Milena, una quarantacinquenne romantica

Cara Janis, sono Milena e ho quarantacinque anni compiuti.

Mi reputo romantica, ma con i piedi per terra, ho una grande predilezione per le arti, avrei tanto voluto avere dei talenti, come tu hai quello per la scrittura, e questo, credo, mi ha portato a scegliere sempre dei partner di un certo tipo, diciamo così, colti, senza dubbio più colti di me, e questo mi è sempre parso facile, comunque.

Così, quando mi sono interessata alla pittura, ho trovato un partner che non solo condividesse la mia passione, ma ne fosse un maestro. Dopo tre anni l’ho lasciato.

E da quando mi sono interessata di musica, e dopo questa storia con il professore di storia dell’arte, mi sono imbattuta in un tizio non bello come il precedente, ma affascinante e colto, un musicologo, separato con una figlia piccola, con un bel modo di fare, molto gentleman, fine, dalla conversazione brillante e anche un poco di humour.

Facciamo infinite conversazioni, per adesso siamo solo amici, ma insomma è sembrato fin dall’inizio che ci fosse un’attrazione, anche se nessuno dei due, per pudore forse, è voluto andare oltre.

Io per prima perché, scottata dal professore precedente, una storia che mi aveva infiammato in ogni mia fibra e rapidamente bruciato e resa esausta di fronte a tutto, adesso vado molto più con i piedi di piombo.

Però, come dire? Ci sono delle cose che alla lunga mi sfiancano. Ogni due secondi mi manda le foto della figliolina cinquenne, ora un poco meno, ma una volta di più, e pazienza che non ho figli né li ho mai voluti, però perché devo andare in brodo di giuggiole per un figlio che non è mio e che hai fatto con un’altra? E poi fa il paparino anche con me! Ricordati di andare dal dottore di qui e di là.

Se vai in quel museo guardati quello e quello lì. Ma se i raffaelliti m’annoiano a morte, e preferisco dipinti meno leccati e più furiosi? Ma queste sono bazzecole. La cosa che mi lascia più perplessa di tutte è questa.

Finché faccio la studentessa adorante, va tutto bene, pendo dalle sue labbra colte, poi però se provo a dire la mia su una questione, be’ non so se sia perché uno che ha scelto la vita accademica in fondo è un feticista del principio di autorità, però ecco, non perde occasione di farmi pesare che lui è quello davvero colto, non mi dà mai ragione.

Non che io voglia a tutti i costi aver ragione, ma ecco, non entra mai nel punto che vorrei discutere con lui, svicola, non lo considera importante, parla d’altro, insomma mi fa sentire come una che non può parlare di certe cose, perché lui le sa e io no.

Ecco, lo so, tutta questa cosa qui sembra una grande pippa da intellettualoidi, ma non giudicarla così, te ne prego. Sto solo cercando di capire se mi piace davvero al punto da varcare una certa soglia, tu mi capirai, oppure se queste cose che mi hanno irritato fino adesso sono davvero pregiudicanti di qualsiasi rapporto futuro.

Tu cosa ne dici?

Ti prego, sii clemente, tua Milena.

cambiare vita

Cara Milena, quanto amore nella tua vita. Complimenti.

E tutto amore di qualità, basato sulla stima reciproca, la cultura, l’affiatamento. Mi veniva quasi da dirti brava, sei una maestra, non hai bisogno di nessun consiglio. Poi però, zacchete, arriva il professore con figliolanza.

E allora tesoro, tu fai bene a chiedermi di essere clemente, perché la mia tentazione è invece proprio di dirti che quello che stai vivendo non è un amore sano, ma una vera rottura di maroni.

Ma, c’è un ma. Dobbiamo infatti tener conto che l’amore non è quella favola spensierata e piena di gioia che ci propinano i film e certi romanzi rosa.

Voglio dire, noi esseri umani siamo pieni di difetti e non è che possiamo pretendere la perfezione da uno solo, perché è la persona che amiamo.

A volte, ci vuole pazienza. MOLTA pazienza. L’importante è che non sia solo una delle due parti a doverla portare. Nel senso che se cambiare si può e si deve, è importante che lo si faccia da entrambe le parti. Tu gli parli, lui risponde e viceversa.

E alla fine c’è rischio che si riesca a mettere in piedi una coppia bella solida.

Io ti assicuro, ho fatto di tutto per non farmi venire il nervoso mentre leggevo, però, Milena cara, come fai a sopportare uno che sta sempre in cattedra?

Per carità, è pieno di donne che hanno mariti così e non fanno una piega, perché in fin dei conti, chi se ne frega se uno ha un atteggiamento paterno?

Ad alcune può anche piacere. Potremmo perfino dire che si tratta di un modo come un altro di prendersi cura della propria amata.

n fondo è anche pieno di donne che hanno coi loro mariti un rapporto materno. Che li curano come pupetti e nessuno se ne stupisce. Ma tu per fortuna hai cervello, sei romantica ma con i piedi per terra, come tu stessa ti definisci, perciò ti rendi conti che tanto accettabile questo atteggiamento non è.

Ora mi chiedi se la tua insofferenza nei confronti di questo suo modo di fare possa rovinare un rapporto che, a quanto ho capito, deve ancora cominciare per davvero.

Be’, cara Milena, lasciando da parte il fatto che il suddetto amato ha una figlia di cinque anni e i figli non sono bruscolini, nel senso che o li accetti o li rifiuti e questo basterebbe per decidere l’andamento del rapporto, lasciando da parte questo dettaglio piuttosto significativo, dicevo, non so proprio come tu possa resistere con uno che vuol sempre aver ragione, ti tratta come una bambina e non riconosce niente delle tue capacità intellettive. Hai provato a farglielo presente? Perché da quello che capisco qui, ti sei sempre solo stizzita, ma senza reagire.

Che dici?

Come vedi sto cercando in tutti i modi di essere clemente, ma non posso non dirti: per fortuna che per ora non sei andata oltre l’amicizia!

Perché fare dei passi in più in direzione di una vita a due, mi parrebbe proprio senza senso con uno così com’è ora.

Soprattutto perché tu già non lo sopporti. Voglio dire, se un uomo ti piace ma ancora prima di cominciare una storia gli trovi un sacco di difetti insopportabili, ma chi te lo fa fare alla tua età di prenderti una rogna del genere?

Hai 45 anni, sei indipendente, brillante, colta, puoi avere tutti gli uomini che vuoi, quindi perché andarti a infognare con uno accessoriato di prole e per di più rompiballe? Se da sola stai bene lo stesso, dammi retta, non caricarti di un peso del genere.

Come dicono gli inglesi, il mare è pieno di pesci. Perciò a mio avviso non dovresti far altro che metterti a riva con la tua bella canna da pesca e rilanciare l’amo. Sono sicura che per una personcina frizzante come te ci siano prede migliori di questa che hai per le mani.

Con tanta stima e fiducia nelle tue capacità, un caro saluto.

Janis

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(scrivendole ci autorizzate a pubblicare la risposta sul sito ndr)

La posta di Janis Joyce