la propria professione o il proprio mestiere in una attività in rete, bisogna prima di tutto capire cosa ci piace fare, qual è lo stile di vita che vorremmo per noi, e poi capire come possiamo sfruttare internet e le nuove tecnologie per riuscire a raggiungerlo.

Il modello funziona esattamente al contrario di come fino a ora siamo stati abituati a pensare, ovvero guadagnare abbastanza soldi per poi vivere la vita che si desidera.

I nomadi digitali che ho conosciuto in questi anni prima hanno pensato alla vita che desideravano vivere e a cosa volevano dedicarsi, poi hanno cercato di capire come Internet potesse aiutarli a raggiungere questi obiettivi e a sostenerli economicamente.

La maggior parte di noi è cresciuta con l’idea comune che la vita vada impostata su uno schema precostituito e già confezionato, come se questo fosse l’unico modo per vivere una vita serena e sicura. Io credo che non sia così, ci sono tanti modi diversi di impostare e di vivere la propria vita.

Se si può parlare del nomadismo digitale come una scelta di vita elitaria, lo è nel senso che non tutte le persone sognano di vivere viaggiando e soprattutto non tutte sono disposte davvero a rinunciare al proprio status di vita, alle abitudini, a quelle che sono considerate dai più delle certezze, anche se sono fonte di frustrazione e di infelicità, più o meno manifeste.

Diego:

E’ vero, non tutte le professioni o i mestieri sono tramutabili in un’attività online, ma sono convinto che Internet offra talmente tante opportunità da permettere a chiunque di sfruttare la rete non solo per costruire una propria impresa sul web, ma anche per valorizzare professioni che oggettivamente non possono essere svolte tramite un computer.

Utilizzare il Web per migliorare il proprio lavoro, il proprio stile di vita: anche se non si può parlare di Nomadismo Digitale è comunque un grande traguardo al quale la rete e le tecnologie mobili ci possono condurre.

Questo modo di lavorare riduce, fino quasi ad annullarle le differenze tra tempi di lavoro e tempi liberi. Pro e contro di questa nuova prospettiva lavorativa.

Alberto:

Non sono d’accordo, continuo a pensare che il nomadismo digitale non sia una solo prospettiva lavorativa, ma una nuova prospettiva di vita, di cui il lavoro è una componente.

E’ una prospettiva di vita che guarda alla mobilità come un valore aggiunto, che pone l’attenzione sui reali bisogni di ognuno, che esce dagli schemi lavorativi tradizionali, non più attuali, il cui ciclo penso si stia ormai chiudendo.

Seth Godin dichiara convinto che è finita l’era industriale ed è iniziata l’era digitale. Avere l’opportunità di vivere la vita che realmente si desidera: è questo il grande valore di questa filosofia, non semplicemente quello di lavorare da un computer.

Diego:

Non credo si debba parlare di annullamento delle differenze tra tempi di lavoro e tempo libero. Semplicemente sfruttare le opportunità della rete ci permette di lavorare facendo quello che normalmente prima veniva fatto nel tempo libero…ovvero dedicarsi a ciò che ci appassiona o ci piace.

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Ci si riappropria dei propri spazi, si inizia a vivere la vita che veramente si desidera. E’ questa la vera forza del Nomadismo Digitale.

Nomadi Digitali: vivere senza confini lavorare da casa

Con il nomadismo digitale cambia anche la questione degli spazi lavorativi. Luoghi di lavoro che diventano luoghi di vita e viceversa. Quando questo può diventare un problema.

Alberto:

Secondo me il lavoro è qualcosa che si fa e non un posto dove andare. Leghiamo in modo troppo automatico il lavoro con un luogo fisico ben stabilito e ciò che consideriamo ‘vita’ è sempre al di fuori di quello spazio.

Chi sceglie di vivere da nomade digitale esce da questo schema per dedicarsi a fare un lavoro che lo appassiona, che lo motiva, che lo soddisfa, sfruttando le opportunità del Web per costruirsi la propria sostenibilità economica intorno ai propri interessi e competenze.

E’ importantissimo capire che le opportunità che offre oggi il Web sono del tutto nuove e diverse rispetto a quelle del mondo off line e per il sito stiamo proprio lavorando a dei contenuti che aiutino chi ci segue a orientarsi nel modo giusto. Proviamo per un attimo a non parlare unicamente di lavoro, ma di qualità della vita.

