L’arrivo dell’anno nuovo

E’ dicembre, inoltrato! In molte zone d’Italia è già nevicato molto, una sorta di timbro d’autenticazione sul fatto che davvero il periodo più “festivo” (o festaiolo?) dell’anno è iniziato.

E quando dicembre arriva, siamo quasi tutti catturati dal clima Natalizio, dalle vetrine e dalle lucine, dalla frenesia tipica delle settimane precedenti il grande giorno: come se il desiderio di essere già al 25 dicembre, imponesse di correre come pazzi per accelerare, ed in qualche modo alterare, lo scorrere dei giorni che precedono le feste.

E’ quasi Natale, il primo che passo (virtualmente) con voi, affezionati di questo bel portale. Sono d’obbligo, ma anche sentiti, gli auguri per un Felice Natale ed uno splendido anno nuovo. E quando sentiamo quella magica espressione, anno nuovo, subito scatta in quasi tutti noi un’altra corsa, meno frenetica ed auspicabilmente più ragionata: la corsa ai buoni propositi.

Siamo ospiti e lettori di un sito che si chiama “Voglio Vivere Così”: immagino, quindi, che nella lista dei buoni propositi e delle cose da realizzare nell’anno nuovo, ognuno di noi metterà qualcosa riguardo al modo in cui vorrebbe davvero vivere (alzi la mano chi sta pensando di cambiare paese, continente ed emisfero), ai progetti da iniziare, alle abitudini da smettere ed agli aspetti da cambiare.

Bene, non so voi, ma io ho passato anni a stilare liste di “cose da fare” per l’anno che di volta in volta iniziava. Ogni fine anno m’isolavo per una mezza giornata cercando di scoprire cosa avrei voluto che succedesse l’anno seguente.

Scandagliavo sogni, speranze, progetti e desideri: operavo una cernita, solitamente legata alle priorità di quel momento, stilando così la mia lista. Lista che infilavo nel mio portafogli per essere sicuro d’averla sempre con me (sostituendo così quella dell’anno precedente che immancabilmente era differente dalla nuova soltanto per il colore dell’inchiostro o per il formato del foglio…).

anno nuovo

Riflettendo sul valore che attribuiamo all’inizio dell’anno nuovo, mi sono accorto che molti di noi hanno bisogno di una data specifica, un momento preciso che indichi quando iniziare qualcosa: la dieta che comincia sempre il lunedì successivo all’ipercalorico pranzo della mamma o della suocera, la telefonata che farò domani quando uscirò dall’ufficio e sarò più tranquillo, l’aumento di stipendio che chiederò la prossima settimana, perché domani è troppo presto e non è il giorno giusto…e poi tutte le belle cose che farò dal primo di gennaio del prossimo anno!

Risultato: per anni la mia dieta non è iniziata, quella telefonata non l’ho mai fatta (e chissà cosa mi avrebbe risposto quella donna dall’altra parte del telefono se solo l’avessi chiamata davvero…), l’aumento di stipendio non l’ho mai chiesto…

E la lista delle cose da fare l’anno successivo? Beh lasciamo perdere, quando andava bene ne realizzavo una, d’importanza trascurabile. Il primo giorno dell’anno è da sempre percepito come una data che dovrebbe aprire un grosso solco tra il passato, da cambiare, per certi aspetti da dimenticare e lasciarsi alle spalle, ed il futuro carico di speranze, splendido e felice.

Passato e futuro: e poi NOI, i nostri valori, il nostro carattere, la nostra personalità, i nostri punti di forza a fare da ponte.

Con il tempo e l’esperienza ho imparato due cose: la prima che non esiste una data spartiacque. L’anno è composto di 365 giorni uguali, con la stessa dignità (beh, forse la maggioranza di noi ama un poco di più sabati e domeniche), 365 giorni che possono rappresentare, TUTTI, l’inizio di qualcosa di nuovo.

Ogni giorno ho la possibilità di fare qualcosa di concreto e di funzionale agli obiettivi che mi sono posto per il futuro. Anzi, il modo migliore per raggiungere i miei obiettivi è quello di fare ogni giorno qualcosa di concreto, un piccolo passo (o anche più di uno) verso il mio futuro di felicità.

Ma attenzione a non usare quest’idea come un alibi per posticipare: se è vero che ciò che non faccio oggi lo posso tranquillamente fare domani, proprio perché ci sono 365 giorni in un anno, rimandare significa posporre, anche di un solo giorno, un momento felice. Non vedo per quale motivo non dovrei meritare, ed assaporare, un giorno in più di felicità nella mia vita.

