Necroturismo: visitare le tombe dei personaggi famosi

Può a prima vista apparire incredibile, eppure esiste e soddisfa, a quel che si legge, schiere di appassionati del genere: è il necroturismo, che detto così suona piuttosto lugubre. Si tratta in realtà di un’idea alternativa di viaggio la cui meta rimane sempre un cimitero particolarmente affascinante o storicamente significativo. Nessun richiamo dunque a pratiche indicibili o a viaggi ai confini della realtà. Alcuni cimiteri possono essere considerati a tutti gli effetti beni culturali di grandissimo interesse, vuoi per le realizzazioni scultoree in essi presenti, vuoi per la statura storica dei personaggi sepolti, vuoi per il fascino che determinate dislocazioni sono in grado di sprigionare.

E non sono pochi coloro che si fanno irretire dalle atmosfere, evocate spesso con grande abilità in qualche lungometraggio di successo, che alcuni camposanti sono in grado di ricreare, magari alle prime ombre della sera, magari quando le prime brume autunnali si spandono per le campagne, magari all’approssimarsi di violenti cataclismi atmosferici. Ma anche in circostanze assolutamente normali: non servono tuoni e fulmini per apprezzare, per esempio, le pagine di storia di cui è gonfio il cimitero parigino di Père-Lachaise, il primo cimitero monumentale d’Europa, quello, per intendersi, dove si danno appuntamento i fan del mitico complesso dei Doors in pellegrinaggio sulla tomba di Jim Morrison, il cantante deceduto nel 1971 e oggetto di incredibili speculazioni post mortem; ma lì si trovano anche le spoglie di Colette, Rossini, Bellini, Moliere, La Fontaine, Bizet, Honorè de Balzac, Oscar Wilde e tanti altri grandi della storia artistica non solo francese, ma internazionale.

Necroturismo

E che dire del cimitero romano del Verano, un vero e proprio museo all’aperto, ricchissimo di testimonianze storiche e artistiche al punto da costituire un elemento di richiamo per ogni turista in visita alla capitale? Al di là della grandezza dei personaggi che qui hanno trovato la loro ultima collocazione (da Belli a Trilussa, da Sordi a Nazzari, dai De Filippo a De Sica, da Mameli a Saragat, tanto per citarne alcuni), a colpire è la bellezza di alcuni monumenti funebri, molti dei quali non hanno nulla da invidiare alle opere custodite nei principali musei della città, esattamente come i sepolcri artistici del cimitero genovese di Staglieno, considerato uno dei più suggestivi del nostro Paese proprio per la qualità dei manufatti realizzati a perenne memoria dei grandi personaggi che hanno trovato là sepoltura.

Ci sono poi cimiteri che colpiscono per la particolare conformazione della struttura o per le suggestioni che la dislocazione dei sepolcri è in grado di produrre. Come nel caso del cimitero ebraico di Praga, una delle attrazioni monumentali più curiose della capitale ceca: realizzato nel XV secolo, è stato per centinaia di anni l’unico lembo di terra dove gli ebrei praghesi avevano avuto il permesso di seppellire i loro defunti. Ecco spiegato il motivo per cui le lapidi, e di conseguenza le tombe, sembrano sovrapporsi l’una all’altra, con effetti scenografici davvero particolari: 12mila le lapidi oggi presenti, ma oltre 100mila gli individui sepolti nel corso dei secoli. Oppure il cosiddetto “cimitero allegro” di Săpânţa, in Romania, dove le tombe sono dipinte a colori vivaci e molte lapidi riportano epitaffi ironici sulla vita del defunto. Oppure, ancora, il cimitero di guerra di Colleville-sur-Mer, in Normandia, dove, vegliate dal maestoso memoriale edificato per ricordare il sacrificio delle truppe americane nel sanguinoso sbarco del 1944, si trovano perfettamente allineate sull’erba verde oltre novemila lapidi, ricordo indelebile di una delle pagine più sconvolgenti della storia.

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Di tutt’altro stampo invece il Neptune Memorial Reef, un cimitero subacqueo realizzato nei pressi di Miami dove i ricchi borghesi americani che lo desiderano possono realizzare un monumento sott’acqua e farvi rinchiudere le proprie ceneri, o l’Hollywood Forever Cemetery, dove fra le tombe monumentali (là sono sepolti fra gli altri gli attori Douglas Fairbanks, John Huston, Tyrone Power e Rodolfo Valentino) vengono di tanto in tanto organizzate proiezioni di massa a cui solitamente accorre una grande folla armata di sedie pieghevoli e tavolini da picnic. D’altronde, come scriveva il Foscolo: «A egregie cose il forte animo accendono l’urne de’ forti»…

Gianluca Ricci