Platone diceva che la libertà consiste nell’essere padrone della propria vita e nel fare poco conto delle ricchezze. Io ritengo che la vera ricchezza non sia solo economica e non si ottenga sacrificando tutta la propria vita lavorativa per guadagnare, rimandando all’età della pensione, oppure a una vincita alla lotteria, il momento per dedicarsi liberamente e serenamente a ciò che amiamo fare.

Diego:

Parlo per esperienza professionale: poter lavorare non chiuso tra quattro pareti di un ufficio, ma in qualsiasi luogo si desideri non solo aumenta la produttività di quello che si sta facendo, ma rende la qualità della nostra vita nettamente migliore.

Niente traffico, niente code, niente stress, non più legati agli orari e ai ritmi frenetici ai quali eravamo abituati. Ci si riappropria della propria vita, di quello che realmente vogliamo fare, dei nostri sogni e delle nostre passioni.

La preparazione del vostro sito lascia capire che ci sia una lunga preparazione dietro. Perché invece si è creato questo malinteso per cui lavorare in rete sembra facile?

Alberto:

Stiamo dedicando al sito tutto il tempo e le energie che sono necessarie a rispondere, con i contenuti che offriremo, alle esigenze, alle domande e alle richieste reali che riceviamo tramite i feedback delle persone che si iscrivono alla nostra newsletter, già attiva dallo scorso settembre.

Stabilire una conversazione attiva con chi ci segue è secondo me il modo migliore per dare risposta a quello che le persone realmente ci chiedono, e non solo quello che noi abbiamo in mente di fare con il nostro sito.

Già dall’inizio ci siamo resi conto che per molti l’opportunità di cui parliamo è identificata unicamente con il guadagnare on line. In realtà alla base di tutto ci devono essere un cambiamento personale e una forte motivazione.

Per questo stiamo preparando contenuti ad hoc per spiegare le reali opportunità a chi vuole intraprendere questa strada. Esistono tanti modi diversi per sfruttare al meglio le opportunità del Web, ma fino a che non sarà abbandonata la convinzione che Internet sia solo un modo per guadagnare, tanti progetti e idee valide sono destinati a non ingranare mai nel modo giusto.

Diego:

Purtroppo il concetto di guadagno facile tramite Internet è un concetto ancora diffuso tra le persone e ce ne siamo resi conto in questi mesi dalle email che ci pervengono giornalmente.

Tutti questi siti che prometto grandi guadagni senza il minimo sforzo hanno creato la falsa convinzione che Internet serva solo a far soldi in maniera semplice e veloce. In realtà creare un’attività sul web che ci permetta di sostenerci dedicandoci a quello che più ci piace richiede dedizione, tempo, energie, impegno.

Noi passiamo tantissimo tempo sul pc lavorando sul nostro progetto, esaminando i feedback e le richieste delle persone che ci seguono in modo da creare contenuti che possano soddisfare le loro esigenze. Si lavora..e anche parecchio!

NOMADI DIGITALI lavorare da casa

Nomadismo digitale è anche nomadismo culturale. Qual è la differenza più sostanziale tra un lavoro localmente fisso e uno mobile; oltre alla mobilità ovviamente.

Alberto:

E’ la possibilità di condividere le proprie idee con il resto del mondo, di collaborare con una rete di contatti e di amici con i quali condividi sogni e passioni e soprattutto è la possibilità di trarre dal viaggio nuove ispirazioni, nuovi stimoli e la giusta prospettiva, che spesso le abitudini e la routine ci impediscono di vedere e di valutare nella loro reale portata.

Diego:

Poter lavorare in ambienti stimolanti, lontani dallo stress e dalle abitudini che offuscano il nostro cervello, le nostre sensazioni. Poter condividere quello che facciamo con persone che hanno i nostri stessi interessi, le nostre stesse passioni, rendendo quello che prima era routine in qualcosa sempre nuovo e stimolante.

Quali le insidie e i falsi miti?