Dai ripetuti fallimenti della mia lista d’inizio anno, ho capito che quando mi viene un’idea, quando un progetto inizia a balenarmi in testa, l’unico modo efficace che ho io di approcciarlo per avere possibilità di riuscita, è proprio quello di iniziare a lavorarci subito.

cambiamento

Questo significa dedicare al progetto o all’idea solo il tempo che io reputo essere quello necessario, senza farmi prendere da stress, ansia o altro. È una mia decisione: non dedico mai il 100% del mio tempo ad un unico progetto, ma faccio comunque qualcosa, ogni giorno, per muovermi nella direzione che ho scelto.

Questa è una cosa che funziona con me, l’ho provata, ed è efficace per me: non significa che sia una ricetta valida per tutti, o che produca risultati con tutti, ma ognuno può trovare la propria strategia per iniziare ad agire nel momento stesso in cui si materializza in testa l’idea giusta o il progetto davvero importante.

Un altro aspetto secondo me negativo del posticipare l’azione, è che nello spazio temporale che si viene a creare tra l’idea e l’azione stessa può accadere di tutto: possono nascere emergenze che mi distraggono dal progetto.

Può avvenire la perdita, nei meandri della mia memoria iper-sollecitata, di alcuni aspetti fondamentali del progetto: idee potenzialmente buone che vengono messe in un cassetto che poi mi dimentico di riaprire.

La mia scelta strategica è, dunque, quella di applicarmi da subito all’idea, lavorandoci ogni giorno per piccoli passi che mi avvicinano alla realizzazione del traguardo finale.

anno nuovo

Il secondo insegnamento che ho appreso dai fallimenti delle mie liste d’inizio anno è che non ero abbastanza chiaro e specifico nella definizione della lista. Non c’era una chiara declinazione di quello che volevo fare.

Insomma, io provengo dal mondo aziendale e chi come me arriva da quell’ambiente sa come vada di moda definire gli obiettivi SMART. Sono obiettivi che hanno determinate caratteristiche, sono Specifici, Misurabili, raggiungibili attraverso Azioni, Realistici e definiti nel Tempo.

Dunque il fallimento delle mie liste d’inizio anno era spesso dettato dalla mancanza di alcune di queste caratteristiche! Ho imparato così a pormi obiettivi nel modo più specifico possibile, essendo sicuro di poter misurare sempre il grado di avanzamento e di successo, stabilendo un piano d’azione, cercando di essere sicuro che l’obiettivo in oggetto sia realistico e realizzabile determinandone anche il tempo necessario per riuscire a concretizzare il tutto.

Mi è molto utile anche suddividere i miei grandi obiettivi in obiettivi parziali con le stesse caratteristiche elencate sopra. Raggiungere piccoli obiettivi parziali, festeggiare e prepararsi per il prossimo.

Da un po’ di tempo a questa parte, non preparo più la lista d’inizio anno perché mi trovo meglio a definire solo un paio di obiettivi davvero importanti, VERI e ci lavoro per piccoli passi.

Ho notato poi con sorpresa che se i pochi obiettivi che stabilisco sono veramente sentiti e mi stanno davvero a cuore, tanti altri aspetti minori che di solito trovavano spazio nelle liste d’inizio anno si concretizzano quasi in modo automatico, perché diventano funzionali al raggiungimento dell’obiettivo più importante.

Ripeto questo approccio funziona per me perché me lo sono scelto io, l’ho modellato nel tempo su me stesso, sulle mie caratteristiche, sui miei punti di forza, e sulla mia consapevolezza. Ognuno di noi può trovare il proprio modello di successo e la chiave che meglio si adatta e funziona per se stesso.

Ma torniamo al Natale, e all’anno nuovo che tra pochi giorni accoglieremo con speranze e sogni, ma anche con una lista (corta) di progetti ed obiettivi il più possibile VERI.

L’augurio, il più ovvio ma anche il più sentito che voglio fare, è che davvero ognuno concretizzi tutto quello che di meraviglioso c’è nel vostro cuore, nella mente e sulla lista d’inizio anno, traendone tutto ciò che di positivo vi accadrà mentre vi applicherete, ogni giorno, per la realizzazione dei vostri progetti.

Vi auguro inoltre che il 1° gennaio sia, da quest’anno, solo una data da festeggiare, una notte diversa da trascorrere con le persone che sceglierete di avere accanto, senza che questa data sia carica di responsabilità spartiacque: perché con il 1° gennaio 2011 abbiamo altri 364 giorni disponibili per lasciarci alle spalle le cose che non ci piacciono ed iniziare il nostro cammino, strutturato in piccoli passi quotidiani, verso la nostra realizzazione di persone libere e felici.

Auguri di Cuore.

Fabio

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