L’idea in realtà è molto semplice: chi viaggia può scoprire una nuova località, e contemporaneamente continuare a lavorare da uno spazio di lavoro condiviso, dove potrà entrare in contatto con altre persone accomunate dalla passione del viaggio e dalla più prosaica necessità di avere una buona connessione internet. Il profilo di persone che scelgono questo tipo di vacanza sono i cosiddetti nomadi digitali, cioè persone che svolgono dei lavori che non richiedono la presenza fisica in ufficio, e che possono quindi viaggiare a tempo pieno.

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Il concetto di workation è ancora relativamente nuovo in Italia, ma le cose stanno cambiando. Simona ed Alessia, due ragazze accomunate dalla passione per i viaggi e per il mondo del digitale, hanno appena lanciato un nuovo progetto, Wanderlust Lab. Di cosa si tratta esattamente?

“WanderlustLab è una esperienza di co-working e co-living. Mettiamo a disposizione dei partecipanti una villa per 15/20 persone, da cui vivere e lavorare tutti assieme per una settimana. È uno spazio condiviso in cui nomadi digitali, startuppers e freelancers possono immergersi in un ambiente collaborativo ed estremamente produttivo, conoscere persone con lo stesso background e necessità, e confrontarsi su tematiche di comune interesse.” I partecipanti alla workation vengono selezionati in base alla loro esperienza lavorativa, in modo da creare un gruppo omogeneo, ma soprattutto in base alla disponibilità alla condivisione.

“L’obiettivo di un evento di questo tipo è quello di mettere in contatto tra di loro persone con idee ed esperienze complementari, in modo che ciascuno possa imparare dagli altri e confrontarsi liberamente. Preferiamo persone che siano disponibili a parlare senza problemi dei propri progetti e siano pronte a condividere i propri skills. Non si tratta quindi di una vacanza in senso stretto, ma di un’esperienza molto particolare, che unisce networking, viaggio e apprendimento” spiega Simona. La location cambia di volta in volta: il primo evento è stato realizzato in Sardegna, e ad Ottobre sarà la volta di Barcellona.

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“Sia io che Alessia abbiamo qua la nostra ‘base’, e la città offre veramente di tutto, dagli sport acquatici al trekking, dal cinema in spiaggia alle jam-sessions nei vari locali notturni. “

La capitale catalana sembra attirare sempre più nomadi digitali da tutto il mondo, grazie ai prezzi accessibili, l’invidiabile posizione geografica (5 chilometri di spiagge in città, ed i Pirenei a un’ora di treno) ed un ambiente dinamico ed internazionale.

Anche i ragazzi di Tropical MBA hanno scelto Barcellona per la loro convention del 2014, e l’evento porterà in città un centinaio di nomadi digitali, imprenditori del digitale e startuppers da tutto il mondo. Barcellona diventerà la prossima Chiang Mai? È probabile, gli elementi ci sono tutti.

Fuori dall’Europa il concetto di workation è già parecchio diffuso, e vari operatori offrono questo tipo di vacanze. Alcuni dei più conosciuti sono Livit Spaces a Bali, che permette ad un gruppo di startuppers selezionati di vivere e lavorare dalla stessa villa, ed il conosciutissimo Surf Office, che a Santa Cruz in California offre co-living, co-working e tanto surf.