Non è necessario studiare la Verità, si imparare ad allontanarsi da ciò che è falso”.

Dr. D. Hawkins.

 

La verità infatti verrà per conseguenza se riusciremo ad allontanare tutto ciò che è falso.

Come facciamo a riconoscere quando ci troviamo difronte ad una cosa falsa? A volte mi è capitato di comprare capi di abbigliamento che imitavano spudoratamente la marca X, al punto che venivano venduti come “originali”, ovvero prodotti dalla marca X sebbene costassero molto meno.

Naturalmente si trattava di imitazioni, tuttavia erano tanto simili alla marca X che mi facevano venire il dubbio che non fossero davvero “originali”, come invece proclamava l’ardito venditore. Allora, per verificare se fossero veramente capi di abbigliamento della marca X o dei falsi, li paragonavo a quelli della marca X.

Se potevo riscontrare differenze allora si trattava di abbigliamento falso.

Portando l’esempio ad un altro livello, quello della vita e delle sue “verità”, la cosa si complica perchè non abbiamo a disposizione la marca X originale con cui comparare ciò che crediamo possa essere falso.

Anzi, occorre individuare ciò che è falso per arrivare a conoscere più facilmente questa “verità”. La situazione si complica ulteriormente, nel momento in cui ci rendiamo conto che il nostro “mappa mentale” (quell’insieme di parametri con cui valutiamo e misuriamo il mondo e le esperienze che viviamo), ovvero quello con cui siamo chiamati a decidere se una cosa è vera o falsa, è in realtà influenzato dall’insieme delle nostre credenze.

Qual è l’origine delle nostre credenze? la risposta a questa domanda determinerà la mia percezione della realtà in questo esatto momento.

Una risposta possibile potrebbe essere: i nostri genitori, la società, ecc. Non sarebbe nel torto una persona che risponderebbe in questo modo. Un’altra possibile risposta sarebbe: eredo l’informazione dei miei antenati; questa informazione plasma le mie credenze inconscienti, e più in là, durante il corso della mia vita, si manifesterà in alcune circostanze, nelle relazioni interpersonali, e soprattutto nelle relazioni intrapersonali.

In entrambe risposte, il libero arbitrio viene messo seriamente in discussione. La mia vita è espressione di alcune credenze, il cui intorno le può stimolare o reprimere, producendo un effetto fisiologico, alterando il mio benessere e la mia qualità di vita.

La scienza ha dimostrato que erediamo i programmi dei nostri antenati, le loro sofferenze, traumi, la loro forma di intendere la vita, in altre parole, le loro credenze.

La scienza ha scoperto che il radicale metile (-CH3) rappresenta la spiegazione biologica a quanto detto. Ad ogni modo, l’importante è sapere che nasciamo programmati, anzi pre-programmati.

Tutto ciò è spiegato dallo studio sulla epigenetica del Dr Ellis

Stando così le cose, quando crediamo di star esercitando il libero arbitrio, decidendo autonomamente e in coerenza qualcosa che ci riguarda, in realtà stiamo decidendo in base ad un programma (come se fosse il software di un pc) che si trova ben radicato nelle nostre credenze e che in realtà abbiamo ereditato dai nostri antenati.

In realtà quindi le nostre credenze non sono poi tanto “nostre” come credevamo. Se accetto tutto questo, come faccio allora a decidere se una cosa è falsa, e quindi ad allontanarmi, se questo “Io” che è chiamato a decidere è ben lontano dall’essere egli stesso originale? Ovvero, chi è chiamato a decidere se una cosa è vera o falsa, lo farà in base ad un suo sistema di credenze.

Ma cosa facciamo se il sistema di credenze in base al quale valutiamo se una cosa per noi è vera o falsa, non è in realtà “nostro”; in breve, che fare se quello che chiamo “Io” è in realtá pieno di cose false. Per caso possiamo prendere le distanze da noi stessi?

Possiamo allontanarci da noi stessi, avendo compreso che gran parte di questo “Io” è falso?

Questa domanda apre la porta alla ragion d’essere delle scuole esoteriche dell’antichità, delle filosofie e discipline antiche e moderne che hanno per obiettivo: “conosci te stesso”. Da qui, l’importanza di consacrare la propria esistenza all’auto-conoscenza.

Aumentando la consapevolezza (coscienza) di noi stessi, aumenteremo la coscienza dell’universo. Siamo un frattale dell’universo. Conosco me stesso per conoscere l’universo.

L’auto-osservazione e l’auto-conoscenza presuppone pura forza di volontà, attenzione e pratica. Non ha che vedere con la teoria. Tuttavia le numerose discipline consacrate a questo proposito mettono a nostra disposizione svariate risorse per incominciare a strutturare l’auto-osservazione.ç

vivere il cambio

La PNL (programmazione neuro linguistica) ad esempio, dice che l’informazione che riceviamo dall’esterno la comprendiamo in differenti livelli:

  • Realtà di primo ordine: evidenze sensoriali. Si tratta di tutto quello che posso constatare e verificare sensorialmente. Ad esempio: “il gatto è scomparso”. Inoltre, si tratta di una evidenza inequivocabile.
  • Realtà di secondo ordine: interpretazione personale. Ad esempio: “il gatto è scomparso perchè non mi sono preso sufficientemente cura di lui”. La seconda frase è una interpretazione. Non tutti avremo la stessa opinione circa la ragione per cui il gatto è scomparso, si tratta di una interpretazione.
  • Realtá di terzo ordine: come mi sento con la mia interpretazione di fronte a questa realtá. “sento tristezza per non essermi preso sufficientemente cura del gatto”. L’interpretazione di ciò che si pensa. L’interpretazione dell’interpretazione, pensare sul pensiero. Questo ci vincola ai nostri processi interni. E’ la paura ad aver paura, ad esempio.

Per la psicologia e la PNL, le realtá tanto di secondo quanto di terzo ordine, si chiamano allucinazioni.

Che succede quando alluciniamo? Tanto nelle realtá di secondo quanto di terzo ordine, interpretiamo evidenze sensoriali oggettive con il nostro mappa mentale, con le nostre credenze.

Se applichiamo questo modello per osservare il modo in cui stiamo vivendo qualsiasi nostra esperienza, riusciremo nell’immediato a portare a casa 2 risultati:

  • 1: limitandoci alla realtà di primo ordine, non daremo spazio a quella parte di noi che abbiamo detto essere “falsa”. L’interpretazione infatti `frutto del nostro mappa mentale che è frutto delle “nostre” credenze.
  • 2: osservando le nostre allucinazioni (realtá di secondo e terzo ordine) potremo renderci conto di come funzionano le “nostre” credenze e riconoscerle per poterci liberare, dando così un passo avanti verso la conoscenza del nostro vero essere, verso la nostra veritá. Verso quella parte di noi non contaminata, influenzata e governata dai programmi.

Chissà il punto 2 richiede di una buona dose di pratica e di un accompagnamento terapeutico, però se soltanto riusciremo ad osservarci e a praticare con il modello delle 3 realtá, ci saremmo incamminati in una buona direzione.

Le evidenze riportate in questa riflessione possono essere una ispirazione. Tante sono le risorse e le discipline che possono aiutare tutti quelli che intraprendono un cammino di auto-conoscenza.

La cosa più importante è mantenersi determinati e pieni di fiducia, ancorati con buone intenzioni e volontá al proposito, con allegria e buon umore, consapevoli che tutte le risorse di cui avremo bisogna arriveranno solo quando saremo pronti ad usarle correttamente.

Un passito al giorno, si percorre il cammino.

Pierluigi Giarrusso

[email protected]