Alberto:

Il falso mito più grande, e anche l’insidia maggiore, è quella di pensare che Internet sia una specie di gallina dalle uova d’oro, che produce guadagni per il solo fatto di esistere. Se mai è esistita una fase del guadagno facile su Internet, credo davvero che ormai sia morta e sepolta! Internet ha capovolto il modo di concepire la società, l’economia e il futuro. Connettersi alla Rete non significa mettersi davanti a un computer, ma vuol dire rompere con gli schemi del passato e utilizzare le nuove tecnologie per vivere e lavorare meglio.

Diego:

Il concetto che Internet sia solo un insieme di computer, una macchina in grado di fabbricare soldi in maniera rapida e semplice.

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Il web siamo noi, una comunità di persone che interagiscono tra di loro. Lavorare in rete significa condividere con queste persone le nostre idee, il nostro bagaglio culturale, le nostre passioni., mettere a disposizione degli altri ciò che sappiamo.

C’è il rischio di perdere il contatto fisico con le persone?

Alberto:

Internet è il più potente mezzo di comunicazione e di condivisione che sia mai esistito. E’ un luogo virtuale nel quale chiunque ha un’occasione eccezionale, quella di entrare in contatto con un numero teoricamente infinito di persone e far conoscere a tutti le proprie capacità e la propria professionalità.

Chiunque ha uno spazio e può mostrare il proprio lavoro, può collaborare con gli altri e condividere idee e progetti. I nomadi digitali hanno amici in tutto il mondo e hanno sempre una rete di contatti pronti a dare loro una mano.

E’ sbagliato pensare al nomade digitale come una persona che lavora in solitudine davanti a un computer, niente di più lontano dalla realtà delle cose e niente di più controproducente di non condividere e collaborare con gli altri se si vuole davvero emergere on line.

Diego:

Non credo. Tutti i Nomadi Digitali che abbiamo conosciuto hanno amici in tutto il mondo, amici che si sono creati tramite il web ma che hanno frequentato, pronti ad ospitarli quando occorre, ad aiutarli. Come dicevo prima Internet non è uno strumento, ma è un insieme di persone. Questo fa si che lavorare in rete porti naturalmente a conoscere tanta gente, con i nostri stessi interessi, desideri, esigenze.

A chi e perché dovete riconoscenza per questa vostra avventura?

Alberto:

Posso dire che la vera svolta nel mio percorso sia stata conoscere personalmente Robin Good, fondatore di Master New Media e ideatore della Formula di Sharewood.

Il suo approccio davvero innovativo e capace di guardare al futuro del Web mi ha dato la formazione di cui avevo bisogno per capire realmente cosa significhi oggi comunicare in modo efficace sul Web per riuscire a creare un progetto on line di successo.

Diego:

Senza ombra di dubbio a Robin Good, il fondatore di MasterNewMedia che ha rivoluzionato veramente il modo di comunicare sul web.

Il suo POP campus, una sorta di università online all’interno della quale nascono e crescono progetti di attività online ci ha permesso di capire veramente quale fosse il modo migliore di porsi ed avere successo in rete.

In un paese come l’Italia in cui anche il telelavoro viene ancora visto con diffidenza dalle aziende, che possibilità ci sono?

Alberto:

Vivere e lavorare da nomade digitale non vuol dire trasferire il lavoro da un luogo reale a uno virtuale, lasciando intatti schemi, convenzioni, orari e obblighi.

I nomadi digitali, dei quali racconteremo sul sito le storie di successo, hanno tutti iniziato rompendo con una realtà lavorativa che non li rendeva felici e soddisfatti, per vivere la vita che desideravano, sfruttando le loro passioni e le loro competenze.

Il cambiamento di prospettiva e di priorità della propria vita e una forte motivazione a vivere come si vuole sono la base di questo stile di vita, che è molto di più che semplicemente lavorare on line.

Diego:

Il telelavoro non significa propriamente Nomadismo Digitale. Lavorare online anziché in un ufficio non è il traguardo al quale vogliamo arrivare. Il cambiamento delle proprie abitudini, abbracciare uno filosofia di vita incentrata sul viaggio, sulla realizzazione delle proprie passioni e dei propri sogni.

Questo significa per noi diventare Nomadi Digitali.

Questo il sito (ancora in fase di completamento):

www.nomadidigitali.it

A cura di Geraldine Meyer